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Migliorare la comunicazione sulla sicurezza con la web content analysis
Roma, 7 Gen – Come più volte segnalato dal nostro giornale, che nei suoi ventisei anni di vita ha puntato sulla qualità e chiarezza della propria comunicazione, “un’efficace divulgazione della conoscenza in merito a salute e sicurezza sul lavoro” si può considerare come un “elemento imprescindibile per favorire la consapevolezza sui rischi nei luoghi di lavoro” e favorire strategie di riduzione del fenomeno infortunistico.
Infatti “se una corretta informazione sui rischi e sulle misure di prevenzione non raggiunge in modo chiaro e comprensibile tutti i lavoratori, qualsiasi sforzo fatto in questa direzione rischia di essere vano”. E questo è ancora più vero nell’ambito della ricerca scientifica: la “capacità di trasferirla, attraverso una comunicazione il più possibile chiara, comprensibile e accessibile” è “importante tanto quanto la capacità di produrla”.
E, con riferimento alle recenti evoluzioni del mondo del lavoro, l’esigenza di una comunicazione efficace si inserisce “nel quadro più generale delle nuove sfide legate alla digitalizzazione, che sta modificando profondamente la tipologia e le modalità di diffusione delle informazioni”. Ed, infatti, anche per questo motivo, la Commissione Europea “ha inserito tra le priorità del Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027, quella di ‘anticipare e gestire i cambiamenti nel nuovo mondo del lavoro determinati dalle transizioni verde, digitale e demografica’”.
A ricordare in questi termini l’importanza di una comunicazione che sia chiara, comprensibile ed efficace è una scheda informativa, un factsheet, prodotto dal Dipartimento di Innovazione Tecnologica e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT) dell’Inail.
La scheda – dal titolo “La web content analysis a supporto di un’efficace divulgazione scientifica” e a cura di F. Ceruti, A. Nebbioso, D.G. Cogliani (Inail) – presenta un progetto Inail per analizzare e interpretare i contenuti pubblicati sul sito istituzionale, al fine di promuovere un’efficace divulgazione delle informazioni di salute e sicurezza sul lavoro.
Nel presentare la scheda ci soffermiamo sui seguenti argomenti:
- La divulgazione scientifica, il pubblico e l’analisi dei contenuti
- La divulgazione scientifica e la web content analysis
- La divulgazione scientifica e il progetto dell’Inail
La divulgazione scientifica, il pubblico e l’analisi dei contenuti
Il documento ricorda che per divulgare la conoscenza scientifica in modo efficace, “è utile conoscere il proprio pubblico di riferimento e le sue esigenze, migliorare i contenuti esistenti e crearne di nuovi, scegliendo i canali di comunicazione e le strategie di divulgazione più adatti”. È, dunque, necessario “trasformare la divulgazione della conoscenza in un processo dinamico, basato sui dati, che permetta di raggiungere il pubblico in modo più efficace, massimizzando l’impatto degli argomenti trattati”.
E per raggiungere questi obiettivi si può fare un’analisi del contenuto, uno “strumento potentissimo per la divulgazione della conoscenza, perché permette di andare oltre la semplice produzione di contenuti e di crearli in modo strategico e mirato”. L’analisi del contenuto (Content Analysis) è una “tecnica usata nelle scienze sociali per studiare la comunicazione in modo sistematico e replicabile” e il processo “implica la lettura o osservazione sistematica dei testi e l’assegnazione di etichette che identifichino i contenuti rilevanti, permettendo ai ricercatori di analizzare i modelli di contenuto sia quantitativamente che qualitativamente”.
Con l’evoluzione tecnologica le tecniche di analisi dei contenuti sono state “adattate e applicate alla ricerca su internet, introducendo nuove opportunità ma anche significative sfide per i ricercatori”. Infatti, la differenza è che “mentre i contenuti offline rimangono statici una volta prodotti, i contenuti online possono cambiare frequentemente. Proprio questa loro natura dinamica, combinata con il sempre crescente volume di materiale online, può rendere difficile la costruzione di un quadro di campionamento”.
La divulgazione scientifica e la web content analysis
A questo proposito si parla nella scheda di Web content analysis, “un approccio metodologico che, esaminando in modo sistematico i contenuti presenti su siti web, social media, blog, forum e altre piattaforme online permette di trasformare la vasta quantità di dati disponibili in informazioni utili, tentando di comprendere tendenze, opinioni, significati e impatto delle tematiche trattate, al fine di supportare decisioni strategiche”.
Si indica che la Web content analysis “può essere di tipo quantitativo, quando è basata sulla misurazione e il conteggio di elementi specifici, o qualitativo, se diretta all’interpretazione dei significati e dei temi presenti nei contenuti. L’analisi dei contenuti web può essere svolta con appositi strumenti di Web analytics, che si utilizzano appunto per raccogliere, misurare, analizzare e interpretare i dati relativi all’attività degli utenti su un sito web”. E la finalità è quella di:
- comprendere il pubblico, ottenendo una profilazione degli utenti che include interessi e comportamenti di navigazione;
- migliorare l’esperienza utente, identificando le aree del sito che necessitano di miglioramenti, ottimizzando la navigazione e rendendo il sito più intuitivo e coinvolgente;
- prendere decisioni strategiche, basandole su dati oggettivi, piuttosto che su ipotesi, per migliorare le prestazioni complessive del sito e raggiungere gli obiettivi;
- monitorare le performance.
La divulgazione scientifica e il progetto dell’Inail
Proprio perché uno dei canali che può essere utilizzato per il trasferimento delle conoscenze è il sito Inail, l’Istituto ha iniziato “questo tipo di percorso con un progetto che, attraverso l’analisi e l’interpretazione dei contenuti pubblicati sul sito istituzionale e dell’impatto di essi sull’utenza, ha lo scopo di ottimizzare la divulgazione delle informazioni inerenti le tematiche di salute e sicurezza sul lavoro”.
Questi i vari passi della prima fase del progetto di Web content analysis avviato dall’Inail:
- “Raccolta dati: estrazione del range di dati tramite applicativi di web analytics;
- Pulizia dati: elaborazione dei dati, per eliminare errori comuni (duplicati, valori mancanti, incongruenze, errori di sintassi);
- Definizione KPI (Key Performance Indicator): individuazione degli “indicatori chiave di prestazione” ritenuti utili;
- Strutturazione dati: riorganizzazione del dataset (dati aggregati in modo dettagliato, con l’utilizzo di metriche e dimensioni stabilite sulla base dei KPI individuati)”.
Si indica che un elemento fondamentale del progetto è la “scelta di individuare degli indicatori chiave di prestazione (KPI), metriche specifiche e misurabili che vengono utilizzate per valutare il successo nel raggiungimento di obiettivi specifici definiti all’interno della strategia digitale”. I KPI individuati nel progetto sono i seguenti:
- KPI di Traffico: “questi indicatori si concentrano sulla quantità dei visitatori e delle loro azioni sulla piattaforma web, per valutare la portata e l’efficacia delle strategie di acquisizione utenti” (la scheda, che vi invitiamo a visionare, entra più nel dettaglio di vari aspetti: pageviews, visits, unique visitors, referrer)
- KPI di Coinvolgimento: “indicatori che misurano come gli utenti interagiscono con i contenuti una volta arrivati sulla piattaforma, per identificare il coinvolgimento del pubblico” (page views/visits, average time on site, bounce rate, time spent on page, download).
Se nella prima fase del progetto “è stato possibile tracciare la diffusione della ricerca, monitorando il traffico verso le pagine dei contenuti di ricerca, per capire la portata e l’interesse di un determinato argomento”, si è potuto, ad esempio, “constatare che dall’anno 2023 all’anno 2024, tutte le metriche indagate relative ai KPI di traffico hanno mostrato complessivamente un aumento del traffico verso le pagine prese in esame” E la tendenza si è rivelata essere in aumento anche rispetto all’interesse del pubblico nelle pagine in esame. Inoltre, l’analisi ci ha permesso di “verificare sia per il 2023 che per il 2024, che la fonte da cui proviene oltre il 60% del traffico diretto alle pagine analizzate (Referrer), è il motore di ricerca Google”.
In definitiva, la Web content analysis si è “confermata essere una tecnica fondamentale nello studio delle tematiche su web e dei comportamenti degli utenti nei confronti di esse. Questo tipo di analisi può essere utilizzata come base da cui partire per rendere più efficace la divulgazione scientifica e favorire una capillare diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro, orientata alla riduzione degli infortuni”.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale della scheda che riporta anche gli sviluppi futuri del progetto e dell’analisi. Infatti, i passi del progetto “saranno diretti ad un’analisi di tipo qualitativo, analizzando KPI di consapevolezza e feedback”.
RTM
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti ed insediamenti antropici, “ La web content analysis a supporto di un’efficace divulgazione scientifica”, a cura di di F. Ceruti, A. Nebbioso, D.G. Cogliani (Inail), factsheet edizione 2025 (formato PDF, 155 kB).
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