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Come avviene il riconoscimento di una malattia professionale

Come avviene il riconoscimento di una malattia professionale
21/05/2014: Un intervento chiarisce alcuni concetti relativi alle malattie professionali. Le malattie tabellate, il sistema misto, la presunzione legale di origine professionale e il costo della non sicurezza. Focus sulle patologie muscolo-scheletriche.
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Rimini, 21 Mag – Spesso nel nostro giornale parliamo di malattie professionali, di malattie tabellate e di malattie non tabellate, magari dando erroneamente per scontato che il significato dei termini e le varie implicazioni per lavoratori o datori di lavoro siano evidenti.
 
Per fare chiarezza sul tema, con particolare riferimento ai  disturbi muscoloscheletrici, possiano fare riferimento agli atti del seminario “ Malattie professionali da movimentazione manuale dei carichi e da movimenti ripetitivi”. Seminario che si è tenuto il 21 marzo 2014 a Rimini ed è stato organizzato da Assoservizi Rimini e  Confindustria Rimini in collaborazione con l’Unità Ricerca EPM: Ergonomia della Postura e del Movimento - Milano.

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Formazione sui rischi specifici nella movimentazione di carichi (Art. 37 D.Lgs. 81/08) in DVD

L’intervento “Le Malattie Muscolo-Scheletriche: presunzione legale di origine professionale e costo della ‘Non Sicurezza’”, a cura del Dott. Massimiliano Pastori (Dirigente Medico INAIL Rimini e Medico Competente) ci ricorda infatti che secondo l'art. 3 del DPR 1124/1965:
 
l'assicurazione è obbligatoria per le malattie professionali indicate nella tabella allegato n. 4, le quali siano contratte nell'esercizio e a causa delle lavorazioni specificate nella tabella stessa ed in quanto tali lavorazioni rientrino fra quelle previste nell'art.1.
La tabella predetta può essere modificata o integrata....
 
Ma cosa si intende per malattia professionale (MP)?
Si intende una “patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo”. Dunque per le malattie professionali “non basta l’occasione di lavoro come per gli infortuni, cioè un rapporto anche mediato o indiretto con il rischio lavorativo, ma deve esistere un rapporto causale o concausale diretto, tra il rischio professionale e la malattia. Il rischio può essere provocato dalla lavorazione che l’assicurato svolge, oppure dall’ambiente in cui la svolge (cosiddetto ‘rischio ambientale’)”.
Il relatore ricorda che esistono poi diverse definizioni delle malattie professionali a seconda dei vari contesti (epidemiologico, preventivo, assicurativo).
Una definizione di carattere generale proposta indica che la malattia professionale è “qualsiasi stato morboso che possa essere posto in rapporto causale con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa; è caratterizzata da una graduale e progressiva azione di fattori presenti nell'ambiente di lavoro che possono compromettere la salute dei lavoratori”.
Dunque con “malattia professionale” può essere identificata “una condizione patologica la cui eziopatogenesi può essere ricondotta all’attività lavorativa svolta dal soggetto a seguito dell’esposizione ad uno o più fattori di rischio presenti nel ciclo lavorativo stesso o nell’ambiente di lavoro”.
 
Una volta che sia più chiaro il significato di MP è bene ribadire che con il DM 9 aprile 2008 sono state approvate le nuove tabelle delle malattie professionali con alcune novità:
- “indicazione nosologica delle patologie correlate ad agenti causali;
- diversificazione del termine massimo di indennizzabilità per le varie malattie;
- introduzione delle patologie muscolo – scheletriche”.
 
Dopo aver riportato le caratteristiche del sistema tabellare, il relatore sottolinea che per le Malattie Professionali tabellate “il lavoratore è sollevato dall’onere di dimostrare l’origine professionale della malattia”. Dunque “provata l’adibizione alla lavorazione tabellata (o comunque l’esposizione ad un rischio ambientale provocato da quella lavorazione) e l’esistenza della malattia anch’essa tabellata” e laddove sia stata effettuata la denuncia nel termine massimo di indennizzabilità, “si presume per legge che quella malattia sia di origine professionale. È questa la cosiddetta ‘presunzione legale d’origine’”.
 
Tuttavia la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 179/88, ha introdotto nella legislazione italiana anche il cosiddetto “sistema misto” in base al quale “il sistema tabellare resta in vigore, con il principio della ‘presunzione legale d’origine’, ma è affiancato dalla possibilità per l’assicurato di dimostrare che la malattia non tabellata di cui è portatore, pur non ricorrendo le tre condizioni previste nelle tabelle, è comunque di origine professionale. Detto principio è richiamato dall'art 10 del dlgs 38/2000”.
 
Per cui si hanno due possibilità:
- “malattia professionale tabellata: se la malattia e la lavorazione sono previste in tabella, scatta la presunzione legale di origine professionale;
- malattia professionale non tabellata: se la malattia non è presente in tabella, la professionalità può essere riconosciuta, ma l’onere della prova è a carico del lavoratore” (deve dimostrare l’origine professionale della sua patologia fornendo le prove dell’ esistenza della stessa, della causa di lavoro, del rapporto eziologico).
 
Il relatore si sofferma poi sui disturbi muscolo scheletrici, considerati “tra le più importanti cause di denuncia per malattia professionale. Nell’ultimo quinquennio i casi sono praticamente triplicati mentre, nello stesso periodo, le altre malattie professionali sono diminuite del 4%. Nel 2010 due denunce su tre erano relative a patologie dell’ apparato muscolo-scheletrico, 30.500 casi sui 46.500 pervenuti all’INAIL. Causa di questa esplosione di denunce è l’inserimento di queste patologie nell’elenco delle malattie ‘tabellate’ e cioè quelle per cui il lavoratore è esonerato dall’onere della prova”.
L’intervento, che vi invitiamo a visionare integralmente, mostra poi l’incidenza di questi disturbi attraverso varie statistiche nazionali e internazionali con riferimento specifico alle patologie muscolo-scheletriche e ai disturbi da sovraccarico biomeccanico.
 
Infine il relatore si sofferma suicosti della non sicurezza, ad esempio con riferimento all’aumento del tasso del premio assicurativo annuo e al ricarico del costo della malattia professionale sul datore di lavoro.
 
Si ricorda in particolare la possibile azione di regresso dell’Istituto (art 10 e 11 T.U. 1124/1965).
“L'assicurazione INAIL esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli infortuni sul lavoro. Ciononostante, permane la responsabilità civile a carico di coloro che abbiano riportato condanna penale per il fatto dal quale l'infortunio è derivato. Permane, altresì, la responsabilità civile del datore di lavoro quando la sentenza penale stabilisca che l'infortunio sia avvenuto per fatto imputabile a coloro che egli ha incaricato della direzione o sorveglianza del lavoro, se del fatto di essi debba rispondere secondo il Codice civile”. E (art. 61, D.Lgs. 81/2008) “in caso di esercizio dell'azione penale per i delitti di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbia determinato una malattia professionale, il pubblico ministero ne da' immediata notizia all'INAIL ed all'IPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, ai fini dell'eventuale costituzione di parte civile e dell'azione di regresso”.
 
L’intervento si conclude con alcuni riferimenti agli incentivi economici ai fini prevenzionali, sia in relazione alla riduzione del premio assicurativo che agli incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art. 11, comma 5 D.lgs 81/08 e D.lgs 106/2009).
 
 
Le Malattie Muscolo-Scheletriche: presunzione legale di origine professionale e costo della ‘Non Sicurezza’”, a cura del Dott. Massimiliano Pastori (Dirigente Medico INAIL Rimini e Medico Competente), intervento al seminario tecnico “Malattie professionali da movimentazione manuale dei carichi e da movimenti ripetitivi” (formato PDF, 504 kB).
 
 
Tiziano Menduto
 
 
Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 
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Rispondi Autore: precania ottavio
09/08/2016 (20:36:39)
volevo sapere se una ernia al disco che mi impedisce il movimento rotatorio puo' considerarsi malattia professionale (sono un operaio edile da molto tempo ma da poco a causa di un movimento errato ho sentito una fitta lungo la schiena e un forte bruciore non sono piu' riuscito ad muovermi poi con un po di riposo e qualche medicina sono ritornato ha lavoro ma non riesco ha fare piu quello che facevo prima non solo nel lavoro ma anche nella vita privata con i miei bambini per che sento dolore alla schiena ho fatto una risonanza E MI ANNO DETTO CHE HO ALTROSI AL BACINO IL CODINO DELLA SCHIENA TROPPO CURVO E UNA ERNIA A DISCO ALLA SCHIENA , COSA POSSO FARE ,APPARTE ANDARE AH LURD.
Autore: DOTTORE AMMINISTRATIVO R.GRASSO
16/10/2018 (18:25:44)
BUONASERA. L'ERNIA AL DISCO PUO' RIENTRARE TRA LE PATOLOGIE CAUSATE DALL'ATTIVITA CHE SVOLGE SICURAMENTE.
Rispondi Autore: Domenico
01/11/2016 (17:59:14)
Salve quati anni deve lavorare per essere riconoscita la malattia profesionale lavoro edile
Rispondi Autore: luigi cardella
23/11/2016 (17:32:48)
salve, volevo solo chiedere se con l'artrosi, anche cervicale, in stato molto avanzato, si puo' richiedere la malattia professionale.da 30 anni sono il titolare di una piccola azienda di lavorazione marmi. mille grazie, saluti
Autore: DOTTORE AMMINISTRATIVO R.GRASSO
16/10/2018 (18:26:32)
BUONASERA. L'ARTROSI NON PUO' CONSIDERARSI QUASI MAI AD EZIOLOGIA PROFESSIONALE.
Rispondi Autore: Nero. Sabino
15/02/2017 (11:39:12)
Tendinopatia.cuffia rotatoria operato spalla~sx.anche la.dx mi devo operate questa patologia e dal 2005
Rispondi Autore: Nero. Sabino
15/02/2017 (11:43:01)
Lavoro raccolta porta porta puoi Easter malattia professionale ?grazie
Autore: DOTTORE AMMINISTRATIVO R.GRASSO
16/10/2018 (18:28:06)
BUONASERA. LA SUA PATOLOGIA E' LEGATA AI CARICHI MOLTO PESANTI. NON MI RISULTA CHE LA PORTA A PORTA PRESUPPONGA TALI MOVIMENTAZIONI. BISOGNA APPROFONDIRE.
Rispondi Autore: Nicoleta Diana
17/02/2017 (10:24:40)
Buon giorno , io soffro di tunnel carpale in fase di accertamento allo stesso polso già operato il DE QUERVAIN , due ernie discale , un ernia cervicale, una nello stomaco , è in fase di accertamento dolore al alluce desto dovuto alle scarpe Antifortunisiche portate per tutta la durata della giornata otto ore , ora inizio avvertire lievi sintomi anche al polso sinistro è piede destro , quasi sempre ho la gamba destra leggermente formicolino dovuto alla sciatica , è per evitare il mal di schiena utilizzando spesso le ginocchia ora ho dolori al esterno è interno ginocchio desto , ora quante sono le probabilità che io possa in qualche modo avere il diritto al cambio mansione oppure riduzione d'orario ad sei ore da otto adesso . sono operaia è lavoro in catena di montaggio. Grazie mille spero di avere qualche dritta su come è cosa posso fare se ho dei diritti di qui avvalermi .
Autore: DOTTORE AMMINISTRATIVO R.GRASSO
16/10/2018 (18:30:22)
BUONASERA. PER IL TUNNEL CARPALE CI SONO BUONE POSSIBILITA' PER IL DANNO BIOLOGICO.APPROFONDISCA.
Rispondi Autore: Cesare Bon
09/03/2017 (13:48:43)
Buongiorno, vorrei sapere se questo referto mi da la possibilità del riconoscimento della malattia professionale. Preciso che svolgo l'attività di operatore socio sanitario, nel reparto di riabilitazione,la RMN recita: bilateralmente, RISALITE LE teste mortali in una condizione di impigement con evidente sofferenza calcistico- degenerativa dei tendini sovrapposti che si presentano assottigliati. Versamento infiammatorio delle borse SAD. Deformazione entesopatica dei trochiti. Tenosinovite extra - articolare dei tendini capo lungo del bicipite bracciale, più marcata a destra. Nei limiti infraspinato e sottoscapolare. Conservati i cercini cartilaginei scapolari. Vorrei aggiungere altresì che mi sono state riscontrare con RMN anche ernie discali,
Rispondi Autore: Enzo Stella
10/04/2017 (11:50:48)
Salve,nei ultimi dieci anni ho cambiato un po di lavori(sempre manuali)tra quali carpentiere,metal meccanico,e dal '13 faccio manutentore meccanica in un acciaieria.nel '15 ho iniziato a sentire dolori alla spalla sinistra.intervento chirurgico nel '16 Tendinopatia del sovraspinato con 2 ancorette +Mumford in artroscopia. Sono in attesa di Rm con mezzo di contrasto per eventuale secondo intervento visto che primo non è andato molto bene. Potrei richiedere la malattia professionale? Grazie
Rispondi Autore: Gaetano giuffrida
01/09/2017 (09:57:19)
Buongiorno volevo qualche informazione sul mio caso, io o avuto 3 interventi di ernia lombosacrale , fra di cui il terzo subito nel 2012 mi anno dovuto mettere dei distanziatori, detta lactonomia, per cui ancora oggi o sofferenza sulla gamba destra, svolgendo ancora oggi a sofferenza lavoro agricolo presso l'Università, per cui posso chiedere la malattia professionale nel mio caso, mi spetta oppure no. Grazie
Rispondi Autore: gennaro del prete
04/10/2018 (20:48:34)
salve a me tre anni fà mi è stato diagnosticato una BPCO in enfisema moderato, da premettere che sono elettricista e sono stato a contatto con polveri cementizie e agenti atmosferici, ho 47 anni con 23 anni di contributi. nel ultimo periodo spesso mi devo fermare per più di una settimana per via del mio problema. la mia domanda è posso avviare una pratica per malattia professionale . Grazie in anticipo Gennaro
Autore: DOTTORE AMMINISTRATIVO R.GRASSO
16/10/2018 (18:23:41)
salve, l'esposizione a polveri di cemento può essere causa di BPCO (cod. inail J44).illimite massimo di inennizzabilità è 6 anni dalla cessazione dell'attività.
Rispondi Autore: Ciobanu Ramona
28/10/2018 (14:39:05)
Buongiorno. Sono operaia in una azienda metalmeccanico. Dopo circa 2 anni di lavoro in quella ditta ho iniziato avere dolori alla schiena dove o scoperto di avere discopatia l5 s1 con ernia discale paramediana sin e conflitto radicolare con l5. Il dottore a quel tempo mi ha dato la cura e altri esami da fare più ginnastica per la schiena dicendomi che come era la crisi (era nel anno 2012) di tenere bene il lavoro che in giro non c'era nulla. Vero che con la cura nel tempo non ho più avuto dolori forti o continuano a lavorare fino a 2015 che sono tornati i dolori più forti. Il dottore del lavoro mi aveva dato limitazioni di non alzare più pesi oltre 7 kg ma il mio responsabile gli ha ignorati e così sono arrivata nel 2016 a fare un intervento alla colonna di stabilizzazione e laminectomia. Secondo lei è una malattia professionale? Grazie
Rispondi Autore: Arianna Odello
29/01/2019 (20:02:11)
Buonasera, sono infermiera, ho contratto le seguenti infezioni polmonari( hemophilus influenzae, staphilococcus areus e pseudomonas aeruginosa) premetto che ho lavorato anche in una subintensiva pneumologica; riscontrate anche con Broncoscopia, pur facendo terapie antibiotiche nn riesco a debellarle. Ho anche Endometriosi 4 stadio da cui ho subito intervento e extrasistolia ventricolare di 2 grado.Il datore di lavoro pur cambiandomi di mansione nn le ha mai denunciate. Volevo sapere se rientrano nell infortunio o malattia professionale ? E come devo comportarmi... grazie infinite
Rispondi Autore: Carlo Napolitano
16/05/2019 (14:19:35)
Buonasera lavoro da 13 anni circa in un cash & Carrey in celle frigo ambiente umido , mi sono ammalato di sinusite in stato avanzato posso avviare la pratica di malattia professionale
Rispondi Autore: Isabella Pegoraro
20/05/2019 (15:47:35)
Salve, Vorrei sapere come è possibile dimostrare che una lesione parziale al tendine sovraspinato da usura, é una conseguenza
dal lavoro, visto che movimento pesi e ha chi devo rivolgermi. Sono in attesa per intervento di artroscopia. Grazie
Rispondi Autore: Paula Diculescu
01/09/2019 (13:46:01)
Lavoro come operatorio socio sanitario. Anno passato,sono caduta durate il lavoro.In questo momento non posso più camminare per il problema dei ginocchi e muscoli. I primi accertamenti parlano da una possibile artrosi o artride reumatoide. Potrai chiedere malattie profesionale?

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