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Canne fumarie in amianto: la tutela degli spazzacamini
La sicurezza ambientale e delle persone in caso di operazioni di pulizia, manutenzione e bonifica delle canne fumarie in cemento amianto: la tutela degli spazzacamini.
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Pubblichiamo un estratto dell’articolo “La tutela
degli spazzacamini in caso di cemento
amianto nelle canne fumarie”, di Sergio
Clarelli, ingegnere, presidente Assoamianto. Tratto da Ambiente & Sicurezza, n.
15/2009.
Una proposta operativa per gli
interventi sulle canne fumarie in cemento amianto Qualificazione dei soggetti preposti
alla manutenzione e alla bonifica La ditta preposta alle operazioni di manutenzione e di bonifica
delle canne
fumarie in cemento amianto deve essere iscritta all’Albo nazionale
gestori
ambientali nella categoria 10 (per gli interventi di manutenzione, anche
se
sono effettuati su manufatti in cemento amianto, è appropriata la
sottocategoria B, in conseguenza sia del sensibile rilascio di fibre sia
dell’impostazione
tipologica del cantiere). Inoltre, il personale operativo deve essere in
possesso delle abilitazioni di operatore addetto alle attività di
rimozione, di
smaltimento e di bonifica, ai sensi dell’art. 10, legge n. 257/1992, e
dell’art. 10, D.P.R. 8 agosto 1994.
La predisposizione del piano di lavoro
per le operazioni di manutenzione e di bonifica Ai sensi dell’art. 256, decreto
legislativo
n. 81/2008, il datore di lavoro, prima dell’inizio dei lavori,
è tenuto a predisporre un piano di lavoro. Questo piano deve prevedere
le
misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori
sul
luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno. Inoltre, è
doveroso
precisare che la bonifica delle canne fumarie in cemento amianto
comporta un
rischio specifico di caduta dall’alto per cui, fermo restando quanto
previsto
dalle norme antinfortunistiche del Testo unico sicurezza, dovranno
essere
realizzate, in particolare, idonee opere provvisionali per la protezione
dal rischio
di
caduta, ovvero adottati opportuni accorgimenti.
Copia del piano di lavoro deve essere inviata all’organo di vigilanza
(ASL
competente per territorio) almeno trenta giorni prima dell’inizio dei
lavori.
Operazioni per la manutenzione In base alla classificazione del decreto del Ministero della Sanità 6
settembre 1994, le attività di manutenzione vera e propria delle canne
fumarie
in cemento amianto
si possono classificare come interventi che intenzionalmente disturbano
zone
limitate di materiali contenenti amianto.
È necessario anche precisare che, sempre ai sensi del D.M. 6 settembre
1994,
operazioni che comportino un esteso interessamento dell’amianto non
possono
essere consentite se non nell’ambito di progetti di bonifica.
Pertanto, nell’ipotesi in cui l’intervento di manutenzione riguardi zone
limitate delle pareti interne della canna fumaria, occorre attuare
procedure
quali:
- l’ispezione accurata dell’impianto fumario per individuare tutte le
aperture
che dovranno essere adeguatamente ed ermeticamente sigillate mediante
teli di
polietilene a perdere e nastro adesivo, previa eventuale rimozione di
elementi smontabili,
che devono essere puliti a umido e tolti dalla zona di lavoro;
- precauzionalmente e preliminarmente alle operazioni di manutenzione,
l’impianto fumario deve essere, dove possibile, circoscritto e confinato
(con
teli di polietilene, sigillando le aperture di comunicazione con
l’esterno);
- divieto della presenza di estranei nell’area interessata;
- gli operatori addetti alla manutenzione devono indossare, in
particolare,
calzari per il pedonamento dei tetti, indumenti protettivi a perdere,
come tute
in tyvek, e mezzi di protezione delle vie respiratorie, dotati di filtro
P3;
- applicare glove bag (cella di polietilene, dotata di guanti interni
per
l’effettuazione del lavoro), in sommità e alla base della canna fumaria;
- prima della sigillatura a tenuta stagna del glove bag in sommità,
nella canna
fumaria dovranno essere inseriti gli scovoli forniti di aste estensibili
e
tutti gli attrezzi necessari;
- è necessaria la presenza di un ugello di aspirazione da collegare a un
idoneo
estrattore mobile, dotato di filtro ad alta efficienza contro i
particolati
HEPA, alta efficienza 99.97 DOP (High Efficiency Particulate Air), per
la messa
in depressione (confinamento dinamico);
- il sistema di estrazione deve garantire un gradiente di pressione tale
che,
attraverso le inevitabili imperfezioni delle barriere di confinamento,
si
verifichi un flusso d’aria dall’esterno verso l’interno della canna
fumaria in
modo da evitare qualsiasi fuoriuscita di fibre; contemporaneamente,
questo
sistema garantisce il rinnovamento dell’aria e riduce la concentrazione
delle
fibre di amianto aerodisperse all’interno del volume confinato;
- l’aria aspirata deve essere espulsa all’esterno, sigillando con nastro
adesivo intorno al tubo di uscita;
- l’aria inquinata aspirata dall’estrattore deve essere efficacemente
filtrata
prima di essere emessa all’esterno;
- l’estrattore deve essere messo in funzione prima di iniziare ad
azionare gli
scovoli e deve funzionare ininterrottamente per mantenere il
confinamento
dinamico fino a che la manutenzione della canna fumaria non sia
completa; non
deve essere spento alla fine del lavoro; in caso di interruzione di
corrente o
di qualsiasi altra causa accidentale che provochi l’arresto
dell’estrattore,
l’attività di manutenzione deve essere interrotta;
- l’estrattore deve essere provvisto di un manometro che consenta di
determinare quando i filtri devono essere sostituiti;
- il cambio dei filtri deve avvenire in modo protetto ad opera di
personale
munito di mezzi di protezione individuale per l’amianto;
- tutti i filtri usati devono essere insaccati e trattati come rifiuti
contaminati da amianto;
- eseguire preventivamente una prova della tenuta con fumogeni,
inserendo un
tubicino collegato a una macchina fumo, per verificare l’efficacia del
confinamento, osservando dall’esterno le eventuali fuoriuscite di fumo;
occorre
ispezionare l’intero percorso della canna fumaria e gli eventuali punti
di
fuoriuscita fumo devono essere adeguatamente sigillati;
- effettuare gli interventi sulle pareti interne in cemento amianto a
umido;
- le operazioni devono essere condotte con la massima attenzione per non
danneggiare i glove bag e gli eventuali teli di polietilene perché
questo
potrebbe comportare fuoriuscita di fibre;
- la procedura di manutenzione deve prevedere la spruzzatura di
incapsulanti
adeguati per la particolare destinazione d’uso delle pareti interne
della canna
fumaria, la pulizia delle superfici interne della stessa mediante
scovoli e
spazzole;
- a fine pulizia, occorre strozzare con nastro adesivo la cella posta in
basso
la quale conterrà il materiale rimosso;
- effettuare il monitoraggio ambientale in MOCF (microscopio ottico a
contrasto
di fase) o SEM (microscopio elettronico a scansione), mediante
inserimento di
una apposita sonda; se il risultato è, rispettivamente, inferiore a 20
fibre/litro o a 2 fibre/litro, è possibile rimuovere il tutto oppure
continuare
a diluire e a eseguire di nuovo il monitoraggio;
- entrambi i glove bag e tutti i materiali rimossi dovranno essere
smaltiti
secondo le usuali procedure per i rifiuti contenenti amianto, compresi
gli
scovoli, mentre le aste potranno essere recuperate previa
decontaminazione;
- nel caso di canne fumarie collettive ramificate potrebbe essere
necessario
utilizzare più glove bag per la raccolta del materiale di risulta
dell’attività
di pulizia e di manutenzione.
La tecnica del glovebag non è utilizzabile per temperatura superiore a
60 °C.
Le tute devono essere eliminate dopo ogni intervento.
Tutto il materiale a perdere utilizzato (indumenti, teli, stracci per
pulizia
ecc.) deve essere smaltito come rifiuto contaminato in sacchi
impermeabili
chiusi ed etichettati.
Deve essere effettuata una pulizia a umido e/o con aspiratori a filtri
assoluti
della zona di lavoro e delle aree del cantiere che possono essere state
contaminate da fibre di amianto.
In caso di consistenti rilasci di fibre occorre seguire le seguenti
procedure:
- evacuazione e isolamento dell’area interessata;
- affissione di avvisi di pericolo;
- decontaminazione dell’area con sistemi a umido e/o con aspiratori
idonei;
- monitoraggio finale di verifica.
Infine, per quanto riguarda l’eventuale esposizione del personale
addetto a
queste attività manutentive, la legge vigente sembrerebbe esprimere
indicazioni
contrastanti perché, ai sensi del decreto del Ministero della Sanità 6
settembre
1994, il personale addetto alle attività di manutenzione e di custodia
deve
essere considerato professionalmente esposto ad amianto, mentre, secondo
il
comma 2, lettera a), art. 248, D.Lgs. n. 81/2008, trattandosi nella
fattispecie di «brevi attività non continuative di manutenzione durante
le
quali il lavoro viene effettuato solo su materiali non friabili», questa
attività
manutentiva si configurerebbe come attività ESEDI (esposizioni
sporadiche e di
debole intensità) e, quindi, nell’ipotesi che risulti chiaramente, dalla
valutazione dei rischi, il valore limite di esposizione all’amianto pari
a 0,1
fibre per centimetro cubo di aria,misurato come media ponderata nel
tempo di
riferimento di otto ore, non si attuerebbe la sorveglianza
sanitaria, né l’iscrizione degli operatori nel registro degli
esposti,
oltre al mancato obbligo di notifica. In conseguenza, però,
dell’inevitabile e
sensibile rilascio di fibre, in ogni caso, si ritiene comunque
necessario
considerare questo personale professionalmente esposto.
[...]
Igiene e sicurezza degli addetti Per quanto riguarda l’igiene e la sicurezza degli addetti, i lavori
dovranno svolgersi secondo quanto disposto dal Decreto legislativo n.
81/2008.
Per interventi di incapsulamento che prevedano un trattamento
preliminare o la
sostituzione di parte della canna fumaria, il titolare dell’impresa
dovrà
presentare, all’organo di vigilanza competente territorialmente, anche
un piano
di lavoro ai sensi dell’art. 256, TU. Nelle operazioni che possono dar
luogo a
dispersione di fibre di amianto, i lavoratori devono essere muniti di
idonei
mezzi di protezione individuali delle vie
respiratorie e di indumenti protettivi.
[...]