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Strategia nazionale SSL: quadro europeo, vigilanza e ruolo delle Regioni
Roma, 30 Gen – Come già segnalato nell’articolo “ Strategia nazionale SSL: gli indirizzi operativi e i tecnici della prevenzione”, nel mese di dicembre 2025 e, precisamente, nel corso di una riunione del Comitato incaricato di indirizzare e coordinare la vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, presieduto dal Ministro della Salute, è stata approvata la “Strategia Nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030”.
Il documento approvato parte dalle indicazioni del “ Quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027” e tiene conto dello “specifico contesto nazionale di riferimento nonché del ruolo delle singole istituzioni e parti sociali, coinvolte ognuna per quanto di competenza, in un approccio integrato e partecipato alla realizzazione di una reale tutela della SSL”.
La strategia, come ricordato in un comunicato del Ministero della Salute, definisce un percorso per affrontare le sfide di un mondo del lavoro in rapida evoluzione. E si configura come indirizzo strategico che “definisce e indirizza le linee comuni delle politiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, gli obiettivi e programmi dell’azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, traendo ispirazione da alcuni elementi chiave tra cui:
- obiettivi e azioni del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, collegati all’erogazione delle prestazioni previste dal Livelli essenziali di assistenza (LEA), e perseguiti dai Piani Regionali della Prevenzione, confermati dal Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, in corso di elaborazione.
- aumentata complessità dell’attività di controllo e vigilanza, con necessità di approcci multidisciplinari ed interdisciplinari, come promosso dai dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali (ASL) che hanno adottato negli ultimi anni un modello più proattivo e collaborativo, quale il Piano Mirato di Prevenzione che mira anche a potenziare nelle aziende e presso i lavoratori la cultura della salute e sicurezza, attraverso percorsi di autovalutazione e valutazione collegiale che orientano all’adozione di ‘soluzioni’ con l'obiettivo di prevenire i rischi prima che si traducano in danni, incidenti o inadempienze.
- obiettivi e azioni del Piano Triennale della Prevenzione INAIL 2025-2027, documento strategico che programma gli interventi nel breve periodo, mette in rassegna le metodologie più avanzate per realizzare analisi di rischio e tutelare efficacemente i lavoratori con gli strumenti più consolidati.
- obiettivi e azioni del Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2025 adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con D.M. 195/2024”.
Tornare a parlare della nuova Strategia nazionale ci permette di soffermarci, prima di entrare nel merito degli assi strategici o di raccogliere nuovi commenti e riflessioni, anche sul quadro strategico UE in materia di SSL e, a livello nazionale, sul sistema istituzionale per la prevenzione.
L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:
- Strategia Nazionale SSL e quadro strategico UE
- Strategia Nazionale SSL, vigilanza e ruolo delle Regioni
- Indice della Strategia Nazionale SSL 2026-2030
Strategia Nazionale SSL e quadro strategico UE
La strategia nazionale SSL si sofferma sul già citato “Quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027” ricordando che i quadri strategici SSL dell’UE “svolgono da oltre venti anni il ruolo fondamentale di orientamento delle autorità nazionali e delle parti sociali nel definire obiettivi, priorità e azioni concrete utili al miglioramento della tutela dei lavoratori in tutti i Paesi Membri”.
Il nuovo quadro, adottato dalla Commissione Europea nel giugno del 2021, prevede azioni di tutela della SSL dei quasi 170 milioni di lavoratori nell'UE “ispirate ai concetti di cambiamento, prevenzione e preparazione”.
Il documento si concentra su “tre obiettivi chiave trasversali” per il cui raggiungimento, la UE ravvisa necessaria un'azione basata su “dialogo sociale, rafforzamento delle evidenze scientifiche e dell'applicazione delle norme, aumento della consapevolezza, con azioni di formazione, informazione, aggiornamento alle figure chiave della prevenzione, risorse”.
Questi gli obiettivi chiave trasversali (crosscutting key objectives) delineati dal Quadro strategico:
- “anticipare e gestire il cambiamento nel nuovo mondo del lavoro determinato dalla transizione verde, digitale e demografica (cambiamento);
- migliorare la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali (prevenzione);
- aumentare la preparazione per gestire in modo adeguato eventuali future crisi sanitarie”.
Strategia Nazionale SSL, vigilanza e ruolo delle Regioni
La Strategia nazionale SSL si sofferma poi sullo specifico contesto nazionale partendo dal sistema istituzionale per la prevenzione.
Si indica che, a livello nazionale e territoriale, il sistema istituzionale delineato dal D.lgs. 81/2008 e ss.mm.ii. “configura una governance su base tripartita delle attività in materia di SSL. Con il concorso delle Parti sociali e attraverso:
- il Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro ex art. 5,
- la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ex art. 6
- i Comitati regionali di coordinamento (CRC) ex art. 7,
questa governance consente di “definire e promuovere gli indirizzi di prevenzione e vigilanza sul territorio nazionale”.
Non approfondiamo il tema del ‘tripartitismo’, già descritto nell’articolo “ Il sistema istituzionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, ma, riguardo all’analisi del contesto nazionale, riprendiamo quanto indicato dal documento sulla vigilanza, sul ruolo dell’Inail e delle Regioni e Province Autonome.
Si ricorda, innanzitutto, che l’attività di vigilanza (art. 13 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81) è svolta dalla Azienda Sanitaria Locale (ASL) competente per territorio, dall’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.
A questo proposito si segnala che il DL 146/2021, convertito con modificazioni con legge 215/2021 “ha attribuito all’INL competenze in materia di vigilanza, in tutti i settori produttivi. L’Ispettorato, istituito con D.lgs. 14 settembre 2015 n. 149, è “un’Agenzia che ha personalità giuridica di diritto pubblico che gode di autonomia regolamentare, amministrativa, organizzativa e contabile posta sotto la vigilanza del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali”. Ed è “principalmente preordinato a realizzare una efficiente ed efficace azione di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale, previdenziale, assicurativa e di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.
Si indica poi che, secondo quanto previsto dall’art. 9 del D.lgs. 81/2008 e tenuto conto del DL 78/2010 (convertito con modificazioni con legge 122/2010, l’Inail “ha assunto un ruolo di polo nazionale per la SSL. In ragione di ciò, l’INAIL svolge attività di: interazione e di sostegno ai programmi di intervento in materia di SSL; consulenza alle aziende, in particolare a medie, piccole e micro imprese; progettazione ed erogazione di percorsi formativi in materia di SSL a carattere obbligatorio e non; finanziamento dei progetti di investimento e formazione in materia di SSL rivolti in particolare alle micro, piccole e medie imprese; promozione e divulgazione della cultura della SSL nei percorsi formativi scolastici e universitari; ricerca finalizzata alla prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro; partecipazione, con funzioni consultive, al Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di SSL; consulenza alla Commissione consultiva permanente per la SSL; elaborazione, raccolta e diffusione delle buone prassi; predisposizione di linee guida, strumenti operativi e tool per la valutazione del rischio; pubblicazione di articoli scientifici di supporto alla conoscenza dei rischi e delle più adeguate misure di prevenzione; focal point dell’Agenzia Europea per la salute e sicurezza sul lavoro (EU-OSHA)”.
Inoltre con la legge di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (legge 833/1978), alle Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano (PP.AA.) “è attribuito il compito di svolgere, attraverso le ASL, l’attività di vigilanza e le azioni di supporto dirette ai lavoratori, alle imprese, alle organizzazioni di rappresentanza e a tutti gli altri soggetti coinvolti a diverso titolo”.
Non bisogna poi dimenticare che la legge costituzionale 3/2001, “ha a suo tempo ampliato il ruolo delle Regioni e PP.AA., trasferendo la competenza in materia di ‘tutela e sicurezza del lavoro’ nell’ambito della legislazione concorrente, a norma di Costituzione”. E il D.Lgs 81/2008, riprendendo il dettato costituzionale, ha “costruito il sistema di rapporti” (descritto nel documento ministeriale) tra Stato, Regioni e PP.AA., “in un contesto che oltre ad avere una forte connotazione sanitaria, quale sistema di garanzia della tutela della salute dei lavoratori, afferisce in maniera rilevante ai temi più generali del welfare, inteso come qualità del lavoro, qualità dei rapporti sociali e quindi qualità dei territori”.
Rimandiamo alla lettura integrale del documento che si sofferma su vari altri aspetti connessi al contesto nazionale, al mercato del lavoro, ai dati su infortuni e malattie professionali e ai vari assi strategici presentati:
- Asse Strategico 1: Affrontare i cambiamenti del mondo del lavoro
- Asse Strategico 2: Rafforzare e incrementare la resilienza del sistema istituzionale
- Asse Strategico 3: Potenziare l’efficacia delle tutele
- Asse Strategico 4: Supportare le micro, piccole e medie imprese
- Asse Strategico 5: Diffondere la cultura della prevenzione
Indice della Strategia Nazionale SSL 2026-2030
Rimandando in conclusione alla lettura integrale della Strategia Nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030, ne riportiamo il sommario.
Premessa
Il Quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027
Analisi del contesto nazionale
Il sistema istituzionale per la prevenzione
I Dati
Il mercato del lavoro
Gli infortuni sul lavoro
Le malattie professionali
La sorveglianza sanitaria per i rischi lavorativi: le dimensioni del fenomeno in Italia
LA STRATEGIA NAZIONALE IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: I CINQUE ASSI STRATEGICI
ASSE STRATEGICO 1
AFFRONTARE I CAMBIAMENTI DEL MONDO DEL LAVORO
Obiettivo 1.1. Anticipare e gestire i rischi nuovi ed emergenti
Obiettivo 1.2. Fronteggiare i rischi tradizionali
Obiettivo 1.3. Introdurre strategie, strumenti e tecnologie innovative per la prevenzione e la vigilanza a tutela delle situazioni di vulnerabilità
ASSE STRATEGICO 2
RAFFORZARE E INCREMENTARE LA RESILIENZA DEL SISTEMA ISTITUZIONALE
Obiettivo 2.1. Miglioramento, anche attraverso la condivisione dei dati, della conoscenza dei fenomeni di salute e sicurezza legati all'attività lavorativa, degli eventi dannosi (infortuni nei luoghi di lavoro, in itinere, malattie professionali), cause e modalità di accadimento
Obiettivo 2.2. Coordinamento delle attività di vigilanza
Obiettivo 2.3. Valorizzare e rafforzare il ruolo del dialogo sociale
ASSE STRATEGICO 3
POTENZIARE L’EFFICACIA DELLE TUTELE
Obiettivo 3.1. Rafforzamento del ruolo del servizio pubblico, attraverso il potenziamento operativo dei Servizi per la tutela della Salute e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro delle ASL
Obiettivo 3.2. Razionalizzazione degli interventi di prevenzione, al fine di programmare un utilizzo efficace, efficiente e appropriato delle risorse umane, strumentali e finanziarie previste e impiegate a legislazione vigente
Obiettivo 3.3. Rafforzamento dell’attività di vigilanza orientandola in modo da favorire l’approccio Vision Zero
Obiettivo 3.4. Programmazione della vigilanza secondo criteri che ne incrementino l’efficacia
ASSE STRATEGICO 4
SUPPORTARE LE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE
Obiettivo 4.1. Fornire sostegno e assistenza alle imprese, ai lavoratori ed alle loro rappresentanze
Obiettivo 4.2. Sensibilizzare le MPMI sulla rilevanza della cultura della prevenzione come opportunità di crescita e sviluppo
ASSE STRATEGICO 5
DIFFONDERE LA CULTURA DELLA PREVENZIONE
Obiettivo 5.1. Implementare la promozione e la divulgazione della cultura della SSL nei percorsi formativi scolastici e universitari
Obiettivo 5.2. Prevenire degli illeciti attraverso iniziative di promozione dell’approccio Vision Zero e di sensibilizzazione di tutti gli stakeholders
CONCLUSIONI: IMPLEMENTAZIONE, GOVERNANCE E MONITORAGGIO DELLA STRATEGIA
Tiziano Menduto
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