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Anno 12 - numero 2321 di mercoledì 27 gennaio 2010
Factsheet n. 85: una corretta valutazione dei rischi
Disponibile un documento dell’EU-OSHA sulla valutazione, eliminazione e sostanziale riduzione dei rischi professionali: quali sono i principali fattori di successo per una corretta valutazione dei rischi?
In particolare nel report sono trattati diciotto
casi, con sette “istantanee” (brevi casi), tratti da una gamma di
professioni e di settori economici in tutta l’Europa.
Ad esempio un caso racconta di una valutazione
preliminare dei rischi implicati nella movimentazione manuale di carichi di un
cantiere navale, valutazione
che “ha rivelato che le operazioni di assemblaggio dell’asse portaelica
risultavano alquanto cruciali”.
Per ridurre i rischi rilevati “è stato costruito un carrello che modificava
completamente la procedura di assemblaggio dell’asse, riducendo in tale modo la
necessità della movimentazione
manuale di carichi”.
Alcuni dei i principali fattori di
successo per una valutazione
del rischio efficace, rilevati dal report:
- valutazione
del rischio dettagliata;
- forte motivazione da parte di un gruppo (un dipartimento, un comitato
direttivo dei lavoratori, il datore di lavoro, …) e da parte di chi si occupa
della gestione dei rischi;
- sostegno da parte della direzione: fondamentale per “garantire che le risorse
necessarie, quali il bilancio, le risorse umane, le attrezzature ecc., siano
messe a disposizione del progetto”;
- motivazione e coinvolgimento dei lavoratori: “devono essere coinvolti non
solo nell’analisi stessa del rischio ma anche nel corso dell’identificazione e
dell’attuazione delle soluzioni possibili. La loro conoscenza e competenza pratica
e dettagliata è spesso necessaria per sviluppare misure preventive
adeguate”;
- conoscenza e analisi delle potenziali
soluzioni valide, delle migliori prassi, delle innovazioni scientifiche o
tecnologiche disponibili;
- “un’atmosfera improntata sulla fiducia e la cooperazione tra gli attori
chiave coinvolti nel processo
di valutazione del rischio;
- assenza di ostacoli importanti all’adozione di misure preventive o
protettive” (mancanza di risorse economiche, valutazione negativa dell’analisi
costi/efficacia, mancanza di soluzioni disponibili, effetti negativi per altri
lavoratori, …);
- motivazione a migliorare l’immagine della società o a migliorare l’immagine
del dipartimento sicurezza e salute;
- “esistenza di capacità interne in vista dell’identificazione (e lo sviluppo)
di soluzioni valide”; - monitoraggio
adeguato della misure preventive o protettive adottate;
- “la disponibilità di supporto esterno per soluzioni complicate o
avanzate;
- la motivazione a ridurre i costi relativi ad infortuni e malattie in
professioni o settori a rischio elevato”.
Le conclusioni del report indicano
che esiste “un determinato numero di
rischi che può essere completamente evitato o eliminato”, mentre i
“rimanenti rischi vengono considerati molto bassi o vicini allo zero”.
Il report riporta in particolare casi di eliminazione dei rischi che riguardano
i rischi derivanti dalla corrente elettrica, dalla movimentazione manuale,
dalla manipolazione non protetta di sostanze
pericolose o dall’esposizione
al rumore.
Negli altri casi sono indicate le azioni che permettono di combattere i rischi
alla fonte e spesso “ne consegue una riduzione sostanziale del rischio ad un
livello decisamente inferiore”.