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In relazione ai recenti gravi
incidenti
di lavoro e all’attenzione mediatica verso i luoghi di lavoro a
rischio
di esplosione, ci soffermiamo oggi su particolari ambienti di lavoro con
rischio di esplosione da
polvere:
le aziende che svolgono
attività di
finitura di manufatti in alluminio e sue leghe.
In questo documento - prodotto dallo SPreSAL dell’
ASL 14 VCO della Regione Piemonte in
collaborazione con il
Politecnico di
Torino e pubblicato sul sito del
Gruppo di Lavoro per Ambienti a
Rischio di Esplosione – è stato svolto un “primo e significativo intervento
di prevenzione consistente nel mettere a disposizione degli attori della
prevenzione aziendale un utile manuale di consultazione partendo da una
puntuale analisi della realtà produttiva”.
Il documento ricorda che riguardo all’
alluminio, se il materiale è finemente suddiviso, la polvere brucia
con facilità.
Già l’
alluminio
è un metallo particolarmente ossidabile, se poi è suddiviso in
piccole
particelle “l’ossidazione superficiale interessa un quantitativo di
materiale molto più elevato”.
Inoltre, “essendo la massa delle particelle piccola, il
calore sviluppato dalla reazione non è disperso e la temperatura delle
particelle aumenta notevolmente. Questo provoca anche un incremento della
velocità di reazione che può avere
decorso
esplosivo”.
Ed è “generalmente riconosciuto che il rischio d’esplosione
per le polveri d’alluminio è estremamente elevato soprattutto se le dimensioni
delle particelle sono molto piccole, perché in questo caso l’energia minima
d’innesco è molto ridotta”.
Per
ridurre il
rischio di esplosione è necessario adottare misure di prevenzione e
protezione “in modo da prevenire la formazione di
atmosfere
esplosive, evitare l’ignizione delle stesse a seguito di una loro eventuale
formazione e, nel caso di fallimento delle precedenti misure, attenuare i danni
dell’esplosione”.
In particolare, “dando per scontato che non sia evitabile od
ulteriormente limitabile una data quantità di polvere combustibile ed aerodispersa
nell’ambiente, e che sia presente del comburente” (una sostanza che agisce come
agente ossidante di un combustibile in una reazione di combustione, ndr), si
devono considerare le seguenti
condizioni:
- concentrazione della sospensione di polvere compresa entro
l’intervallo di esplodibilità;
- sorgente di innesco con energia sufficiente per attivare
la reazione”.
Infatti la “probabilità di accadimento dell’
esplosione
è il prodotto delle diverse probabilità per ciascuna di queste condizioni”: affinché
avvenga l’esplosione esse devono verificarsi contemporaneamente.
Se le attività lavorative in gioco non permettono di operare
in atmosfere inerti, vediamo alcune misure
di prevenzione per ridurre al minimo la possibilità che si presentino le
due condizioni rimanenti:
- “
pulizia
radicale dei luoghi di lavoro, condotta con attrezzature antiscintilla e nel
rispetto di procedure” (in conformità con gli adempimenti normativi);
- “evitare la pulizia con aria compressa (nel caso questa
sia assolutamente necessaria, occorre comunque dimostrare che ciò comporta
un’effettiva riduzione dei rischi e mantenere le
macchine
spente);
- dotare tutte le macchine di almeno un dispositivo di
cattura della
polvere
per ogni lavorazione;
- adottare impianti di aspirazione progettati e gestiti in
modo da avere un’adeguata velocità di aspirazione e cattura, per consentire la
cattura di tutta la polvere prodotta;
- nella scelta della dislocazione delle macchine rispettare
il principio della riduzione al minimo dello sviluppo e delle variazioni in
direzione e sezione delle tubazioni dell’impianto di aspirazione;
- le pareti interne dei condotti di
aspirazione
devono essere lisce e a giunti sovrapposti montati controvento per evitare
accumuli;
- evitare la presenza di condotti ciechi e di tratti di
condotto anche temporaneamente inutilizzati;
- pulizia dei condotti di aspirazione e nell’impianto in
generale;
- le giunzioni dei condotti di aspirazione devono essere
orientate in modo tale che, in caso di apertura violenta, i tratti di condotto
siano proiettati lontano dal personale;
- pulizia del camino di scarico dell’aria depurata;
- evitare la compresenza di più tipi di
polvere;
- miscelazione delle polveri di alluminio con polveri inerti
perché la loro concentrazione sia mantenuta al di sotto del Li”
(limite inferiore di esplodibilità);
- garantire l’assenza di accumulo di polvere in altre parti
del separatore oltre che negli appositi contenitori di raccolta;
- divieto di introdurre il materiale raccolto nelle fasi di
pulizia all’interno dei collettori d’aspirazione;
- evitare che corpi estranei (metallici o di altro materiale
potenzialmente scintillante) entrino nelle bocchette di aspirazione;
- evitare che corpi estranei entrino in contatto con i
nastri abrasivi in movimento;
- impianti elettrici a norma (es. tutte le parti delle
apparecchiature devono essere collegate e messe a terra per prevenire
l'accumulo dell'elettricità statica);
- prevedere procedure di blocco e segnalazione per la
disalimentazione delle
macchine;
- tutte le sorgenti di accensione nelle zone di possibile
esistenza di un’atmosfera esplosiva devono essere eliminate, come pure tutte le
sorgenti di calore. Per esempio, eventuali lavori di saldatura e montaggio che
richiedono l’uso di impianti di
saldatura
ed attrezzi a fiamma o incandescenti vanno svolti in posti appositamente
attrezzati;
- i condotti di aspirazione devono essere realizzati in
materiale conduttivo;
- nel caso di separatori a secco, i teli filtranti del
separatore devono essere in materiale conduttivo;
- realizzare il separatore in materiale antistatico;
- i contenitori di raccolta della
polvere
devono essere antistatici e definiti nel modello e nelle caratteristiche in
modo univoco nel documento aziendale. L’obbligo di uso esclusivo di tali
materiali fa parte della informazione ai lavoratori.
Il documento ricorda inoltre che nonostante si applichino le
misure di prevenzione per ridurre la probabilità di esplosioni, “è ugualmente
necessario applicare le appropriate misure
di protezione, perché in alcune operazioni è impossibile escludere
l'eventualità di un'esplosione”.
I principali sistemi di protezione sono:
- la separazione degli impianti;
- la soppressione dell'esplosione;
- lo sfogo dell'esplosione”.
NB: Il documento
presentato è precedente all’entrata in vigore del Decreto legislativo 81/2008,
tuttavia offre ancora utili suggerimenti per la prevenzione del rischio di
esplosione da polveri di amianto.
Tiziano Menduto
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