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Anno 11 - numero 2301 di martedì 15 dicembre 2009

Imparare dagli errori: usare un carrello senza cinture di sicurezza


Esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: infortuni aggravati dalla mancanza di sistemi di trattenuta nei carrelli elevatori. La dinamica dei fatti, i sistemi di ritenzione, le cinture di sicurezza e il Decreto legislativo 81/2008.

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Riprendiamo a occuparci di incidenti relativi all’uso dei carrelli elevatori, che come abbiamo già affermato nella precedente puntata, dedicata ai problemi relativi alla manutenzione dei carrelli, sono ancora troppi e provocano infortuni anche molto gravi.

Possiamo cercare alcuni casi più significativi nel nuovo INFOR.MO., lo strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio contenuti nell'archivio del sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, con particolare riferimento, dunque, agli incidenti accaduti tra il 2005 e il 2008.
In questa puntata evidenzieremo gli infortuni avvenuti per ribaltamento del mezzo, focalizzando la nostra attenzione sulla mancanza o non utilizzo di sistemi di ritenzione, come le cinture di sicurezza.



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I casi
Siamo nel 2007 e un operaio di nazionalità albanese, regolarmente assunto in una ditta di costruzioni edili con la qualifica di autista, è intento “a caricare il carrello elevatore sul pianale dell’autocarro, salendo in retromarcia le due rampe di carico”.
Le rampe hanno “carreggiata (fissa) e larghezza insufficienti e rilevante pendenza”, dunque non sono idonee a garantire la sicurezza nella manovra.
Infatti durante la salita le ruote anteriori escono dalle rampe e determinano “il ribaltamento del carrello e lo schiacciamento dell’operatore, sbalzato dal posto di guida”.
Se un fattore determinante in questo incidente è relativo alla inidoneità delle rampe, un fattore peggiorativo, che ha aggravato l’incidente, è stata la mancanza di cinture di sicurezza.

Siamo ancora nel 2007 e siamo in un ambito differente, un'officina per la preparazione di auto da corsa. E i carrelli elevatori sono uno strumento necessario anche in questa tipologia di attività. Un apprendista è alla guida di un carrello elevatore elettrico e sta “percorrendo un tratto su un piazzale in leggera pendenza, procedendo a marcia in avanti con le forche sollevate senza carico”. Procedendo in questo modo effettua una curva verso sinistra e si ribalta sul lato sinistro.
Nel ribaltamento il lavoratore viene sbalzato fuori dall'abitacolo e rimane schiacciato sotto gli elementi che costituiscono la cabina di protezione del posto di guida del muletto con conseguente "trauma da schiacciamento toracico addominale".
Trasportato all'ospedale muore dopo circa 3 ore.
Il carrello elevatore o muletto, era non solo sprovvisto di cinture di trattenute, ma era di proprietà di un'altra ditta che lavorava nel medesimo piazzale.
Non si conosce il motivo per il quale l'infortunato ha utilizzato un’attrezzatura non della propria azienda.
Anche in questo caso siamo di fronte a evidenti errori procedurali riguardo alla guida, ma abbiamo ancora l’assenza di cintura di sicurezza.


La prevenzione
Il ribaltamento e rovesciamento dei carrelli elevatori, in Italia e in Europa, sono causa di molti infortuni mortali.
Infatti quando i muletti si rovesciano spesso si comportano come una catapulta con il conducente che viene proiettato all'esterno nella direzione di caduta del veicolo.
Se poi l’operatore durante la caduta cerca di uscire dalla cabina, può venire travolto dal veicolo o essere colpito dal tetto di protezione.
Semplici sistemi di ritenuta, come cinture di sicurezza, cabine o barriere laterali, possono salvare la vita del conducente proprio perché ne impediscono la proiezione fuori dal carrello.
E i casi presentati ci mostrano come, senza le cinture di sicurezza allacciate, sia facile rimanere
schiacciati tra il tettuccio o la gabbia di protezione e il suolo.

Comunque i dispositivi di ritenuta non devono rappresentare un ostacolo, specialmente durante salita, discesa e retromarcia del mezzo. Devono adattarsi alle diverse stature degli operatori, essere di facile uso ed essere affidabili.

Rimandando ad una eventuale prossima tappa di “Imparare dagli errori” l’approfondimento di sistemi come cabine chiuse e barriere laterali, ricordiamo che ormai in quasi tutti i veicoli di recente costruzione si trovano cinture di sicurezza con dispositivi che ne migliorano l’efficacia riguardo al blocco della cintura. Tuttavia è evidente che la protezione è efficace solo se l'operatore la utilizza durante ogni manovra.

Dei rischi di ribaltamento dei carrelli elevatori e della necessità di sistemi di protezione parla anche il Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 in relazione ai requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente alla data della loro emanazione (allegato V).
Nell’allegato V, parte II, punto 2.5 si indica infatti che:

2.5 I carrelli elevatori su cui prendono posto uno o più lavoratori devono essere sistemati o attrezzati in modo da limitarne i rischi di ribaltamento, ad esempio,
istallando una cabina per il conducente,
mediante una struttura atta ad impedire il ribaltamento del carrello elevatore,
mediante una struttura concepita in modo tale da lasciare, in caso di ribaltamento del carrello elevatore, uno spazio sufficiente tra il suolo e talune parti del carrello stesso per il lavoratore o i lavoratori a bordo,
mediante una struttura che trattenga il lavoratore o i lavoratori sul sedile del posto di guida per evitare che, in caso di ribaltamento del carrello elevatore, essi possano essere intrappolati da parti del carrello stesso
Ricordiamo infine che non tutti i luoghi di lavoro sono uguali: ogni azienda ha i suoi rischi e i suoi carrelli particolari. Solo una corretta valutazione di questi rischi può stabilire quale tipo di protezioni sono necessarie.



Per consultare direttamente la presentazione dell’infortunio di cui ci siamo occupati, collegarsi a questa pagina del sito web di INFOR.MO. e successivamente visualizzare la schede numero 384 e 446 (archivio incidenti 2005/2008).

 
Tiziano Menduto
 
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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