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La lotta contro le malattie professionali

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

26/09/2003

Dalla Commissione europea una raccomandazione sull’elenco europeo delle malattie professionali. Indennizzi anche per le malattie di sospetta origine professionale.

La lotta contro le malattie professionali

Dalla Commissione europea una raccomandazione sull’elenco europeo delle malattie professionali. Indennizzi anche per le malattie di sospetta origine professionale.

Con la raccomandazione C/2003/3297, emanata il 19 settembre, la Commissione europea chiede agli Stati membri di collaborare per la prevenzione di malattie professionali.
Non solo di quelle ad oggi riconosciute, ma anche di quelle di cui si sospetta un’origine professionale.

Nella raccomandazione viene presentato il nuovo elenco europeo delle malattie professionali, che aggiorna quello del 1990 sulla base dei progressi tecnici e scientifici, che hanno permesso di meglio comprendere il modo in cui certe malattie professionali emergono.
Inoltre il documento contiene anche un elenco complementare delle malattie di sospetta origine professionale che dovrebbero formare oggetto di una dichiarazione e che potrebbero essere inserite in futuro nell’elenco europeo.

Fatte salve le disposizioni nazionali legislative o regolamentari più favorevoli, la commissione raccomanda agli Stati membri:
1) di introdurre al più presto nelle loro disposizioni legislative, regolamentari o amministrative relative alle malattie riconosciute scientificamente di origine professionale, che possono dar luogo ad indennizzo e che devono costituire oggetto di misure preventive, il nuovo elenco europeo (inserito nell’allegato I della raccomandazione);

2) di fare in modo che venga introdotto nelle loro disposizioni legislative, regolamentari o amministrative il diritto all’indennizzo per malattia professionale al lavoratore che soffre di un’affezione non contenuta nell’elenco dell’allegato I, ma di cui si possono determinare l’origine e la natura professionale, in particolare se tale malattia è contenuta nell’ “Elenco complementare delle malattie di sospetta origine professionale che dovrebbero formare oggetto di una dichiarazione e che potrebbero essere inserite in futuro nell’allegato I dell’elenco europeo” (inserito nell’allegato II della raccomandazione);

3) di sviluppare e di migliorare le varie misure di prevenzione efficace delle malattie professionali menzionate nell’elenco di cui all’allegato I, coinvolgendo attivamente tutti i soggetti interessati e ricorrendo, se del caso, a scambi di informazioni, di esperienze e di buone prassi mediante l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro;

4) di stabilire obiettivi nazionali quantificati per la riduzione dei tassi delle malattie professionali riconosciute e, in via prioritaria, di quelle indicate all’elenco europeo di cui all’allegato I;

5) di garantire la dichiarazione di tutti i casi di malattie professionali, di rendere le loro statistiche sulle malattie professionali gradualmente compatibili con l’elenco europeo di cui all’allegato I e conformi ai lavori in corso sul sistema d’armonizzazione delle statistiche europee relative alle malattie professionali, in modo da disporre, per ogni caso di malattia professionale, di informazioni sull’agente o il fattore causale, la diagnosi medica e il sesso del paziente;

6) di istituire un sistema per la raccolta di informazioni o di dati riguardanti l’epidemiologia delle malattie indicate nell’allegato II, o di qualsiasi altra malattia di natura professionale;

7) di promuovere la ricerca nel settore delle affezioni legate a un’attività professionale, in particolare per le affezioni descritte all’allegato II e per i disturbi di natura psicosociale legati al lavoro;

8) di garantire un’ampia diffusione dei documenti di aiuto alla diagnosi delle malattie professionali incluse nei loro elenchi nazionali tenendo conto, in particolare, delle note di aiuto alla diagnosi delle malattie professionali pubblicate dalla Commissione;

9) di trasmettere alla Commissione e rendere accessibili agli ambienti interessati, in particolare attraverso la rete d’informazione stabilita dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, i dati statistici ed epidemiologici relativi alle malattie professionali riconosciute a livello nazionale;

10) di promuovere un contributo attivo dei sistemi sanitari nazionali alla prevenzione delle malattie professionali, in particolare mediante una maggiore sensibilizzazione del personale medico per migliorare la conoscenza e la diagnosi di queste malattie.

La raccomandazione prevede che gli Stati membri stabiliscano i criteri di riconoscimento di ciascuna malattia professionale secondo la vigente legislazione o prassi nazionale.

Gli Stati membri dovranno informare la Commissione circa le misure adottate per dar seguito alla raccomandazione entro e non oltre il 31 dicembre 2006.

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