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Le immagini dell’insicurezza


IN-Sicurezza dal Mondo: immagini da Malta.

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Malta, 18 Mar -  Pubblichiamo oggi una situazione relativa ad elementi di insicurezza fotografati a Malta.
 

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In particolare le immagini dell’insicurezza di SICURELLO.no ci mostrano la messa in servizio, o forse la manutenzione/riparazione, di una gru mobile con il braccio posto trasversalmente rispetto ad una strada regolarmente aperta al traffico.
 
 
 
 
 
Nessuna segnaletica, nessuna indicazione, nessuna recinzione, nessun moviere, nulla di nulla ed intanto persone e mezzi passano regolarmente.
 
Ma guardando con attenzione si vede anche un operaio che, posizionato sul braccio gru, con elevato rischio di caduta dall’alto, esegue la sua attività lavorativa.
 
Come sempre è necessario precisare che l'inserimento di queste fotografie sconta l'ottica della normativa italiana in materia, non è infatti assodato che nei singoli Stati le norme in materia di sicurezza sul lavoro siano analoghe a quelle italiane, ma ciò non toglie che le foto pubblicate rappresentano situazioni che - indipendentemente dalla normativa presente nella singola nazione - non sono adeguate a tutelare l'incolumità dei lavoratori.
 
Si ringrazia il Prof. Raimondo Nicoletto per le fotografie.
 
Geom. Stefano Farina, Responsabile Nazionale Comitato AiFOS COSTRUZIONI
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Rispondi Autore: ALDO BELLI18/03/2016 (09:19:20)
Capisco che certe precisazioni vadano sempre fatte, ma Malta è un paese membro dell'UE. Qualora la situazione di lavoro illustrata sia dovuta ad una carenza normativa in materia di sicurezza dei lavoratori, questa dovrebbe essere immediatamente oggetto di un richiamo al paese inadempiente da parte delle Autorità comunitarie ... o questo vale solo per l'Italia?
Mi risulta, tra l'altro, che queste situazioni di violazione palese delle norme europee non si verifichino solo a Malta, ma anche in Stati economicamente molto più importanti all'interno dell'UE.
I nostri imprenditori, che hanno rapporti economici con imprese del resto dell'Unione, ci riferiscono di condizioni di lavoro a dir poco precarie (e vi garantisco che utilizzo un eufemismo) sotto il profilo della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori anche nelle evolutissime Germania e Francia.
Della serie: i nostri "amici" predicano bene, ma razzolano malissimo!
Ciò non toglie, ovviamente, che in Italia le norme vadano sempre e comunque applicate a prescindere da ciò che succede altrove.
Dico solo di evitare l'abitudine tutta italiana di considerarci i peggiori in tutto e di farci prendere per le orecchie da chi non è assolutamente migliore di noi, anzi ...
Rispondi Autore: Mario De Filippo18/03/2016 (14:02:51)
Prendendo spunto dal commento del Sig. Aldo Belli, purtroppo in molti contesti che discendono dalle normative comunitarie, effettivamente l'obbligo di recepimento viene subito contestata all'Italia e non agli altri stati membri. Una delle ultime è la ormai nota Direttiva Bolkestein (direttiva servizi) con la quale la Commissione Europea richiede all'Italia di ottemperare mettendo all'asta tutte le concessioni pubbliche (stabilimenti balneari, porti, approdi, piste da sci, posti fissi per gli ambulanti, edicole dei giornali in aree pubbliche, chioschi e bar, ristoranti, ecc.) mentre questo non viene richiesto a Spagna, Francia, Portogallo, Croazia, Olanda.
Sarebbe importante fare una similitudine tra i vari stati membri dell'UE, di applicazione della Direttiva Europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Spero che presto la redazione di Puntosicuro.it possa affrontare questo tema.

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