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Le convenzioni internazionali per la sicurezza dei lavoratori distaccati

Le convenzioni internazionali per la sicurezza dei lavoratori distaccati
Redazione
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 Valutazione dei rischi
18/08/2014: Disponibile sul sito dell’INAIL il documento “La tutela dei lavoratori negli accordi e convenzioni internazionali di sicurezza sociale con paesi extracomunitari”.
 
È disponibile sul sito dell’INAIL il documento “La tutela dei lavoratori negli accordi e convenzioni internazionali di sicurezza sociale con paesi extracomunitari”.
 
Con l’apertura dei mercati del lavoro e la successiva evoluzione del fenomeno migratorio, nonché con lo sviluppo dell’attività imprenditoriale oltre i confini, il sistema della sicurezza sociale ha assunto particolare rilevanza allo scopo di mantenere le garanzie e le tutele di tutti lavoratori interessati dai nuovi fenomeni.
Tale evoluzione ha realizzato il presupposto imprescindibile per le scelte politico-economiche di ciascun Paese, soprattutto se si considera come tali fenomeni incidano in maniera rilevante sulle politiche occupazionali e sociali adottate.
Naturalmente gli interventi legislativi e le modifiche apportate sulla materia da ciascun Paese non possono tener conto delle specificità e dei reali bisogni di chi opera o lavora in un altro Stato.
Di qui l’esigenza di rivisitazione della normativa, allo scopo di realizzare quell’armonizzazione legislativa necessaria per una politica di tutela più tangibile e, quindi, meglio fruibile da parte della persona.
I Trattati europei e le Conferenze internazionali sono una risposta concreta all’esigenza di superamento delle problematiche connesse alla copiosa normativa esistente nel campo della sicurezza sociale.
Lo scopo è quello di pervenire ad accordi o negoziati utili per realizzare un modello di tutela valido per tutti i Paesi.
 
L’Inail, ente dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, ha intessuto una fitta rete di rapporti con gli organismi internazionali partecipando attivamente alla definizione di strategie sulla materia.
L’interesse dell’Istituto, alla luce del proprio fine istituzionale teso alla tutela globale e integrata del lavoratore, è quello di accelerare il processo di adeguamento e di armonizzazione della normativa in vigore in ambito internazionale, allo scopo di semplificare le procedure amministrative esistenti o di superare gli ostacoli di carattere tecnico.
In particolare le Convenzioni – alla stregua dei Regolamenti CE - sono strumenti che non modificano le legislazioni di sicurezza sociale degli Stati a cui si applicano, ma dettano le regole per il coordinamento di tali legislazioni e per la loro applicazione specifica ai lavoratori o ai cittadini che emigrano da un paese all’altro.
Infatti, tutto ciò che non è regolamentato dalle convenzioni internazionali è rimandato alle legislazioni di ogni singolo Stato.
 


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Le convenzioni internazionali sono negozi giuridici di diritto internazionale in virtù dei quali gli Stati contraenti si assumono l’obbligo di instaurare e coordinare un regime di assicurazioni sociali che abbia il carattere della reciprocità e che garantisca la libera circolazione della manodopera sancendo:
- l’eguaglianza di trattamento in materia di sicurezza sociale tra tutti i cittadini degli Stati contraenti;
- l’assimilazione del territorio nel senso che le prestazioni previdenziali non possono subire modifiche per il fatto che il beneficiario risieda in uno Stato diverso da quello dell’istituzione debitrice;
- la totalizzazione dei periodi assicurativi ai fini del diritto alla prestazione.
 
Negli ultimi tempi vi è stato un notevole sviluppo delle attività negoziali in campo internazionale, sviluppo diretto sia alla definizione di nuove Convenzioni, sia alla revisione e/o aggiornamento degli accordi esistenti.
E’ maturata, pertanto, la necessità di un quadro d’insieme che permetta l’elencazione delle singole convenzioni e il raffronto tra le medesime.
A tutt’oggi sono in vigore diciassette Convenzioni internazionali in materia di sicurezza sociale e sono in via di predisposizione altri progetti di Convenzioni, le cui bozze sono già allo studio.
Il quadro delle Convenzioni internazionali riflette, infatti, una situazione in continua evoluzione se si pensa ai flussi migratori verificatisi negli ultimi anni da Paesi “in via di sviluppo” o dell’est asiatico.
 
Il quadro prospettato - che evidenzia la complessità della materia - è stato reso oggetto di una rilettura più aggiornata della normativa in vigore allo scopo di armonizzare le diverse peculiarità legate alla storia, alla cultura di ciascun paese.
Lo studio realizzato, pertanto, si presenta come contenitore evolutivo delle specificità normative proprie di ciascuna Convenzione al fine sia di fornire una visione più chiara e omogenea dell’intera materia, sia di evidenziare la diversa regolamentazione della tutela garantita al lavoratore che svolge attività rischiose all’estero, offrendo, nel contempo, le informazioni relative alla materia infortunistica dello singolo Stato estero contraente.
A tal fine, oltre ad una disamina specifica per ciascun Paese convenzionato, sono state predisposte schede riassuntive, al fine di permettere di analizzare gli elementi più rilevanti in campo internazionale e, quindi, le diversità di tutela garantita al lavoratore nelle diverse realtà.
 
CONVENZIONI INTERNAZIONALI
Le Convenzioni Internazionali in materia di sicurezza sociale vengono stipulate per assicurare alle persone che si recano per svolgere un'attività lavorativa in uno Stato non appartenente all’Unione Europea gli stessi benefici previsti dalla legislazione del Stato estero nei confronti dei propri cittadini.
 
Sono atti giuridici di diritto internazionale in forza dei quali gli Stati firmatari si impegnano ad applicare, nei rispettivi territori, un regime di sicurezza sociale, e quindi anche una tutela in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali, nei confronti dei cittadini migranti dell'altro Stato al fine di garantire la libera circolazione di manodopera.
 
Le Convenzioni bilaterali, a differenza dei Regolamenti Comunitari, per essere operanti nell'ordinamento interno dello Stato necessitano di apposito atto legislativo (cosiddetta legge di ratifica) per introdurre nel proprio ordinamento interno quanto convenuto con l'altro Stato. Hanno validità sol o per gli Stati firmatari ed operano in modo autonomo rispetto ad altre convenzioni.
 
In linea di principio le Convenzioni non incidono sulle singole normative nazionali modificandole - e quindi sui livelli di tutela garantiti dagli Stati contraenti - bensì sono finalizzate a migliorare gli effetti derivanti dall’applicazione delle normative nazionali garantendo:
 
PARITA’ DI TRATTAMENTO
Principio in base al quale ciascuno Stato stipulante riconosce ai lavoratori migranti, operanti sul proprio territorio nazionale, gli stessi diritti riservati ai cittadini residenti.
TERRITORIALITA’ DELLA LEGISLAZIONE APPLICABILE
Al lavoratore migrante si applica la legislazione di sicurezza sociale dello Stato dove viene effettivamente svolto il lavoro (Per il lavoratore distaccato non vige il principio della territorialità: rimane soggetto alla legislazione dello Stato in cui ha sede l’impresa)
ESPORTABILITA’ DELLE PRESTAZIONI
Mantenimento dei diritti acquisiti- Ad ulteriore garanzia del lavoratore migrante, è previsto che le prestazioni non siano soggette a riduzione, sospensione o soppressione per il fatto che l’avente diritto trasferisca la propria residenza in un altro Stato.
TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI
In base a tale principio è consentito il cumulo dei periodi di occupazione, assicurazione e residenza compiuto dal lavoratore in virtù delle legislazioni dei vari Paesi, nella misura necessaria ed a condizione che non si sovrappongano.
 


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