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Anno 11 - numero 2242 di lunedì 21 settembre 2009

Disturbi oculovisivi e videoterminalisti: una ricerca italiana


Adeguate misure preventive possono evitare l’insorgenza di numerosi casi di discomfort oculovisivo tra gli operatori. Uno screening su 73 videoterminalisti con tre casi di astenopia significativa. Manifestazioni e cause dell’astenopia.

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Già in passato PuntoSicuro ha evidenziato, attraverso ricerche e materiale informativo, la correlazione tra l’insorgenza dell’astenopia ed il lavoro al videoterminale (VDT).
Ricordiamo infatti che i disturbi dell’apparato oculo-visivo rappresentano infatti uno dei problemi più rilevati negli uffici e nei luoghi di lavoro con lavoratori impegnati davanti a videoterminali: l’insieme di questi disturbi configura una sindrome complessa che prende il nome di “astenopia” e che consegue proprio all’impegno dell’organo della vista.
 
 
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Di questi argomenti parla anche la newsletter n°3 di giugno 2009 dell’Associazione per la Cultura e le Tecnologie dell'Ambiente e della Sicurezza (ACTAS), un’associazione che nasce per dare voce e visibilità alle esperienze di ricerca e di applicazione che maturano nel variegato mondo che si occupa di ambiente e di sicurezza.
 
Nell’articolo di Paolo Santucci dal titolo “Tre casi di 'Astenopia Significativa' in una popolazione di videoterminalisti” si ricorda che “nell’ambito del lavoro d'ufficio è sempre stato difficile acquisire dati attendibili sullo stato di salute dei lavoratori in relazione ai rischi specifici, non essendo appropriati indicatori storici quali la 'prevalenza degli infortuni' o il 'livello di assenteismo'”.
In ogni caso il grado di astenopia del lavoratore e dunque il suo affaticamento visivo, possono essere considerati un parametro di “discomfort del videoterminalista”, ricordando che la cosiddetta ‘astenopia significativa’ “corrisponde al superamento, per frequenza e numero di disturbi, di una soglia di affaticamento visivo e/o extravisivo abnorme”.
 
Ma quali possono essere le manifestazioni dell'astenopia?
 
A livello visivo principalmente problemi di fotofobia, visione sfuocata e ridotta velocità di lettura, ma è possibile la presenza di aloni colorati e forse anche di riduzione dell'acuità visiva, dell’ampiezza fusiva, …
A livello oculare problemi di lacrimazione, prurito, irritazione, secchezza, bruciore, dolore, sensazione di sabbia sotto le palpebre, ma anche possibile pesantezza dei bulbi, iperemia congiuntivale e altre alterazioni.
A livello generale si possono evidenziare problemi di cefalea, astenia, nausea, dispnea, vertigine e tensione generale.
 
Secondo quanto indicato nell’articolo nel corso dello screening ergoftalmologico con strumentazione manuale rivolto a 73 videoterminalisti (addetti alla battitura testi, consultazione, caricamento dati e programmazione) di un società assicurativa genovese, “sono stati individuati n°3 casi di ‘astenopia significativa', pari al 4 % del totale, e n°15 forme di astenopia ‘border line', corrispondente al 21 %”.
In questo caso l’indice di discomfort oculovisivo “ha evidenziato perciò una bassa prevalenza, pari al 25 %, se comprendiamo anche le forme border line”: risultato favorito da specifiche misure preventive “promosse nel triennio precedente dal medico competente, insieme alle altre figure della prevenzione aziendale, che hanno condotto la maggior parte degli operatori ad una condizione di buon confort oculovisivo”.
L'azione preventiva è stata caratterizzata da:
- formazione-informazione individuale;
- sopralluoghi mirati alle postazioni di lavoro con eventuale bonifica ambientale;
- adeguato screening ergoftalmologico con eventuale approfondimento oculistico.
 
Se le cause dell'astenopia occupazionale in operatori impegnati al videoterminale  - predisposizione individuale, uso incongruo del videoterminale, mancanza di pause, postazione di lavoro non ergonomica, inquinamento ambientale, uso continuo di lenti a contatto, difetti visivi non adeguatamente corretti - sono state trattate negli anni da diversi autori, i 3 casi di astenopia significativa accertati hanno offerto il pretesto “per un approfondimento sul tema dell'affaticamento visivo del videoterminalista”.
 
In particolare i tre casi, illustrati ampiamente nell’articolo, presentano cause “riconducibili prevalentemente alla predisposizione individuale”.
 
Nel primo caso siamo di fronte ad un astigmatismo ipermetropico misconosciuto e corretto dopo il cambio delle lenti: infatti dopo “l'introduzione di nuove lenti ed un primo ciclo di training ortottico, l'operatrice riferisce, a distanza di circa tre mesi dalla visita medica, la scomparsa pressoché totale della sintomatologia astenopica”.
 
Il secondo caso è caratterizzato da miopia elevata con discomfort causato dall'uso continuativo di lenti a contatto. Si ricorda che nel ‘portatore ‘cronico' di lenti a contatto “diventa decisivo l'OSA (Ocular Surface Area), l'apertura dell'occhio, che deve essere ridotta, per diminuire la porzione del segmento anteriore ‘esposta' a luce, aria, polveri, allergeni ed altri inquinanti ambientali (Sotoyama et Al.) . Il layout della postazione deve perciò favorire questa tendenza, posizionando l'altezza del margine superiore del monitor leggermente al di sotto del livello degli occhi”.
 
Il terzo e ultimo caso è riferito a problemi di presbiopia non corretta e a fattori psico-sociali e di formazione concomitanti.
Infatti nella “ridotta percezione del deficit visivo a volte rientrano anche fattori psicosociali: un'attività variegata e gratificante al VDT, oppure una mansione monotona, ripetitiva e con ridotte possibilità di gestione da parte dell'operatore, possono influenzare sensibilmente l'entità dell'astenopia occupazionale”.
 
 
 
Tre casi di 'Astenopia Significativa' in una popolazione di video terminalisti”, di Paolo Santucci (Consigliere nazionale ANMA) nel numero n°3 della newsletter di giugno 2009 dell’Associazione per la Cultura e le Tecnologie dell'Ambiente e della Sicurezza (ACTAS).
 
 
Tiziano Menduto


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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