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Anno 10 - numero 1857 di martedì 15 gennaio 2008

Ispesl: pubblicata una guida per conoscere e difendersi dal radon


Nei "Quaderni per la salute e la sicurezza", collana realizzata a cura dell'Osservatorio Epidemiologico Nazionale, anche una guida sul radon consultabile on line.

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Nuovo aggiornamento della collana di quaderni dedicati alla sicurezza e alla salute, pubblicata a cura dell’ ”Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulla salute e la sicurezza negli ambienti di vita”: “Il radon in Italia: una guida per il cittadino”.
 
Malgrado diversi studi abbiano sottolineato la pericolosità del radon, malgrado lo sforzo informativo di enti e giornali (anche PuntoSicuro ha dedicato al radon molti articoli), questo gas appare ancora sconosciuto ai più. Si parla molto di rischi diversi, l’inquinamento da gas di scarico, l’irraggiamento dei forni a microonde o cellulari, ma quasi mai delle radiazioni del radon che sono la seconda principale causa, dopo il fumo delle sigarette, dei tumori polmonari.
 
Forse che a questo gas sono esposte poche persone? Assolutamente no, l’esposizione a questo inquinante ha luogo “negli ambienti confinati, principalmente nelle abitazioni, e varia in funzione di numerosi fattori quali la natura del suolo, l’area geografica, la tipologia di edificio, l’assetto impiantistico,…” Non è neanche vero che non si possano mettere in atto azioni di risanamento e prevenzione per diminuire il rischio. Si può e si deve fare molto.
Questa pubblicazione non vuole allarmare, ma vuole rendere consapevoli tutti del problema rappresentato dal radon nelle abitazioni.
 
La prima parte è dedicata alla conoscenza del radon, gas radioattivo inodore ed insapore che viene continuamente generato dall’uranio presente nella crosta terrestre, in quantità diverse da luogo a luogo, sin dalla formazione della Terra.
Molti suoli e molti materiali da costruzione emanano in continuazione una certa quantità di radon, che all’aperto si disperde in atmosfera (cioè si diluisce in una grandissimo volume d’aria, dove quindi ha una bassissima concentrazione), mentre se penetra nelle case si concentra nell’aria interna ad esse.
 
Il radon inoltre “decade” in altri elementi anch’essi radioattivi: mentre il radon respirato viene in gran parte riesalato questi ultimi si depositano sulle pareti dei bronchi e dei polmoni ed emettono radiazioni ionizzanti che possono colpire e danneggiare il DNA delle cellule.
Ecco il motivo per cui, partendo da precedenti ricerche su minatori che lavoravano in miniere di uranio, il radon è stato classificato tra le sostanze cancerogene.
 
Sono state fatte anche ricerche per capire i rischi tumorali a cui siamo sottoposti a causa del radon. Si è scoperto, ad esempio, che “il rischio di tumore polmonare aumenta proporzionalmente all’aumentare della concentrazione di radon, cioè più alta è la concentrazione di radon e maggiore è il rischio di tumore polmonare”. Anche la durata dell’esposizione o  l’essere fumatori aumenta il rischio di tumore polmonare.
A parità di concentrazione di radon e durata dell’esposizione, il rischio di tumore polmonare è di quasi 25 volte più alto per i fumatori rispetto ai non fumatori.
 
L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che in Italia il numero di casi di tumore polmonare attribuibili all’esposizione al radon è compreso tra 1.000 e 5.500 ogni anno (su un totale annuale di circa 31.000 tumori polmonari),la maggior parte dei quali tra i fumatori, a causa dell’effetto sinergico tra radon e fumo di sigaretta.
 
Nella seconda parte la pubblicazione si dilunga sui problemi dell’esposizione al radon nelle case. Veniamo così a sapere che “una delle cause principali per la quale aria ricca di radon affluisce dal suolo verso l’interno degli edifici è la depressione che si viene a creare tra i locali ed il suolo, in conseguenza della differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno dell’edificio”.
 
La concentrazione di radon nelle case, che dipende da diversi fattori (sono più soggette alle esalazioni gli appartamenti ai piani bassi e le costruzioni con materiale vulcanico o materiale molto permeabile), può subire sensibili variazioni giornaliere e stagionali. In genere i valori più elevati si osservano nelle prime ore del mattino e in inverno.
 
Ma cosa fare per proteggersi il più possibile dal radon nelle nostre case?
Nel caso di una casa in progettazione è possibile fare molto. Per esempio prestando attenzione alla posizione e alla destinazione dei locali, alla scelta di materiali da costruzione impermeabili al radon, alla pianificazione dei passaggi di condotte dal terreno, ai sistemi di areazione,…
 
 


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Ma si possono mettere ai atto misure di prevenzione anche per le case già abitate.
 
Intanto si consiglia di ventilare spesso le stanze e di sigillare le principali vie d’ingresso del gas. Inoltre è possibile utilizzare tecniche “d’abbattimento attive” che prevedono l’ausilio di un ventilatore. A volte areare una cantina con una semplice finestra socchiusa può essere sufficiente per evitare che, con l’effetto camino, il radon possa salire nelle stanze abitate superiori.
 
E’ possibile misurare in casa la quantità di radon con semplici strumenti, chiamati dosimetri passivi, dei piccoli contenitori di materiale plastico che ospitano un elemento sensibile al gas. Nell’opuscolo troverete informazioni su dove trovarli e su come usarli correttamente.
 
L’ultima parte è destinata invece alle ricerche condotte dalle diverse regioni, sui piani attuati o attuabili di monitoraggio e sulle normative esistenti.
 
Nonostante l’emanazione di numerose linee guida a livello internazionale e del Decreto Legislativo n. 241/2000, che tutela dall’esposizione al radon nei luoghi di lavoro, scopriamo che in Italia, differentemente che in altri paesi europei, la popolazione non è ancora tutelata sul piano normativo.
 
Speriamo che questa pubblicazione possa raggiungere l’obiettivo non solo di informare ma di stimolare un’azione legislativa idonea, come già successo nella regione Lazio, idonea per recepire e controllare meglio il rischio radon in Italia.
 
Per poter scaricare l’opuscolo “Il radon in Italia: una guida per il cittadino” (e altri opuscoli della collana) collegatevi a questa pagina web.



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Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Commenti alla pagina.

Autore: redazione16/01/2008 (16:54)
Esistono in commercio dei misuratori passivi monouso di Radon.
Autore: Alma15/01/2008 (08:28)
Ho letto con molto interesse la pubblizazione sul RADON, soprattutto la parte relativa alla casa. Mi piacerebbe sapere in che modo e a chi posso rivolgermi per misurare il gas radon nella mia abitazione, da privata cittadina. Grazie e buon lavoro.

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