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Linee guida: la sicurezza degli operatori sanitari nel reparto operatorio
Disponibile sul sito Ispesl l’aggiornamento delle linee guida sugli standard di sicurezza e di igiene del lavoro nel reparto operatorio. I rischi per i lavoratori: requisiti igienico–ambientali, agenti fisici, chimici e rischio biologico.
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Sul sito dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) sono disponibili
diversi documenti finalizzati a fornire un percorso guidato alla individuazione
e valutazione dei rischi
specifici di comparto/settore.
In questi giorni sono state pubblicate in particolare le “Linee
guida sugli standard di sicurezza e di igiene del lavoro nel reparto operatorio”,
un aggiornamento, a dicembre del 2009, di un documento analogo elaborato da un
gruppo di lavoro specifico istituito presso l'ISPESL.
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Rispetto al vecchio documento è stata data “una nuova definizione dei requisiti
strutturali, tecnologici e strumentali del Reparto
Operatorio, nonché dei requisiti igienico - ambientali, e una nuova
allocazione della sezione dedicata alle verifiche delle caratteristiche
ambientali ed impiantistiche per il controllo dell’efficacia delle misure di
prevenzione attuate”.
L’obiettivo è quello di assicurare, nelle diverse condizioni in cui nell’attività
chirurgica emergano situazioni di rischio, un “livello adeguato di gestione organizzativa che si possa avvalere di
supporti tecnologici – strutturali congrui ai bisogni di assistenza dell’operando
in un contesto che non esponga gli operatori ai rischi
professionali”
Ed in effetti l'attività nei reparti operatori, caratterizzata da elementi
specifici e di particolare complessità assistenziale, coinvolge numerosi
profili professionali in attività che spesso passano da contesti fisiologici a
condizioni di urgenza o emergenza ed è necessaria un’attenta organizzazione per contenere i rischi professionali entro i
limiti più bassi possibili.
Le presenti Linee Guida si articolano in tre parti che si occupano:
- dei requisiti strutturali, tecnologici
e strumentali del reparto operatorio;
- dei requisiti igienico-ambientali;
- delle verifiche delle caratteristiche
ambientali ed impiantistiche per il controllo dell’efficacia delle misure
di prevenzione attuate.
I requisiti igienico – ambientali
fanno riferimento alle condizioni igienico - ambientali che “si possono riscontrare
nell’ambito della struttura del Blocco Operatorio e che possono costituire un
rischio per gli operatori”.
E i rischi possono essere:
- rischi da agenti fisici;
- rischi da agenti
chimici;
- rischi da agenti
biologici.
Nel documento di valutazione, richiamato dall’articolo 28 del Decreto
legislativo 81/2008, “tutti
i singoli argomenti sopra richiamati dovranno trovare menzione, come pure i
provvedimenti tecnici, organizzativi e procedurali adottati per limitare gli
effetti dannosi sulla salute”.
Si ricorda inoltre che per le peculiarità dell’ambiente operatorio bisogna
essere particolarmente attenti agli aspetti
comportamentali del personale: qualunque provvedimento strutturale e
tecnico si attui, questo viene inficiato “qualora non coesista una adeguata e
correlata procedura organizzativa e di comportamento”. Lo stesso ragionamento
vale anche per l’adozione eventuale di dispositivi di protezione individuali e
collettivi.
Riguardo agli agenti fisici si fa
riferimento a:
- microclima: “tra i rischi fisici
in sala operatoria, per gli operatori e per gli utenti, grande rilevanza
rivestono le condizioni termoigrometriche ed il grado di comfort termico
ambientale”.
In particolare l’esposizione professionale “ad alterate condizioni
microclimatiche deve essere attentamente valutata anche ai sensi di quanto
previsto dal combinato disposto degli articoli 180 e 181 del D.lgs. 81/2008”
per il rispetto dei limiti stabiliti da eventuali normative tecniche vigenti
e/o consigliati dai competenti organismi, nazionali ed internazionali. Si
ricorda che è requisito di qualità che “le condizioni microclimatiche
soddisfino oltre che le esigenze degli operatori anche le esigenze degli
utenti” ed è dunque necessario “procedere alla valutazione ed alla verifica periodica dei parametri ambientali
microclimatici al minimo ogni 6 mesi, o con periodicità più ravvicinata qualora
siano stati eseguiti interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria o a
rottura dell’impianto tali da alterarne i requisiti prestazionali, o nelle
situazioni in cui si raccolgono indicazioni di disagio termico da parte degli
operatori della struttura”;
- illuminazione: deve essere “sempre
adeguata all’esecuzione di compiti che richiedano estrema precisione anche con
l’utilizzo di lampade per illuminazione localizzata (lampada scialitica)”. Si
deve garantire un controllo del numero e della posizione dei corpi illuminanti
distribuiti nella sala operatoria “al fine di ottenere ovunque una
illuminazione idonea all’effettuazione di compiti che richiedono estrema
precisione secondo quanto previsto dalle norme di Buona Tecnica”;
- radiazioni ionizzanti: è
necessario “fare riferimento ai disposti del D.lgs 230/95 e successive
modifiche e integrazioni”. In particolare
“l’Esperto Qualificato Aziendale deve provvedere a redigere le norme
specifiche di buona tecnica, i codici di comportamento ed il regolamento di
sicurezza da adottare in sala operatoria, qualora si renda necessario
l’utilizzo di dispositivi elettromedicali con emissioni di radiazioni
ionizzanti”;
- radiazioni non ionizzanti: per
quanto attiene a questo tipo di radiazioni, è necessario fare riferimento ai
disposti del D.lgs 81/2008 contenuti nel titolo VIII.
Riguardo agli agenti chimici il
documento ricorda che il Decreto Legislativo 81/2008 (Titolo IX, Capo I
“Protezione da agenti chimici” e Capo II “Protezione da agenti cancerogeni e
mutageni”) evidenzia la necessità di effettuare una valutazione
del rischio “mirata all’identificazione delle sostanze
chimiche pericolose e cancerogene, previa applicazione di tutte le misure
generali e specifiche di prevenzione e protezione ivi stabilite”.
Nella sala operatoria il rischio da agenti chimici è correlato “all’impiego di
diverse sostanze oltre agli agenti anestetici, quali ad esempio detergenti,
disinfettanti, sostanze per l’alta disinfezione o sterilizzazione (es.
glutaraldeide, acido peracetico, etc.), in alcuni casi farmaci definiti
“pericolosi” (quali i chemioterapici antiblastici), sostanze per la
conservazione di pezzi anatomici (formaldeide), materiali in lattice (es.
guanti, dispositivi medici monouso etc.), solventi (es. solventi per cementi),
fumi chirurgici, ecc..”. In particolare le linee guida “si focalizzano esclusivamente
sul rischio di esposizione degli operatori ad agenti anestetici” rimandando la
valutazione del rischio di esposizione alle altre sostanze chimiche alle
disposizioni contenute nel Testo Unico.
Riguardo poi alle misure di prevenzione relative all’utilizzo degli agenti anestetici, “si raccomanda di
realizzare un'intensa attività di prevenzione
tecnica, organizzativa e procedurale in grado di mantenere le concentrazioni
ambientali degli anestetici quanto più basse possibili (es. privilegiare la
ventilazione a circuito chiuso, evitare quando
possibile l’erogazione degli anestetici con maschera facciale)”,
valutare e monitorare le condizioni di inquinamento secondo le indicazioni
indicate nel documento e con riferimento ai valori limite indicati.
Infine un breve cenno al rischio
biologico degli operatori
sanitari, “uno dei rischi più rilevanti per chi opera in ambiente
ospedaliero”.
Per quanto attiene all’esposizione del personale dedicato al Blocco Operatorio
i rischi
sono principalmente relativi:
- al contatto con materiali biologici;
- al possibile inquinamento ambientale
(aereo, delle superfici);
- alla manipolazione di strumentazione,
oggetti e materiali potenzialmente contaminati.
Indice delle Linee Guida:
1 - REQUISITI STRUTTURALI, TECNOLOGICI E STRUMENTALI DEL
REPARTO OPERATORIO
1.1. CARATTERISTICHE STRUTTURALI E TECNOLOGICHE GENERALI
1.2. CARATTERISTICHE STRUTTURALI SPECIFICHE
1.3 CARATTERISTICHE TECNOLOGICHE SPECIFICHE
1.3.1. Impianto elettrico
1.3.2. Impianto di erogazione di gas medicali e del vuoto e sistema di evacuazione
degli agenti anestetici
1.3.3. Impianto di ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata
(VCCC)
1.3.4. Impianto rete telematica e sistema di controllo accessi
1.3.5. Altri impianti speciali
1.3.6. Impianto idrico-sanitario
1.4. CARATTERISTICHE DEI DISPOSITIVI MEDICI E DEI DISPOSITIVI ELETTROMEDICALI
3. VERIFICHE DELLE CARATTERISTICHE AMBIENTALI ED IMPIANTISTICHE PER IL
CONTROLLO
DELL’EFFICACIA DELLE MISURE DI PREVENZIONE ATTUATE
3.1 CONTAMINAZIONE PARTICELLARE
3.2 CONTAMINAZIONE MICROBIOLOGICA DELLE SUPERFICI
3.3 CONTAMINAZIONE MICROBIOLOGICA DELL’ARIA
3.3.1 Contaminazione microbiologica dell’aria in condizioni At-Rest
3.3.2 Contaminazione microbiologica dell’aria in condizioni di Operational
3.4 INQUINAMENTO DA AGENTI ANESTETICI
3.5 CARATTERISTICHE MICROCLIMATICHE
3.6 GRADIENTI DI PRESSIONE
3.7 VOLUMI DI ARIA IMMESSA
3.7.1 Flusso turbolento
3.7.2 Flusso unidirezionale
3.8 RICAMBI DI ARIA
3.9 DETERMINAZIONE DEL RECOVERY TIME
3.10 QUALITÀ DELL’ACQUA EROGATA NEL REPARTO OPERATORIO
3.10.1 Acqua standard
3.10.2 Acque tecniche
3.11 DETERMINAZIONE DEL GRADO DI ILLUMINAMENTO
3.12 DETERMINAZIONE DEL RUMORE
Ispesl, “Linee
guida sugli standard di sicurezza e di igiene del lavoro nel reparto operatorio”,
“Commissione per la definizione degli standard di sicurezza e di igiene
ambientale dei reparti operatori – predisposizione di linee guida per i settori
dell’attivita’ ospedaliera: linee guida sugli standard di sicurezza e di igiene
del lavoro nel reparto operatorio” presieduta da Roberta Curini
(formato PDF, 426 kB).