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17 gennaio 2014 - Cat: RSPP, ASPP
  

Cosa e come cambia il ruolo del RSPP dopo la sentenza “Darwin”


Le conseguenze della condanna degli RSPP nel processo di secondo grado per il crollo del controsoffitto del Liceo Darwin di Rivoli. Alcune riflessioni e un convegno organizzato a Torino da Aifos per il 10 febbraio. A cura del Prof. Nicoletto Raimondo.

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Alpignano (TO), 17 Gen – Il prossimo 10 febbraio a Torino, presso la Sala Auditorium (Cinema Teatro Agnelli) di Via Paolo Sarpi 111, si svolgerà un importante convegno dal titolo “Ruolo del RSPP tra responsabilità e sicurezza”.
 
Sempre di più, infatti, il ruolo dell’RSPP è interessato da coinvolgimenti anche penali, nel caso in cui si verifichino incidenti ed infortuni.
La figura del RSPP viene quindi investita di nuove responsabilità e competenze specifiche che tendono a modificare sostanzialmente il ruolo dello stesso nell’organizzazione della sicurezza sia nelle aziende private che in quelle pubbliche.
Il ruolo di RSPP, anche per gli RSPP esterni (consulenti), alla luce delle recenti sentenze diventa in tutte le aziende, pubbliche e private, il “COORDINATORE” di tutte le attività in materia di Salute e Sicurezza ma sovente non vengono corrisposte chiare funzioni, deleghe e/o risorse.
 
Nel settore pubblico, specialmente nel mondo della scuola, il RSPP coadiuvato dagli ASPP viene coinvolto professionalmente nelle vicende inerenti la salute e la sicurezza di docenti, studenti e collaboratori ben oltre, e con risvolti anche penalmente rilevanti, agli incarichi generalmente  assegnati su basi diffuse di “volontariato”
 
Il 28 ottobre 2013 la Corte di Appello del Tribunale di Torino si è pronunciata con una sentenza che ha generato molta preoccupazione sia tra i consulenti esterni per la sicurezza che ricoprono l'incarico di RSPP nelle aziende private e pubbliche, e sia tra i dipendenti delle scuole che ricoprono l'incarico di RSPP o di Addetto SPP interno.
Il processo in questione è quello relativo all'improvviso crollo del controsoffitto pesante del Liceo Darwin di Rivoli, che ha provocato la morte del povero studente Vito Scafidi e il ferimento di altri suoi compagni di classe.
 
La sentenza degna di attenzione è quella di secondo grado, con la quale la corte ha totalmente ribaltato la sentenza emessa nel processo di primo grado.
Nel processo di primo grado infatti era stata condannata solo una delle 7 persone imputate: tre funzionari ed un tecnico della Provincia di Torino (Ente proprietario responsabile dell'adeguamento e della manutenzione dell'edificio scolastico) e tre dei 5 RSPP (non il primo a ricoprire tale ruolo e non l'ultimo che era in carica al momento della tragedia) che a partire dal 2000 si sono succeduti nell'attività di consulenza in tema di sicurezza ai vari Dirigenti Scolastici di volta in volta incaricati alla direzione del Liceo Darwin.
Infatti il Giudice aveva ritenuto colpevole il funzionario tecnico della Provincia di Torino che negli anni '80 aveva diretto gli improbi lavori di ristrutturazione per trasformare in scuola l'originario "Convitto ecclesiastico" a suo tempo manutenuto e gestito dalla Curia di Torino, mentre aveva ritenuto gli altri 6 imputati totalmente estranei ai fatti che hanno presumibilmente originato la tragedia.


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Nel processo di secondo grado, invece, è stata confermata la condanna del primo funzionario e sono stati condannati gli altri due funzionari della Provincia e i tre RSPP, con pene variabili dai 2 anni e 2 mesi ai 3 anni e 6 mesi, mentre è stato assolto il tecnico della Provincia che si occupava direttamente dei sopralluoghi e della manutenzione dell'edificio scolastico.  In sostanza, dal punto di vista dei titoli di studio, sono stati condannati tre architetti dell'Ente proprietario e un architetto (docente interno) e due ingegneri (consulenti esterni) del Servizio di Prevenzione e Protezione del Liceo Darwin, mentre è stato assolto un geometra dell'Ente proprietario.
 
Le motivazioni della sentenza dovrebbero uscire in questi giorni e molti tecnici che si occupano di sicurezza degli ambienti di lavoro sono in attesa di comprendere per quale motivo gli RSPP non siano stati considerati estranei ai fatti come i Dirigenti scolastici (individuati dal Ministero dell'Istruzione come 'Datori di Lavoro') ma bensì siano stati condannati insieme ai tecnici responsabili del controllo, dell'adeguamento e della manutenzione dell'edificio scolastico.
 
Infatti il pensiero ricorrente di ogni RSPP che ha seguito la vicenda è che dalla lettura dei giornali nulla si sia potuto apprendere sull'opera e sulla responsabilità di progettisti, costruttori e collaudatori che hanno impunemente operato tra le mura di tale sfortunato edificio scolastico; del resto solo chi è colpito in prima persona ha la volontà di seguire passo per passo le numerose e interminabili udienze che sin dai tempi dell'antica Roma contraddistinguono i processi nella nostra penisola. Quindi se da una parte la ricerca della verità è impervia e improduttiva, dall'altra parte la scelta più semplice di acquisire 'in toto' il teorema mediatico e di pubblicizzarlo in modo partigiano consente altresì di raggiungere lo scopo imprenditoriale di vendere e fare cassa: l'importante è trovare 'dei colpevoli' e non 'i colpevoli', da dare in pasto al pubblico. Il processo di primo grado non era riuscito a colmare l'appetito dell'opinione pubblica e solo il processo di secondo grado ha saputo saziare gli animi: è una questione di numeri - 1 è poco, 6 è giusto - oppure di cultura - un laureato aveva le competenze, un diplomato no.
 
Eppure, nei due anni che hanno preceduto la tragedia sono state molte le persone 'competenti' che hanno varcato la soglia del Liceo Darwin: l'edificio era stato infatti oggetto sia di sopralluoghi da parte dell'ASL territorialmente competente  (S.I.S.P. e SpreSAL) e sia di lavori di manutenzione straordinaria da parte della Provincia (lavori di ripristino delle facciate e lavori di adeguamento  impiantistico per il rilascio del C.P.I.); ma nessun tecnico e nessun dipendente aveva segnalato vizi e anomalie che avrebbero potuto evitare il crollo.
 
Tuttavia la sentenza di secondo grado non ha bloccato la speranza che vengano ulteriormente chiarite sia le cause della tragedia e sia le responsabilità. I sette condannati, allorché saranno pubblicate le motivazioni della sentenza, avranno 30 giorni di tempo per fare ricorso in Cassazione.
Quindi, lasciando ai magistrati ed agli avvocati il compito di raggiungere la verità definitiva, ritengo sia lecito che gli addetti ai lavori del comparto della sicurezza degli ambienti di lavoro  si interroghino sulle conseguenze che la conferma della sentenza di secondo grado potrebbe generare nei confronti della figura del RSPP.
 
Per questo motivo AiFOS ha deciso di scendere in campo con un Convegno organizzato proprio a Torino, teatro non solo di questa triste vicenda di portata nazionale, ma già palcoscenico delle vicende processuali  della Tyssen e dell'Eternit: lunedì 10 febbraio dalle ore 14.30 alle ore 17.30 presso la sala Auditorium del Cinema Teatro "Agnelli" sito a Torino in Via Paolo Sarpi n. 111 avrà luogo il convegno di studio e approfondimento intitolato "RUOLO DEL RSPP TRA RESPONSABILITÀ E SICUREZZA - cosa e come cambia il ruolo del RSPP dopo la sentenza "Darwin".
Analogamente anche i coordinatori per la Sicurezza dei Cantieri si trovano ad affrontare il proprio ruolo con un cambio ed un aumento esponenziale delle proprie responsabilità.
 
AiFOS promuove l’incontro con il patrocinio di ANP, Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola, per soffermarsi sul ruolo dell’RSPP in un contesto normativo e giurisprudenziale di grande cambiamento.
Il convegno gratuito, ma ad iscrizione obbligatoria, affronterà la tematica e si svolgerà a partire dalle ore 14.30 ed avrà il seguente programma:
 
Benvenuto e Saluti delle Istituzioni
- S.E. Dott.ssa Paola Basilone, Prefetto di Torino (da confermare)
- Direttore Regionale INAIL Piemonte (da confermare)
- Prof. Nicoletto Raimondo, Consigliere Nazionale AiFOS e Direttore CFA AiFOS Torino – Myosotis
- Carla Mammone, Direttore CFA AiFOS Varese -  Interazioni Europa
Relazioni, Interventi e discussione
- Giuseppe Acquafresca, Esperto ARPA Piemonte
- Mario Perrini, Presidente ANP Piemonte
- Rolando Dubini, Esperto di Sicurezza sul Lavoro
- Paolo Pieri, RSPP Esterno Settori Rischio Basso
- Vincenzo Carlino RSPP Esterno Settori Rischio Alto
- Fabrizio Lovato, Presidente Federcoordinatori
 
Dibattito e conclusioni
Prof. Rocco Vitale, Presidente dell’AiFOS
 
Il Convegno sarà a partecipazione gratuita, previa iscrizione obbligatoria presso la segreteria organizzativa della direzione nazionale AiFOS ( convegni@aifos.it), e la locandina del Convegno è reperibile presso il sito ufficiale di AiFOS.
 
I destinatari di tale Convegno sono i professionisti che operano nel campo della sicurezza e che ricoprono i ruoli di formatori, di RSPP e di addetti SPP.
 
L'obiettivo del Convegno non è né tanto quello di analizzare le vicende processuali della tragedia del Liceo Darwin di Rivoli né tantomeno di commentarle, ma piuttosto quello di iniziare ad analizzare le conseguenze che la condanna degli RSPP possono portare nel modo di intendere tale figura professionale.
 
I relatori che interverranno saranno pertanto invitati a rispondere a domande quali:
- come cambia la figura del RSPP dopo la sentenza del Darwin?
- quali sono gli effetti giuridici della sentenza del Darwin?
- quali sono i responsabili della valutazione del rischio?
- quali sono le differenze applicative del D.Lgs. 81/08 e le responsabilità del D.diL. e del RSPP nell'ambito pubblico e privato?
- quali sono le soluzioni possibili per sostenere il rischio di ruolo del RSPP?
Considerata la portata dell'argomento, AiFOS metterà a disposizione gli atti del Convegno a tutti coloro che ne faranno espressa richiesta.
 
 
Prof. Nicoletto Raimondo
 


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Rispondi Autore: harleysta17/01/2014 (08:46:55)
...mah, forse se ci fosse stata meno carta e più cemento, il soffitto sarebbe rimasto al suo posto...
Rispondi Autore: Fabrizio Mapelli17/01/2014 (09:17:58)
concordo con harleysta. il problema è come essere sicuri ad avere più cemento utilizzando meno carta. Possibile è possibile basta vedere altri paesi del nord europa, che hanno meno infortuni e meno "burocrazia" pubblica e privata. Perchè anche il privato fa carta ma non sicurezza. E' un problema ITALIANO il fare CARTA e non efficenza ed efficacia
Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI17/01/2014 (09:59:01)
Il mondo è "bello" perchè è vario.
(sono RSPP in centinaia di scuole e intanto...tremo !)
All'Aquila per il crollo del convitto è stato individuato in secondo grado un unico responsabile: il Dirigente Scolastico con nessuna competenza "ingegneristica" mentre RSPP (ing. o comunque tecnico professionista) e architetti-ingegneri della Provincia che avevano visto e rivisto anche negli ultimi giorni il fabbricato sono rimasti "estranei" alla condanna.
A Torino tutto il contrario.
Non posso dire che il RSPP non abbia responsabilità ma sappiamo in molti che dopo la vicenda del Darwin l'allora Ministra dell'Istruzione ha subito anzi subitissimo fatto una conferenza stampa e disposto dei controlli accuratissimi, per tutte le opere NON STRUTTURALI (controsoffitti, serramenti, canne fumarie, impianti ecc..ecc.)tramite i Geni Civili regionali, gli UUSSRR con obbligo di presenza degli RSPP delle scuole ed un tecnico degli enti proprietari.
Ho visto di tutto in questi sopralluoghi (sono serio) ho visto controllare perfino il numero delle viti che sostenevano gli estintori portatili alle pareti, battere con manici di scopa (giuro !) i controsoffitti per accertarsi della loro consistenza quando non potevano essere aperti e sventrati (ma come avrebbero fatto ad accorgersi di un tubo metallico pesante o un peso di altro materiale se non li aprivano ??...Chiediamoglielo alla Ministra...) Devo dire alla fine che ho visto tecnici (geometri, ingegneri) operare con tutta coscienza e scienza anche se poi guardandoli mi facevano...PENA e sapete perchè ? perchè il Genio Civile li mandava a fare i sopralluoghi quasi obbligandoli ma senza attrezzature per salire sino al soffitto (salivano sulle sedie e sui banchi o si dovevano far imprestare degli sgabelli dalle scuole..."Genio Civile" ?)
Ma come puoi controllare quello che sta dietro un muro, sopra un soffitto (in una scuola che seguivo in aula insegnanti è crollato un pomeriggio un soffitto in arelle con 10 cm. di cemento che era stato "nascosto" da oltre 20 anni da un controsoffitto leggero in gesso sottostante e le foto da me scattate un'ora dopo sembravano a quelle scattate nell'aula del Darwin. Non ci sono stati feriti per fortuna ma come facevo io o qualsiasi altra persona a saperlo ?
Negli ultimi 8 anni mi sono cadute 2 plafoniere lunghe circa 2 metri di una NOTA MARCA italiana (stesso modello e tipo...) in 2 scuole diverse e cadendo da circa 4 metri con un peso di circa 4 kg nella prima scuola hanno colpito 2 maestre e per fortuna nella seconda scuola sono cadute senza fare danni a nessuno ..chi lo poteva sapere ? Nè i progettisti, costruttori, venditori, installatori e tantomeno il RSPP (io) che vede comunque tutte le altre 30.000 plafoniere in perfetto stato da oltre 15 anni (seguo circa 200 plessi con circa 100÷200 plafoniere/ciascuno). Ma se avessero ucciso qualcuno che tipo di colpa avrei avuto ?
A volte ci si ripara dietro ad un dito ma a volte dietro ad un controsoffitto perfetto che sta lì da 10 anni senza crepe e poi d'improvviso cede e crolla.
Sicuramente leggendo gli atti del processo sapremo molto di più. E' anche sciocco fare "castelli" sulla condanna se non si conoscono le ragioni e le motivazioni ma , credo che molti RSPP, Dirigenti Scolastici, ASPP, progettisti, direttori dei lavori, tecnici degli enti proprietari
siano d'accordo che NON TUTTO è controllabile, comprensibile ecc.ecc.
Sappiate , tornando ai controlli minuziosi dei Geni Civili di prima, che tra il 2008 ed il 2010 (non ricordo) , come RSPP esterno feci chiudere per circa 6 mesi una scuola dell'infanzia qui a Udine che , dopo un attento controllo del soffitto scoprimmo delle piccolissime crepe ed una flessione un pò "eccessiva" (con il sempre noto strumento ..."manico di scopa"), salito su una scala della scuola (non a norma...ma ero il RSPP !) e fatto aprire un piccolo foro infilata la testa ed una buona pila in mano...scoprii più di un mucchio di mattoni e tegole che qualche operaio (...l'aggettivo che ho utilizzato per questa persona è ...Bip...Bip...!!) aveva lasciato dopo alcuni lavoretti di manutenzione della copertura. Quindi sopra la testa dei bimbi c'era un controffitto senza possibilità di apertura e accessibilità al sottotetto che "nascondeva" pesi di decine di kg che avrebbero potuto cadere da un momento all'altro. In quel caso un controllo "fortuito" e minuzioso ha avuto un esito positivo. Ma siamo sicuri che è sempre possibile e non solo in casi rarissimi ?
Interessante (e poi chiudo) che quando la Ministra di allora ha imposto SUBITISSIMO i controlli PROMETTENDO un ADEGUAMENTO IMMEDIATO (!...sono passati anni e con la legge 128 mi pare si sia data ancora una proroga improrogabile all'adeguamento anche strutturale e di sicurezza delle scuole...) di TUTTE le scuole statali (e le altre ?) , il Geni Civile o il Ministero LL.PP. , non ricordo, ha redatto con la Protezione Civile (si trova sul web) un meraviglioso manuale operativo pratico per l'INFORMAZIONE e la FORMAZIONE dei tecnici che sarebbero andati a controllare le scuole (nel frattempo è arrivato il sisma all'Aquila e poi in Emilia). Beh se andate a leggere questo meraviglioso (vero) manuale vedrete che ci sono delle bellissime fotografie di comignoli sui tetti e delle possibili rotture e inadeguatezze degli stessi. Tutto bello ma...dove si è posto il fotografo per fare quelle fotografie così "istruttive" ?( ho svolto il mestiere per 10 anni di fotografo)...sul tetto ! E come potevano andare sui vari tetti di TUTTE LE SCUOLE questi mega-tecnici del Genio Civile se non gli davano neppure la scaletta per arrivare ai soffitti ? Tutto bello ma tra la Fantasia e la realtà c'è tanto tanto spazio .
Aspettiamo gli atti del processo.
A PROPOSITO (scrivo maiuscolo perchè si senta più forte) PERCHE' NON METTETE IN STREAMING O IN VIDEOCONFERENZA IL CONVEGNO DEL 10 FEBBRAIO ANCHE PER QUEGLI RSPP CHE STANNO A CENTINAIA DI KM DA TORINO (e che per arrivarci si alzano alle 3 del mattino viaggiano tutta la notte e rischiano di fare incidenti...e non capire niente perchè poi sono assonnati...alla faccia della sicurezza e del risparmio) ? Grazie
mandi
Rispondi Autore: Redazione PS17/01/2014 (10:13:49)
egr. sig. Zucchiatti, non sappiamo se sarà possibile mettere in streaming l'evento, ma possiamo da ora informarla che presenteremo gli atti su Puntosicuro.
cordialmente
La Redazione
Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI17/01/2014 (10:14:48)
Sono sempre io...volevo far sapere a molti che un RSPP esterno "prende" di media 1200 € + IVA per un Istituto Comprensivo con 10 scuole...in un anno.
Rispondi Autore: harleysta17/01/2014 (10:25:32)
...alla fine, dopo tanto scritto, non ho capito che voleva dire il dott. zucchiatti se non che l'rspp guadagna poco. fare prevenzione e sicurezza è come fare il prete o il medico, prima viene la persona eppoi se c'è il ritorno economico (eccome se c'è) tanto meglio...
Rispondi Autore: gianluca angelini17/01/2014 (10:36:54)
E' SCANDALOSA LA TENDENZA DELLA MAGISTRATURA AD AMPLIARE IMMOTIVATAMENTE E SENZA ALCUN SUPPORTO NORMATIVO LA RESPONSABILITA' DEL RSPP CHE E' INVECE CHIARAMENTE CIRCOSCRITTA DALL'ART.3 (CAMPO DI APPLICAZIONE)E DALL'ART. 33 (COMPITI DEL RSPP) DEL D.LGS. 81/08.
Rispondi Autore: cinzia scafidi17/01/2014 (12:22:47)
Buongiorno a tutti. Sono La mamma di Vito Scafidi... ho letto tutti i vostri commenti... aspettiamo la sentenza e poi si vedrà come mai i giudici hanno ribaltato la sentenza! Voi sapete meglio di me che tanti rspp vanno nelle scuole a prendere il caffè con la dirigente scolastica dove l'ho informa su ciò che non va nella scuola... Vi sarebbe stato utile assistere a tutte le udienze del processo di mio figlio ! avreste capito come certe persone hanno rovinato la vostra figura di rspp alcuni, come voi sapete e come ho letto dai vostri commenti hanno anche 100 scuole da visionare per una cifra di 1200 euro a scuola.... come si fa a svolgere bene un lavoro con così tante scuole? voi lo sapete con 40 h di corso si diventa rssp... a volte fatte online.... ????distinti saluti la mamma di Vito Scafidi
Rispondi Autore: Andrea RSPP17/01/2014 (12:39:11)
Vorrei solo ricordare che non è consentito fare i Moduli formativi di base (A, B e C) online, ma è obbligatorio frequentare corsi in aula presso centri autorizzati, e che le ore di formazione non sono 40 ma molte di più e dipendono dal settore dell'attività (tra le 64 e le 120).
L'aggiornamento invece si può fare online e per alcuni settori è di 40 ore ogni 5 anni.
Quindi, cari colleghi, okkio a dove vi formate e soprattutto vi invito (per serietà) a non rivolgersi ai "venditori di attestati", sia per professionalità che per il fatto che non hanno alcun valore. Fate un corso serio e seguitelo con attenzione.
saluti
Rispondi Autore: harleysta17/01/2014 (13:13:06)
...ben venga la formazione ma per vedere crepe su un soffitto o dei tasselli di una plafoniera che cede, non ci vuole la laurea...
Rispondi Autore: Franco Colombo17/01/2014 (13:35:19)
Cara Mamma di Vito Scafiti, alcune considerazioni:
ha senso attribuire responsabilità ad un consulente e non a chi esegue e dirige i lavori? Attenzione, si potrebbero innescare meccanismi per i quali gli installatori lavorano al risparmio sapendo che eventuali responsabilità saranno attribuite al RSPP;
A proposito di incarichi a 1200 €: c'è chi li propone, c'è anche chi li accetta. Dovrebbe essere a suo rischio e pericolo. Come tutto, ciò che costa poco ha di norma scarsa qualità. Esistono anche la culpa in eligendo, se il DDL incarica persone che non hanno le capacità richieste per svolgere l'incarico affidato
Ultimo: perché è contro i corsi on line? le assicuro che possono essere più utili ed efficaci di corsi in aula dove ci si può addormentare! cordialità. Franco Colombo
Rispondi Autore: fabio varesio17/01/2014 (13:47:29)
Complimenti, trovo l'articolo di oggi particolarmente centrato!
Mi spiego meglio: intanto premetto che faccio l'RSPP esterno da anni e mi occupo esclusivamente di sicurezza (P.I. , Coordinamento nei cantieri e Formazione); molto spesso leggo articoli che sono scritti da coloro che sono dalla parte opposta della barricata e si esprimono in "politichese" senza approfondire quegli aspetti che solo chi si trova realmente sul campo può conoscere -ad es. vogliamo forse commentare gli emolumenti qui riportati dal collega? non me ne voglia caro Zucchiatti ma facendo due conti sulle cifre da lei indicate avremmo un fatturato di 12.000 euro per 100 scuole...mi sembra un po’ pochino. Per harleista, le sembrerà strano ma gli RSPP esterni, come io sono, dovrebbero vivere di questo lavoro e per farlo nel modo migliore devono essere pagati decentemente, e questo vale anche per i medici (per i preti non saprei non frequentando l’ambito).
Tornando all’argomento è evidente che si voglia, condannando i consulenti esterni, dare in pasto all’opinione pubblica qualche testa e nulla più; tutto questo, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, a cosa può portare? La mia impressione è di essere proiettati, da questa sentenza, con un balzo in avanti di qualche anno, in quello che è un mondo del lavoro ideale, molto lontano dalla realtà attuale che ci circonda; se poi parliamo del settore pubblico, degli enti e qualche volta delle grandi aziende ci addentriamo in un mondo fatto di meri adempimenti formali che esulano dall’applicazione concreta di quanto necessario al fine di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il punto non è capire se gli RSPP siano in qualche modo responsabili di negligenza professionale per quanto accaduto , cosa che mi pare evidente a chi abbia un minimo di familiarità con questo mondo, ma comprendere se il tentativo della Magistratura di creare dei precedenti clamorosi porterà ad un reale miglioramento del mondo del lavoro.
Potremmo argomentare per ore di sicurezza sul lavoro, di forma e di sostanza, di Testo Unico e di come periodicamente i ns. legislatori intervengano per accomodare e accontentare questa o quella categoria; credo che ciò che rimane, ancora una volta, e che il ns. “Belpaese” abbia ancora tanto da lavorare, in particolar modo per cambiare la cultura che ci appartiene e che ci sta portando ad essere considerati, non solo nel campo della sicurezza, un paese retrogrado.
Continueremo a salire sulle sedie e ad utilizzare scope per verificare la solidità dei solai, il tutto però con il conforto di una ricca documentazione cartacea da esibire agli ispettori di turno che molto spesso sono gli stessi che ci dicono cosa ci vogliono trovarci all’interno…

Rispondi Autore: harleysta17/01/2014 (14:05:48)
...grazie dott. varesio per la precisazione e difatti confermo che gli rspp liberi professionisti sono ben pagati per questo lavoro, così lo faranno col cuore. sarebbe auspicabile però una sorta di patente a punti per questa categoria, infatti attualmente in caso di ispezione asl, la sanzione viene comminata sempre al datore di lavoro e mai viene coinvolto il professionista esterno. diversamente per il coordinatore in edilizia, almeno questo...
Rispondi Autore: Mario Mapelli17/01/2014 (14:08:26)
buongiorno, sono un tecnico di un'ASL, vorrei esprimere alcuni concetti
1) NON possiamo esprimere GIUDIZI senza aver LETTO la SENTENZA.
2)La temetica della sicurezza in Italia è stato risolto come TUTTE le tematiche ITALIANE. Es. abbiamo 750.000 leggi contro le 75.000 della repubblica tedesca, cioè NOI facciamo CARTA e spesso INCOMPRENSIBILE. (vedi sicurezza, fisco, tasse, ETC):
3)Spesso ci sono DVR da presentare aglim organi ispettivi in cui va tutto bene, e nei cassetti DVR con tutto quello che non va bene. Abbiamo provato a sanzionare DVR in cui c'era scritto che andava tutto bene e in realtaà ci sono parecchie cose che non andavano per nulla bene.
4)noi Tecnici ci stanno sempre più trasformando in "passacarte" togliendoci le esperienze delle metodiche d'indagine tecnica, a tutto vantaggio di tecnici esterni che possono scrivere QUASI tutto quello che voglionoperchè stiamo sempre più diventando amministartivi e sempre meno tecnici.
5) La prevenzione PRIMARIA è stata quasi abbandonata, ad andare bene si fa prevenzione secondaria ( sanzioni per inottemperanze) e sempre di più la prevenzione terziaria, ovvero quando l'infortunio è già siccesso e non c'è nulla da fare per "prevenire"
Ce ne sono molte altre di cose che non vanno ma mi fermo per non tediarvi.
Purtroppo non dovrebbe essere la magistratura che fa "giustizia" ma la giusta prevenzione primaria che crea la cultura dalla sicurezza, facendo MENO CARTA ma più EFFICENZA ed EFFICACIA
Rispondi Autore: harleysta17/01/2014 (14:48:38)
...straquoto il collega mapelli, bravo...
Rispondi Autore: Mario Mapelli17/01/2014 (14:51:26)
Dimenticavo, piccolissima considerazione.
Ho letto recentemente su un quotidiano locale, che in una provincia della lombardia,la BUROCRAZIA ALLE AZIENTE è costata 500 milioni di €. Oltre al costo, che sicuramente non è poco, gli imprenditori che vogliono essere a posto, dormono preoccupati perchè non sanno se hanno ottemperato a tutto, (questo vale anche per il cittadino comune per quanto riguarda le varie tesse, IMU, ISEE, 730 etc), quello che non gli frega nulla perchè, non paga nessuno, ne fornitori ne dipendenti, fa i minimi adempimenti per poter esercitare l'attività, tanto chiude e riapre varie aziende, sa che non è in regola e gioca una partita districandosi tra leggi e interpretazioni di leggi con un buon avvocato, quindi il tutto in modo scorretto, facendo quindi concorrenza sleale, va avanti ad arricchirsi e a perpetrare la cattiva nomea che abbiamo noi Italiani all'estero, di FURBI ed esperti nell'arte dell'arrangiarsi.
Rispondi Autore: harleysta17/01/2014 (15:07:53)
...il collega mapelli è scatenato, purtroppo confermo che è la verità vera, anche a rischio di querele...
Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti17/01/2014 (15:34:37)
sembra che questa sentenza non definitiva smuova le cose . Ben venga in onore di chi ci ha rimesso la vita ed era in un luogo dove potevaaspettarsi tutto ma di certo non la morte.
Sono si RSPP in 100 scuole che conosco ed ho visitato ognuna più volte e ogni piccola mancanza viene segnalata scrivendo a comuni e province e ritengo che qui in Friuli abbiamo forse le scuole più "a norma" d'Italia ma non si può incolpare ne un interni ne un esterno tecnico o professore per qualcosa che succeda senza avvisaglie o perché qualcuno ha fatto male un lavoro nascondendo il pericolo.
Certo che migliaia di leggi nascondono a loro volra le vere colpe o meglio i veri colpevoli.
Mandi
Rispondi Autore: fabio varesio17/01/2014 (16:32:06)
Tutti i commenti letti sono più che legittimi, ovviamente sono considerazioni fini a se stesse sopratutto in relazione alle diverse realtà geografiche: la coperta è corta in ogni caso, sia che si parli di ispettori che di RSPP interni od esterni. Probabilmente una patente a punti per RSPP eliminerebbe in parte il problema, anche se sarebbe forse addirittura meglio abilitare gli stessi con un percorso formativo più probante tipo Master. Il punto sostanziale è che qualsiasi RSPP/Dirigente/Preposto/ASPP ecc. non sarebbero stati nelle condizioni di prevedere ciò che è accaduto al Darwin: l'imponderabile in quanto tale...
Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti17/01/2014 (20:56:47)
sembra che questa sentenza non definitiva smuova le cose . Ben venga in onore di chi ci ha rimesso la vita ed era in un luogo dove potevaaspettarsi tutto ma di certo non la morte.
Sono si RSPP in 100 scuole che conosco ed ho visitato ognuna più volte e ogni piccola mancanza viene segnalata scrivendo a comuni e province e ritengo che qui in Friuli abbiamo forse le scuole più "a norma" d'Italia ma non si può incolpare ne un interni ne un esterno tecnico o professore per qualcosa che succeda senza avvisaglie o perché qualcuno ha fatto male un lavoro nascondendo il pericolo.
Certo che migliaia di leggi nascondono a loro volra le vere colpe o meglio i veri colpevoli.
Mandi
Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti17/01/2014 (21:32:55)
sembra che questa sentenza non definitiva smuova le cose . Ben venga in onore di chi ci ha rimesso la vita ed era in un luogo dove potevaaspettarsi tutto ma di certo non la morte.
Sono si RSPP in 100 scuole che conosco ed ho visitato ognuna più volte e ogni piccola mancanza viene segnalata scrivendo a comuni e province e ritengo che qui in Friuli abbiamo forse le scuole più "a norma" d'Italia ma non si può incolpare ne un interni ne un esterno tecnico o professore per qualcosa che succeda senza avvisaglie o perché qualcuno ha fatto male un lavoro nascondendo il pericolo.
Certo che migliaia di leggi nascondono a loro volra le vere colpe o meglio i veri colpevoli.
Mandi
Rispondi Autore: enzo raneri18/01/2014 (08:44:37)
nessuno mi convincerà che la line decisionale di una organizzazione (datore di lavoro, dirigente e preposto) potrà mai essere deresponsabilizzata: compito dell'rspp è di definire (nel DVR) quali sono i controlli da eseguire e chi li deve eseguire, nonchè in relazione alla entità del rischio) la frequenza della loro esecuzione; tutto ciò al fine di garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza. Quindi gli RSPP devono curare molto la completezza del DVR, in termini di completezza ed accuratezza dei controlli da eseguire da parte delle funzioni deputate a farlo (preposti), che devono essere all'uopo formate (e l'RSPP nel DVR deve "proporre" i contenuti della formazione, anche dei preposti).
In tal modo l'RSPP viene "utilizzato" dal Datore di Lavoro, sopratutto per integrare la propria carenza di preparazione tecnica nella redazione del DVR.
Spesso questo schema viene ignorato da RSPP ed avvocati e quindi dai giudici.
Rispondi Autore: Alberto Valloggia18/01/2014 (10:18:44)
Enzo Raneri, a mio modesto parere, ha semplicemente espresso l'unica vera considerazione da porre.
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è, e deve essere, il "consulente " tecnico del Datore di Lavoro con il compito di supportarlo nell'individuazione dei rischi e nella scelta delle necessarie soluzioni di prevenzione e protezione.
Se, riferendosi agli edifici di un ambiente di lavoro, rileva dei rischi per le condizioni normali e anormali prevedibili, proporrà l’integrazione di misure di sicurezza e/o apprestamenti ulteriori e non sostitutivi di quanto sia già richiesto da requisiti costruttivi di sicurezza della normativa specifica; questo è quanto, e non è tenuto ad effettuare controlli particolari.
Quindi, “semmai”, dovrà proporre o sottolineare la necessità che quanto (macchine, strutture, ecc.) debba già essere in possesso, indipendentemente e prima ancora dalla valutazione dei rischi, dei requisiti di sicurezza previsti da normative specifiche, sia sottoposto a regolari verifiche, controlli, manutenzioni finalizzate al mantenimento di sti benedetti requisiti.
Certo che se poi, pratica abbastanza diffusa ma anomala, il DL “incarica”, indipendentemente dalla nomina,il RSPP di gestire operativamente, se non addirittura porre in atto, i controlli previsti in sede di stesura del DVR, senza magari averne, in alcuni casi, le competenze specifiche e questi svolge male o negligentemente il compito ….
Ciao a tutti
Rispondi Autore: attiliomacchi18/01/2014 (11:16:35)
By harleysta (quindi è un ispettore il misterioso...)
"..grazie dott. varesio per la precisazione e difatti confermo che gli rspp liberi professionisti sono ben pagati per questo lavoro, così lo faranno col cuore. sarebbe auspicabile però una sorta di patente a punti per questa categoria, infatti attualmente in caso di ispezione asl, la sanzione viene comminata sempre al datore di lavoro e mai viene coinvolto il professionista esterno. diversamente per il coordinatore in edilizia, almeno questo..."
Totale accordo col mio pensiero, più volte espresso a voce e scritto in pubblico.
Sbagliato che gli RSPP esterni siano profumatamente pagati, come ben saprai non lo sono i coordinatori.
Mi preme rilevare il commento della Mamma del ragazzo: come si fa ad avere centinaio di "clienti"? e seguirli tutti bene, a meno che si abbia una struttura di studio con più tecnici. Anche questo scritto e firmato su rivista quotata, nero su bianco, "sarebbe ora di farla finita con 50 e più cantieri in contemporanea per un CSP/CSE..."
Ci sarebbe molto da dire harleysta, ad esempio che la 92/57/CE non ha previsto sanzioni per il CSP/CSE o no? Spazi per le inetrpretazioni ci sono sempre. Come la nomina "automatica" del RdL, scritta per l'amor di dio che le posizioni di garanzie non piovono dal cielo, ma se fai il progettista o il DL ti prendi anche la responsabilità di essere RdL, perchè il più grande chirurgo o maestro d'orchestra del mondo non sa nulla di tutela della salute e sicurezza...o no?
Potremmo accennare al programma di controllo delle Scuole superiori "provinciali" definito da Roma con tanto di supertecnici che girano il Paese...magari partito da una provincia ben specifica come campione...magari un consulente consultato ha avuto l'onestà e la dignità di rifiutare l'incarico in qualche scuola (dopo averci perso un po' di giornate)...magari quella scuola non ha avuto nessuna indicazione negativa...magari è tutta una farsa!!!

Tanti pensieri, troppe parole.
Un pensiero alla signora Scafidi e ai suoi cari.
Rispondi Autore: enzo raneri18/01/2014 (12:16:23)
Aggiungo che il 626 prevedeva un sopralluogo semestrale sui luoghi del RSPP congiuntamente al Medico competente; mentre l'81/2008 ha eliminati questo sopralluogo, proprio per evitare che fosse interpretato come una azione di "controllo" da parte di RSPP da esercitare semestralmente sui luoghi di lavoro.
La modifica integrativa da fare alla legislazione, dovrebbe prevedere la incompatibilità fra RSPP esterno e Preposto o addirittura anche per quello interno
e prevedere per legge l'audit del RSPP sulla corretta applicazione del DVR

Rispondi Autore: Laura Castelletto19/01/2014 (12:22:30)
Con molta comprensione per una madre che ha perso il proprio figlio in un incidente assurdo, come dirigente scolastico devo però rifiutare la generalizzazione dell'RSPP che si limita a "prendere il caffè".
Ho spesso passato lunghe ore nel mio ufficio lavorando con l'RSPP a esaminare documenti, aggiornare il DVR, preparare comunicazioni e richieste, elaborare Piani di Coordinamento e DUVRI, a organizzare la formazione, le riunioni periodiche e le prove di evacuazione. Abbiamo anche preso più di un caffè, come forma di cortesia abituale in quasi tutte le situazioni di lavoro. Ma questo non significa che non si lavorasse intensamente e proficuamente. Gli RSPP che ho conosciuto sono professionisti molto seri e competenti, a cui però non può essere richiesto di vedere l'invisibile e prevedere ciò che è umanamente imprevedibile.
Rispondi Autore: Rudi Perissutti20/01/2014 (10:08:40)
...concordo con i commenti precedenti. Aggiungo una cosa: anch'io sono RSPP esterno in diversi Istituti Comprensivi e per alcune situazioni non sto affatto tranquillo. Ad es. in questi giorni di pioggia, in alcune scuole costruite in malomodo, con opere obrobriose in cemento armato sulle quali viene eseguita scarsa manutenzione, bastano due scarichi ostruiti alle grondaie per lo scolo dell'acqua che si formano delle vere e proprie piscine sopra la testa degli studenti e dei bambini! E se crolla il soffitto per il peso eccessivo? Sebbene le mie costatnti segnalazioni le cose non mutano. Inoltre, grazie a Consip e via dicendo, ogni anno le gare per l'assegnazione dell'incarico di RSPP, si dilungano anche di mesi (mesi di buco), durante i quali però, in caso di riassegnazione dell'incarico, sono tenuto sempre io a rispondere... ma vi sembra giusto?... se togliamo un mese e mezzo su 12 è già il 10% in meno sui risicati importe annuali che, come diceva il collega Zucchiatti, percepiscono i R.S.P.P. a fronte di non poche responsabilità... Siamo un paese allo sbando!
Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI20/01/2014 (10:28:36)
Concordo con la D.S. Laura Castelletto. Io come altri altri RSPP (che si ritengano tali anche se pagati "poco" come qualcuno ha scritto in precedenza ) ci siamo trovati ore a discutere (anche davanti ad un caffè ) di sicurezza con i DD.SS. o i dipendenti della scuola su cosa fare e come insistere con gli enti proprietari per far adeguare, aggiustare, riparare qualcosa, un impianto, un imp.elettrico ecc.. Per la famiglia Scafidi è indubbio che si debba trovare un Responsabile di ciò che è accaduto , ma non perchè la "R" di RSPP è il diminutivo di Responsabile bisogna ritenere che questa persona sia responsabile di tutto anche del lavoro eseguito male da altri.
Ben venga il CONVEGNO ma senza gli atti del processo poco servirà se non a fare congetture ed infinite ipotesi.
Interessante il fatto che sono andati a ricercare e condannare RSPP di anni prima quindi era un problema risaputo (crepe ? segni evidenti ?) da molto molto tempo ..questo dimostra forse che il RSPP non deve star tranquillo neppure dopo anni che non svolge più quell'incarico...mi sembra un pò eccessivo ma senza gli atti tutto è ipotizzabile.
Rispondi Autore: harleysta20/01/2014 (14:13:13)
...seppur con il massimo rispetto dei commenti, mi pare di veder emergere una sorta di vittimismo da parte degli rspp. ma forse mi sbaglio...
Rispondi Autore: Domenico22/01/2014 (10:18:59)
Buongiorno,
Ricordo a tutti, ispettori ed RSPP, che varrebbe la pena di rileggere con attenzione l'articolo, dal quale emerge chiaramente come negli anni pre-tragedia, furono eseguiti sopralluoghi da parte di ispettori dell'ASL,da tecnici "interni" (RSPP e funzionari della provincia) e da tecnici "esterni" (professionisti incaricati per i cantieri di manutenzione straordinaria); nessuno di questi ha mai segnalato anomalie (nonostante quello che viene affermato attraverso la nostra rete televisiva nazionale. Vorrei sapere chi fosse a conoscenza di scricchiolii..., risultano dagli atti processuali??? Sono sicuro che gli RSPP, se mai fossero stati informati dalla preside di tali e presunte segnalazioni, si sarebbero mossi segnalandolo alla Provincia, come sicuramente avrebbe fatto la preside: inoltre, ho letto dai giornali che alcuni RSPP erano docenti della Scuola, per questo non ritengo possibile il fatto che di fronte a presunti scricchiolii nessuno abbia mai segnalato). Per questi motivi concordo con quello detto precedentemente dalla preside: ci troviamo di fronte ad un fatto imprevedibile. La Cassazione secondo me dovrà riconoscere la reale posizione degli RSPP.
Vorrei ricordare che sono proprio gli ispettori a richiedere quantità di carte a volte inutili, senza interessarsi molto del cemento.

Un giovane RSPP.
Rispondi Autore: cinzia scafidi24/01/2014 (15:45:24)
Questo è un articolo assolutamente estemporaneo e scritto di getto, ma per me oggi è impossibile non dedicare almeno un pensiero ad una vicenda importante.
Questa mattina stavo tornando in ufficio e davanti al palazzo di giustizia di Torino c'era un gran via vai di forze dell'ordine e mi sono chiesto quale caso necessitasse così tanta sicurezza, una volta in ufficio me ne ero già dimenticato. Poco fa ho letto un ansa di oggi pomeriggio: poco dopo le 14:00 sono state condannate in appello 7 persone per l'omicidio di Vito Scafidi, il ragazzo deceduto in quello che per 5 anni è stato il mio liceo, il Darwin di Rivoli (TO).
Io mi ero diplomato da pochi mesi quando un sabato mattina mio padre mi svegliò di botto per dirmi che la mia ex scuola era crollata. La mia prima reazione fu un più che ragionevole "ma non dire cazzate e lasciami dormire"
, lui invece insistette finchè non mi convinse ad accendere la tv. Una telecamera inquadrava l'auto blu dell'allora ministro Gelmini che si fermava al fondo di quella salita che avevo percorso a piedi migliaia di volte, attorno alla macchina c'erano giornalisti, ragazzi che sembravano usciti da una scena di un action movie, uno di quelli in cui esplode tutto, ma soprattutto c'erano un sacco di amici, di persone che conosco. Pochi minuti dopo ero lì insieme a qualche mio ex compagno di classe per capire cosa fosse successo con la speranza di trovare tutti quelli che conoscevamo e che ancora frequentavano il liceo. Sapevamo già prima di arrivare che qualcuno era rimasto ucciso nel crollo. Mentre eravamo lì, la Gelmini se ne andò e ricordo che Federico le gridò dietro "Non si può morire così"!
Io Vito non lo conoscevo personalmente, l'avevo visto molte volte e gli avevo venduto ogni tanto qualche prevendita per le feste liceali, ma non ci siamo mai fatti grandi chiacchierate, era uno dei 1000 studenti che andavano lì, uno di quelli che per un motivo o per l'altro non conosci. Vito però oggi è il simbolo di quella scuola, è il simbolo di istituzioni inadeguate e gestioni incapaci. Lui è il simbolo di un sistema che ancora una volta ha fallito. In 5 anni quel soffitto ha scricchiolato tutti i giorni e l'unica cosa che ci sentivamo dire era "ci sono i topi nella controsoffittatura". Grazie a degli scarica barile come questo, oggi ci sono una madre e un padre che piangono un figlio che dal 2008 non c'è più.
Nulla riporterà Vito dalla sua famiglia e dai suoi amici e non esisterà mai una forma di giustizia davvero equa, ma da oggi chi è stato responsabile di questo omicidio inizierà a scontare una condanna e, in un sistema come il nostro, si può dire che Vito abbia ottenuto una grande vittoria. Una vittoria per la vita, pagata con la vita.
Rispondi Autore: avv. Rolando Dubini25/01/2014 (12:07:39)
La Corte di Cassazione ha raggiunto, già con la sentenza n. 2814 del 27 gennaio 2011, una posizione che si può considerare definitiva circa la individuazione delle responsabilità penale del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) nel caso di un infortunio occorso ad un lavoratore presso una azienda nella quale lo stesso svolge il proprio compito di prevenzione.
La “colpa professionale” e la “colpa tecnica” del RSPP si affianca alla “colpa generica” del datore di lavoro, nel caso in cui un infortunio sul lavoro sia derivato da una carenza di misura di sicurezza e sia legato a delle violazioni alla normativa in materia di sicurezza sul lavoro.
Gli RSPP hanno spesso fatto ricorso alla Corte di Cassazione sostenendo che, nella sua qualità di responsabile del servizio di prevenzione e protezione, era privo dei poteri di decisione e di spesa in materia antinfortunistica.
La Cassazione ha sostenuto che Il mancato potere di decisione e di spesa non esclude il potere e dovere del RSPP di segnalare la situazione di pericolo ai soggetti muniti delle necessarie possibilità di intervento.
Ha inoltre ritenuto irrilevante il fatto, argomentato dal RSPP, che una segnalazione sulla pericolosità della situazione sarebbe stata in ogni caso inutile, perché la pericolosità era ben nota al datore di lavoro.
Anche la segnalazione del pericolo con un cartello è stata ritenuta inadeguata, come si afferma esplicitamente in una sentenza, poiché "il cartello conteneva una prescrizione, non solo a prima vista piuttosto ermetica, ma che finiva per rimettere impropriamente al lavoratore, piuttosto che al datore di lavoro, una valutazione non agevole, da compiere per giunta di volta in volta, nella permanenza di una situazione di potenziale pericolosità”.
Dunque la responsabilità del Rspp, può derivare da insufficiente perizia, da negligenza o da scarsa prudenza o ancora da non applicazione delle norme di legge, di buona pratica, norme tecniche, o discipline specifiche. In sostanza se il Rspp ha trascurato di segnalare una situazione di rischio, oppure ha dato un suggerimento non corretto in base al quale il datore di lavoro ha omesso l’adozione di una doverosa misura di prevenzione, risponde insieme al D.L. dell’evento dannoso che ne deriva. In questo senso si configura la colpa professionale.
La colpa tecnica risiede nell'obbligo dell'rspp di aggiornamento professionale costante e del bagaglio di conoscenze specialistiche che fin dall'inizio deve possedere. Si configurano i reati di omissione dolosa e colposa di cautele contro gli infortuni sul lavoro di cui agli articoli 437 e 451 del codice penale, anche se l’omissione riguarda un singolo lavoratore, quando l'evento dannoso o pericoloso è il risultato della azione di omissione. Ciò in particolare dopo che il legislatore ha inteso introdurre per le figure degli addetti e del responsabile del servizio di prevenzione e protezione l’obbligo del possesso di capacità e di requisiti professionali (D. Lgs. 23/6/2003 n. 195).
Perché sia identificato il dolo, dice la Cassazione penale ; “è sufficiente la consapevolezza e accettazione del pericolo insito nell'operare senza le misure necessarie per prevenire disastri, o infortuni sul lavoro, qualunque ne sia la ragione e anche se l'agente risulta mosso dall'intento di ridurre i costi dell'opera e magari speri che il disastro o l'infortunio non si verifichi” [Cass. Sez. IV Pen., sent dell’ 8 novembre 1993, n. 10048, P.M., Arienti e altri].
Rispondi Autore: scafidi cinzia25/01/2014 (20:12:02)
ho letto attentamente le parole dell'avv.Dubini.
Il consiglio che ho da darLe e di non fare il saputello ... prima si legga le motivazioni!!!!!!! 88 pag. ho vuole sostituirsi hai Giudici??
non tutte le cause sono uguali!!!!!!!!!!lLe legga e poi ne riparliamo!!!!!!!uno della rspp era stato chiamato per delle infiltrazioni... aveva scritto dovute al terrazzo sopra l'aula.... peccato che non vi era nessun terrazzo!!!!! un altro o forse il medesimo è stato sollevato dall'incarico dalla preside perché non svolgeva bene il suo lavoro visto che aveva troppe scuole da controllare.....
Rispondi Autore: Rolando Dubini26/01/2014 (01:56:06)
scafidi cinzia Lei evidentemetne non si rende conto di quel che scrivo, io sto citando una sentenza della cassazione citata dalla sentenza della Corte d'Appello, che ho e che ho letto. Forse le sfugge ils enso di quel che ho scritto, che sottolinea come la sentenza di Torino di secondo grado sia fondata su una consolidata giurisprudenza di leggittimità. Attualmente io non ho nulla a che fare col processo Darwin, e lei ha male inteso quel che ho scritto, la Cassazione infatti, posti i fatti che Lei cità, porta a ritenere la possibilità di condannare l'rspp qualcosa di concreto e in linea con la legge. Non è che sono saputello, è che studio la materia da 26 anni, ho scritto 22 libri, e ho pure contribuito in parte al testo Unico di Sicurezza del lavoro.
Arrivederci.
Rispondi Autore: cinzia scafidi27/01/2014 (09:15:16)
avv.Rolando Dubini. Se le mie parole o le mie azioni sono state offensive nei Vostri confronti, Vi prego di perdonarmi.
Avevo appena finito di leggere le motivazioni della sentenza... e ho mal interpretato quello da voi scritto
Rispondi Autore: avv. Rolando Dubini27/01/2014 (15:14:44)
Non si preoccupi Signora Cinzia, non c'è problema. Lei ha perfettamente ragione. Quando avvengono simili inaccettabili, la giustizia deve essere attiva e operante. Dobbiamo fare di tutto perchè quel che è accaduta non debbaMAI PIU' RIPETERSI in una scuola, alle scuole va dedicata la priorità assoluta, sono i luoghi del futuro e della speranza, e chi queste speranze ignora ed espone a rischi gravissimi deve rispondere. Le continue proroghe degli adeguamenti di sicurezza sono una sicura responsabilità di tutti i governi che si sono avvicendati negli ultimi decenni, che hanno dimostrato un disprezzo totale per le giovani generazioni. Si dovrebbe fare qualcosa, creare una iniziativa sulla sicurezza nella scuola, permanente. Io sarei disponibile a dare il mio contributo, per ricordare sempre chi è stato costretto suo malgrado a sacrificare la vita sull'altare dellinerzia e della omissione colposa di ciò che è doverso per la sicurezza delel ragazze e dei ragazzi. Un caro saluto
Rispondi Autore: cinzia scafidi27/01/2014 (15:23:21)
Gent.le professore. Presto nascerà la fondazione Vito Scafidi.... stiamo organizzando per fine febbraio un convegno sulla sicurezza nelle scuole sarei onorata di averLA con noi.
Rispondi Autore: avv. Rolando Dubini27/01/2014 (16:13:20)
L'onore è tutto mio, adersisco volentieri.
Rispondi Autore: MASSIMO ZUCCHIATTI29/01/2014 (14:52:16)
Pur se "giovane RSPP" il sig. Domenico ha scritto ciò che tanti ritengono giusto e, sembra, anche l'avv. Dubini. Se il RSPP sa, vede, riesce ad individuare qualcosa che "non va" o gli viene riferito da qualcuno che in quel luogo ci sono dei problemi ...DEVE agire con Perizia-Prudenza-Diligenza, MA se non ci sono "avvisaglie" allora il RSPP non può fare "l'indovino" .
Dice bene la Preside
Rispondi Autore: Carmelo Catanoso30/01/2014 (17:27:42)
Innanzi tutto reputo necessario fare una doppia premessa.

1. quanto successo è indegno di un Paese che si spaccia per civile ed evoluto visto che i luoghi in cui si formano le nuove generazioni sono tra i più insicuri e, quindi, massima solidarietà alla sig. ra Scafidi;

2. per commentare le sentenze, bisogna leggere le motivazioni perchè, altrimenti, rischiamo di parlare a vanvera.

Comunque, sarà per formazione ricevuta che per mentalità, ma sono stato abituato a provare sempre ad analizzare i fatti cercando di vedere le effettive dimensioni degli stessi nei particolari contesti socio-organizzativi in cui si concretizzano.

Allora, è innegabile che in Italia abbiamo un sistema prevenzionale da "manutenzione a guasto" (in tutti campi e non solo per la salute e sicurezza).
In altre parole ci attiviamo, e quasi sempre con interventi di facciata, solo dopo che è successo il fatto.

Il nostro sistema prevenzionale è:
- basato sulla sanzione penale con l’obiettivo reprimere un comportamento negligente, omissivo, ecc.. che ha portato ad una situazione di pericolo o, peggio, ha causato un grave infortunio;
- entrato sulle mancanze e sugli errori degli individui e se si sbaglia, bisogna essere puniti tramite una sanzione penale.

Questo sistema, nonostante la palese inefficienza, sta in piedi perchè è comodo e sostenibile con facilità in quanto:
- nel nostro ordinamento penale, la responsabilità è personale;
- i comportamenti pericolosi sono all’origine della maggioranza degli infortuni;
- individuare uno o più colpevoli soddisfa le giuste aspettative emotive di coloro che, a vario titolo, sono coinvolti nonché le esigenze della Collettività.

Il problema, però, è che:
- la ricerca di uno o più colpevoli porta a tralasciare l’analisi delle organizzazioni pubbliche o private nella loro interezza (e le scuole sono tra queste);
- la mancata analisi delle organizzazioni pubbliche o private consente di mantenere alle stesse lo “status quo”, con la struttura, le regole ed il sistema di poteri esistente al momento dell’evento;
- non si analizzano le decisioni prese ai massimi livelli e le cui conseguenze sono alla base degli stessi eventi verificatisi.

Il risultato di tutto ciò è che non si interviene alla fonte del problema e non si rimuovono le cause primarie di quanto avvenuto.

Un esempio per tutti sono i bandi di affidamento delle funzioni di RSPP che continuano ad essere messi in giro da Consiel ed i continui tagli alle spese per gli interventi di manutenzione nelle scuole.


Infine, riguardo alle responsabilità della figura del RSPP, non vi è nulla di nuovo.
Diversi autori, tra cui il sottoscritto, avevano già delineato sui propri libri, a partire dal 1995, quali potevano essere i profili di responsabilità per il RSPP.
Vale la pena di citare soprattutto un eccellente libro del 1996 di due magistrati, Culotta e Di Lecce (poco inclini, a differenza di altri, a fare le prime donne alla ricerca di visibilità sui massmedia a tutti i costi), dove gli ambiti di responsabilità civile e penale del RSPP erano stati magnificamente descritti.

Il problema, però, rimane sempre lo stesso.
A fatti accaduti, creare un nesso di causalità efficiente tra i comportamenti omissivi del ventaglio di soggetti che, a vario titolo, sono individuabili, è estremamente facile.
La domanda che ci si deve fare, però, è se la condotta che avrebbe evitato l'accadimento era effettivamente esigibile per ciascuno dei soggetti chiamati a risponderne.

Se volessimo pensare ad un RSPP che tutto sa, tutto vede e tutto può, allora questa figura sarà sempre co-responsabile "a prescindere" per qualunque evento che avverrà in un luogo di lavoro (e la scuola lo è).

Se pensassimo a un RSPP che:

- con diligenza e professionalità svolge il suo lavoro e non viene visto come un rompiballe dagli enti "proprietari" degli istituti (comuni e province) a cui trasmette le richieste pertinenti alle loro funzioni e responsabilità (e la manutenzione degli immobili è una di queste).

- di fronte a situazioni pericolose che sono effettivamente riconoscibili con una normale preparazione tecnica, interviene proponendo al dirigente scolastico ed all'ente proprietario, l'adozione di ciò che, nell'ambito delle sue attribuzioni e competenze, ritiene necessario fare,

allora saremmo di fronte affettivamente ad una figura che svolge proattivamente il proprio ruolo per il miglioramento del livello di salute e sicurezza negli istituti scolastici.
Rispondi Autore: silvio zucchi11/02/2014 (14:53:36)
Straquoto Franco Colombo. I corsi on-line se sono seri e fatti bene sono molto + efficaci dei corsi in aula che troppo spesso, per gli RSPP, sono tenuti da gente molto meno preparata dei corsisti. Se invece uno vuole comprare l'attestato e pagarlo contrassegno basta che cerca su Google... e altro che sanzioni... fustigazioni sulla pubblica piazza per quanto mi riguarda. E invece l'offerta di attestati sulla sicurezza contrassegno continua da anni indisturbata
Rispondi Autore: Mario Mapelli17/02/2014 (14:22:25)
Quello che Catanese afferma purtroppo è vero.
Quando afferma che il ns sistema PREVENZIONISTICO, si basa sull'individuare i COLPEVOLI per COLPEVOLIZZARE qualcuno e soddisfare le giuste aspettative EMOTIVE di che è coinvolto sia in prima persone sia come spettatore. Ovvero la vecchia FORCA.
Invece il PROBLIMA in altri paesi europei è affrontato in modo diverso, in altre parole si va a veder cosa è FALLITO nell'organizzazione, PRIVATA e PUBBLICA, cosa è successo che nell'organizzazione non è funzionato ed è avvenuto l'infortunio?
La prevenzione si divide in primaria, secondaria e terziaria, quella che fa la magistratura è la TERZIARIA.
Dov’è la prevenzione PRIMARIA????
La PREVENZIONE PRIMARIA è in capo al SERVIZIO PUBBLICO, ripeto S-E-R-V-I-Z-I-O. Il pubblico ad andare bene bene parte dalla secondaria, cioè SANZIONANADO, REPRIMENDO, cioè "picchiando" chi sbaglia. Ma cos'è questa PREVENZIONE PRIMARIA?

Esempio nel campo della salute.
Prevenzione TERZIARIA.
Hai pochi mesi di vita e soffri dal dolore? S’inizia una terapia farmacologica per eliminare o diminuire il dolore.
Nell'antinfortunistica vuol dire che è già avvenuto l'infortunio, temporaneo, permanente o mortale e per lenire il dolore si va davanti al magistrato si cercano i COLPEVOLI e li impicchiamo con sanzioni e qualche risarcimento civile.
Prevenzione SECONDARIA.
I test predittivi, tipo mammografia, esami delle feci.
Nell’antinfortunistica, le infrazioni che si riscontrano nei luoghi di lavoro e qui si dovrebbe dividere le formali dalle sostanziali, in teoria per evitare dei potenziali infortuni.
Prevenzione PRIMARIA.
Vuoi diminuire le probabilità d’AMMALARTI temporaneamente, cronicamente O MORTALMENTE ?
Segui un regime alimentare sano, fai movimento, poco stress e ama. Non l’ho detto io ma bensì il Dott. Veronesi, noto oncologo.
Nell’antinfortunistica???? Ci sarebbero centinaia di cose da fare, si fa POCO o Nulla. Perché? Chi dovrebbe farla?
Il S-E-R-V-I-Z-I-O PUBBLICO, perché è un servizio alla collettività, è introdurre la CULTURA della sicurezza, è previsto del D.Lgs. 81/08 quando parla di INFORMAZIONE.
Informazione non sono solo PAROLE ma FATTI.
Esempio; in molti paesi EUROPEI SE devo aprire un’attività, IL SERVIZIO PUBBLICO informa che per poter iniziare devi fare e avere questi documenti, avere controllato questi impianti e strutture etc, etc.
Perché questo non accade? Mancanza di ORGANIZZAZIONE, COORDINAMENTO, sistema legislativo che dice tutto e il contrario di tutto.

Per finire, in questo caso specifico, andiamo a vedere cosa è fallito nell’ORGANIZZAZIONE, “ITALIA”, che tutti hanno visto tutto ed è crollato il soffitto? Ripeto, NON per COLPEVOLLIZZRE, ma per vedere cosa è fallito nell’ORGANIZZAZIONE Italia, affinché NON si ripeta di nuovo.
Domanda banale: c’era più sabbia che cemento??? Quanti edifici sono crollati per questo motivo? Forse magari lì c’è un buco o un’elusione normativa.
Va bene, l’imprenditore magari ha fatto il furbo o magari no, se c’erano collaudi o controlli NON sarebbe successo.



Rispondi Autore: Mario Mapelli17/02/2014 (14:24:02)
Scusate, Catanoso.
Rispondi Autore: carmelo catanoso23/02/2014 (12:38:59)
Mapelli, sono d'accordo.

Però mi cascano le braccia quando sento dire da qualcuno molto presente (forse troppo) sui massmedia che l'intervento per risolvere i problemi è l'istituzione della Procura Nazionale Antinfortuni.

Invece di intervenire a monte, sulle cause primarie dei problemi, si continua a voler intervenire solo a valle.
Rispondi Autore: Mario Mapelli25/02/2014 (16:12:04)
concordo Catanoso, non so se è per mancanza di cultura della prevenzione e quindi non sappiamo che esiste una prevenzione primaria, prima d'arrivare alla terziaria, cioè la magistratura, oppure qcno vuole che si arrivi lì, in modo che sull'onda della emotività si spendono e si sperperano soldi pubblici e qcno si arricchisce
Rispondi Autore: Massimo Liberati05/03/2014 (18:21:13)
Secondo me, alla base di tutto, c' è l' impossibilità di riformare questo paese secondo criteri che sono oramai ovvietà in paesi più avanzati. Incapacità dovute alle resistenze di interessi che hanno in fondo il solo obbiettivo di mantenere lo status quo.
Rispondi Autore: harleysta06/03/2014 (11:36:39)
...mah, dal tempo intercorso dal mio primo commento all'ultimo, almeno un'aula l'avremmo ristrutturata e intanto si parla...
Rispondi Autore: Mario Mapelli12/03/2014 (09:46:41)
caro herleysta, sono d'accordo con te, ma cosa FARE? o megliop cosa POSSIAMO FARE? In passasto in tale situazione politica-e3conomica un picolo manipolo di uomini avrebbe fatto un golpe di stato, ora per fortuna questo non è possibile visto cosa è successo con gli ultimi golpe. Hitler, Stalin, Mao, Pinochet etc. L'unica cosa che POSSIAMO FARE, è cominciare ad imitare democrazie migliori della ns, ovvero da democrazie rappresentative, che alla fine diventa una piccola o grande OLIGARCHIA, partiti, sindacati, rappresentanti di imprese (confindustri, confartigianato etc), vvero tutti coloro che DOVREBBERO difendere gli interessidegli italiani ma che alla fine difendono le LORO poltrone, ad una democrazie dirette, ossia questi posti di potere controllati dal basso, vedi sindacato tedesco, svizzera democrazie nordiche etc.Il discorso è lungo e complesso, ma oguno di noi nel ns piccolo dobbiamo FARE qsa che aiuti il paese. Cominciare a pensare che a posto TUTTI sono a posto anch'io, non come ora che a posto IO a posto tutti.
Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti30/05/2014 (07:53:13)
Sto leggendo la sentenza completa sull'incidente al Darwin invito tutti aleggerla
Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti02/07/2014 (15:18:05)
Sto leggendo la sentenza completa sull'incidente al Darwin invito tutti aleggerla
Rispondi Autore: harleysta27/10/2014 (08:33:55)
...qualcuno, tempo fa, disse che non è impossibile governare l'Italia ma inutile...
Rispondi Autore: Harleysta04/02/2015 (08:06:55)
...è di ieri sera la sentenza: per la legge sono condanne esemplari, per mesi sono misure temporali che restano (forse) sulla fedina penale. i responsabili, incensurati e con condanna inferiore ai tre anni, resteranno al loro posto, forse saranno promossi e non faranno manco una settimana di carcere...
Rispondi Autore: carmelo catanoso18/02/2015 (19:17:29)
Oggi a Pescara, all'Istituto Alberghiero De Cecco, ci siamo andati vicini a replicare quanto accaduto.
E' crollato l'intonaco e ci sono stati due feriti.
Rispondi Autore: carmelo catanoso05/03/2015 (08:56:48)
Martedì scorso (3 marzo 2015), alla scuola elementare Cirincione di Bagheria (PA) si è staccato un pezzo d'intonaco che ha colpito due bambini.
Una bimba ha avuto dieci punti di sutura alla testa ed un altro bambino un trauma cranico.

La storia continua .......
Rispondi Autore: carmelo catanoso08/04/2015 (19:22:52)
Stanotte, al liceo Darwin c'è stato un incendio.

Quando non si rimuovono le cause di un problema che, nel caso delle scuole italiane, è sistemico, il problema si ripresenta.
Rispondi Autore: carmelo catanoso13/04/2015 (13:27:11)
Oggi, altro crollo del soffitto in una scuola di Ostuni (BR).
Rispondi Autore: carmelo catanoso01/06/2015 (22:47:52)
Venerdì scorso 29 maggio, un altro crollo del soffitto nella notte in una scuola di Bologna.
Rispondi Autore: carmelo catanoso18/06/2015 (20:32:29)
Ieri, in una scuola di Trescore B. (BG), è scoppiato un incendio che ha portato alla sospensione della prova di maturità.
Nessun ferito o intossicato.
Rispondi Autore: Angelo De Chiara08/10/2015 (12:40:21)
Sono un Ingegnere docente RSPP interno.
Nel corso degli anni ho segnalato e risegnalato problemi di sfondellamento dei solai in latero-cemento. Non è stato fatto alcun lavoro se non una rasatura (ricoprimento) senza andare a fondo del problema. Per cui ho fatto presente al DS che alla scadenza dell'incarico annuale non accetterò più questo tipo di incarico. Non è immaginabile che per una somma irrisoria un tecnico si assuma tante responsabilità. Ma forse neanche per un compenso cospicuo ... visto che gli enti preposti sono latitanti!!!!
Rispondi Autore: ernesto del gaudio11/12/2015 (09:27:06)
Buongiono,desidero avere un consiglio sul seguente problema :
Nel 2010 sono stato accusato di omicidio colposo, successivamente ad incidente sul lavoro di un non dipendente,all'interno di un'azienda di cui ero RSPP esterno e oggi sono stato assolto dal giudice definitivamente perché il fatto non sussiste insieme al datore di lavoro.
La stessa azienda,nonostante l’avvocato sia stato da loro scelto, non vuole risarcirmi i danni economici dello stesso legale che mi ha difeso dal 2010 ad oggi !!!!
Ci sono i presupposti per il risarcimento danni del legale all'azienda anche se non riportati come articolo nel contratto o mandato come RSPP esterno ?
Mi conviene citarli legalmente ?
Ricordo che in quel periodo non vi era alcun tipo di polizza professionale a garantirmi tali spese.
Grazie

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