Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Hai dimenticato lo username?

Inserisci l'indirizzo Email associato al tuo account per ricevere il tuo username.

Errore! L'email inserita non è valida
Torna al Login

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

Inidoneità dei docenti: le patologie che la determinano

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

31/10/2012

I risultati della ricerca sulle malattie professionali degli insegnanti. Di Vittorio Lodolo D’Oria.

Inidoneità dei docenti: le patologie che la determinano

I risultati della ricerca sulle malattie professionali degli insegnanti. Di Vittorio Lodolo D’Oria.

 
Il 5 ottobre, in occasione della GIORNATA MONDIALE DEGLI INSEGNANTI, sono stati presentati i risultati della ricerca-dossier “Inidoneità dei docenti: le patologie che la determinano”, di cui è autore il Dr. Vittorio Lodolo D'Oria, sulle malattie professionali degli insegnanti.
 
Abstract
Quali sono le "patologie professionali" degli insegnanti? Si tratta unicamente delle "disfonie" causate dalle laringiti croniche riconosciute anche nelle cause di servizio? Oppure vi sono forse altre malattie, magari più frequenti ma sconosciute?
 
Questo è l’interrogativo cui ha cercato di rispondere il presente studio - svolto con la collaborazione del Conbs e che ha esaminato le diagnosi formulate dai Collegi Medici per determinare l’inidoneità all’insegnamento per motivi di salute.
 
Lo studio dimostra che l'inidoneità degli insegnanti è causata da patologie psichiatriche in oltre il 60% dei casi (il 70% delle quali appartengono all'area ansioso-depressiva), mentre le "disfonie" sono appena il 13% (5 volte di meno). Ne consegue che debbono essere ritenute patologie professionali dei docenti anche e soprattutto le patologie psichiatriche, per poi muoversi di conseguenza con piani di prevenzione e cura nel rispetto del dettato normativo sulla tutela della salute dei lavoratori (art.28 D.L. 81/08).
[...]

Pubblicità
MegaItaliaMedia

Risultati
L’età media dei 158 docenti che hanno partecipato alla ricerca è di 54,7 anni, mentre l’anzianità di servizio media è pari a 29,2 anni così ripartiti: 18,9 anni quelli trascorsi in cattedra e 10,3 anni quelli trascorsi in altre mansioni (biblioteca, progetti del POF, segreteria scolastica, Provveditorato etc).
La provenienza dei docenti vede 56 casi del Nord Italia, 54 del Centro e 48 del Sud e Isole.
Gli insegnanti in questione hanno prestato servizio rispettivamente nella scuola materna/infanzia (20); elementare (63); media (37); superiore (38).
 
Le diagnosi che hanno indotto i Collegi medici ad assumere il provvedimento di inidoneità all’insegnamento nei confronti dei 158 docenti sono le seguenti:
 
Diagnosi psichiatriche: 101 (64% - cfr. Figura 5) hanno visto riportare sul verbale del Collegio Medico una diagnosi psichiatrica con la seguente provenienza geografica: Nord 37%; Centro 30%; Sud e Isole 33%. Per 93 (59%) di costoro si tratta della diagnosi principale (63 hanno un’unica diagnosi mentre altri 30 riportano sul verbale anche diagnosi secondarie). Per gli 8 docenti restanti si tratta invece di diagnosi accessoria, in quanto condizione reattiva alla patologia principale (es. Sindrome Depressiva reattiva a neoplasia). Poiché non tutti i Collegi Medici si sono avvalsi del DSM IV TR ai fini della formulazione delle diagnosi psichiatriche, sono state riconosciute tre aree ai fini della stratificazione dei risultati.
La prima area contempla l’asse ansioso-depressivo e interessa 88 docenti; la seconda area circoscrive i disturbi di personalità e riguarda 5 insegnanti; la terza area include le psicosi e racchiude 8 professionisti. Per meglio descrivere il gruppo più consistente, si veda di seguito lo
spaccato delle diagnosi pervenute: Sindrome Ansioso-Depressiva (30); Disturbo da Attacchi di Panico (13); Depressione Maggiore (12); Disturbo Bipolare (12); Sindrome Depressiva (6); Disturbo d’Ansia Generalizzato (5); Disturbo dell’Adattamento (5); Disturbo Ossessivo Compulsivo (4); Disturbo Post Traumatico da Stress (1).
 
Diagnosi otorinolaringoiatriche: 21 insegnanti (13%) hanno riportato diagnosi di disfonia cronica (cfr. Figura 8), tra cui 17 (11%) come prima diagnosi e 4 (3%) come seconda.
Inoltre in 11 docenti (7%) è stata diagnosticata una condizione di otopatia con ipoacusia, tra cui 9 (6%) docenti come prima diagnosi e 2 (1%) come seconda.
 
Diagnosi oncologiche: 12 docenti donna (8%) hanno riportato affezioni neoplastiche (8 seno; 1 tiroide; 1 stomaco; 1 Leucemia Mieloide Cronica; 1 linfoma NH).
 
Diagnosi cardiovascolari: 14 docenti (9%) hanno riportato affezioni cardiovascolari (7 ipertensione; 2 valvulopatie; 3 cardiopatie; 2 aneurismi).
 
Diagnosi ortopediche: 18 docenti (11%) hanno riportato patologie ortopediche (11 discopatie ed ernie discali con lombalgie; 5 esiti di trauma; 1 coxartrosi; 1 tendinopatia degenerativa).
 
Miscellanea delle restanti diagnosi: infine 6 docenti hanno riportato patologie neurologiche, infettive, autoimmuni, oculistiche, endocrinologiche, dermatologiche.
 
Mettendo a confronto le due diagnosi più numerose si vede che le disfonie (riconosciute come causa di servizio) rappresentano solo il 17% mentre le psichiatriche, pur non riconosciute come malattia professionale, raggiungono una percentuale dell’83%.
 
Se si scorpora il gruppo di docenti con diagnosi psichiatriche (101) e lo si confronta con quello costituito da tutti i rimanenti insegnanti con patologienon psichiatriche, si nota che i dati anagrafici e lavorativi dei due gruppi sono praticamente sovrapponibili. Infatti i primi presentano un’età media di 55 anni con un’anzianità di 29, di cui 19 trascorsi in cattedra e 10 in altre mansioni. I secondi hanno un’età media di 54 anni con un’anzianità di servizio di 30, di cui 19 trascorsi in cattedra e 11 in altre mansioni. Se poi confrontiamo il gruppo degli “psichiatrici” con quello dei “disfonici” (che è il secondo più numeroso con 20 presenze), ci accorgiamo ancora una volta che le differenze sono minime. Questi ultimi presentano infatti
un’età media lievemente superiore (56,6 anni) e una anzianità di servizio di 31 anni, di cui 20,6 trascorsa in cattedra e 10,4 utilizzati in altre mansioni.
 
Gli insegnanti con diagnosi psichiatrica provengono dalle elementari (35); superiori (30); medie (24); materna/infanzia (12), quasi a sottolineare che nessun ordine scolastico è risparmiato dalla usura psicofisica, come evidenziato nello studio pubblicato sul N° 5/2004 de La Medicina del Lavoro.
 
Un altro dato di un certo rilievo si evidenzia confrontando lo stato civile dei due gruppi sopra considerati (diagnosi psichiatriche versus diagnosi non psichiatriche). Tra gli “psichiatrici” è considerevole la percentuale dei single(celibi o nubili) rispetto a quella dei “non-psichiatrici” (37% vs. 21%), mentre è praticamente sovrapponibile il dato che riguarda l’insieme dei divorzi e delle separazioni nei due gruppi: (12% vs. 11%). Sono di conseguenza ribaltati i dati riguardo ai coniugati: raggiungono il 51% tra i primi e toccano il 68% tra i secondi.
 
 
Inidoneità dei docenti: le patologie che la determinano – Versione Integrale (formato pdf, 936 kB).
 
 
 
Vittorio Lodolo D’Oria


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Rispondi Autore: Maria Bruno immagine like - likes: 0
26/05/2013 (23:15:00)
E' significativo che l'articolo termini facendo riferimento al Manuale di Psicologia del fanciullo di Hotyat (1968)dal quale si apprende che il legislatore teneva in debito conto lo stress psicofico che aumenta con il passare degli anni di insegnamento...
Al contrario delle norme pensionistiche attuali che obligheranno gli insegnanti ad andare in pensione alla veneranda età di 66 anni..
La qualità della scuola passa anche attraverso queste norme...
Rispondi Autore: Lucia Aquilina immagine like - likes: 0
14/08/2017 (15:06:03)
Mi sembra ingiustamente discriminatorio che docenti affetti da patologie non infettive e soprattutto reversibili, come la depressione maggiore e anche certe neoplasie, che non arrecano danni ai ragazzi, si vedano preclusi l'insegnamento, concesso perfino ad assassini nella stessa scuola della loro vittima, fino a qualche tempo fa!

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

Rischio di infezioni per via ematica e prevenzione: i contesti lavorativi

Noise annoyance e benessere: normativa, prevenzione e rischi psicosociali

I problemi di salute mentale nei luoghi di lavoro e le buone pratiche

Radiazioni ottiche artificiali e sicurezza: FAQ e nuove indicazioni


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

17SET
17 settembre 2026

Ritorno a scuola: strumenti per ambienti di lavoro più sani nel settore dell'istruzione

15SET
15 settembre 2026

Intelligenza artificiale e sostenibilità: la mappa dei rischi che non vediamo

14SET
14 settembre 2026

OspedaleSicuroDuemila26: il futuro della sanità con IA

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza
18/09/2026: Corte di Cassazione penale, Sez. 4 - Sentenza n. 16549 del 08 maggio 2026 - Caduta del lavoratore autonomo dalla scala inidonea fornita dal committente. L'eventuale imprudenza del lavoratore non integra un rischio eccentrico
18/09/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 12604 del 03 aprile 2026 - Caduta del lavoratore autonomo dal controsoffitto. Responsabilità del committente
17/09/2026: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, “Preventing psychosocial risks in Europe: strategies, legislation and lessons from practice - Prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: strategie, normativa ed esperienze pratiche”, Report, a cura di Emanuela Carta, Greta Skubiejūtė, Inés Páramo Barrera (Verian), Karolien Lenaerts (HIVA-KU Leuven), documento commissionato dall’Agenzia europea, edizione 2026.
17/09/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 12050 del 30 marzo 2026 - Uso improprio del carrello elevatore e caduta mortale: confermata la responsabilità del committente anche in caso di subappalto
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


VIGILANZA E CONTROLLO

Patente a crediti: le indicazioni e il modulo per il recupero dei crediti


ALCOL E DROGHE

Alcol e lavoro: costruzioni e trasporti tra i settori più a rischio


DUVRI

L’importanza di valutare le interferenze nei contratti di appalto


MOVIMENTAZIONE CARICHI

Il rischio movimentazione manuale dei carichi nel settore dell’igiene urbana


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità