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I principali rischi per i lavoratori nelle cantine vinicole
Pavia, 13 Mag â Ci sono comparti produttivi che, malgrado la diffusione nel nostro territorio e la rilevanza economica, sono stati ancora poco analizzati riguardo alle criticitĂ in materia di tutela della sicurezza del lavoro. E uno di questi, al di lĂ dellâattenzione riservata dallâInail in alcuni documenti sui rischi professionali, continua ad essere il comparto della produzione vinicola con riferimento, in particolare, ai rischi correlati alle attivitĂ che si svolgono negli spazi confinati.
Per tornare a parlare non solo del tema degli spazi confinati, ma anche piĂš generalmente dei rischi nelle attivitĂ che si svolgono nelle cantine vinicole, ci soffermiamo sul documento âLavoro in spazi confinati nelle cantine vinicole. Indicazioni operative per la gestione dei rischiâ; un documento prodotto dallâ ATS Pavia e correlato ad uno specifico progetto che prende spunto dallâanalisi del fenomeno infortunistico nell'Oltrepo' pavese.
Questi gli argomenti affrontati nellâarticolo:
- Le principali fasi lavorative nelle cantine vinicole
- Rischio di investimento e rischio di caduta
- I rischi chimici e i gas asfissianti
- Altri rischi per la sicurezza e la salute
- I rischi e le misure di prevenzione
Le principali fasi lavorative nelle cantine vinicole
Nel documento, scritto da Gioia De Paschale, Antonio Bordati, Cristina Gremita (UnitĂ Operativa Prevenzione Sicurezza Ambienti lavoro - ASl Pavia) e Adriano Bacchetta (European Interdisciplinary Applied Research Center for Safety â Parma), sono presentati i principali rischi presenti per i lavoratori allâinterno delle cantine vinicole.
Ricordiamo brevemente le fasi del ciclo produttivo presentate nel documento:
- Conferimento dell'uva alla cantina
- Pesatura/prelevamento campione
- Scarico del prodotto nella tramoggia
- Pigiatura delle uve
- Fermentazione tumultuosa o alcolica
- Follatura
- Svinatura con pressatura delle vinacce
- Fermentazione malolattica
- Correzioni e trattamenti del vino
- Affinamento
- Imbottigliamento
- Immagazzinamento
- Lavorazioni accessorie (lavaggio dei vasi vinari e delle autoclavi, manutenzione, âŚ)
Rischio di investimento e rischio di caduta
Con riferimento alle fasi del ciclo produttivo, inizialmente il documento presenta il rischio di investimento, âda parte dei mezzi o trattori agricoli, dei pedoni che si trovano a transitare nellâarea di conferimento delle uveâ.
Inoltre i lavori in prossimitĂ della tramoggia âpossono comportare il rischio di caduta di persone nella stessa, che per motivi logistici, può trovarsi ad una quota piĂš bassa rispetto al piano campagnaâ. E in mancanza di adeguata protezione o di idonei dispositivi, âla persona potrebbe riportare lesioni conseguenti a contatto con organi lavoratoriâ.
Successivamente nella fase di diraspatura âi rischi per gli operatori sono bassi, in quanto la macchina lavora in automaticoâ. Però situazioni di pericolo âpossono essere presenti durante le fasi di pulitura o manutenzione della medesimaâ.
Altri rischi riguardano i lavori in postazioni sopraelevate che sono legati, ad esempio, alla necessitĂ di âraggiungere la sommitĂ dei vasi vinariâ. E âlâutilizzo di scale portatili è finalizzato, in alcuni casi, allâaccesso alla parte superiore dei vasi di contenuta altezzaâ.
A questo proposito si segnala che âla predisposizione di passerelle e di scale fisse e portatili, dotate di regolamentari requisiti tecnici, limita il rischio infortunisticoâ.
I rischi chimici e i gas asfissianti
Riguardo ai rischi chimici si segnala poi che âla fermentazione tumultuosa del mosto ottenuto dalle uve produce notevoli quantitĂ di anidride carbonica che, se non allontanate, possono determinare rilevante inquinamento in locali chiusiâ.
Inoltre lâanidride solforosa, âutilizzata principalmente per le proprietĂ antiossigeno e per lâazione selettiva nei confronti dei lieviti, in quanto piĂš pesante dellâaria tende ad accumularsi verso il basso. Secondo le concentrazioni e le modalitĂ di impiego può essere tossica o irritanteâ.
Si indica poi che al termine dellâoperazione di svinatura, âlâestrazione delle vinacce dai fermentini non dotati di raschiatore di fondo automatico, può comportare lâintroduzione dei lavoratori nei vasi per effettuare unâadeguata pulizia, con conseguente esposizione a vapori etilici ed a CO2â. E lâazoto e lâargon utilizzati per il controllo della ossidazione lenta âpossono costituire pericolo elevato per i lavoratori in quanto gas asfissiantiâ.
E anche la pulitura delle autoclavi, âpur effettuata prevalentemente dallâesterno mediante irrogazione di soluzioni detergenti sulle pareti interne, in via occasionale può richiedere lâintroduzione di un lavoratore per la rimozione manuale di residui non diversamente eliminabili. In questo caso i lavoratori potrebbero essere esposti ad unâatmosfera interna contenente gas asfissiantiâ.
Riprendiamo dal documento unâimmagine del lavoro di estrazione delle vinacce:

Si ricorda poi che le operazioni di filtrazione âpossono comportare esposizione a polveri di farina fossile che, in caso abbia tra i componenti silice libera cristallina, configura un potenziale rischio silicotigeno e cancerogenoâ.
Altri rischi per la sicurezza e la salute
Infine nel corso della fase di imbottigliamento âè presente un rischio infortunistico trascurabile se sulla linea sono mantenuti attivi tutti i dispositivi di sicurezza. Ă invece possibile esposizione ad elevati livelli di rumoreâ.
Senza dimenticare che nelle cantine ed in tutte le fasi lavorative ânon sono escludibili i rischi infortunistici derivanti dalla presenza di pavimenti bagnati o ingombriâ.
Altre fonti di pericolo sono costituite, ad esempio, da impianti elettrici non sistematicamente verificati o resi oggetto di manutenzione, dal potenziale contatto con organi lavoratori non adeguatamente segregati, dallâimpiego di sostanze caustiche costituiscono ulteriori fonti di pericolo. E in ogni fase lavorativa, infine, âpossono essere presenti rischi derivanti da movimentazione manuale dei carichi e da microclima non adeguatoâ.
I rischi e le misure di prevenzione
Dal documento riprendiamo un breve riepilogo dei rischi e delle principali misure di prevenzione:
- Lavoro in ambienti confinati. Esposizione a gas asfissianti ( anidride carbonica, azoto, argon): âAerazione naturale - ventilazione forzata. Rilevatori di ossigeno. Operatore assistito. Rigide procedure di accesso. Formazione e DPI per interventi in caso di emergenza;
- Attrezzature a pressione: Omologazione ANCCISPESL o Certificazione CE;
- Attrezzature di sollevamento > 200 kg: Omologazione ENPIISPESL/ INAIL o Certificazione CE;
- Impianti elettrici e protez. scariche atmosferiche: Verifiche periodiche. Dichiarazione di conformitĂ . Verifiche periodiche;
- Impianti termici â acqua calda: Omologazione ANCC ISPESL/INAIL (Pot. > 34 kW.) Verifiche periodiche (Pot. > 116 kW);
- Cadute dallâalto o in profonditĂ : Parapetti fissi con fascia fermapiede. Scale fisse con gradini stabili e antiscivolo, scale con pianerottolo. Scale portatili con appositi ganci e basi antiscivolo. Cinture di sicurezza/ imbracature;
- Contatto con organi in movimento: Griglie metalliche o altri ripari fissi. Ripari mobili dotati di dispositivi di interblocco e fotocellule per blocco organi lavoratori. Pulsantiere ad impulsi âuomo presenteâ. Arresto di emergenza;
- Cadute su pavimenti: Pavimenti e calzature antiscivolo. Corretta disposizione di tubi e cavi;
- Caduta/esplosione di bombole: Adeguato stoccaggio. Movimentazione con carrelli. Protezione testata;
- Movimentazione manuale carichi: Uso di carrelli, altri ausili, adeguata formazione;
- Rumore: Pannelli fonoisolanti/fonoassorbenti. Schermi. Manutenzione. Cuffie/tappi;
- Esposizione ad agenti chimici: Consultare schede di sicurezza;
- Impiego di silice libera cristallina: Ricerca di soluzioni alternative a basso rischio d'impiego. Rigorose procedure di igiene e di lavoroâ.
Il documento riporta poi indicazioni sullâimpiego di prodotti enologici, sullâimpiego di detersivi e sanificanti (soda caustica, ipoclorito, acido peracetico, ecc.), sulla presenza di vapori di alcol etilico e sullâimpiego di prodotti sensibilizzanti e di altri prodotti, per la manutenzione e il funzionamento di impianti.
A questo proposito si ricorda lâimportanza del deposito dei prodotti in locali ed armadietti chiusi, dellâuso di DPI per vie respiratorie e occhi, guanti, tute, grembiuli, calzature. Senza dimenticare lâimportanza di consultare le schede di sicurezza, di unâadeguata aerazione degli ambienti e della presenza di docce di emergenza e lavaocchi.
Rimandiamo, in conclusione, alla lettura integrale del documento che si sofferma ampiamente sui rischi negli spazi confinati delle cantine vinicole.
Tiziano Menduto
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
ATS Pavia, â Lavoro in spazi confinati nelle cantine vinicole. Indicazioni operative per la gestione dei rischiâ, scritto da Gioia De Paschale, Antonio Bordati, Cristina Gremita (UnitĂ Operativa Prevenzione Sicurezza Ambienti lavoro - ASl Pavia) e Adriano Bacchetta (European Interdisciplinary Applied Research Center for Safety â Parma), edizione 2015/2016 (formato PDF, 7.03 MB).
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