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Le sfide e i rischi dell’aumento dell’esposizione ai campi elettromagnetici
Bilbao, 18 Mar – Inodori, inudibili e invisibili, i campi elettromagnetici (CEM), emessi, ad esempio, da telefoni cellulari, antenne radio, router Wi-Fi e linee elettriche, sono ormai ovunque nella società moderna. E il numero delle fonti presenti nelle case, nei luoghi pubblici e nei posti di lavoro è in continuo aumento.
Infatti, sono sempre di più le nuove tecnologie basate sui campi elettromagnetici: i progressi tecnologici wireless sono considerati fattori chiave per la digitalizzazione nel mondo del lavoro e per lo sviluppo dell'Industria 5.0.
Inizia con queste parole uno dei nuovi documenti commissionati dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ( EU-OSHA) per identificare e raccogliere dati sui rischi emergenti connessi alle conseguenze dei recenti sviluppi tecnologici; rischi che è necessario saper identificare e gestire per garantire condizioni lavorative sicure nell’Unione europea.
Dopo aver parlato, con riferimento a questi documenti, della mobilità sostenibile, ci soffermiamo oggi sul “Discussion Paper”, in lingua inglese, dal titolo “Electromagnetic fields: present and future challenges for occupational safety and health” (Campi elettromagnetici: sfide presenti e future per la sicurezza e la salute sul lavoro) a cura di Sam Aerts e John Bolte (The Hague University of Applied Sciences (THUAS), the Netherlands).

Il Discussion Paper mira a identificare gli sviluppi emergenti e futuri delle applicazioni professionali dei campi elettromagnetici e le loro potenziali implicazioni per la sicurezza e la salute sul lavoro (SSL) cercando anche di evidenziare le lacune nelle conoscenze relative alla sicurezza.
Nel presentare il documento l’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:
- I campi elettromagnetici: le conseguenze sulla salute e sicurezza
- I campi elettromagnetici: l’esposizione nei luoghi di lavoro
- I campi elettromagnetici: la prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza
I campi elettromagnetici: le conseguenze sulla salute e sicurezza
Riguardo alle implicazioni dei campi elettromagnetici per quanto riguarda la sicurezza e la salute sul lavoro ci si è per lo più concentrati sugli effetti acuti e a breve termine, effetti che dipendono dalla frequenza dei CEM, dalla loro intensità e dalla durata dell'esposizione.
Questi effetti, diretti e indiretti, sono la base delle attuali linee guida per l'esposizione stabilite da organismi internazionali come la International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection ( ICNIRP), che ha raccolto evidenze scientifiche sugli effetti negativi per la salute dovuti all'esposizione alle radiazioni. Tre pubblicazioni hanno riguardato i campi elettromagnetici e sulla base delle evidenze scientifiche, l'ICNIRP ha stabilito limiti di esposizione e livelli di riferimento.
Si ricorda che le linee guida e la legislazione dell'UE sull'esposizione ai campi elettromagnetici si basano sulle linee guida dell'ICNIRP e consistono nella Raccomandazione del Consiglio europeo 1999/519/CE per l'esposizione della popolazione in generale ai CEM e nella Direttiva 2013/35/UE per l'esposizione professionale.
Si indica poi che vari studi (ad esempio Rijs e Stam, 2019) hanno esplorato i possibili legami tra l'esposizione a lungo termine ai campi elettromagnetici e vari problemi di salute, tra cui cancro, problemi riproduttivi, ritardi nello sviluppo e disturbi neurodegenerativi. Nonostante l'ampia ricerca, tuttavia, le prove scientifiche rimangono ancora inconcludenti e insufficienti a stabilire un eventuale rapporto dose-effetto.
I campi elettromagnetici: l’esposizione nei luoghi di lavoro
Si indica poi che la Commissione europea (CE) ha fornito informazioni ai datori di lavoro per capire come conformarsi alla Direttiva 2013/35/UE in tre guide pratiche non vincolanti incentrate sugli ambienti di lavoro con CEM potenzialmente ad alta intensità. Tuttavia, i nuovi sviluppi nelle applicazioni dei campi elettromagnetici potrebbero comportare un'esposizione aggiuntiva, maggiore o alterata ai CEM negli ambienti di lavoro, ad esempio con riferimento a varie novità e trasformazioni:
- l’aumento della densità delle reti di telefonia mobile fa sì che un numero crescente di persone lavori più vicino alle antenne di telecomunicazione rispetto al passato. Questo è vero in particolare per i luoghi di lavoro con reti wireless proprie (ad esempio reti private/aziendali di telefonia mobile, Wi-Fi e/o sensori), soprattutto quando la quantità di dispositivi e sensori wireless (personali) aumenta. I sensori sul corpo (ad esempio per il monitoraggio dell'esposizione alla salute) potrebbero poi aumentare l'esposizione del lavoratore ai CEM, ma in modo localizzato (cioè limitato all'area del corpo su cui è applicato il sensore);
- la crescente presenza di sistemi Wireless power transfer (WPT) per il trasferimento di energia senza fili, una tecnologia per la ricarica di varie topologie di dispositivi. Queste crescente potenza potrebbe aumentare l'esposizione ai campi elettromagnetici a frequenze dipendenti dalla tecnologia, ad esempio nei settori dei trasporti e della logistica. E questo vale anche per i luoghi di lavoro dove gli strumenti personali e i robot/UAV vengono caricati in modalità wireless;
- l'elettrificazione potrebbe aumentare l'esposizione ai campi magnetici a bassa frequenza;
- la quantità di applicazioni dei CEM nel settore medico è in aumento e un maggior numero di personale medico (compreso il personale non tecnico) potrebbe essere esposto ai CEM in un'ampia gamma di frequenze;
- uso di frequenze sempre più elevate potrebbe comportare un aumento delle esposizioni localizzate ma superficiali, i cui rischi non sono ancora chiari.
I campi elettromagnetici: la prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza
Riguardo poi alla prevenzione il documento Eu-Osha ricorda che secondo la Direttiva UE 2013/35/UE, i datori di lavoro sono tenuti a valutare tutti i rischi dovuti all'esposizione ai campi elettromagnetici sul luogo di lavoro e a mettere in atto misure di prevenzione.
La valutazione dei livelli può avvenire sulla base di varie informazioni:
- informazioni specifiche condivise dal produttore (ad esempio, se l'applicazione specifica soddisfa i requisiti della pertinente legislazione dell'UE sui prodotti che possono stabilire livelli di sicurezza più severi di quelli previsti dalla Direttiva 2013/35/UE),
- matrici di esposizione alla fonte e/o al lavoro (Vila et al., 2017; Migault et al., 2019),
- studi di revisione e/o guide pratiche pubblicate dall'UE, dalle istituzioni nazionali e dagli organismi di standardizzazione.
Si indica che alcuni documenti UE contengono elenchi di attrezzature e luoghi di lavoro che potenzialmente richiedono valutazioni del rischio specifiche. Forniscono inoltre indicazioni sulla necessità di una valutazione del rischio da CEM per i lavoratori particolarmente a rischio, come quelli con dispositivi medici attivi, tra cui i pacemaker.
Tuttavia, queste informazioni potrebbero non essere ancora sufficienti per valutare il rispetto dei valori limite di esposizione per le nuove applicazioni CEM emergenti e i rischi associati alla SSL. In tal caso, è necessario effettuare misurazioni in situ o calcoli dosimetrici e confrontarli con i limiti di legge. Se i livelli limite vengono superati, devono essere adottate misure protettive e preventive.
Si ricorda poi che, visto che l'intensità dei campi elettromagnetici diminuisce rapidamente con l'aumentare della distanza dalla sorgente, la misura più efficace per ridurre l'esposizione consiste nell'aumentare la distanza tra la sorgente e il lavoratore. Ciò può essere ottenuto con misure tecniche e organizzative come barriere, segnaletica e istruzioni di lavoro. Inoltre, la schermatura è efficace per tutte le forme di CEM, ad eccezione dei campi magnetici a bassa frequenza.
Nelle conclusioni del Discussion Paper si segnala che la valutazione dei rischi di esposizione ai CEM è comunque complessa a causa della diversità delle fonti in termini di frequenza, intensità e utilizzo, soprattutto in ambito lavorativo. Inoltre, mentre gli effetti acuti dell'esposizione a campi elettromagnetici di alto livello alle frequenze attualmente utilizzate sono ben compresi, permangono controversie e lacune per quanto riguarda gli effetti a lungo termine delle esposizioni a basso livello e in relazione all'uso futuro di frequenze sempre più elevate.
Pertanto, gli standard normativi e le linee guida (nel documento è presenta una utile bibliografia con i riferimenti) che mirano a proteggere i lavoratori, devono essere costantemente aggiornati, sulla base di ricerche aggiornate. Ed è altamente raccomandato il monitoraggio a lungo termine dei livelli di esposizione ai CEM sul luogo di lavoro.
In sintesi, è necessario un approccio multidisciplinare alla valutazione dell'esposizione ai CEM e alla prevenzione dei rischi, che preveda idonee e specifiche ricerche, l'adattamento continuo delle strategie e una comunicazione efficace per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori in un ambiente sempre più connesso e alimentato in modalità wireless.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento EU-OSHA che si sofferma nel dettaglio anche sugli ultimi sviluppi in materia di CEM nel mondo del lavoro, sulla politica in materia dell’Unione europea e sulle lacune della ricerca scientifica.
RTM
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