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Macchine agricole: le scadenze della revisione e della formazione


Un intervento si sofferma sulle novità normative nel comparto agricolo. La rete per il lavoro di qualità, la revisione delle macchine agricole e la formazione degli operatori. La scadenza del 31 dicembre 2015 per la revisione e l’abilitazione.

 
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Lodi, 4 Gen – Nel nostro paese agricoltura e selvicoltura sono settori ad alto numero di infortuni. E se il nostro paese è caratterizzato “dal grande impegno nell'ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”, i risultati in questi settori continuano ad essere “altalenanti” malgrado la “buona qualità della legislazione e dalla grande competenza e passione degli operatori”.
 
Ad affermarlo, intervenendo al convegno “ Salute e sicurezza in agricoltura e selvicoltura. Le prospettive. Il piano 2014-2018” che si è tenuto l’8 settembre 2015 a Lodi, è la senatrice Maria Grazia Gatti, componente della Commissione Agricoltura del Senato della Repubblica.
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Trattori agricoli o forestaliMateriale per formatori - Trattori agricoli o forestali
(D. Lgs. n. 81, 9 aprile 2008, Art.73 c.5 e Accordo stato Regioni 22/02/2012 All.VIII)

La senatrice è intervenuta nel convegno, organizzato dall’ ASL di Lodi, su due aspetti: la costituzione della rete per il lavoro agricolo di qualità e la Risoluzione in Commissione Agricoltura del Senato relativa alla revisione delle macchine agricole ed alla formazione degli operatori votata prima della successiva emanazione del decreto ministeriale del 20 maggio 2015.
 
L’intervento ricorda che la rete per il lavoro agricolo di qualità - la cui cabina di regia nazionale è già operante –  “procederà a monitoraggi costanti, su base trimestrale, anche accedendo ai dati INPS su instaurazione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro, dell’andamento del mercato del lavoro agricolo, valutando in particolare il rapporto tra il numero dei lavoratori stranieri che risultano impiegati ed il numero di lavoratori stranieri ai quali è stato richiesto il nulla-osta per il lavoro agricolo dagli sportelli unici per l’immigrazione. Promuoverà iniziative anche d’intesa con le autorità competenti e le parti sociali, in materia di politiche attive del lavoro, contrasto al lavoro sommerso e all’evasione contributiva, organizzazione e gestione dei flussi di manodopera stagionale, assistenza ai lavoratori stranieri immigrati”.
 
Per quanto riguarda invece la revisione delle macchine agricole e la formazione professionale per il conseguimento dell’abilitazione all’uso, la relatrice racconta innanzitutto come si è arrivati al decreto.
 
Se agricoltura e selvicoltura continuano ad essere fra i settori con più infortuni mortali, “anche nell’ultimo periodo una grande percentuale sono avvenuti su trattori e la principale causa è stata il ribaltamento/rovesciamento del mezzo. Nella maggior parte dei casi il capovolgimento trasversale e/o longitudinale del mezzo è avvenuto per sovraccarico del trattore, per sforzo eccessivo di traino, per manovre brusche e per eccessiva pendenza del terreno”.
 
Si ricorda che i principali dispositivi di protezione “sono rappresentati dall’installazione direttamente sul trattore di una struttura di protezione ROPS tale da evitare o limitare i rischi in caso di capovolgimento e di schiacciamento e dalla cintura di sicurezza. Ai fini di sicurezza è indispensabile la contemporanea presenza dei due dispositivi”.
Tuttavia dalle indagini sugli infortuni emerge anche che “gli infortuni legati all’uso dei trattori agricoli o forestali sono, nella maggior parte dei casi, determinati oltre che dalle carenze delle attrezzature sotto il profilo della sicurezza e dall’eccessiva obsolescenza del parco macchine circolante, anche da carenze di formazione specifica degli operatori addetti all’uso. Quindi la revisione delle macchine con la eventuale rottamazione e la formazione degli operatori sono i due strumenti attraverso cui rendere il lavoro in agricoltura un lavoro più sicuro”.
 
Una risoluzione della Commissione Agricoltura in Senato – di cui la senatrice è stata relatrice - ha fissato gli impegni per il governo nella attuazione del decreto.
La risoluzione impegnava il governo:
- “ a far sì che non si prevedessero ulteriori proroghe rispetto all'entrata in vigore dell'obbligo della revisione delle macchine agricole e della formazione degli operatori, considerato che erano già tre le proroghe intervenute circa la revisione e due quelle sull'abilitazione obbligatoria. A questo impegno il governo ha assolto di fatto con l'emanazione del decreto;
- a prevedere, nella scrittura del decreto ministeriale con cui disporre le modalità di esecuzione della revisione, disposizioni volte a garantire non solo i profili di sicurezza di circolazione stradale delle macchine agricole ma anche quelli attinenti alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Questo è il punto fondamentale e richiederà un impegno particolare del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali;
- a prevedere che la revisione si effettui non solo con controlli visivi ma anche con controlli adeguati (sull'usura, e su altri profili). Questo è contenuto nel decreto;
- a prevedere una scalettatura delle revisioni che permetta una copertura progressiva in tempi adeguati di tutto il parco macchine e, a regime, una revisione periodica; presente nel decreto;
- a prevedere la possibilità di utilizzare officine mobili presso le aziende o punti di raccolta che facilitino il conferimento delle macchine agricole oggetto di revisione; anche questo è presente nel decreto;
- a prevedere meccanismi che consentano la rottamazione delle macchine agricole più obsolete con tariffe e procedure semplificate che incentivino l'eliminazione delle macchine più pericolose;
- a prevedere tariffe di revisione che favoriscano l'avvio della campagna tenendo anche conto della difficile situazione economica delle imprese;
- per quanto riguarda i finanziamenti, a incrementare, da parte del Governo e degli enti strumentali (INAIL), i fondi per i bandi specifici per la revisione delle macchine agricole, oltre a stabilire una relazione con le Regioni affinché i Piani di sviluppo rurale inseriscano nella specifica della misura 17 le revisioni delle macchine agricole come misura di ammodernamento delle imprese ed incremento della sicurezza sul lavoro;
- per quanto concerne la formazione degli operatori, a rafforzare le sperimentazioni realizzate anche in collaborazione con l'INAIL e il Ministero del lavoro, dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca negli istituti tecnici-agrari con l'obiettivo di rendere istituzionalizzato il conseguimento del patentino;
- a verificare tutte le possibilità per favorire la formazione all' uso dei trattori come strumenti di lavoro con tariffe adeguate, prendendo parte eventualmente a stabilire relazioni fra soggetti formatori e produttori di macchine agricole per un utilizzo migliore della disponibilità data dai produttori a fornire le macchine per la formazione;
- sia per quanto riguarda la revisione delle macchine agricole sia la formazione degli operatori, a prevedere dei punti di controllo per verificare l'andamento dei processi e la necessita di aggiustamenti o di nuove norme; in particolare, per quanto riguarda la formazione sarà importante verificare la necessita di adeguare i programmi, anche per una più completa integrazione e formazione della manodopera straniera molto presente nel settore”.
 
Ricordiamo che il decreto del 20 maggio 2015 - pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 149 del 30 giugno 2015- ha stabilito i tempi per procedere alla revisione obbligatoria delle macchine agricole e delle macchine operatrici. Tuttavia le modalità di esecuzione della revisione (art. 5, comma 1) dovranno essere definite con un decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ed è con questo decreto – conclude l’intervento la senatrice – che si “dovrà corrispondere alle altre richieste del Parlamento”.
E poi si tratterà di “monitorare attentamente il processo per intervenire in caso di intoppi e rallentamenti ed inoltre bisognerà favorire in tutti i modi sia il processo di revisione che quello della formazione”.
 
Segnaliamo in conclusione che il decreto prevede che i trattori agricoli siano sottoposti a revisione generale ‘a far data dal 31 dicembre 2015 e, successivamente, ogni 5 anni, entro il mese corrispondente alla prima immatricolazione secondo l’anno stabilito nella tabella’ di cui all’allegato 1 del decreto ministeriale. Mentre le altre macchine agricole semoventi a due o più assi e i rimorchi agricoli - aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 1,5 tonnellate e con massa complessiva inferiore a 1,5 tonnellate, se le dimensioni d'ingombro superano i 4 metri di lunghezza e 2 metri di larghezza - sono sottoposte a revisione generale obbligatoria a far data dal 31 dicembre 2017.
È diversa invece la data per alcune particolari macchine operatrici:
a) macchine impiegate per la costruzione e la manutenzione di opere civili o delle infrastrutture stradali o per il ripristino del traffico;
b) macchine sgombraneve, spartineve o ausiliarie, quali spanditrici di sabbia e simili;
c) carrelli, quali veicoli destinati alla movimentazione di cose.
Queste macchine sono sottoposte alla revisione generale a far data dal 31 dicembre 2018.
 
Questo l’Allegato 1:
 
Categorie di macchine agricole di cui all'art. 1, comma 1, lettera a)
Tempi
Trattori agricoli immatricolati entro il 31 dicembre 1973
Revisione entro il 31 dicembre 2017
Trattori agricoli immatricolati dal 1° gennaio 1974 al 31 dicembre 1990
Revisione entro il 31 dicembre 2018
Trattori agricoli immatricolati dal 1° gennaio 1991 al 31 dicembre 2010
Revisione entro il 31 dicembre 2020
Trattori agricoli immatricolati dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2015
Revisione entro il 31 dicembre 2021
Trattori agricoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2016
Revisione al 5° anno entro la fine del mese di prima immatricolazione
 
Senza dimenticare, infine, che riguardo alla formazione professionale per il conseguimento dell’abilitazione all’uso delle macchine agricole, il decreto rinvia a quanto già stabilito dall' Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012, concernente l'individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione, in attuazione dell'art. 73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
 
E anche in questo caso, come riportato in un nostro articolo, è da segnalare la scadenza del 31 dicembre 2015.
È infatti in questa data che – dopo le proroghe del Decreto del Fare-Legge n. 98/2013 e della legge 11/2015 - è entrato in vigore l’obbligo dell’abilitazione all’uso delle macchine agricole considerate nell’Accordo del 22 febbraio 2012.
 
 
 
Intervento della sen. Maria Grazia Gatti” al convegno “Salute e sicurezza in agricoltura e selvicoltura. Le prospettive. Il piano 2014-2018” (formato PDF, 71 kB).
 
 
 
RTM
 
 
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Rispondi Autore: Francesco10/01/2016 (10:17:41)
Buongiorno, su numerosi siti di associazioni di categoria è riportata come data di scadenza per la formazione il 2017, a seguito delle varie proroghe.
Perché voi riportate la data del 31.12.2015?
Grazie

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