Tuttavia il tema dei costi della sicurezza è un tema delicato e non esente da alcuni dubbi interpretativi in merito all’adempimento di quanto richiesto dalla normativa.
Per questo motivo presentiamo alcuni
documenti prodotti o raccolti dal
Comitato Interprofessionale Sicurezza Cantieri della Provincia di Udine (
CISC Udine) che possono aiutare i nostri lettori a trovare la giusta strada tra articoli di legge e prezzari.
Nel documento si ricorda che “nel settore dei
cantieri temporanei e mobili, sia pubblici che privati, la legislazione italiana prevede il
divieto di assoggettare a ribasso d'asta i costi della sicurezza, mentre in altri paesi d'Europa la sicurezza viene considerata integrata nel progetto e viene programmata, realizzata e controllata come qualsiasi altra opera in costruzione”.
E dunque la “normazione” di questo aspetto della sicurezza procede per gradi, senza disporre di “parametri di riferimento o di esempi da seguire”.
Nessuno di questi dispositivi – il documento
non fa riferimento al Decreto legislativo 81/2008 emanato successivamente alle linee guida
ITACA – “si è rivelato sufficientemente chiaro ed esaustivo da fornire ai
coordinatori, per la progettazione e per l’esecuzione, la certezza di operare correttamente, nel rispetto della normativa cogente di settore”.
L’indice del documento:
- Premessa;
1. Quando e chi calcola i costi della sicurezza:
- opere pubbliche;
- opere private.
2. Come si calcola il costo della sicurezza
3. Come si individuano i costi della sicurezza:
- i costi diretti o costi ex lege;
- i costi speciali o costi contrattuali;
- alcuni esempi.
4. Come si computano i costi della sicurezza
5. Come si pagano i costi della sicurezza – le varianti:
- modalità di computazione e pagamento;
- varianti al progetto;
- varianti del piano di sicurezza e coordinamento per inadeguatezza o carenza;
6. Necessità di una attività integrata tra coordinatore – progettista - d.l.