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La prevenzione dei rischi per i lavoratori immigrati

La prevenzione dei rischi per i lavoratori immigrati
08/02/2018: I principali fattori di rischio per i lavoratori stranieri nei settori delle costruzioni e agricolo: le particolarità e l’importanza di una corretta formazione.
Pubblichiamo alcune misure preventive per i rischi dei lavoratori stranieri impiegati nei settori delle costruzioni e agricoltura tratte dalla scheda n. 10 “Lavoratori immigrati” pubblicata da INAIL.

 

[…]

MISURE PREVENTIVE

Il cantiere edile rappresenta lo scenario principale degli infortuni mortali di lavoratori immigrati, in quanto, come noto, il settore delle costruzioni continua a rappresentare uno dei maggiori ambiti di inserimento lavorativo della popolazione migrante presente in Italia, sia per l’elevata capacità di assorbimento di manodopera sia perché l’ingresso lavorativo ai livelli più bassi non richiede specifiche competenze professionali. Per quanto attiene alle misure di prevenzione, in merito alle cadute dall’alto dell’infortunato (come visto, pari al 33,3%), i lavori in quota devono essere eseguiti in condizioni di sicurezza nel rispetto delle misure previste dagli artt. 105 e 117 del d.lgs. 81/2008.

 

A queste attività, particolarmente pericolose, il legislatore ha dedicato il Capo II Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni ed in quota. Nell’ambito di queste norme si annovera anche l’utilizzo dei DPI, collettivi o individuali.

 

Dall’analisi svolta, si è evidenziato che laddove veniva riscontrata una criticità relativa all’impiego di dispositivi di protezione, nel 54% dei casi questa era riconducibile al mancato uso di dispositivi anche se a disposizione del lavoratore. Più nello specifico, nella quasi totalità di questi casi il dispositivo non utilizzato era la cintura di sicurezza individuale.

 

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Tuttavia, si sottolinea che l’impiego dei suddetti sistemi prevede una competenza da parte dei lavoratori ai quali, così come previsto dalla normativa, deve essere erogata una specifica formazione che deve risultare chiara ed efficace, contemplando gli eventuali limiti di natura linguistica che il cittadino straniero può evidenziare nella comprensione (artt.36 e 37 del d.lgs. 81/2008).

 

L’infortunio causato dalla caduta dall’alto di gravi rappresenta la seconda modalità degli incidenti mortali occorsi ai lavoratori stranieri. Tali accadimenti dovuti spesso ad errori di procedura, possono essere ridotti attraverso sia l’adozione di opportune procedure per la movimentazione dei carichi, in particolare prevedendo la messa in sicurezza del personale addetto alla movimentazione e di tutto il personale comunque interessato all’operazione in corso, che prevedendo adeguati interventi di formazione informazione e addestramento, non ultimo attraverso un’attenta azione di vigilanza affinché le corrette procedure di lavoro vengano effettivamente attuate.

 

Come rilevato, il settore agricolo è spesso teatro di incidenti mortali per i cittadini stranieri. Per quanto riguarda la modalità di accadimento prevalente, si evidenzia che i rischi più gravi a cui è esposto l’operatore si verificano alla guida del trattore. Questi sono rappresentati sicuramente dai ribaltamenti trasversali e/o longitudinali per sovraccarico del trattore (es. attrezzature portate), per sforzo eccessivo di traino, per manovre brusche, per eccessiva pendenza del terreno e così via.

 

Allo stato delle conoscenze attuali i principali sistemi di prevenzione per il pericolo di ribaltamento utilizzati nei trattori agricoli o forestali possono essere ricondotti essenzialmente a dispositivi di prevenzione di tipo passivo, ossia interventi finalizzati ad evitare che il verificarsi di un evento pericoloso possa comportare conseguenze per l’incolumità del lavoratore:

  1. dispositivo di protezione in caso di capovolgimento del trattore, ovvero una struttura installata direttamente sul trattore avente essenzialmente lo scopo di evitare o limitare i rischi per il conducente in caso di capovolgimento del trattore durante un utilizzo normale;
  2. dispositivo che trattiene l’operatore al posto di guida indipendentemente dalle condizioni operative del trattore.

 

I sistemi di protezione passiva per conducenti dei trattori si basano sul principio di trattenere l’operatore all’interno di un ‘volume di sicurezza’ o ‘zona libera’. In caso di ribaltamento il rischio, per l’operatore, di restare schiacciato tra le parti costituenti il trattore, ed il suolo può essere escluso se egli resta sul sedile o, comunque, entro il volume costituito dalla struttura di protezione.

 

Degno di attenzione, sempre in ambito agricolo, anche il triste fenomeno dei decessi avvenuti a causa di colpi di calore. È bene sottolineare che la prevenzione di tali eventi si realizza, soprattutto, attraverso la programmazione dei lavori con maggior fatica fisica in orari con temperature più favorevoli, preferendo l’orario mattutino e preserale.

 

Inoltre, è indispensabile garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro: bere acqua fresca e sali minerali non solo abbassa la temperatura interna del corpo, ma soprattutto consente al fisico di recuperare i liquidi persi con la sudorazione.

 

I luoghi di lavoro devono quindi essere, regolarmente, riforniti di bevande idro-saline e acqua per il rinfrescamento dei lavoratori. È importante assumere liquidi frequentemente durante il turno di lavoro, evitando le bevande ghiacciate ed integrando con bevande idrosaline, in special modo se si suda molto. Il lavoratore deve, inoltre, indossare mezzi di protezione individuali quali un cappello a tesa larga e circolare per la protezione di capo, orecchie, naso e collo, e abiti leggeri di colore chiaro e di tessuto traspirante. Devono essere previste pause durante il turno lavorativo in un luogo il più possibile fresco o comunque in aree ombreggiate, con durata variabile in rapporto alle condizioni climatiche e allo sforzo fisico richiesto dal lavoro.

 

I fattori di rischio sin qui evidenziati, richiedono interventi non solo di ordine tecnico-normativo ma anche di valutazione culturale e sociale del fenomeno in analisi. La lingua e le differenze culturali legate alla provenienza, rappresentano un elemento di possibile condizionamento della percezione e rappresentazione del rischio, delle quali occorre tener conto in una progettazione efficace dei corsi di formazione per stranieri in materia di salute e sicurezza. Del resto è lo stesso legislatore a porre l’attenzione sulla comprensione concettuale e linguistica dei contenuti della sicurezza sul lavoro, prevedendo percorsi di informazione e formazione facilmente comprensibili e, in particolare per i lavoratori immigrati, la verifica preliminare della lingua utilizzata negli stessi percorsi.

 

Tale orientamento è specificato anche nell’ Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 che ha regolamentato l’attività di formazione rivolta ai lavoratori stranieri: nei confronti dei lavoratori stranieri i corsi dovranno essere realizzati previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare e con modalità che assicurino la comprensione dei contenuti del corso di formazione…

 

Dunque, l’integrazione del lavoratore straniero sul piano socio-lavorativo e su quello più specificatamente legato alla sicurezza sul lavoro è facilitato dall’apprendimento della lingua e del contesto culturale di riferimento. Assicurare ai lavoratori stranieri una formazione adeguata che tenga conto delle peculiarità degli stessi, attraverso percorsi con contenuti di intuitiva ed immediata acquisizione e facilitando la comprensione del messaggio con didascalia nelle lingue più diffuse tra la manodopera straniera, che in questi ultimi anni è sensibilmente aumentata nella cantieristica, risultano essere misure funzionali ai fini della prevenzione negli ambienti di lavoro. E questo perché gli obiettivi della formazione sono il sapere, il saper fare, il saper essere; essi comportano una serie di cambiamenti nei confronti dei soggetti destinatari e nell’ambito dell’organizzazione aziendale. La formazione deve essere considerata un investimento da cui ricavare profitto in termini di capitale anche sociale. Infatti l’investimento in formazione e in sicurezza è sempre profittevole e conveniente.

 

 

 

INAIL  - Scheda n. 10: Lavoratori immigrati (pdf 0.7 MB)



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