Malgrado diversi studi abbiano sottolineato la pericolosità del radon, malgrado lo sforzo informativo di enti e giornali (anche
PuntoSicuro ha dedicato al radon molti articoli), questo gas appare ancora sconosciuto ai più. Si parla molto di rischi diversi, l’inquinamento da gas di scarico, l’irraggiamento dei forni a microonde o cellulari, ma quasi mai delle radiazioni del radon che sono la seconda principale causa, dopo il fumo delle sigarette, dei tumori polmonari.
Forse che a questo gas sono esposte poche persone? Assolutamente no, l’esposizione a questo inquinante ha luogo “negli ambienti confinati, principalmente nelle abitazioni, e varia in funzione di numerosi fattori quali la natura del suolo, l’area geografica, la tipologia di edificio, l’assetto impiantistico,…” Non è neanche vero che non si possano mettere in atto azioni di risanamento e prevenzione per diminuire il rischio. Si può e si deve fare molto.
Questa pubblicazione non vuole allarmare, ma vuole rendere consapevoli tutti del problema rappresentato dal radon nelle abitazioni.
La prima parte è dedicata alla conoscenza del radon, gas radioattivo inodore ed insapore che viene continuamente generato dall’uranio presente nella crosta terrestre, in quantità diverse da luogo a luogo, sin dalla formazione della Terra.
Molti suoli e molti materiali da costruzione emanano in continuazione una certa quantità di radon, che all’aperto si disperde in atmosfera (cioè si diluisce in una grandissimo volume d’aria, dove quindi ha una bassissima concentrazione), mentre se penetra nelle case si concentra nell’aria interna ad esse.
Il radon inoltre “decade” in altri elementi anch’essi radioattivi: mentre il radon respirato viene in gran parte riesalato questi ultimi si depositano sulle pareti dei bronchi e dei polmoni ed emettono radiazioni ionizzanti che possono colpire e danneggiare il DNA delle cellule.
Ecco il motivo per cui, partendo da precedenti ricerche su minatori che lavoravano in miniere di uranio, il radon è stato classificato tra le sostanze cancerogene.
Sono state fatte anche
ricerche per capire i rischi tumorali a cui siamo sottoposti a causa del radon. Si è scoperto, ad esempio, che “il rischio di tumore polmonare aumenta proporzionalmente all’aumentare della concentrazione di radon, cioè più alta è la concentrazione di radon e maggiore è il rischio di tumore polmonare”. Anche la durata dell’esposizione o l’essere fumatori aumenta il rischio di tumore polmonare.
A parità di concentrazione di radon e durata dell’esposizione, il rischio di tumore polmonare è di quasi 25 volte più alto per i
fumatori rispetto ai non fumatori.
L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che in Italia il numero di casi di tumore polmonare attribuibili all’esposizione al radon è compreso tra 1.000 e 5.500 ogni anno (su un totale annuale di circa 31.000 tumori polmonari),la maggior parte dei quali tra i fumatori, a causa dell’effetto sinergico tra radon e fumo di sigaretta.
Nella seconda parte la pubblicazione si dilunga sui problemi dell’
esposizione al radon nelle case. Veniamo così a sapere che “una delle cause principali per la quale aria ricca di radon affluisce dal suolo verso l’interno degli edifici è la depressione che si viene a creare tra i locali ed il suolo, in conseguenza della differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno dell’edificio”.
La
concentrazione di radon nelle case, che dipende da diversi fattori (sono più soggette alle esalazioni gli appartamenti ai piani bassi e le costruzioni con materiale vulcanico o materiale molto permeabile), può subire sensibili variazioni giornaliere e stagionali. In genere i valori più elevati si osservano nelle prime ore del mattino e in inverno.
Ma cosa fare per
proteggersi il più possibile dal radon nelle nostre case?
Nel caso di una casa in progettazione è possibile fare molto. Per esempio prestando attenzione alla posizione e alla destinazione dei locali, alla scelta di materiali da costruzione impermeabili al radon, alla pianificazione dei passaggi di condotte dal terreno, ai sistemi di areazione,…