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I 19 punti che il carrellista conosce per lavorare in sicurezza


Un documento propone spunti e riflessioni per favorire una guida più sicura del Carrello Elevatore attraverso i “19 punti che il Carrellista Esperto conosce a memoria per lavorare in sicurezza”. Prima parte (punti 1/6). A cura di Francesco Tortora.

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Molti nostri lettori, da anni impegnati nel mondo della sicurezza e con esperienza di formazione, ci inviano interessanti materiali per migliorare la consapevolezza dei lavoratori dei rischi nell’uso delle varie attrezzature di lavoro. Un lettore, Francesco Tortora, ci ha recentemente inviato un documento relativo ai “19 punti che il Carrellista Esperto conosce a memoria per lavorare in sicurezza - Spunti e riflessioni per favorire una guida più sicura del Carrello Elevatore”: materiale sviluppato per gli operatori di muletto e per gli addetti alla sicurezza nelle aziende ai sensi del Testo Sicurezza e Salute sul Lavoro. Lo riproponiamo in più parti sottolineando, come indicato nell’introduzione dall’autore rivolta ai lettori, che “alla lettura bisogna dar seguito con l’azione: una volta immaginata la situazione di ciascun passo, portate il concetto nella vostra realtà e cambiate direzione qualora ravvisiate dei pericoli e dei rischi”. Il documento sarà suddiviso in tre parti: in questa prima parte pubblichiamo i punti dall’1 al 6.

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Formazione sui rischi specifici per chi utilizza i carrelli elevatori (Art. 37 D.Lgs. 81/08)
 
1. Fidati quando si parla della tua sicurezza!
Le attività di Informazione, Formazione ed Addestramento, purtroppo, non sempre da sole migliorano all'istante una condizione lavorativa atta ad evitare infortuni sui luoghi di lavoro o, per come preferisco dire sempre io, ad abituarsi a lavorare in modo corretto e sicuro!
 
C'è  bisogno di applicare gli insegnamenti appresi, di far funzionare le cose per come debbono funzionare … altre strade non ce ne sono!
È  un continuo susseguirsi ...  un processo che coinvolge tutti gli attori presenti in una data struttura ...  dal datore di lavoro fino all'ultima risorsa aziendale, compreso il cane da guardia!
 
Secondo me il miglior modo per ottenere la sicurezza desiderata consiste nel "lavorare con la coscienza" di ciascuno di noi:
- il Datore, con coscienza, si applica ad iniziare e seguire il percorso
- il Lavoratore, con coscienza, si impegna ad utilizzare le conoscenze apprese
- il Professionista, con coscienza, affianca le parti con la sua competenza.
 
Il ruolo partecipativo, ovvero, l'idea di far partecipare i membri di una struttura ad un evento formativo, è parte importante di questo processo e la comunicazione, in tutto questo, ha un ruolo decisamente fondamentale!
Talvolta però, per comunicazione, intendiamo trasferire semplici manuali, altri scritti o nozioni! Un buon lavoro formativo consiste di tante ben altre azioni di cui la dispensa di materiali ... è soltanto una piccola parte!
 
La prima cosa che mi viene in mente di consigliare, soprattutto ai soggetti a rischio (e parlo dei lavoratori-operatori), è di avvicinarsi agli strumenti che utilizziamo con uno spirito diverso, ma soprattutto prudente e diligente!
Mi viene difficile pensare ad un lavoro senza rischi ... a meno che tu non lavori nel deserto anche se, comunque, esiste il rischio, seppur paradossale, che tu possa essere investito da una tremenda tempesta di sabbia.
Voglio dire che possiamo parlare di abbattimento dei rischi "quasi fino allo zero", ma mai "fino a zero".
Gli strumenti, gli attrezzi, i muletti ... sono "soggetti senza anima" ... chi decide, in quanto in possesso dell'intelligenza, sei tu e spesso si decide (con la propria intelligenza) di lavorare con rischi molto elevati! La sfortuna, forse e benedetta, è dovuta al fatto che riconosciamo dei rischi, continuiamo a lavorare con la loro presenza ... ma abbiamo sempre la fortuna di uscirne illesi!
Quindi ... o si lavora con coscienza ... o che tu sia ... sempre benedetto!
 
A questo proposito
… I modi di “fare formazione” sono tanti … ma sappiate che nulla rimarrà ben impresso nella mente delle persone se quella precisa informazione non ha un particolare senso per chi la deve apprendere e praticare!
 
Un giorno, davanti ad un gruppo di giovani sportivi, mi presentai con due libri confezionati come fossero pacchi regalo … e dissi loro:
<Ho portato qui con me due importanti libri: il primo è un testo che parla della psicologia di un atleta; il secondo è un libro particolare che ci fa capire come funziona la mente di un atleta eccellente per poter migliorare nettamente le prestazioni di ciascuno di noi! Quale dei due vogliamo iniziare ad approfondire?>
 
La scelta fu di dar inizio alla lettura del secondo testo e quando qualcuno mi chiese, per puro spirito di curiosità, di sbirciare il primo dei due testi … fu immensamente sorpreso da scoprire che i due libri erano identici!
 
Ora che avete ben compreso tutto questo … come pensate di ristrutturare i vostri insegnamenti al riguardo della sicurezza delle persone?
 
  
 
 
2. Bisogna sapere ...
Dover fare delle cose e non saperle come fare ... non è  certamente una bella situazione!
In più vorremmo avere subito delle informazioni trasferibili ed utilizzabili della serie ... le prendo al volo e subito me ne servo!
E su questo principio che dobbiamo creare costantemente ed aggiornare le nostre documentazioni utili per l’informazione da trasmettere ai nostri lavoratori, come:
- procedure di servizio
- avvisi di reparto
- aggiornamenti vari.
 
L’intero materiale deve essere preparato con un linguaggio semplice, pratico e quanto più elementare possibile: ne avete l’obbligo, perché riconoscete il tipo di pubblico che avete davanti.
 
In pratica … scriviamo e parliamo una lingua quanto più prossima al livello dei nostri lavoratori! Lo so … mica semplice, ma dovuto: non possiamo pensare di offrire sicurezza se il lavoratore non percepisce le informazioni per come desideriamo che vengano percepite!
Capite il concetto, vero? Non fa una grinza, vi risulta?
 
Quali parole utilizzate?
Talvolta, quando abbiamo a che fare con una persona che trasferisce in un linguaggio a noi poco comprensibile … facciamo finta di capire! Una finta, perlopiù, derivante da un sistema automatico di difesa personale.
 
Fate uso di un linguaggio tecnico, scientifico … solo quando la platea (i lavoratori) è in sintonia con il vostro vocabolario.
 
Quando, invece, è proprio necessario trasferire un dato tecnico importante … “scervellatevi” nel formulare quel pensiero in modo tale da risultare assimilabile dai presenti.
 
 3. Sii sempre lucido!
I migliori attrezzi ... le migliori strutture lavorative ... a nulla servono se non sei davvero pronto durante il tuo lavoro con i Carrelli Elevatori!
La prontezza dei tuoi riflessi è  un elemento indispensabile ... quando devi riconoscere i rischi ... quando devi preoccuparti all'istante in caso di “sorgenza” del rischio … quando devi reagire. Bisogna essere lucidi ed oltre a sconsigliarvi vivamente l'assunzione di bevande alcoliche ...
 mi va di parlare di altro genere di "lucentezza".
 
I pensieri negativi, anche non strettamente legati al lavoro, non aiutano la mente a concentrarsi sul lavoro: la disattenzione, infatti, altro non è  che l'elaborazione della mente di altri pensieri! Se stai pensando alla rata del mutuo che sta per scadere e che ti viene difficile da pagare in quanto scarso di liquidità ... ecco, questo pensiero, può mai esserti utile mentre affronti una manovra particolare dove si richiede una certa concentrazione?
 
Quando lavori ... i pensieri debbono essere dedicati a ciò che stai compiendo: non sovrapporli con altri! Ci sono momenti in cui riusciamo ad essere davvero poco pronti ... e una volta resici conto ... sarebbe bene far fare operazioni ad altri colleghi!
 
L'idea strana, invece, è  di pensare di affrontare certe situazioni perché convinti di riuscirci come altre volte!
Che sia andata bene tante volte ... non significa che vada bene sempre!
Quando volano questi pensieri ... respira profondamente e pensa ... immaginando ... di essere una persona pronta e concentrata ... come lo sei stato in passato!
Le persone vivono i pensieri negativi allo stesso modo di come stessero accadendo questi pensieri che hanno in testa e questo è  tremendamente pericoloso: ricordalo vivamente!
 
Idoneità Psico-Fisica
Gli Operatori di carrello elevatore debbono trovarsi nelle ottimali condizioni psico-fisiche.
Questa condizione viene verificata dal Medico Competente durante lo svolgimento delle visite mediche aziendali.
 
Ad ogni modo, qualsiasi lavoratore, quando non è nelle migliori condizioni per poter utilizzare una attrezzatura pericolosa come il muletto … ha l’obbligo di darne comunicazione al proprio Datore di Lavoro (anche per il tramite del R.L.S. aziendale).
 
Particolare riguardo alla questione “alcol”: la normativa è molto chiara … non è possibile portarne sul lavoro … non è possibile somministrarlo da parte del Datore di Lavoro!
Praticamente … tolleranza zero … non è possibile assumerne nemmeno in minime quantità.
 
4. Le attrezzature aggiuntive
I mezzi di lavoro, e in questo caso i carrelli elevatori, possono essere utilizzati anche con l'ausilio di determinate attrezzature aggiuntive.
 Le attrezzature aggiuntive sono dei componenti che, senza di essi, non potrebbero movimentare al meglio certi tipi di carichi: per i carrelli elevatori, ad esempio ... abbiamo i ribalta-cassoni o le pinze per i fusti o per le bobine! Le attrezzature aggiuntive, però, possono essere applicate ed utilizzate soltanto se costruite secondo le normative comunitarie in materia di sicurezza.
 
Alla consegna di questi beni, infatti, deve seguire la certificazione che viene rilasciata dall'impresa costruttrice.
Le attrezzature in esame sono soggette a manutenzioni periodiche volte a garantire gli standard di sicurezza e di queste verifiche è  bene tenerne traccia per iscritto, tramite apposita documentazione da custodire in modo geloso.
Altre attrezzature, come le funi e le catene, sono da verificare con cadenze temporali stabilite dalla legge.
In particolare, il Testo Sicurezza e Salute di cui al Decreto Legislativo numero 81 del 2008, impone che il controllo delle funi e delle catene debba avvenire trimestralmente!
Colgo l'occasione, in quanto vissuto per esperienza, che sono vietate attrezzature costruite in modo artigianale con il classico metodo del "fai da te"!
Per quanto efficaci ed utili, questi attrezzi da voi prodotti ... risulterebbero privi della certificazione di sicurezza e, in caso di incidenti, verreste chiamati in causa per negligenza verso l'incolumità altrui!
 
Occhio alle nuove portate
Raramente notiamo “nuove targhette informative” una volta installate le attrezzature aggiuntive.
Eppure sono fondamentali perché con l’applicazione delle attrezzature cambiano i limiti di portata massima del nostro carrello elevatore.
 
Ciò almeno per questi motivi:
- il peso dell’attrezzatura in molti casi è di per se superiore al peso delle forche che sono state sostituite
- alcune attrezzature si aggiungono lasciando le forche sul muletto aumentandone il peso (bilancieri per batterie, ad esempio)
- le attrezzature, in tanti casi, spostano il baricentro di presa del carico.
 
Come, quindi, potremmo capire qual è la nuova portata del mezzo senza nessuna informazione?
 
 
 
 
5. Diffondiamo la sicurezza, tutti dobbiamo partecipare
Il Testo Sicurezza di cui al Decreto Legislativo 81 del 2008 pone l'accento sullo spirito collaborativo che deve instaurarsi fra tutti gli attori della sicurezza: dal datore di lavoro ... fino all'ultimo dipendente!
All'interno delle sedi di lavoro deve esistere un clima comunicativo efficace al fine di raggiungere alti standard di sicurezza e salute ... e fin quando le procedure ed i piani rimangono soltanto scritti ai quali bisogna adempiere ... ecco su questa cosa sicuramente erriamo!
La vera sicurezza nasce dall'esigenza di individuare i rischi, di intraprendere le corrette strade e di far partecipi tutti di questi "progetti salva vita".
La comunicazione ha un ruolo davvero fondamentale tanto che, in molte aziende, si stanno studiando i migliori metodi di trasmissione delle informazioni: beh ... non mi sembra poi tanto stupida l'idea di far arrivare il concetto ... per come vogliamo che venga percepito!
La precisione dell'informazione, a detta di esperti del settore valorizzati anche dall'attenta valutazione delle cause di infortunio e che condivido pienamente, è  una delle questioni cardine nell'ambito delle forti riduzioni degli incidenti sui luoghi di lavoro.
La conoscenza acquisita dai professionisti deve essere trasferita ai lavoratori affinché possano applicare praticamente i concetti che vanno ad apprendere nelle varie sedute informative e formative.
Quindi, ok alle pubblicazioni aziendali, ai report esposti nelle bacheche o ai moniti dei vigilanti ... ma soprattutto dobbiamo "far vedere applicare" i concetti della sicurezza.
 
In fondo, se si lavora in modo insicuro, lo si deve quasi sempre a metodi abitudinari cattivi da sostituire con altri comportamenti più sicuri e salutari.
Infatti ...  mi vien difficile pensare ad un'azione rischiosa e conscia da parte dei soggetti che prestano le loro mansioni: sono abituati in un modo e fin quando non ne conoscono altri ... sempre quelli continueranno ad adoperare!
 
6 Informazioni errate ...  comportamenti scorretti!
Esperti si diventa ... col tempo, con la pratica acquisita e con le informazioni ricevute!
La nostra esperienza professionale ci ha dato questo risultato: gli operatori utilizzano il carrello elevatore in funzione delle conoscenze che hanno nella propria mente e, pertanto, se le informazioni sono precarie o se le stesse non sono correttive ...  allora vedi che ci si comporta molto male con il muletto e tutto questo non fa altro che aumentare i rischi di incidenti lavorativi!
Un esempio pratico lo si trova nel mancato utilizzo delle cinture di sicurezza che, secondo me, è  il più semplice dei passi per iniziare a vivere il lavoro in modo sicuro e corretto.
 
Gli addetti, però, non è  che logicamente non adoperano le cinture ... soltanto sono abituati a non inserirle e questo approccio è  molto simile ad altri comportamenti inconsci molto rischiosi.
La prima cosa che mi viene in mente di pensare è  che, oltre ad essere ben istruiti, i carrellisti debbono essere un tantino vigilati ... almeno per il tempo necessario affinché le nuove e sane abitudini diventino inconsce.
 
L'idea discende dal presupposto che i lavoratori debbono avere ben chiare le idee su "come fare" nel modo migliore il proprio lavoro, garantendo nel contempo la loro salute.
Un primo “modo” potrebbe essere quello di dare loro delle informazioni preziose: una buona lettura di un manuale pratico, ad esempio, è  già un buon inizio anche se è  soltanto il primo passo dei tanti da compiere!
La lettura, infatti, inizia a far maturare nel cervello l'idea di un lavoro rischioso ... cosa che prima, magari, veniva altamente non considerata.
Ma una fine alla crescita non esiste mai … fatevene una ragione!
 
L’esperienza conta?
L’esperienza sul lavoro ha un impatto rilevante sulla vita delle persone!
Vorrei, però, dirvi che non si è esperti perché è da anni che si utilizza il muletto: per esperto intendo un altro genere di operatore.
 
L’esperienza rimane, quindi, la più grande scuola della vita in quanto:
- ci insegna sulle cose cattive del passato che non dobbiamo ripetere
- ci insegna, purtroppo, con le sventure altrui.
 
Statisticamente sono proprio le persone con più anni di mestiere a correre maggiori rischi.
La “troppa sicurezza”, ovvero, il sentirsi fin troppo sicuri … abbassa i livelli di attenzione.
 
Altra trappola? Quella di sentirsi esperti in situazioni pericolose: non scherzate con la vostra vita!
 
 
 
 
 
Francesco Tortora
 
 
Fine prima parte.
La seconda  e la terza parte saranno pubblicati da PuntoSicuro nelle prossime settimane.
 
NB: Ricordiamo che il carrello elevatore semovente con conducente a bordo è tra le attrezzature di lavoro per le quali l’ Accordo Stato-Regioni inerente le attrezzature di lavoro, pubblicato il 22 febbraio 2012, richiede una specifica abilitazione degli operatori.
 
 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 
 


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