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La prevenzione nella movimentazione manuale e nei movimenti ripetitivi

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

16/07/2010

La movimentazione manuale dei carichi nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alla sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro. La valutazione dei rischi, le norme tecniche, i compiti del medico competente e i movimenti ripetitivi.

La prevenzione nella movimentazione manuale e nei movimenti ripetitivi

La movimentazione manuale dei carichi nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alla sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro. La valutazione dei rischi, le norme tecniche, i compiti del medico competente e i movimenti ripetitivi.

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L’Azienda Sanitaria Locale Roma H ha reso disponibili, su alcune pagine in rete dedicate al dipartimento di prevenzione (S.Pre.S.A.L.), diversi documenti utili per la prevenzione degli incidenti sul lavoro.
 
Un argomento che può interessare molti lavoratori e molte aziende è quello relativo alla movimentazione manuale dei carichi (MMC), un argomento che PuntoSicuro ha affrontato più volte in questi anni, anche in relazione al Decreto legislativo 81/2008.  
Per questo motivo nel presentare il documento “La movimentazione manuale dei carichi” - a cura dello S.Pre.S.A.L. dell’ASL Roma H - ci soffermeremo solo su alcuni aspetti, rimandando i nostri lettori ad una sua lettura integrale.
  



Dopo aver riportato le affezioni cronico-degenerative conseguenti a movimentazioni non idonee e le indicazioni normative attuali e passate, il documento ricorda che nella valutazione dei rischi le azioni di prevenzione da attuare devono rispettare quest’ordine:
- meccanizzazione (eliminazione del rischio);  
- ausiliazione (riduzione del rischio attraverso misure tecniche e organizzative);  
- uso condizionato della forza manuale (misure correttive in relazione agli elementi di riferimento dell’allegato XXXIII del D.Lgs. 81/2008).   
Inoltre sono riportate le norme tecniche di riferimento per la MMC:
- ISO 11228-1 Ergonomics-Manual handling-Lifting and carrying;  
- ISO 11228-2 Ergonomics-Manual handling-Pushing and polling;  
- ISO 11228-3 Ergonomics-Manual handling- handling of low loads at high frequency;  
- UNI EN 1005-2 Sicurezza del macchinario; prestazione fisica umana, movimentazione manuale di macchinario e di parti componenti il macchinario.   
 
Dopo aver affrontato i vari metodi di valutazione, già approfonditi da PuntoSicuro in passato (Niosh, Snook e Ciriello, Mapo), il documento si sofferma sulla sorveglianza sanitaria dei lavoratori addetti ad attività di movimentazione manuale di carichi.  
 
A questo proposito viene ricordato che l’articolo 168, comma 2, punto d, del D.Lgs 81/2008 “prevede che il datore di lavoro sottoponga a sorveglianza sanitaria gli addetti ad attività di movimentazione manuale di carichi, sulla base della valutazione del rischio e dei fattori individuali di rischio”. Tale sorveglianza sanitaria è effettuata dal Medico Competente (MC).   
In particolare “tutti gli esposti a rischio residuo sono sottoposti a sorveglianza sanitaria” e la  sorveglianza “si basa sulla valutazione del rischio e sui fattori individuali di rischio”.  
“La periodicità non è specificata e quindi vale l’indicazione generale del controllo annuale”, ma se il rischio è contenuto il medico competente “può scegliere periodicità biennale o triennale”.   
Il documento riporta le finalità della sorveglianza sanitaria:  
- “contribuire, attraverso opportuni feedback, all’accuratezza della valutazione del rischio collettivo ed individuale;
- verificare nel tempo l’adeguatezza delle misure di prevenzione collateralmente adottate;  
- raccogliere dati clinici per operare confronti tra gruppi di lavoratori nel tempo e in contesti lavorativi differenti;
- identificare eventuali condizioni ‘negative’ di salute ad uno stadio precoce al fine di prevenirne l’ulteriore decorso;  
- identificare soggetti portatori di condizioni di ipersuscettibilità per i quali vanno previste misure protettive più cautelative di quelle adottate per il resto dei lavoratori”.
 
Sempre riguardo alla sorveglianza sanitaria sono indicate le patologie di interesse:  
- “patologie non eziologicamente correlabili con l’attività di lavoro (es. patologie su base costituzionale, metabolica o genetica di tipo prevalentemente malformativo) ma che sono influenzate negativamente dal sovraccarico biomeccanico e che pertanto rappresentano una condizione di ipersuscettibilità nei soggetti che ne sono portatori;  
- patologie a etiologia multifattoriale nelle quali tuttavia condizioni di sovraccarico biomeccanico lavorativo possono agire come cause primarie o concause rilevanti. Tali sono le forme che si incentrano su processi di degenerazione del disco intervertebrale (es. discopatie, protrusione ed ernia del disco) nonché le forme generiche acute (lombalgia da sforzo)”.  
Il documento inoltre ricorda che, “ai fini dell’espressione dei giudizi di idoneità, andranno considerati anche gli aspetti relativi alle condizioni di altri organi ed apparati (es. cardiovascolare, respiratorio) nonché a particolari condizioni fisiologiche (es. stato gravidico)”.
Questi dunque i contenuti della sorveglianza sanitaria:
- “indagine anamnestica mirata;  
- esame clinico funzionale del rachide nei casi positivi all’indagine anamnestica;  
- ulteriori esami specialistici, radiologici e strumentali nei casi che ne abbisognano, sulla scorta dell’indagine anamnestica e dell’esame clinico-funzionale del rachide. In particolare tali approfondimenti vanno attivati quando si prospetti l’opportunità di un giudizio di idoneità condizionata”.   
 
Il documento - che si sofferma in particolare sulle tecniche per la movimentazione dei pazienti da parte degli infermieri - si sofferma  sulle posizioni di lavoro fisse e si conclude con alcuni cenni ai rischi per la salute dei movimenti ripetitivi.  
 
Infatti è “noto da tempo che eseguire determinate operazioni in maniera ripetitiva può sollecitare strutture ossee, articolari e muscolari, tendinee, nervose e vascolari, determinando col tempo l’insorgenza di veri e propri quadri invalidanti”.  
Si può affermare che i gesti lavorativi compiuti con gli arti superiori sono elemento di rischio quando:  
- “sono frequenti, rapidamente ripetuti, uguali a se stessi per lunghi periodi del turno di lavoro;
- richiedono sviluppo di forza manuale;  
- comportano posture incongrue del segmento dell’arto superiore;  
- non sono alternati con periodi di recupero o riposo”.  
E i fattori lavorativi favorenti il rischio sono la presenza di strumenti non ergonomici, di vibrazioni e le attività di precisione.
 
Se un’indagine della “Fondazione Europea di Dublino sulle condizioni di salute e lavoro dei lavoratori europei evidenzia che i problemi di salute più frequentemente segnalati sono il mal di schiena, lo stress e i dolori muscolari agli arti, i rischi per la salute da movimenti ripetitivi possono essere classificati in 2 grandi gruppi:  
- “sindromi infiammatorie muscolo-tendinee, quali le tendiniti della spalla (ad es. la periartrite scapoloomerale), le tendiniti inserzionali del gomito (epicondiliti, epitrocleiti, borsite olecranica), le tendiniti e tenosinoviti del distretto mano-polso (s. di De Quervain, dito a scatto);  
- le sindromi da intrappolamento dei nervi periferici, fra cui la Sindrome del tunnel carpale e la Sindrome del canale di Guyon”.   
 
 
 
ASL ROMA H, “La movimentazione manuale dei carichi”, a cura dello S.Pre.S.A.L. dell’ASL Roma H  (formato PDF, 5.73 MB).
 
 
 
 
Tiziano Menduto
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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