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17 gennaio 2014 - Cat: Interviste e inchieste
  

La sicurezza sul lavoro per i lavoratori senior


Come affrontare i problemi di sicurezza correlati all’invecchiamento nel mondo del lavoro per le diverse mansioni? Il decreto 81, i lavori usuranti e le soluzioni dell’ergonomia: intervista a Patrizia Serranti, presidente SIE Emilia Romagna.

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Bologna, 17 Gen – Per motivi diversi - demografici, socioeconomici e previdenziali - l’invecchiamento della popolazione lavorativa italiana è in aumento. E questo apre vari problemi per imprese, lavoratori e società anche in relazione al tema della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
 
Per approfondire la questione, con riferimento particolare alle proposte dell’ ergonomia fisica, cognitiva ed organizzativa, abbiamo intervistato, ad Ambiente Lavoro 2013 di Bologna, Patrizia Serranti, presidente della SIE ( Società Italiana di Ergonomia) Emilia Romagna. Una delle organizzatrici del convegno del 18 ottobre 2013 “Invecchiamento nel lavoro ed ergonomia”, promosso dalla SIE, sezioni Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna.
 

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Come affrontare i problemi correlati all’invecchiamento nel mondo del lavoro, nel mondo della sicurezza e nel mondo della prevenzione?
E quando si è considerati lavoratori anziani?
 
Patrizia Serranti ricorda che se “l’OMS in termini generali definisce anziane le persone a 60 anni”, molti studi “spostano il limite dell’anziano a varie dimensioni”. E oggi risulta difficile “dare una definizione standard del lavoratore anziano”...
 
L’intervista si sofferma anche su quanto dice il D.Lgs. 81/2008 sull’età dei lavoratori.
Ad esempio con riferimento all’articolo 28 che in relazione in tema di valutazione dei rischi indica in modo esplicito anche il parametro dell’età. O con riferimento ai principi dell’ergonomia che “sono riportati in vari articoli del Decreto 81”.
 
Nella realtà quanto si tiene conto dell’età nella prevenzione? E può essere vantaggiosa per un’azienda una prevenzione di questo tipo?
 
Nell’intervista si parla ad esempio della BMW che “ha costruito la prima fabbrica per over 50 e che ha visto vantaggi incredibili in termini di produttività, diminuzione dell’assenteismo e miglioramento della qualità”.
 
Infine che tipo di prevenzione le aziende possono mettere in atto, anche con riferimento ai lavori usuranti? E cosa può fare l’ergonomia?
 
Concludiamo riportando una frase tratta dall’ “Enciclopedia di salute e sicurezza occupazionale O.I.L.” del 2001 di A. Laville e S. Volkoff e riportata sul programma del convegno della SIE: “l’invecchiamento della popolazione è un fenomeno sufficientemente lento e prevedibile e permette pertanto di adottare le misure necessarie per ridurne l’impatto sul lavoro...”.
 
 
Buon ascolto.
 
 
 
 
 
 
 
Intervista a cura di Tiziano Menduto
 
 
 
 


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Rispondi Autore: harleysta17/01/2014 (08:43:40)
...e mandarli in pensione no, anzichè fare studi arzigogolati con dispendio di tempo e denaro?
Rispondi Autore: Massimiliano Carpene17/01/2014 (11:11:59)
Il problema è complesso e non può essere risolto come dice "harleysta". Dobbiamo partire da una considerazione scomoda: una persona che sia un bambino, un adulto o un anziano costa alla collettività. Ora o ci raccontiamo le favole come usano fare i ns. politici oppure dobbiamo far quadrare i conti per tempo. L'iniziativa dei baby pensionati di Andreotti sicuramente ha fatto felice molte persone ma se tu versi 10 e costi 30 la differenza di 20 chi la mette? E se moltiplichiamo questo modo di ragionare per tutto e per tutti senza aver fatto la Bocconi è chiaro che il sistema salta. Inoltre non viviamo come nel medio evo attorno al castello, con la globalizzazione ci confrontiamo con altri lavoratori che non passano le giornate a discutere di dove andare a cena o passare la settimana bianca o se hai la goccina al naso subito in malattia. Nei tempi passati l'animale uomo lavorava fino alla morte (situazione che esiste in varie parti del mondo anche oggi)e con questo modo demagogico di ragionare stiamo tornando a quel periodo o ad una guerra.
Rispondi Autore: harleysta17/01/2014 (12:38:38)
...caro dott. carpene sapesse quanto ci costano invece in ammortizzatori sociali, quelli che non trovano lavoro perchè i posti sono occupati da lavoratori anziani, stanchi e demotivati...
Rispondi Autore: Andrea RSPP17/01/2014 (12:41:24)
Senior non significa anziano, come chiarito nell'intervista, a 50 anni si può essere lavoratori senior (almeno in alcuni settori). Decisamente troppo presto per andare in pensione..
Rispondi Autore: harleysta17/01/2014 (13:11:12)
...se penso che nel '90 c'era gente che se ne andava a 40 anni in pensione magari dopo aver svolto la mansione di amministrativo! - eppoi, gentile andrea rspp, non pensa che un lavoro logorante da operaio, già a 50 anni provoca discreti danni? pensi magari 20 anni passati in fonderia...
Rispondi Autore: Andrea RSPP17/01/2014 (13:28:05)
La valutazione non è facile, ma a mio avviso non si può andare in pensione a 50 anni solo perchè si è fatto un lavoro pesante (naturalmente se uno a versato gli anni di contributi necessari si), se non in casi estremi dove è dimostrato il danno fisico.
Forse bisognerebbe pensare a come gestire il cambio di mansioni, continuare a lavorare si ma in modo più "leggero" fisicamente, e magari trovando il modo di trasferire l'esperienza maturata ai lavoratori più giovani.
Rispondi Autore: harleysta17/01/2014 (13:56:42)
...e per avere un parametro di riscontro, qual'è il lavoro più pesante che lei ha svolto? così senza polemica, solo per meglio valutare...

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