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Sicurezza sul lavoro: le novità, le strategie e i piani di prevenzione
Bologna, 27 Ott – Come sottolineato in molti nostri articoli, la salute e la sicurezza sul lavoro non devono rappresentare per le aziende “soltanto un obbligo normativo o un adempimento formale”. Sono, “prima di tutto, un diritto fondamentale della persona e un fattore chiave di qualità, sostenibilità e competitività dei sistemi produttivi”.
E parlare oggi di prevenzione “significa parlare di cultura, di responsabilità condivisa e di capacità di guardare al futuro”.
Inoltre, in questo contesto, “la formazione assume un ruolo decisivo”.
A ricordarlo, durante la manifestazione Ambiente Lavoro 2026, è la presentazione del convegno nazionale, organizzato da Regione Emilia-Romagna e Inail, “ASL incontri – La tutela della salute nei luoghi di lavoro e il valore strategico della formazione alla luce dell’Accordo Stato-Regioni 59/2025” (Bologna, 26 maggio 2026).
Un convegno che nasce con l’obiettivo di offrire un momento di confronto e di approfondimento sul l’ Accordo Stato-Regioni rep-59/CSR del 17/04/2025, in materia di formazione, per comprenderne le implicazioni operative e coglierne le opportunità. Ma che è stato anche l’occasione per condividere riflessioni sul futuro, oltre che della formazione, anche, più in generale, della salute e sicurezza sul lavoro, in un contesto produttivo in continua trasformazione, segnato – come ricordato sempre nella presentazione del convegno – “dall’innovazione tecnologica, dai nuovi modelli organizzativi e dalle sfide poste dalla transizione digitale ed ecologica”.
Per raccogliere brevemente alcune riflessioni sull’evoluzione della formazione e della sicurezza sul lavoro in Italia, ci soffermiamo oggi su un intervento di Sergio Iavicoli (Direttore Generale della prevenzione al Ministero della Salute) dal titolo “Il ruolo strategico della formazione per la tutela della salute nei luoghi di lavoro e il Piano Nazionale della Prevenzione”.
Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:
- L’evoluzione della sicurezza e le novità del decreto 159/2025
- Il benessere psicologico in azienda e la difficile promozione
- Il benessere psicologico, gli esempi reali e le buone pratiche
L’evoluzione della sicurezza e le novità del decreto 159/2025
In apertura di intervento viene presentata una tabella per rappresentare graficamente l’evoluzione dell’approccio alla tutela della salute e sicurezza del lavoro in Italia.
La riprendiamo, rielaborata dalla piattaforma IA Gemini:

Una tabella che partendo da fine ‘800 indica come si sia passati da un approccio previdenziale, curativo, risarcitorio, repressivo, basato in parte su una presunzione del rischio, ad un approccio partecipativo, preventivo, multidisciplinare, gestionale basato sulla valutazione del rischio. Mentre l’ultima fase, tra presente e futuro, presupporrebbe un approccio olistico, multidisciplinare, interdisciplinare verso una logica di Total Worker Health.
L’intervento si sofferma anche su alcune recenti novità del decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito con modificazioni dalla legge 29 dicembre 2025, n. 198:
- Appalti e vigilanza
- Badge elettronico obbligatorio per lavoratori in appalti e subappalti
- Rafforzamento delle ispezioni INL
- Prevenzione e formazione
- Aggiornamento periodico obbligatorio per RLS anche nelle microimprese
- Accreditamento formatori
- Revisione criteri di accreditamento entro 90 giorni dalla pubblicazione
- Tutela assicurativa studenti
- Estensione copertura INAIL agli infortuni in itinere nei percorsi scuola-lavoro
- Cultura della prevenzione
- Linee guida per tracciamento e analisi dei "mancati infortuni"
- Sorveglianza sanitaria
- Visite nell’orario di lavoro (escluse ore-assuntive)
- Screening oncologici
La sicurezza e i cinque assi strategici della strategia nazionale 2026-2030
Un altro aspetto su cui si sofferma l’intervento, sempre per comprendere l’evoluzione della prevenzione in Italia, è la Strategia nazionale salute e sicurezza sul lavoro 2026-2030 approvata già nel mese di dicembre 2025, in una riunione del Comitato incaricato di indirizzare e coordinare la vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, presieduto dal Ministro della Salute, e poi sancita con Accordo Stato-Regioni del 21 maggio 2026 (Rep. Atti n. 68/CSR).
Una strategia nazionale che, come ricordato in un comunicato del Ministero della Salute, definisce un percorso per affrontare le sfide di un mondo del lavoro in rapida evoluzione. E si configura come indirizzo strategico che “definisce e indirizza le linee comuni delle politiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, gli obiettivi e programmi dell’azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori”.
Nel suo intervento Iavicoli ricorda, e li riprendiamo integralmente, i cinque assi strategici.
Il primo asse strategico ha come titolo “Affrontare i cambiamenti del mondo del lavoro”:
- “Gestire i rischi emergenti da digitalizzazione, AI, lavoro da remoto e cambiamento climatico
- Fronteggiare i rischi tradizionali (costruzioni, agricoltura, manifatturiero)
- Tutela dei lavoratori vulnerabili: rider, stagionali, stranieri, lavoratori con disabilità
- Prevenzione dei rischi psicosociali e promozione del Total Worker Health (TWH)”
Passiamo al secondo asse strategico “Rafforzare la resilienza del sistema istituzionale”:
- “Miglioramento e condivisione dei dati: SINP, Infor.MO, Mal.Prof, Open Data INAIL
- Coordinamento delle attività di vigilanza tra ASL, INL e INAIL
- Valorizzazione e rafforzamento del dialogo sociale”.
Il terzo asse strategico “Potenziare l’efficacia delle tutele”:
- “Incremento dell’organico nei PSAL delle ASL: obiettivo 34 operatori/100.000 occupati
- Vigilanza orientata al Vision Zero: campagne straordinarie nei settori ad alto rischio
- Patente a crediti nell’edilizia (art. 27 D.lgs. 81/2008)
- Razionalizzazione degli interventi di prevenzione con indicatori di processo e di esito”
Il quarto asse strategico “Supportare le micro, piccole e medie imprese”:
- “Assistenza, formazione e Piani Mirati di Prevenzione dedicati
- Incentivi INAIL per l’acquisto di attrezzature più sicure e miglioramento dei livelli di SSL
- Sensibilizzazione sulla cultura della prevenzione come fattore di competitività”
Infine, il quinto asse strategico, che si sofferma anche sul tema della formazione e che ha come titolo “Diffondere la cultura della prevenzione”:
- “Formazione nelle scuole di ogni ordine e grado (Legge 21/2025 su educazione civica)
- Campagne Vision Zero per tutti gli stakeholder (imprese, lavoratori, scuole)
- Collaborazione tra istituzioni, Ministero dell’Istruzione e parti sociali
- Promozione SSL nei percorsi universitari e professionali”
La sicurezza e i cinque assi strategici della strategia nazionale 2026-2030
Veniamo, infine, ad alcuni brevi riferimenti al Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2026-2031 approvato e sancito con l’Intesa Stato-Regioni del 21 maggio 2026 (Rep. Atti n. 69/CSR).
Queste le aree di intervento prioritarie per la salute pubblica:
- Malattie croniche non trasmissibili
- Dipendenze e problemi correlati
- Incidenti stradali e domestici
- Salute, sicurezza e benessere dei lavoratori
- Ambiente, clima e salute
- Malattie infettive prioritarie
- Sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria
L’intervento si sofferma poi sui PRP, i programmi predefiniti per le Regioni che derivano direttamente dagli orientamenti e dalle priorità nazionali e che rispondono principalmente, come indicato nel testo del PNP, all’esigenza di garantire, su tutto il territorio nazionale, il raggiungimento uniforme di standard prioritari di prevenzione e promozione della salute.
Riprendiamo, in conclusione, tutti i 14 Programmi Predefiniti (PP) per le Regioni evidenziando quelli che fanno maggiore riferimento alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro:
- PP1: Scuole che Promuovono Salute
- PP2: Comunità attive
- PP3: Luoghi di lavoro che promuovono salute
- PP4: Dipendenze
- PP5: Piano mirato di prevenzione (PMP) per la definizione di modello di monitoraggio della qualità e dell’efficacia della formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
- PP6: Prevenzione del rischio cancerogeno e reprotossico professionale, del sovraccarico biomeccanico e dei rischi psicosociali
- PP7: Prevenzione in edilizia, agricoltura e nell’utilizzo sicuro di macchine e attrezzature di lavoro
- PP8: Screening oncologici organizzati per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori
- PP9: Ambiente, clima e salute
- PP10: Sorveglianza e controllo delle malattie infettive in ambito umano
- PP11: Prevenzione nella gestione integrata della cronicità
- PP12: Promozione della salute nei primi mille giorni
- PP13: Malattie trasmissibili con gli alimenti, tutela della salute dei consumatori e nutrizione
- PP14: Problematiche sanitarie emergenti nell’ambito degli animali da compagnia
Rimandiamo, infine, alla lettura integrale delle slide dell’intervento di Sergio Iavicoli al convegno nazionale “ASL incontri – La tutela della salute nei luoghi di lavoro e il valore strategico della formazione alla luce dell’Accordo Stato-Regioni 59/2025” che si è tenuto a Bologna.
RTM
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