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Anno 12 - numero 2441 di venerdì 16 luglio 2010
La prevenzione nella movimentazione manuale e nei movimenti ripetitivi La movimentazione manuale dei carichi nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alla sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro. La valutazione dei rischi, le norme tecniche, i compiti del medico competente e i movimenti ripetitivi.
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L’Azienda Sanitaria Locale Roma H
ha reso disponibili, su alcune pagine in rete dedicate al dipartimento di
prevenzione (S.Pre.S.A.L.), diversi documenti utili per la prevenzione degli incidenti
sul lavoro.
Un argomento che può interessare molti lavoratori e molte aziende è quello
relativo alla movimentazione manuale dei
carichi (MMC),
un argomento che PuntoSicuro ha affrontato più volte in questi anni, anche in
relazione al Decreto
legislativo 81/2008.
Per questo motivo nel presentare il documento “La
movimentazione manuale dei carichi” - a cura dello S.Pre.S.A.L.
dell’ASL Roma H - ci soffermeremo solo su alcuni aspetti, rimandando i nostri
lettori ad una sua lettura integrale.

Dopo aver riportato le affezioni
cronico-degenerative conseguenti a
movimentazioni non idonee e le indicazioni normative attuali e passate,
il
documento ricorda che nella valutazione
dei rischi le azioni di prevenzione da attuare devono rispettare
quest’ordine:
- meccanizzazione (eliminazione del
rischio);
- ausiliazione (riduzione del
rischio attraverso misure tecniche e organizzative);
- uso condizionato della forza manuale
(misure correttive in relazione agli elementi di riferimento
dell’allegato
XXXIII del D.Lgs. 81/2008).
Inoltre sono riportate le norme tecniche
di riferimento per la MMC:
- ISO 11228-1 Ergonomics-Manual handling-Lifting and carrying;
- ISO 11228-2 Ergonomics-Manual handling-Pushing and polling;
- ISO
11228-3 Ergonomics-Manual handling- handling of low loads at high
frequency;
- UNI EN 1005-2 Sicurezza del macchinario; prestazione fisica umana, movimentazione
manuale di macchinario e di parti componenti il macchinario.
Dopo aver affrontato i vari metodi di valutazione, già approfonditi da
PuntoSicuro in passato (Niosh,
Snook
e Ciriello, Mapo),
il
documento si sofferma sulla sorveglianza
sanitaria dei lavoratori addetti ad attività di movimentazione
manuale
di carichi.
A questo proposito viene ricordato che l’articolo 168, comma 2, punto d,
del
D.Lgs 81/2008 “prevede che il datore di lavoro sottoponga a sorveglianza
sanitaria gli addetti ad attività di movimentazione manuale di
carichi,
sulla base della valutazione
del
rischio e dei fattori individuali di rischio”. Tale sorveglianza
sanitaria è effettuata dal Medico Competente (MC).
In particolare “tutti gli esposti a rischio residuo sono sottoposti a
sorveglianza sanitaria” e la
sorveglianza “si basa sulla valutazione del rischio e sui fattori
individuali di rischio”.
“La periodicità non è specificata e
quindi vale l’indicazione generale del controllo annuale”, ma se il
rischio è
contenuto il medico
competente “può scegliere periodicità biennale o triennale”.
Il documento riporta le finalità della
sorveglianza sanitaria:
- “contribuire, attraverso opportuni feedback, all’accuratezza della
valutazione del rischio collettivo ed individuale;
- verificare nel tempo l’adeguatezza delle misure di prevenzione
collateralmente adottate;
- raccogliere
dati clinici per operare confronti tra gruppi di lavoratori nel
tempo e in
contesti lavorativi differenti;
- identificare eventuali condizioni ‘negative’ di salute ad uno stadio
precoce
al fine di prevenirne l’ulteriore decorso;
- identificare soggetti portatori di condizioni
di
ipersuscettibilità per i quali vanno previste misure protettive più
cautelative di quelle adottate per il resto dei lavoratori”.
Sempre riguardo alla sorveglianza
sanitaria sono indicate le patologie
di interesse:
- “patologie non eziologicamente correlabili con l’attività di lavoro
(es.
patologie su base costituzionale, metabolica o genetica di tipo
prevalentemente
malformativo) ma che sono influenzate negativamente dal sovraccarico
biomeccanico e che pertanto rappresentano una condizione di
ipersuscettibilità nei soggetti che ne sono portatori;
- patologie a etiologia multifattoriale nelle quali tuttavia condizioni
di
sovraccarico biomeccanico lavorativo possono agire come cause primarie o
concause rilevanti. Tali sono le forme che si incentrano su processi di
degenerazione del disco intervertebrale (es. discopatie, protrusione ed
ernia
del disco) nonché le forme generiche acute (lombalgia
da
sforzo)”.
Il documento inoltre ricorda che, “ai fini dell’espressione dei giudizi
di idoneità, andranno
considerati anche gli aspetti relativi alle condizioni di altri organi
ed
apparati (es. cardiovascolare, respiratorio) nonché a particolari
condizioni
fisiologiche (es. stato gravidico)”.
Questi dunque i contenuti della
sorveglianza sanitaria:
- “indagine anamnestica mirata;
- esame clinico funzionale del rachide nei casi positivi all’indagine
anamnestica;
- ulteriori esami specialistici, radiologici e strumentali nei casi che
ne
abbisognano, sulla scorta dell’indagine anamnestica e dell’esame
clinico-funzionale del rachide. In particolare tali approfondimenti
vanno
attivati quando si prospetti l’opportunità di un giudizio di idoneità
condizionata”.
Il documento - che si sofferma in particolare sulle tecniche per la movimentazione
dei
pazienti da parte degli infermieri
- si sofferma sulle posizioni di lavoro
fisse e si conclude con alcuni cenni ai
rischi per la salute dei movimenti ripetitivi.
Infatti è “noto da tempo che eseguire determinate operazioni
in
maniera ripetitiva può sollecitare strutture ossee, articolari e
muscolari, tendinee, nervose e vascolari, determinando col tempo
l’insorgenza
di veri e propri quadri invalidanti”.
Si può affermare che i gesti lavorativi compiuti con gli arti
superiori sono elemento di rischio
quando:
- “sono frequenti, rapidamente ripetuti, uguali a se stessi per lunghi
periodi
del turno di lavoro;
- richiedono sviluppo di forza manuale;
- comportano posture incongrue del segmento dell’arto superiore;
- non sono alternati con periodi di recupero o riposo”.
E i fattori lavorativi favorenti il rischio sono la presenza di
strumenti non
ergonomici, di vibrazioni
e le attività di precisione.
Se un’indagine della “Fondazione Europea di Dublino sulle condizioni di
salute
e lavoro dei lavoratori europei evidenzia che i problemi di salute più
frequentemente segnalati sono il mal
di
schiena, lo stress
e i dolori muscolari agli arti, i rischi
per la salute da movimenti ripetitivi possono essere classificati in
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grandi gruppi:
- “sindromi infiammatorie muscolo-tendinee, quali le tendiniti della
spalla (ad
es. la periartrite scapoloomerale), le tendiniti inserzionali del gomito
(epicondiliti, epitrocleiti, borsite olecranica), le tendiniti e
tenosinoviti
del distretto mano-polso (s. di De Quervain, dito a scatto);
- le sindromi da intrappolamento dei nervi periferici, fra cui la
Sindrome del
tunnel carpale e la Sindrome del canale di Guyon”.
ASL ROMA H, “La
movimentazione
manuale dei carichi”, a cura dello S.Pre.S.A.L. dell’ASL
Roma H (formato PDF, 5.73 MB).
Tiziano Menduto
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