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Buone prassi per la sicurezza nelle attività di manutenzione


Indicazioni per una gestione preventiva e sistematica della sicurezza nelle attività di manutenzione con riferimento alla manutenzione straordinaria degli impianti di produzione di energia elettrica. Il progetto operativo “Maggior supporto”.

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Roma, 1 Ago – Più volte PuntoSicuro ha ricordato che la manutenzione, pur essenziale per offrire condizioni di lavoro sicure e sane”, è un'attività ad alto rischio e deve dunque essere eseguita in sicurezza, adottando un'adeguata protezione sia per gli addetti alla manutenzione che per le altre persone presenti sul luogo di lavoro.
A ricordarci l’importanza di una gestione preventiva e sistematica della sicurezza nelle  attività di manutenzione è una buona prassi validata nella seduta del 30 maggio 2012 dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro
 
La buona prassi, dal titolo “‘Azione di Maggior Supporto’ nel viaggio con le imprese per la manutenzione sicura di una centrale elettrica”, è stata sperimentata dall’azienda  Enel Produzione SpA - Divisione Generazione ed Energy Management, in relazione alla manutenzione straordinaria degli impianti di produzione di Energia Elettrica di Enel.

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In particolare la “buona pratica” attuata dall’Inail presenta una soluzione per affrontare le problematiche relative a:
- “incremento dei livelli occupazionali con lavoratori esterni al personale di centrale;
- attività svolte in condizioni spazio temporali ristrette;
- condizioni di rischio nuove e diverse rispetto a quelle gestite in condizioni di normale esercizio di funzionamento della centrale”.
 
La soluzione utilizzata è relativa alla Linea Guida “Azione di Maggior Supporto” per l’esecuzione in sicurezza dei lavori di manutenzione straordinaria delle centrali elettriche affidate con il contribuito di imprese appaltatrici.
Con l’iniziativa denominata “Azione di Maggior Supporto”, la Divisione Generazione ed Energy Management di Enel si è impegnata a realizzare attività di verifica, controlli, formazione in campo, sensibilizzazione e promozione della cultura della sicurezza. Un progetto che ha coinvolto apertamente i lavoratori delle imprese appaltatrici “con lo scopo di sensibilizzare il personale delle stesse sulla sicurezza propria ed altrui, sulla necessità dell’adozione in ogni momento di comportamenti sicuri e di procedure e provvedimenti per operare in sicurezza”.
 
Per avere qualche informazione sul progetto operativo, alla scheda della buona prassi è allegato il documento “‘Maggior Supporto’ - la manutenzione sicura con le imprese”, a cura di S. Valery, S. Di Pietro e A.Cioce.
 
Il documento ricorda che la manutenzione periodica degli impianti Enel “è un elemento fondamentale per mantenere in efficienza e sicurezza non solo i sistemi e macchinari, ma anche più in generale gli ambienti di lavoro”.
In particolare la necessità di promuovere in Enel – in modo particolare nella Divisione Generazione ed Energy Management (GEM) – “un approccio strutturato alla manutenzione sicura nasce da una profonda analisi degli infortuni e delle cause che hanno portato agli infortuni: nel biennio 2007 – 2008 dei 69 infortuni occorsi alle imprese appaltatrici nelle unità produttive termoelettriche della Divisione GEM, il 35% dei casi (24 eventi di cui 7 gravi e 2 mortali) si è verificato durante le attività di manutenzione straordinaria degli impianti”.
 
Con il progetto “Maggior Supporto” si è arrivati a “promuovere un approccio efficace, programmatico e strutturato alla manutenzione, basato su una gestione preventiva dei rischi, una partecipazione e un coinvolgimento effettivo dei lavoratori e dei loro rappresentanti”.
 
Il progetto, che coinvolge apertamente i lavoratori delle imprese appaltatrici, “è stato lanciato nel corso del 2009 e prevede la creazione di un ‘team di maggior supporto’ composto da tecnici Enel esperti di sicurezza e di manutenzione che operano con frequenza giornaliera su turni, supportando il personale di centrale in occasione di eventi relativi a grandi modifiche e/o manutenzioni straordinarie affidate con il contributo di imprese appaltatrici, ove numerose e complesse risultano le criticità di natura logistico–organizzativo e gestionale – programmatiche riguardanti la sicurezza”.
Queste le regole fondamentali che hanno “reso l’iniziativa un caso di ‘best practice’ nell’approccio integrato e strutturato della sicurezza nel processo di business:
- costituzione del team;
- interazione nel progetto dei lavori;
- coordinamento”. 
 
Altre informazioni sul progetto le troviamo poi nel documento “Linee guida ‘Azione di maggior supporto’ e ‘Controlli operativi alle squadre di lavoro delle imprese’ operanti nelle centrali di produzione termoelettriche e idroelettriche dell’Area di Business ‘Generazione’ nell’ambito della Divisione Generazione ed Energy Management” (documento realizzato nel novembre del 2009). 
 
La linea guida trova applicazione nelle centrali termoelettriche e idroelettriche dell’Area di Business Generazione nell’ambito della Divisione Generazione ed Energy Management (nel seguito Divisione GEM).
 
Il Gruppo di “Maggior Supporto” (GMS) è un gruppo “costituito da personale interno alla Divisione (o potenzialmente esterni) ai quali in relazione allo specifico sito, è attribuito il servizio di collaborazione a maggior supporto nell’effettuazione dei controlli sull’esecuzione in sicurezza dei lavori affidati alle imprese appaltatrici”.
 
Ad esempio i componenti del GMS svolgeranno la attività di controllo recandosi ciclicamente presso i luoghi di lavoro dell’impianto cosi come concordato con il CMS (Coordinatore del Gruppo di Maggior Supporto).
Se nel corso del controllo il GMS “rileva anomalie e/o inadempienze che comportino situazioni oggettive di pericolo grave e imminente”  - ad esempio: pericolo di caduta oggetti/attrezzature dall’alto, mancato o errato utilizzo dei DPI, situazioni pericolose in fase di sollevamento carichi, mancata protezione di cavi di alimentazione elettrica, errato utilizzo delle attrezzature di lavoro, mancato rispetto delle norme di accesso e circolazione dei veicoli, mancata identificazione del personale delle imprese, mancata perimetrazione, ... - potrà intervenire direttamente sul personale delle imprese appaltatrici “con un’azione immediata di recupero, dandone avviso al CMS e provvedendo nel contempo alla segnalazione verso l’assistente tecnico di riferimento della commessa”.
 
In tutti gli altri casi riguardanti modalità di lavoro “non rispettose delle disposizioni aziendali e delle vigenti normative in materia di sicurezza sul lavoro” -  ad esempio interferenze con altre imprese, utilizzo di ponteggi non a norma, utilizzo di punti di ancoraggio di paranchi o altri dispositivi non idonei, utilizzo nei luoghi classificati particolari di apparecchi elettrici trasportabili, mobili o portatili, alimentati da circuiti non classificati SELV o privi di trasformatore di isolamento, errato stoccaggio delle bombole, ... - il GMS provvederà ad informare tempestivamente il CMS “che prenderà visione delle informazioni procedendo nel contempo alla segnalazione per l’interruzione dell’attività verso l’assistente tecnico di riferimento della commessa il quale richiederà il ripristino immediato delle condizioni di sicurezza. La ripresa dell’attività risulterà subordinata all’attuazione delle azioni di recupero richieste all’impresa”.
 
Concludiamo ricordando che attraverso il progetto è stato possibile:
- ridurre i livelli di infortuni: “da 24 infortuni (di cui 7 gravi e 2 mortali) biennio 2007-2008 a 7 infortuni (0 gravi, 0 mortali) biennio 2009-2010;
- sostenere il cambiamento culturale verso l’esecuzione in sicurezza dei lavori affidati alle imprese nel rispetto delle norme comportamentali e disposizioni di legge;
- promuovere con le ditte appaltatrici comportamenti sicuri in ogni fase dell’attività lavorativa;
- promuovere l’utilizzo dei dispositivi di protezione (DPI/ PC);
- richiamare l’attenzione sui rischi specifici delle diverse attività lavorative”.
 
 
 
 
 
RTM 
 
 

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