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I rischi di sovraccarico biomeccanico nell’impagliatura delle sedie


Schede sui rischi da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nella impagliatura delle sedie. Focus su: copertura angoli, impagliatura automatica, fissaggio con ago, fissaggio centrale con pressa e impagliatura sedia viennese.

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Roma, 12 Gen – Ci sono attività in cui i rischi da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori sono molto diversificati a seconda della specifica mansione, dello specifico compito del lavoratore. Rischi che, con riferimento alla classificazione per fasce di rischio dei valori della Check-list OCRA, possono risultare accettabili, molto lievi, lievi, medi ed elevati.
Una delle attività con rischi così diversificati è la fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio, con particolare riferimento all’attività di impagliatura sedie.
 
Per parlarne possiamo fare riferimento alle schede pubblicate nel secondo volume Inail della monografia dal titolo “ Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura”.
Ricordiamo che se le schede del documento Inail rappresentano uno strumento consultabile ai fini della redazione della valutazione dei rischi secondo le  procedure standardizzate, di cui al  Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012, tuttavia i risultati valutativi stimati “sono riferibili alle specifiche caratteristiche (lay-out, macchinari/attrezzature utilizzate, organizzazione del lavoro, ciclo di lavoro, ecc.) descritte per ciascun compito; ne consegue che, per un corretto utilizzo dei dati illustrati nelle schede, sarà necessario tener conto delle specificità di ogni singola realtà lavorativa”.

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Ci soffermiamo brevemente su cinque diverse lavorazioni relative all’impagliatura delle sedie: copertura angoli, impagliatura automatica, fissaggio con ago, fissaggio centrale con pressa e impagliatura manuale sedia viennese.
 
Scheda 21 - Fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio - Impagliatura sedie: copertura angoli
La scheda indica che per l’impagliatura sedie in questa attività l’operatore effettua, come operazione preliminare, “la copertura degli angoli dei sedili con uno strato di carta (sui 4 angoli), il posizionamento di fili di corda (a gruppi di 7, solo su due angoli) ed il successivo fissaggio con pistola sparapunti”. Questo compito è “preparatorio e precede l’impagliatura automatica”.
 
Nella realizzazione di questo compito si ha un rischio medio sia per l’arto dx che per l’arto da 6h di lavoro in poi.
 
La prevenzione del rischio di sovraccarico “si può ottenere mediante riduzione dei tempi di adibizione e rotazione su postazioni meno gravose o prive di rischio, quali l’impagliatura automatica”. Nel contempo “si può fare un’azione di formazione dell’addetto incentivandolo a lavorare seguendo ritmi leggermente più blandi”.
 
 
Scheda 22 - Fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio - Impagliatura automatica sedie
In questo caso, sempre nell’ambito della lavorazione di impagliatura sedie, “l’operatore carica il sedile da impagliare nella macchina, fissa i capi della corda con la sparapunti ad aria compressa e fa partire la macchina regolando manualmente di tanto in tanto la velocità e controllando la qualità dell’impagliatura; infine, fissa la corda con la sparapunti, ne taglia i capi e rimuove dalla macchina il sedile impagliato”. La lavorazione di impagliatura automatica, successiva alla copertura angoli, è svolta prevalentemente dalla macchina impagliatrice.
 
Questa attività non presenta particolari rischi di sovraccarico. Infatti si ha  un rischio molto lieve per l’arto dx da 8h di lavoro in poi e sempre un rischio accettabile per l’arto sx.
 
In questo caso si segnala che tale compito può essere utilizzabile “per ridurre l’esposizione a rischio dell’operatore, nell’ambito di una rotazione con compiti più gravosi per gli arti superiori”.
 
 
Scheda 23 - Fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio - Impagliatura sedie: fissaggio con ago
I sedili impagliati con impagliatrice automatica “vengono passati alla successiva fase di fissaggio del punto centrale che si realizza in due diversi compiti: il primo è esclusivamente manuale e consiste nel fissaggio al centro del sedile delle corde tagliate a fine impagliatura tramite utilizzo di ago e filo apposito, il secondo consiste nel passaggio del telaio in una pressa e realizzazione del nodo di tenuta finale”. Nel primo compito l’operatore effettua dunque “il passaggio dei due fili tramite un ago dotato di manico in legno attraverso il punto centrale del sedile”.
 
Nella realizzazione di questo compito si ha un rischio medio sia per l’arto dx che per l’arto sin da 6h di lavoro in poi.
 
Per la prevenzione va prevista “una adeguata formazione del personale addetto al fine di contenere il ritmo di lavoro, molto elevato anche grazie all’abilità ed esperienza raggiunte negli anni e al fine di effettuare le pause idonee al recupero. Va prevista certamente una rotazione giornaliera con compiti a contenuto inferiore di rischio, contenendo al massimo i tempi di adibizione ai compiti più gravosi”.
 
 
Scheda 24 - Fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio - Impagliatura sedie: fissaggio centrale con pressa
Sempre in relazione alle operazioni di finitura per fissare i capi del filo, nel secondo compito “l’operatore inserisce il sedile nella pressa che consente di schiacciare la zona centrale, successivamente annoda il filo già inserito, taglia i capi della corda e rimuove dalla pressa il sedile finito”.
 
In considerazione all’alta frequenza, alla brevità del ciclo e alla postura prolungata in pinch, si ha in questo caso, per entrambi gli arti, un rischio elevato da 8h di lavoro in poi (e medio già da 4h di lavoro).
 
Anche in questo caso per la prevenzione si consiglia una adeguata formazione del personale addetto e una rotazione giornaliera con compiti a contenuto inferiore di rischio.
 
 
Scheda 25 - Fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio - Impagliatura manuale sedia viennese
Concludiamo parlando di un particolare tipo di impagliatura manuale (“il ‘cannè’ o ‘paglia di Vienna’ è il tipico nastro di paglia che viene utilizzato per questo tipo di rivestimento”) che richiede una lavorazione artigianale di elevata qualità e molta attenzione ai particolari e alle rifiniture.  Per questo motivo il ritmo lavorativo non è elevato: “il rifacimento completo di una sedia di questo tipo richiede un’intera giornata di lavoro”.
Nell’impagliatura l’operatore “inserisce nei fori laterali il filamento di cannè e lo fissa al foro tramite idonei tassellini in legno. Quindi tende il filo e lo fissa con medesimo sistema al lato opposto della seduta, costruendo in questo modo un telaio, sul quale tesse un filo per volta, fino a formare il classico disegno della sedia viennese. Al termine rifinisce la seduta mediante applicazione di chiodini di legno e un bordino di cannè”.
 
In questo caso l’attività presenta rischi leggermente diversi per i due arti: un rischio lieve per l’arto dx da 8h di lavoro in poi e sempre un rischio accettabile per l’arto sinistro.
 
In questa attività il rischio da sovraccarico è dunque “gestibile per lo meno fino a qualche ora di lavoro continuativa. Per migliorare la situazione in caso di compito protratto per più tempo si potrebbe prevedere una migliore impugnatura della mano destra ad esempio attraverso un supporto per il filo di ‘cannè’ che attualmente viene trattenuto con due dita in ‘pinch’”.
 
 
Contarp Inail, “ Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura”, volume II, edizione 2014, pubblicazione realizzata da Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione (Contarp) di Direzione Regionale Marche, Direzione Regionale Friuli Venezia Giulia, Direzione Regionale Liguria, Direzione Regionale Toscana, Direzione Regionale Umbria; Autori: Ugo Caselli, Chiara Breschi, Raffaella Compagnoni, Laura De Filippo, Maria Angela Gogliettino, Elena Guerrera, Marina Mameli, Eleonora Mastrominico, Daniela Sarto con la collaborazione di Silvia Mochi (formato PDF, 2.07 MB).
 
 
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RTM
 
 

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