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Salute e carriera delle donne nel pubblico impiego: rischi e opportunità
Pochi giorni fa l’Inail ha rilasciato un nuovo e importante tassello nella comprensione delle dinamiche di genere all’interno del mercato del lavoro italiano: l’opuscolo “Salute e carriera: il bilancio delle donne nel pubblico impiego”.
Curata dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, la pubblicazione analizza il quinquennio 2020-2024, offrendo una fotografia dettagliata della gestione Conto Stato Dipendenti, un comparto che comprende gran parte del settore pubblico, con particolare enfasi sul mondo della scuola e della sanità.
L’opera si inserisce in un contesto normativo e sociale orientato alla riduzione dei divari di genere, richiamando la Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 e le linee guida del PNRR, che pongono l’obiettivo di scalare le classifiche del Gender Equality Index europeo.
Il Paradosso di Genere: tra "femminilizzazione" e Soffitto di Cristallo
L’analisi parte da una constatazione critica: nonostante le politiche pubbliche, l’Italia presenta ancora un tasso di occupazione femminile tra i più bassi d’Europa (53,1% contro una media UE del 66,3%). Tuttavia, la Pubblica Amministrazione (PA) si configura come un comparto tradizionalmente "femminizzato", dove le donne rappresentano circa il 59,2% del totale dei dipendenti.
Nonostante questa predominanza numerica, emerge quello che gli autori definiscono il "paradosso del settore pubblico": una disparità di carriera che risulta, in certi casi, persino più accentuata rispetto al settore privato. È il fenomeno del "soffitto di cristallo" (Glass Ceiling): una barriera invisibile che impedisce alle donne di raggiungere le posizioni apicali. I numeri sono impietosi: a fronte della suddetta maggioranza di impiegate, solo il 16,3% degli organi di vertice della PA è occupato da donne.
Le differenze territoriali sono marcate: nel Nord-Est si registra la situazione più favorevole (20,9% di donne ai vertici), mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 10,9%. Questo squilibrio è alimentato da pregiudizi inconsci sulla leadership, stereotipi culturali e la persistente difficoltà di conciliazione tra vita privata e professionale, che spinge ancora una donna su cinque a lasciare il lavoro dopo la maternità.
Gli Infortuni sul Lavoro: un fenomeno a prevalenza femminile
Nel quinquennio 2020-2024, le denunce di infortunio nella gestione Conto Stato hanno superato le 130 mila unità, con un trend che ha risentito pesantemente della pandemia da SARS-CoV-2 (tra stop alle attività e denunce da contagio). La caratteristica saliente di questa gestione è l’altissima incidenza femminile: circa il 70% degli infortuni riguarda le donne, contro il 35% dell'Industria e servizi e il misero 17% dell'Agricoltura.
Nel solo 2024, le denunce femminili sono state 20.335, in leggero aumento (+0,8%) rispetto all'anno precedente. Un dato particolarmente significativo riguarda l'età delle infortunate: ben il 60% dei casi è concentrato nella fascia 50-64 anni, a dimostrazione di come l'invecchiamento della forza lavoro pubblica ponga sfide specifiche in termini di sicurezza. A livello territoriale, il Nord-Ovest (24%) e il Nord-Est (22%) raccolgono la maggior parte delle denunce, con la Lombardia che da sola totalizza il 13,6% degli infortuni definiti positivamente.
Il Focus sul Corpo Docente
Il personale della scuola rappresenta il gruppo professionale più colpito: le insegnanti costituiscono il 58,8% della popolazione infortunata femminile nel Conto Stato. Nel quinquennio, l'87,2% di tutti gli infortuni del settore scolastico ha riguardato le docenti. Le tipologie di lesione più frequenti nelle scuole sono le contusioni (40,3%) e le distorsioni (31,5%), che colpiscono prevalentemente gli arti inferiori (39,8%).
In itinere: i rischi del pendolarismo
Un capitolo cruciale è dedicato agli infortuni "in itinere", ovvero quelli che accadono nel tragitto casa-lavoro. Data la natura prevalentemente impiegatizia del settore pubblico, il rischio stradale è proporzionalmente più rilevante che in altri comparti: circa un terzo degli infortuni dei dipendenti statali avviene in itinere.
Nel 2024, sono stati riconosciuti oltre 4.000 infortuni in itinere femminili. Il lunedì è il giorno più critico (21,4% dei casi), e la fascia oraria più pericolosa è quella mattutina tra le 7:00 e le 8:00, che da sola concentra il 26% degli eventi. Purtroppo, gli infortuni in itinere rappresentano anche la prima causa di morte sul lavoro per le impiegate statali: nel 2024 si sono registrati tre casi mortali, tutti riguardanti insegnanti.
La Violenza sulle Donne nell'Amministrazione Pubblica
Un tema di drammatica attualità affrontato dall'opuscolo è quello della violenza e delle aggressioni. Utilizzando la codifica europea ESAW (Deviazione 80), l'Inail ha isolato gli eventi traumatici derivanti da aggressioni o minacce.
Nel quinquennio 2020-2024, sono stati definiti oltre 2.700 infortuni da violenza nel Conto Stato, e ben 9 su 10 (87%) hanno visto come vittime le donne. Si tratta di una quota sproporzionata rispetto ad altri settori. Le categorie più esposte sono le specialiste della formazione (insegnanti di sostegno e di scuola primaria) e le collaboratrici scolastiche. La maggior parte delle aggressioni proviene da persone esterne all'organizzazione (utenza, genitori, terzi) e si verifica prevalentemente al mattino tra le 8:00 e le 12:00. Le parti del corpo più colpite sono la testa (27%) e gli arti superiori (30%).
Le Malattie Professionali: un incremento allarmante
Se gli infortuni traumatici mostrano una crescita contenuta, le malattie professionali presentano un trend esplosivo: tra il 2020 e il 2024 le denunce presentate dalle lavoratrici sono aumentate dell’86,0%. Nel 2024, le donne hanno presentato 480 denunce, pari al 64,4% del totale del comparto.
Le patologie più diffuse tra le dipendenti pubbliche sono:
- Malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo (72,5%): in particolare disturbi dei tessuti molli e dorsopatie.
- Malattie del sistema nervoso (11,4%): dominata dalla sindrome del tunnel carpale, che rappresenta quasi il 90% delle segnalazioni in questo gruppo.
- Malattie respiratorie (9,8%): che per le insegnanti rappresentano paradossalmente la prima causa di tecnopatia riconosciuta (77% dei casi del settore).
L'analisi per età evidenzia che la maggior parte delle denunce di malattia (59,3%) proviene dalla fascia 45-54 anni. Geograficamente, il Centro Italia (Toscana e Marche) e la Sardegna mostrano l'incidenza più elevata.
Il documento Inail mette in luce una realtà complessa: se da un lato la Pubblica Amministrazione garantisce un accesso paritario formale, dall'altro permangono barriere invisibili per la carriera e rischi specifici per la salute. L'alto numero di infortuni tra le insegnanti mature, la vulnerabilità stradale nel pendolarismo e l'allarmante fenomeno della violenza sul posto di lavoro indicano chiaramente le aree dove è necessario intensificare gli sforzi di prevenzione.
Lo studio si conclude ribadendo l'importanza di strumenti come il Bilancio di Genere e le certificazioni per la parità, essenziali per trasformare questi dati in azioni concrete volte a migliorare il benessere delle lavoratrici e la qualità del servizio pubblico.
Salute e carriera: bilancio delle donne nel pubblico impiegoFormato PDF — Dimensione 1.63 MB
Federica Gozzini
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