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Firenze,
28 Apr - Concludiamo la presentazione dei materiali presenti sul sito “
coperturasicura.toscana.it” -
portale web del progetto della
Regione
Toscana dedicato alla “sicurezza nella manutenzione delle
coperture”
– in relazione ai
dispositivi di
protezione collettiva che possono essere utilizzati per l'accesso, il percorso, il transito in
copertura
nelle operazioni di
manutenzione.
Nel
precedente articolo di presentazione della
sezione del sito dedicata
ai DPC (
dispositivi di protezione
collettiva) ci siamo occupati di parapetti e piattaforme.
Vediamo
ora le schede relative ai ponteggi e alle reti di sicurezza.
-
“discreta
flessibilità ed
adattabilità dimensionale , pur non raggiungendo la versatilità del ponteggio a
tubi e giunti è certamente più versatile del ponteggio a telai prefabbricati,
avendo la possibilità di nodi ‘a 8 vie’ che permettono la giacitura di elementi
a 45°. Diventa imbattibile quando si debbano riempire dei ‘volumi’, cioè quando
il
ponteggio
sia concepito come struttura tridimensionale e non solo come struttura di
superficie da estendere lungo una facciata dell’edificio;
-
discreta semplicità e rapidità di
montaggio, anche per opere con limitate sporgenze e con adattamenti di tipo
geometrico;
-economicità: a un costo d'acquisto
piuttosto elevato si contrappone un costo d'esercizio particolarmente
contenuto, il montaggio risulta essere un punto di forza, perfino nelle
configurazioni più articolate e ricche di accessori, in quanto la particolare
concezione dei nodi garantisce facilità e rapidità di assemblaggio, per ogni
genere di componenti”.
Nella
scheda vengono riportate le portate massime sul piano e le larghezze minime
relative al ponteggio da
manutenzione,
al ponteggio da costruzione e alle piazzole di carico.
Riguardo
agli ancoraggi “nei ponteggi di
facciata, i più diffusi nei lavori di costruzione e di manutenzione edile, la
norma richiede che vi sia un ancoraggio ogni 22 mq. di superficie”.
In
queste schede relative ai ponteggi, che vi invitiamo a visionare, alcune
indicazioni valgono per quasi tutte le tipologie di ponteggi descritte.
Ad
esempio riguardo al contenuto della scheda “
PONTEGGIO
A TELAI PREFABBRICATI METALLICI (DPC005)” - relativa ai ponteggi con
struttura metallica realizzata con elementi precostituiti a portale oppure ad H
– ci soffermiamo sulle indicazioni relative all’
azione del vento.
Le
“
condizioni standard per cui è
autorizzato il montaggio del
ponteggio
secondo lo schema tipo prevedono:
-
“che le superfici esposte al vento siano quelle autorizzate;
-
che il vento non superi la velocità di 16 m/s (56,7 km/h) in presenza di
sovraccarichi sugli impalcati di valore pari al massimo consentito (vento in
condizioni di ‘servizio’);
-
che il vento non superi la velocità di 30 m/s (108 km/h) in presenza di
sovraccarichi sugli impalcati di valore pari alla metà dei valori massimi
consentiti (vento in condizioni di ‘fuori servizio’)”.
In
condizioni diverse “è necessario prevedere un aumento del numero degli
ancoraggi
ed una relazione di calcolo. Gli ancoraggi non devono sostenere solo azioni
ortogonali alla parete servita ma anche forze ad essa parallele”.
Il
ponteggio “deve essere montato, con la procedura stabilita dal PIMUS, da
personale abilitato, seguendo gli
schemi del Libretto allegato e/o il progetto di montaggio, firmato da un
architetto o da un ingegnere, per realizzazioni diverse dagli schemi del
libretto o per
ponteggi
con altezza superiore a 20m. Le condizioni degli elementi, con impresso il
marchio del fabbricante, devono essere verificati prima di ogni
montaggio
a cura di del responsabile dell’impresa secondo idonea procedura così come
previsto dall’allegato XIX del D. lgs. 9 aprile 2008, n° 81”.
Si
sottolinea che “durante l’utilizzo il
ponteggio non deve essere modificato con l’asportazione anche temporanea degli
elementi”.
Ilponteggio a telai prefabbricati
metallici ha ridotta flessibilità ed adattabilità dimensionale: “non si
presta affatto a seguire i contorni o superfici complesse”. Tuttavia “in caso
di facciate piane e regolari, soprattutto se molto estese, diventa
l’attrezzatura più conveniente anche dal punto di vista economico, per il basso
costo d’acquisto e di esercizio”.
Il
“
PONTEGGIO
A TUBI E GIUNTI (DPC004)”,
realizzato con elementi assemblati in infinite misure (tubi di differente
lunghezza uniti con giunti ortogonali che creano strutture snelle ed
adattabili), ha invece queste
caratteristiche
peculiari:
-
“flessibilità ed adattabilità: imbattibile e insostituibile ogni volta che la
geometria dell'opera da servire si presenta irregolare. La sua flessibilità ed
adattabilità dimensionale si paga con maggiori attrezzature di cantiere,
maggiori difficoltà di installazione e maggiore affaticamento degli operatori;
-
ridotta rapidità di montaggio: solo squadre ben addestrate di specialisti sono
in grado di montare con velocità e perizia questo tipo di
ponteggi;
-
scarsa economicità: ad un costo d'acquisto piuttosto basso si contrappone un
costo d'esercizio elevato a causa, soprattutto, della laboriosità dei
montaggi”.
Vediamo
alcune criticità, valide anche per
altre tipologie di ponteggio:
-
“non è modificabile una volta realizzato e pertanto la realizzazione deve
essere progettata prima dell’installazione mediante
schemi di montaggio (
PIMUS),
in relazione alle caratteristiche dell’edificio ed alle lavorazioni da
effettuare nel tempo;
- elemento di estrema criticità per il
ponteggio è la corretta valutazione della superficie di appoggio, il
sistema
di ancoraggio e l’eventuale presenza e/o la successiva installazione di
teli e/o cartelloni pubblicitari;
-
deve essere montato e smontato secondo procedure precise (PIMUS) che prevedono
l’utilizzo di personale addestrato mediante l’utilizzo di idonei DPI, in quanto
queste fasi sono estremamente critiche per le
cadute
dall’alto degli operatori;
-
durante l’uso dovranno essere considerati i seguenti limiti: portata massima prevista dal libretto del ponteggio e
rimozione di alcuni elementi del ponteggio, (tavole parapetti etc) durante le
lavorazioni”.
Inoltre
è bene:
-
“verificare se per il ponteggio serve la messa
a terra, ovvero tutte le volte che la massa ha un valore di resistenza
verso terra inferiore a 200 ohm; (ad esempio se il ponteggio è montato
sull’asfalto o sul cemento non ci sono problemi);
-
in base alla verifica da condurre ai sensi della norma CEI 81-10 (ad esempio
per
ponteggi
di grandi dimensioni in località particolarmente esposte alla fulminazione) il
collegamento di messa a terra può essere obbligatorio per la protezione contro
le scariche atmosferiche”.
Il
dispositivo “deve avere certificato di
conformità UNI EN 1004 o di superamento delle prove di carico e rigidità di
cui all’appendice A e B della suddetta norma tecnica”.
Almeno
ogni 4 metri d’altezza “deve essere realizzato un piano di lavoro (ad eccezione
del primo che può essere realizzato a 4,60 mt da terra). Può essere impiegato
anche con un solo piano di lavoro in sommità ma unitamente a
DPI
anticaduta”.
Si
ricorda che la “
salita deve essere
interna al trabattello, occorre impiegare le apposite scale e botole e
utilizzare durante gli spostamenti verticali idonei
DPI
anticaduta”.
È
adatto ad
attività
manutentive sul perimetro della copertura (solo in conformità con quanto
previsto dal libretto d’uso e manutenzione può essere utilizzato come via di
accesso esterna e provvisoria alla
copertura,
assicurando condizioni di sbarco in condizioni di sicurezza).
Infine
la scheda relativa alle “
RETI
DI SICUREZZA (DPC010)”, costituite da “una connessione di maglie di
nylon o materiali plastici sostenuta da una fune sul bordo ancorata con idonei
elementi al fine di fermare la
caduta
di persone”.
Queste
reti permettono, “nelle varie soluzioni possibili di utilizzo, di impedire
cadute accidentali degli operatori e/o cadute di materiali sugli operatori”.
Installate
“secondo il manuale di montaggio dagli addetti alla sicurezza del cantiere,
sono classificate in 3 sistemi:
sistema S, utilizzo orizzontale; sistema T, sempre orizzontale su telaio di
supporto; sistema U, attaccata al intelaiatura con uso verticale; sistema V
attaccata ad un sostegno a forca”.
Si
ricorda che “le condizioni delle reti devono essere verificate prima di ogni
montaggio a cura del responsabile dell’impresa-montatore”.
Le
reti
di sicurezza sono impiegabili per “lavori sui solai, sui tetti, sui ponti,
sui viadotti o di scavo, anche ad integrazione di parapetti e di altri DPC”.
Queste
alcune criticità rilevate per questo
dispositivo:
-
“montaggio non corretto;
-
valutazione dell’abbassamento della rete per
caduta
di operatore o sulla possibilità di urti sulle strutture;
-
deve essere valutato in cantiere l’ancoraggio alla struttura portante”.
Per
concludere vi ricordiamo che tutte le schede sono corredate di immagini
esplicative dei vari dispositivi e riportano, oltre a caratteristiche e
criticità, indicazioni relative alle ispezioni, ai sistemi e procedure
complementari e alle norme di riferimento.
Tiziano
Menduto