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Il Respiro di Biancavilla: memoria e rinascita di una comunità ferita

Il Respiro di Biancavilla: memoria e rinascita di una comunità ferita
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

09/01/2026

La storia di Biancavilla (CT), contaminata dalla fluoro-edenite, è raccontata in un volume e in una mostra fotografica.

Il Respiro di Biancavilla: memoria e rinascita di una comunità ferita

La storia di Biancavilla (CT), contaminata dalla fluoro-edenite, è raccontata in un volume e in una mostra fotografica.

ROMA - Per decenni Biancavilla, alle pendici dell’Etna, ha convissuto inconsapevolmente con una minaccia invisibile: la fluoro-edenite, un minerale fibroso simile all’ amianto che ha contaminato l’ambiente e causato gravi malattie. La pubblicazione Il Respiro di Biancavilla, curata dalla Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail (Ctss), ricostruisce questa vicenda non solo da un punto di vista tecnico e scientifico ma anche attraverso la voce dei cittadini e le immagini della mostra omonima, ospitata nel 2024 nella sede di Catania dell’Istituto, offrendo un messaggio di memoria e prevenzione.

Un pericolo invisibile alle pendici dell’Etna.
Negli anni Cinquanta, a Biancavilla, in provincia di Catania, i materiali estratti dal Monte Calvario venivano usati nell’ambito della costruzione e manutenzione di case, strade e muri. Solo decenni dopo si scoprì che contenevano fluoro-edenite, un minerale naturale con caratteristiche simili all’ amianto. Questa sostanza, presente in forma fibrosa, ha contaminato l’ambiente e provocato un aumento anomalo di mesoteliomi pleurici e altre gravi patologie respiratorie nella popolazione. Nel 2001 Biancavilla è stata dichiarata Sito di Interesse Nazionale (SIN) e inserita nel programma di bonifica ambientale. La scoperta ha segnato l’inizio di un lungo percorso di ricerca scientifica, messa in sicurezza e risanamento, tuttora in corso.


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La memoria come cura collettiva.
Il volume Il Respiro di Biancavilla, realizzato dalla Ctss Inail, raccoglie dati, testimonianze e fotografie per mantenere viva la memoria di questa tragedia. Attraverso le voci dei cittadini e le immagini della mostra ospitata nel 2024 nella sede Inail di Catania, l’opera restituisce il vissuto di una comunità che ha dovuto prendere coscienza del proprio passato, trasformandola in consapevolezza del presente. L’obiettivo è duplice: preservare la memoria e informare le nuove generazioni sui rischi ambientali e sulle azioni necessarie per prevenirli. Biancavilla diventa così un caso simbolico di educazione civica, scientifica e sanitaria.

Dalla bonifica alla rinascita.
Grazie alla collaborazione tra Comune, Regione, Mattm (oggi Mase), ISS, Inail e Arpa, sono stati avviati numerosi interventi di bonifica: pavimentazione delle strade sterrate, rimozione dei materiali contaminati, consolidamento delle pareti rocciose e rifacimento degli intonaci. I monitoraggi più recenti confermano una diminuzione significativa delle fibre di fluoro-edenite nell’aria, segno dell’efficacia delle misure adottate. Dal 2024 sono iniziati i lavori di risanamento definitivo dell’area del Monte Calvario, destinata a diventare un parco cittadino, simbolo di rinascita e riconciliazione tra uomo e ambiente. Il Respiro di Biancavilla non è solo il racconto di una contaminazione, ma la prova che dalla conoscenza e dalla memoria può nascere una nuova cultura della prevenzione, della salute e della speranza condivisa.


  • Scarica file:Il respiro di BiancavillaFormato PDF — Dimensione 5.14 MB

    Il volume racconta e testimonia avvenimenti che hanno segnato la vita della popolazione di Biancavilla (CT), sito d’interesse nazionale dal 2001 a causa dell'esposizione a fibre asbestiformi di fluoro-edenite, minerale presente nel materiale lapideo estratto e utilizzato nell'edilizia locale per decenni, che ha contaminato il territorio e fatto insorgere gravi patologie.


Fonte: INAIL



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Rispondi Autore: Luca Lestingi immagine like - likes: 0
09/01/2026 (08:00:02)
Salve, la fluoro edenite è un minerale natuarale di origine vulcanica, quindi non ha "contaminato" l'ambiente. Casomai è l'uomo che ha antropizzato un'area geografica in cui, tanto per cambiare, non doveva andare. E' come dire che il sale ha contaminato il mare.

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