Durante la conferenza e nel documento di presentazione della stessa sono stati forniti alcuni dati sulla sicurezza del lavoro nell’Unione Europea:
- “ogni tre minuti e mezzo nell'Ue qualcuno muore per cause legate all'attività lavorativa;
- ogni anno muoiono 167.000 persone a causa di
infortuni sul lavoro (7.500) o a causa di malattie professionali (159.500);
- ogni quattro secondi e mezzo un lavoratore dell'Ue è vittima di un
incidente che lo costringe a restare a casa per almeno tre giorni lavorativi;
- il numero di infortuni sul lavoro che costringono ad un'assenza dal lavoro per tre o più giorni è di oltre 7 milioni l'anno”.
Inoltre durante la conferenza, che vedeva la presentazione di buone pratiche europee di
valutazione dei rischi, è emersa la “
scarsa diffusione nelle aziende di uno svolgimento adeguato di valutazione dei rischi, di interventi mirati e costanti di prevenzione e protezione, di modelli di coinvolgimento dei lavoratori/trici e dei loro rappresentanti nelle fasi più rilevanti dell’analisi e dell’individuazione di necessari cambiamenti organizzativi, strutturali e strumentali in azienda, volti a garantire un’adeguata tutela e realizzazione di condizioni di lavoro basate sul rispetto e centralità della persona nel lavoro”.
Altri dati presentati sono relativi alla situazione nei singoli paesi:
- “in
Francia, secondo un sondaggio condotto nel 2004, il 76% dei datori di lavoro nelle imprese con 20 o più dipendenti sostiene di aver condotto una
valutazione dei rischi e stilato la documentazione necessaria”;
- “in
Spagna il quinto sondaggio nazionale sulle condizioni di lavoro, condotto nel 2003, il 61% dei datori di lavoro nel settore dell'industria e dei servizi afferma di aver condotto o di essere in procinto di condurre una
valutazione dei rischi. Rispetto al sondaggio precedente del 1999 questa cifra è raddoppiata”;
- “in
Germania, un sondaggio del 2005 indica che tra le
imprese con 1 fino a 9 dipendenti il 30% ha condotto una
valutazione dei rischi. Tra le imprese con 10 fino a 49 dipendenti la percentuale è stata del 54%, mentre tra le imprese con 50 fino a 249 dipendenti la stessa cifra ha raggiunto l'80%. Tra le imprese di grandi dimensioni con 250 e più dipendenti, il 97% ha effettuato una valutazione dei rischi”;
- “nel
Regno Unito, un sondaggio condotto nel 2007 dal congresso dei sindacati indica tra i
rappresentanti della sicurezza che meno di tre su dieci (28%) si ritengono soddisfatti della loro partecipazione alla
valutazione dei rischi. Il 44% afferma di non aver partecipato affatto, mentre il 27% dichiara di non aver partecipato in modo sufficiente”.
E in Italia?
Secondo quanto indicato nella
nota di commento alla
conferenza - pubblicata sul sito della Confederazione Italiana Sindacati dei Lavoratori (
CISL) - la “
situazione dell’Italia si è dimostrata non essere tra le più negative, seppur va detto che nei confronti degli altri Paesi ad emergere con maggior evidenza è risultata principalmente la netta nostra superiore qualità rappresentata dal
corpus normativo del nostro Paese nei riguardi degli altri”.
Ecco il
materiale informativo pubblicato dalla
CISL relativo alla conferenza:
(nel caso insorgessero problemi nell'apertura dei file, si consiglia di salvarli)