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Milano, 12 Lug – PuntoSicuro nei
giorni scorsi ha presentato relatori e temi trattati nel convegno “
Le novità su salute
e sicurezza sul lavoro”, un convegno organizzato dalla Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione
(
CIIP) che si è tenuto a Milano il 4 giugno 2012.
Convegno che non si è soffermato
solo sui recenti documenti relativi alla formazione e ai formatori, ma che ha
affrontato alcune politiche regionali in materia di sicurezza sul lavoro,
materia che ricordiamo essere soggetta al
regime di
competenza della legislazione concorrente tra Stato e Regioni.
Nicoletta Cornaggia, dirigente della
Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia
(Struttura Prevenzione Ambienti di Vita e di Lavoro) e componente del
Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro, ha
parlato del
Piano
regionale lombardo 2011/2013 per la promozione della salute e sicurezza nei
luoghi di lavoro. E ha sottolineato rilevanti futuri sviluppi delle politiche
regionali che PuntoSicuro approfondisce oggi con un’intervista mirata.
Abbiamo parlato di tavoli di
lavoro con le parti sociali, di
collaborazione
con gli Organismi Paritetici, di creazione di un elenco di Organismi
regionali, di finanziamenti alle aziende e voucher, di
valorizzazione
dell’e-learning, di educazione ai rischi nella scuola, di tetto massimo per
i partecipanti ai corsi di formazione e di nuovi format per gli attestati di
formazione.
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La Regione Lombardia si è
dimostrata in questi anni sensibile alle tematiche relative alla prevenzione e
tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e, nel suo intervento, lei
ha fatto specifico riferimento ad un tavolo di lavoro con le parti sociali su
questi temi. Quando è nato questo tavolo di lavoro e quali sono le sue
caratteristiche e obiettivi?
Nicoletta Cornaggia: Già con il Piano regionale 2008–2010 per la promozione
della sicurezza e salute negli ambienti di lavoro, approvato con delibera della Giunta Regionale VIII/6918 il 2
aprile 2008, è stato individuato un modello organizzativo basato su una Cabina
di regia e sul Comitato regionale di Coordinamento ex art. 7 D.Lgs 81/08.
Alla Cabina di regia partecipano i rappresentati del partenariato
economico-sociale e istituzionale. Sono gli stessi soggetti giuridici che hanno
sottoscritto
ex-ante – cioè prima
della deliberazione della Giunta, sia nel 2008, che nel 2011 (
dgr IX/1821 del 8 giugno 2011) -
l’Intesa
per la promozione del Piano, impegnandosi a mettere in campo le sinergie
necessarie al raggiungimento degli obiettivi in esso previsti. La Cabina si
riunisce trimestralmente e svolge una costante azione di monitoraggio,
confronto e verifica dello stato di avanzamento della programmazione
strategica. Altresì lavora per la validazione di documenti – quali linee
operative, guide, vademecum – che i Laboratori di approfondimento, dedicati a
specifici rischi e/o settori, elaborano, con la doppia finalità di fornire
strumenti di indirizzo sia agli organi di vigilanza che alle aziende virtuose.
Mentre la Cabina assolve ai compiti assegnati agli Uffici Operativi
dal
DPCM 21 dicembre 2007, il Comitato – cui partecipano anche le
Aziende Sanitarie Locali - svolge, oltre alle funzioni previste dal DPCM,
un’attività di ascolto e valorizzazione
del livello provinciale.
Uno dei temi affrontati
dalla Regione Lombardia e dal tavolo di lavoro è la formazione alla sicurezza,
sia con riferimento alla formazione dei soggetti aziendali che alla formazione
nelle scuole. La Regione ha stanziato recentemente 9 milioni di euro per la
partecipazione a percorsi formativi, quante aziende ne beneficeranno?
N.C.: Grazie alla collaborazione e al
coordinamento con la DG Occupazione e Lavoro – componente della Cabina di regia
– è stato possibile aprire un Avviso “Dote
sicurezza” alle micro e piccole
imprese lombarde, consentendo ai datori di lavoro di prenotare
dei voucher per l’”acquisto” di corsi di formazione in materia salute e
sicurezza sul lavoro individuati ed afferenti al D.Lgs. n. 81/08 e definiti
dagli Accordi collegati, ed erogati dai soggetti formatori legittimati e
accreditati. Sono stati prenotati 2595
voucher.
Riguardo alle scuole,
invece, obiettivo del Piano è integrare l’educazione ai rischi nei curricula
scolastici. Sempre grazie alla collaborazione con la DG Occupazione e Politiche
del Lavoro, nel triennio di vigenza del precedente Piano è avvenuta
l’approvazione da parte del Consiglio Regionale degli indirizzi relativi alla
quota regionale dei piani di studio personalizzati del sistema istruzione (dgr
VIII/9568 del 11 giugno 2009), in base al quale la sicurezza sul lavoro è stata
inserita tra le aree tematico/formative da sviluppare nei percorsi didattici di
I° e II° ciclo. Ora, le iniziative da intraprendere sono rivolte a sostenere
gli istituti.
La sicurezza e la salute sul lavoro sono competenze da acquisire nel
programma di studi curricolari: non devono però essere intese come un soggetto
autonomo, bensì devono essere incorporate negli obiettivi di apprendimento
scolastici riferiti ad altre materie (ad esempio la scienza, l’educazione
fisica, l’educazione sanitaria e la cittadinanza). Diventa, dunque, prioritario
preparare il corpo docenti sulle modalità attraverso le quali offrire
l’educazione al rischio. Per questo abbiamo avviato uno specifico progetto
formativo, scorporato e distinto da quello realizzato per le aziende con
l’Avviso Dote, cui partecipa l’Ufficio Scolastico Regionale ed Eupolis.
Il tema della collaborazione
con gli Organismi Paritetici non è esente da criticità e necessita di
chiarimenti. Durante il convegno lei ha anche parlato dell’elaborazione futura
di un repertorio degli Organismi Paritetici lombardi...
N.C.: La Cabina di regia, come detto in
precedenza, è il luogo in cui si creano e si esplicano le sinergie per
contrastare il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie
professionali. Il che si attua anche attraverso un’azione di supporto alle
aziende, o meglio fornendo loro strumenti che le supportino e le orientino
nell’applicazione dei disposti normativi.
Lo scenario che si delinea, dunque, è quello in cui il ddl lombardo
disporrà di una semplice tabella in cui facilmente identificherà
l’Organismo che ha le caratteristiche definite dal Ministero del Lavoro con
Circolare n. 20 del 29.07.2011, ovvero “l’essere
costituiti da una o più associazioni dei ddl e dei lavoratori comparativamente
più rappresentative, ambedue firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale del
Lavoro applicato all’azienda; l’operare nel settore di riferimento, e non in un
diverso settore; l’essere presenti nel territorio di riferimento, e non in un
diverso contesto geografico.” Il tavolo appositamente costituitosi sta
conducendo un ampio dibattito su quali siano gli elementi – ad esempio,
l’applicazione di uno specifico contratto collettivo - da valorizzare nella
scelta dell’Organismo.
In questi ultimi mesi molti
hanno sottolineato l’importanza di mettere un tetto al numero massimo di
partecipanti ai corsi di formazione, sia che si tratti di formazione di base,
sia che si tratti di aggiornamento. Qual è la posizione della Regione?
N.C.: Regione Lombardia si è già espressa nel
2006, con le circolari di recepimento dell’Accordo per la formazione dei
RSPP/ASPP, stabilendo che anche nei corsi di aggiornamento vi sia il rispetto
di un numero massimo di partecipanti pari a 30 (rif. Circolare n. 32/SAN06 del 19.12.2006).
L’aggiornamento è un momento di formazione. Le ore di aggiornamento
formativo sono ore di formazione. Dunque devono avere la stessa dignità; devono
essere rispettose degli stessi requisiti.
Nel convegno lei ha
affrontato anche alcune novità riguardo ai format riconosciuti per gli
attestati di formazione. Sono novità già approvate o in via di approvazione?
Come sarà il nuovo format?
N.C.: Il nuovo format andrà ad aggiornare
quello già diffuso con la Circolare n. 21/SAN06 del 27.07.2006 di recepimento
dell’Accordo per la formazione dei RSPP/ASPP, in coerenza ai modelli ed ai
criteri applicati dalla DG Occupazione e Lavoro.
Infine diamo qualche
informazione su quello che è emerso o sta emergendo dal tavolo di lavoro
riguardo allo strumento dell’E-Learning, uno strumento valorizzato dagli stessi
accordi sulla formazione del 21 dicembre 2012.
N.C.: Entrambi gli Accordi per la formazione
consentono, per parti limitate di percorso, l’erogazione in modalità
e-learning, cioè ammettono la possibilità di imparare sfruttando la rete
internet e
la diffusione di informazioni a distanza. Va chiarito che l’e-learning si
distingue da altre versioni di formazione a distanza (FAD) per la componente
Internet e/o web e per la presenza di una "piattaforma tecnologica"
specifica. È una modalità, come pone la domanda, che richiede di essere
valorizzata, perché - dove correttamente erogata - è certamente vantaggiosa.
Dunque, ciò che occorre fare è individuare alcuni elementi il cui rispetto sia
garanzia - per il soggetto formatore,
per l’utente e per l’organo di vigilanza - di erogazione corretta del
corso.
Articolo e intervista a cura di
Tiziano Menduto
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