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Manutenzione del verde: esposizione professionale a fitosanitari

Manutenzione del verde: esposizione professionale a fitosanitari
Tiziano Menduto
 Tiziano Menduto
 Rischio chimico
20/04/2016: Un quaderno tecnico dell’ATS Milano fornisce informazioni per la sicurezza nella manutenzione del verde. Focus sui rischi chimici e sull’esposizione professionale a prodotti fitosanitari. La prevenzione delle intossicazioni e la scelta dei DPI.
 
Milano, 20 Apr – Sicuramente l'utilizzo di prodotti fitosanitari (FS) - nella  manutenzione del verde, nella difesa delle colture o delle derrate immagazzinate - è l'operazione che espone di più i lavoratori nel comparto agricolo ad agenti chimici pericolosi. Un’esposizione che può dipendere non solo dal numero di trattamenti effettuati nel corso dell'anno, ma anche dalle attrezzature impiegate per applicare i prodotti, dall'ambiente dove si effettua il trattamento e dai dispositivi di protezione individuale (DPI) forniti e utilizzati.

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Formazione specifica per gli operatori del settore agricolo (D. Lgs. n. 81, 9 aprile 2008, Art. 37 Accordo Stato-Regioni 21/12/2011)
 
Per avere utili informazioni sull’esposizione professionale a prodotti fitosanitari, possiamo fare riferimento ad un quaderno tecnico prodotto per l’ Esposizione Universale 2015 di Milano dal Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’ Azienda Sanitaria Locale di Milano (ora ATS Milano – Città Metropolitana). Un quaderno tecnico dal titolo “ Manutenzione del verde. Informazioni per lavorare in sicurezza”, a cura di Elena Andreina, Flavia Borello e Veronica Cassinelli, che PuntoSicuro ha già presentato in passato con riferimento al rischio allergologico e al rischio relativo alle attrezzature di lavoro.
 
Riguardo all’utilizzo di prodotti fitosanitari sono riportate diverse indicazioni per la prevenzione delle intossicazioni:
- scelta dei prodotti: “è sempre preferibile utilizzare prodotti non classificati come nocivi o a bassa tossicità, avendo cura di scegliere le formulazioni più facilmente manipolabili (formulazioni granulari o liquide piuttosto che in polvere). Dal 2001 la classificazione dei prodotti FS è stata modificata ed oggi si parla di prodotti FS molto tossici (T+), tossici (T) e nocivi (Xn). Per poter acquistare questi prodotti è necessaria un’apposita autorizzazione”. Fino al 1 giugno 2015, giorno in cui è entrata in vigore la nuova normativa, si possono “trovare in commercio prodotti etichettati con il vecchio sistema e prodotti etichettati con il nuovo”. Nel quaderno tecnico vengono riportati alcuni dei nuovi simboli di pericolo;
- acquisto dei prodotti e vendita: “i prodotti FS possono essere acquistati esclusivamente presso i rivenditori autorizzati. L’operatore che intende utilizzare prodotti FS classificati come molto tossici, tossici e nocivi è indispensabile che ottenga il rilascio dell’autorizzazione all’acquisto, da parte dell’Ufficio Provinciale Competente. L’autorizzazione ha validità di 5 anni e viene rinnovata con le stesse modalità del rilascio. Il venditore accerta le generalità dell’acquirente mediante valido documento di identità e le annota su un apposito registro insieme ai dati dei prodotti acquistati. All’atto dell’acquisto va richiesta la Scheda Dati di Sicurezza (SDS) di ciascun prodotto. Chiunque sia il responsabile dell’immissione sul mercato, fabbricante, importatore o distributore deve fornirla gratuitamente redatta in lingua italiana e aggiornata”;
- conservazione dei prodotti: il quaderno segnala di attenersi alle indicazioni contenute nell’Allegato 1 del Decreto Regione Lombardia n. 4580 del 29 aprile 2010, il documento dal titolo “Buona Pratica dell'Utilizzo dei Fitofarmaci in Agricoltura”. In sintesi: la conservazione “deve avvenire in un locale apposito, dotato di ventilazione naturale, pavimento impermeabile, impianto elettrico a norma; tale locale va tenuto chiuso a chiave e sulla porta deve essere chiaramente indicata la presenza di prodotti chimici pericolosi e il divieto di accesso ai non autorizzati. Per quantità modeste di prodotti fitosanitari può essere utilizzato un armadio che deve essere tenuto chiuso a chiave e riportare i simboli di pericolo; l'armadio deve avere una griglia che consenta la ventilazione e un sistema di contenimento per evitare la dispersione accidentale dei prodotti”;
- preparazione della miscela: “evitare dispersione durante la pesatura e la miscelazione ed utilizzare idonei dispositivi di protezione individuale;
- applicazione: è preferibile utilizzare macchine irroratrici recenti dotate di serbatoi accessori di miscelazione e lavaggio mani, con sistemi di apertura automatica della barra e trattori cabinati e condizionati. I dispositivi individuali di protezione devono essere adeguati in funzione dell'attrezzatura utilizzata e del prodotto scelto;
- pulizia dei macchinari: le operazioni di pulizia devono essere programmate ed effettuate al termine di ogni ciclo di utilizzo, indossando gli opportuni dispositivi di protezione individuale;
- manutenzione delle attrezzature: deve essere effettuata la manutenzione programmata. In caso di interventi di riparazione in campo vanno utilizzati dispositivi di protezione individuale adeguati; la macchina irroratrice deve essere dotata di serbatoio contenente almeno 15 litri di acqua pulita, nel caso sia necessario sciacquarsi le mani in campo. Nel caso tale serbatoio non sia disponibile è buona norma portare in campo una tanica di acqua pulita;
- rientro: effettuare il rientro seguendo i tempi indicati in etichetta e comunque mai prima di 48 ore dall'applicazione, utilizzando adeguati dispositivi di protezione individuale per ridurre il rischio di contatto cutaneo;
- informazione e formazione: la conoscenza dei pericoli derivanti dall'utilizzo di prodotti fitosanitari e l'adozione di comportamenti adeguati possono ridurre in modo significativo il rischio di intossicazione: la formazione acquisita per il rilascio del ‘patentino’, periodicamente rinnovata, rappresenta la base indispensabile della conoscenza minima e può essere integrata da altri momenti di formazione”.
 
Il documento dell’ATS Milano ricorda poi nel dettaglio gli adempimenti gestionali degli acquirenti e degli utilizzatori di fitosanitari e si sofferma sui criteri di scelta dei dispositivi di protezione individuale (DPI), ricordando che “l'uso di prodotti a bassa tossicità e le buone pratiche di lavoro non eliminano la necessità di dotare i lavoratori di dispositivi individuali di protezione (DPI) adeguati”.
Si indica che in linea generale, “salvo diverse indicazioni riportate dall'etichetta e nel punto 8 della scheda di sicurezza, dovrebbe essere garantita la dotazione minima di dispositivi di protezione individuale” secondo la fase di lavoro:
- preparazione della miscela e carico del serbatoio: “tuta standard, guanti, stivali impermeabili, maschera o visiera in base alle indicazioni di etichetta;
- applicazione della miscela: tuta standard, guanti e stivali, maschera in genere per applicazioni su colture alte e in serre, in base alle indicazioni di etichetta, casco elettro ventilato in situazioni particolarmente esponenti. In caso di trattamenti di diserbo in pieno campo è necessaria la maschera quando il trattore non sia cabinato;
- pulizia dei macchinari e dei dispositivi di protezione riutilizzabili: tuta standard, guanti e stivali;
- manutenzione ordinaria e straordinaria: tuta standard, guanti e stivali, maschera solo in caso di macchinari utilizzati per applicazione di sostanze particolarmente tossiche (in base alle indicazioni presenti in etichetta). La manutenzione ordinaria deve essere effettuata su macchinari già sottoposti a lavaggio;
- rientro: gli addetti devono essere sempre dotati di tuta standard, guanti e stivali. In caso di necessità di attività manuali fini, predisporre la disponibilità di guanti vinilici di tipo ‘chirurgico’ e di eventuali protezioni delle vie respiratorie”.
 
Sono poi riportate nel dettaglio anche le caratteristiche minime e la manutenzione dei DPI (con riferimento a guanti, maschere, stivali, caschi, tute, ...).
 
Concludiamo ricordando, ad esempio, che i guanti devono essere impermeabili in neoprene o gomma di nitrile. E “per assorbire il sudore e migliorare il comfort può essere opportuno indossare anche sottoguanti di cotone; alcuni modelli in commercio sono già provvisti di rivestimento interno in cotone”.
E, al livello di manutenzione, i guanti ancora calzati “devono essere lavati con acqua e sapone e sfilati contemporaneamente, a poco a poco, aiutandosi con la mano più protetta”.
 
 
 
Asl Milano, “ Manutenzione del verde. Informazioni per lavorare in sicurezza”, a cura di Elena Andreina, Flavia Borello e Veronica Cassinelli, quaderno tecnico per datori di lavoro Cantieri Expo Milano 2015, edizione novembre 2014 (formato PDF, 3.12 MB).
 
 
Tiziano Menduto
 
 
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Rispondi Autore: Anna Di Natale - likes: 0
20/04/2016 (08:17:32)
Dal 26 novembre 2015 è entrato in vigore l'obbligo del "certificato di abilitazione all'acquisto e all'utilizzo dei prodotti fitosanitari" per tutti i prodotti fitosanitari "destinati agli utilizzatori professionali" (reg. 1107/2009). Inoltre dal 1° giugno 2015 è entrata in vigore la nuova normativa CLP anche per i prodotti fitosanitari, con la nuova classificazione. Inoltre sarà possibile la commercializzazione dei prodotti etichettati DPD (molto tossici, tossici, ecc.) fino al loro smaltimento e comunque non oltre il 31 maggio 2017.

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