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Rifiuti: un SGSL-R per le aziende dei servizi ambientali e territoriali

Rifiuti: un SGSL-R per le aziende dei servizi ambientali e territoriali
Redazione
 Redazione
 SGSL, MOG, dlgs 231/01
13/10/2014: L’Inail presenta delle linee di indirizzo per un sistema di gestione della salute e della sicurezza dei lavoratori per le aziende dei servizi ambientali e territoriali. Focus sulla fase di pianificazione: lavoro su strada, manutenzione, stress e appalti.
Roma, 13 Ott – Sono diversi anni che l’Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali ( Inail) produce documenti per migliorare la prevenzione nell’ambito delle attività dei Servizi Ambientali con particolare riferimento alla gestione dei servizi di igiene urbana (raccolta, trasporto e  smaltimento rifiuti). Documenti che PuntoSicuro ha presentato, anche recentemente, ad esempio in merito alle misure di prevenzione connesse alle  attività di trattamento di Rifiuti Solidi Urbani (RSU).
 
Un documento Inail, pubblicato nell’aprile del 2012, si è soffermato tuttavia in particolare sui sistemi di gestione della salute e della sicurezza (SGSL) in queste attività con riferimento ad un pregresso accordo – del 21 dicembre 2009 – tra Inail e Federambiente (Federazione Italiana servizi pubblici igiene ambientale), “finalizzato a sperimentare soluzioni pratiche che favoriscano e/o premino le azioni per la prevenzione e contribuiscano a diffondere la cultura della salute e sicurezza”. E il 19 aprile 2010 Federambiente e i sindacati dei lavoratori Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel hanno siglato un accordo per la costituzione di una Fondazione alla quale è stato dato il nome “ Rubes Triva” e per consolidare l’impegno verso la definizione di un modello a tutela della salute e della sicurezza.

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Si è arrivati dunque, attraverso un gruppo di lavoro coordinato dalla Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione (Contarp) dell’ Inail, al documento “Linee di indirizzo SGSL – R. Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza dei Lavoratori per le Aziende dei Servizi Ambientali e Territoriali”.
 
La finalità delle Linee di Indirizzo SGSL-R è proprio quella di fornire “indicazioni operative per strutturare un sistema organico di gestione, inserito nell’operatività aziendale complessiva, utile a pianificare miglioramenti progressivi delle prestazioni nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nelle aziende del settore dei Servizi Ambientali e Territoriali”.
E il punto di partenza imprescindibile da cui si traccia la linea di miglioramento è “rappresentato dall’assoluto rispetto delle leggi in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.
 
L’eventuale adesione volontaria delle aziende alle Linee di Indirizzo riportate nel documento si concretizza dunque nell’implementazione di un Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza sul Lavoro ad esse conforme “proponendosi di:
- ridurre progressivamente incidenti, infortuni e malattie professionali;
- minimizzare i rischi cui possono essere esposti i lavoratori o i terzi;
- contribuire a migliorare la SSL;
- ridurre il rapporto costi / benefici degli interventi di prevenzione;
- migliorare l’immagine aziendale;
- aumentare l’efficienza e le prestazioni delle aziende”.
E come per altri SGSL, anche in questo caso il modello adottato dai SGSL per conseguire il miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza è il ciclo di Deming - ciclo PCDA, articolato secondo le “quattro fasi standard che seguono:
- P - Plan Programmazione;
- D - Do Esecuzione del programma, dapprima in contesti circoscritti;
- C - Check Test e controllo, studio e raccolta dei risultati e dei feedback;
- A - Act Azione per rendere definitivo e/o migliorare il processo”.
Si ricorda nelle premesse del documento che per le imprese che applicheranno le Linee di Indirizzo SGSL-R potranno accedere alle agevolazioni connesse con la riduzione del premio assicurativo INAIL, ai sensi del D.M. 12/12/2000 e delle norme regolamentari connesse.
 
In particolare le Linee di Indirizzo SGSL - R “si articolano in una serie di schede in cui sono descritti i requisiti e le modalità di corretta gestione di specifici processi correlati ed interagenti”.
 
Ci soffermiamo in questo breve articolo di presentazione sulla fase di pianificazione, “un processo mediante il quale sono stabiliti degli obiettivi ed individuati i mezzi necessari per il loro raggiungimento ed il risultato conseguito rispetto a quanto stabilito”. E tutto ciò comporta “l’identificazione dei requisiti, la determinazione di chiari criteri di prestazione, delle azioni da intraprendere, di chi ne sia responsabile, di quando sia da eseguire e con quale risultato. Gli obiettivi chiave da raggiungere mediante l’attività di pianificazione sono identificati sulla base della valutazione dei rischi, degli adempimenti stabiliti dalla normativa applicabile e dal coinvolgimento e consultazione dei lavoratori”.
 
Presentiamo, riguardo al processo di pianificazione, una serie di obiettivi:
- identificazione e gestione delle vigenti disposizioni legislative applicabili: “definizione di una metodologia che consenta il continuo aggiornamento dei documenti relativi alle prescrizioni di legge e alle normative applicabili all’azienda e la gestione dei relativi adempimenti e delle scadenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro. A tale fine, le prescrizioni di legge da considerare sono quelle del quadro legislativo comunitario, nazionale e locale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di analisi e valutazione dei rischi, di prevenzione incendi, di possesso dei requisiti e documenti per l’esercizio della attività. Sono da tenere in debita considerazione anche le leggi relative alla tutela ambientale per gli aspetti gestionali, organizzativi e tecnici sovrapponibili alla tutela dei lavoratori”;
- analisi iniziale, identificazione dei pericoli, valutazione e controllo dei rischi: “analizzare lo svolgimento delle principali attività legate all’igiene urbana, alla raccolta, al trasporto, allo spazzamento, al trattamento, alla valorizzazione ed allo smaltimento di tutte le tipologie di rifiuto e alle bonifiche di discariche e di aree industriali e urbane, degradate e/o dismesse. Identificare tutti i pericoli presenti in azienda e nei luoghi esterni frequentati dagli addetti per lo svolgimento delle proprie mansioni. Individuare e valutare i pericoli e i rischi specifici delle attività sopra dette, intrinsecamente legati alla presenza dei rifiuti stessi e alla loro complessa natura, a prescindere dall’interazione con l’uomo, permanente o occasionale. Individuare le adeguate misure organizzative, tecniche e procedurali, privilegiando le azioni generali e collettive rispetto a quelle individuali, da attuare al fine di prevenire i rischi e proteggere dagli eventuali danni, derivanti dalla concretizzazione del rischio, i dipendenti, gli appaltatori, tutte le persone che accedono alle aree sotto il controllo diretto dell’azienda, inclusi i visitatori e la popolazione. Nello svolgimento delle attività sopra elencate, è opportuno tenere presente che quelle afferenti ai servizi ambientali e territoriali risentono di una grande variabilità e diversità di situazioni che le connotano come ‘non facilmente standardizzabili’, a differenza dei normali processi produttivi del comparto industriale e di buona parte del mondo dei servizi. Definire le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissati”;
- obiettivi e traguardi: “definire le modalità secondo le quali l’azienda fissa i propri obiettivi di miglioramento ed elabora piani operativi e temporali per raggiungerli. Definire gli indicatori relativi al SGSL-R e alla sua funzionalità ed efficacia. Descrivere le modalità di controllo e monitoraggio del SGSL-R”;
- programma del sistema di gestione: “descrivere le modalità secondo le quali l’azienda stabilisce i programmi per conseguire gli obiettivi di miglioramento fissati ed elabora piani specifici per raggiungerli”.
 
In relazione poi all’analisi, identificazione dei pericoli, valutazione e controllo dei rischi il documento si sofferma in particolare su:
- appalti: “individuare e valutare i rischi da interferenza con imprese appaltatrici o lavoratori autonomi all’interno della propria azienda o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima, che sussista o meno la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo”;
- manutenzione: “individuare e valutare i rischi per i lavoratori durante le attività di manutenzione, di ispezione e di pulizia, anche in relazione ai rischi da interferenze”. I risultati attesi sono lo “svolgimento in sicurezza delle operazioni di manutenzione ordinaria, straordinaria e programmata e periodica”;
- lavoro su strada: “individuare, definire e valutare i rischi specifici legati alle attività condotte su strada”. Anche in questo caso i risultati attesi sono lo “svolgimento delle attività in condizioni di sicurezza e di igiene, riduzione dell’impatto delle attività sul territorio, valorizzazione della figura degli operatori ecologici e dell’immagine dell’azienda”;
- stress lavoro correlato: “identificare correttamente i fattori di rischio da stress lavoro-correlato per la totalità dei lavoratori e per gruppi omogenei definiti in funzione dell’organizzazione aziendale. Rilevare e valutare preliminarmente gli indicatori oggettivi, verificabili e numericamente apprezzabili, afferenti quantomeno alle tre seguenti e distinte famiglie: eventi sentinella; fattori di contenuto del lavoro; fattori di contesto lavorativo. Qualora la valutazione preliminare abbia evidenziato l’esistenza di rischio da stress lavoro correlato e gli interventi correttivi adottati si siano rivelati inefficaci, procedere con la fase di valutazione approfondita circa la percezione soggettiva dei lavoratori”.
 
Concludiamo ricordando che per ognuno degli obiettivi individuati sono indicati anche i risultati attesi, la descrizione delle attività, la documentazione di riferimento, i ruoli e le responsabilità.
   
 
L’indice del documento:
 
PREMESSA
1. INTRODUZIONE ALLE LINEE DI INDIRIZZO
1.1 Scopo, campo di applicazione
1.2 Metodo di lavoro
1.3 Termini e definizioni
 
2. REQUISITI E STRUTTURA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA
2.1 Esame iniziale
2.2 Politica
2.3 Manuale del sistema
2.4 Procedure
 
3. PIANIFICAZIONE
3.1 Identificazione e gestione delle vigenti disposizioni legislative applicabili
3.2 Analisi iniziale, identificazione dei pericoli, valutazione e controllo dei rischi
3.2.1 Appalti
3.2.2 Manutenzione
3.2.3 Lavoro su strada
3.2.4 Stress lavoro correlato
3.3 Obiettivi e traguardi
3.4 Programma del sistema di gestione
 
4. ATTUAZIONE ED IMPLEMENTAZIONE
4.1 Formazione, consapevolezza e competenza
4.2 Comunicazione, consultazione, partecipazione e sensibilizzazione di lavoratori ed altre parti interessate
4.3 Documentazione e controllo dei documenti
4.4 Controllo operativo: indicazione di misure e strumenti
4.4.1 Procedure operative
4.4.2 Gestione dei cambiamenti
4.4.3 Gestione degli appalti
4.4.4 Gestione di mezzi, attrezzature, impianti e servizi
4.4.5 Lavoro su strada
4.4.6 Manutenzione
4.4.7 Stress lavoro correlato
4.4.8 Dispositivi di Protezione Individuale e abbigliamento da lavoro
4.4.9 Misure igieniche per personale esposto a rischio biologico
4.4.10 Sorveglianza sanitaria
4.5 Preparazione e risposta alle situazioni di emergenza
 
5. VERIFICA (CONTROLLI ED AZIONI CORRETTIVE)
5.1 Osservazioni e misurazioni
5.2 Infortuni, malattie professionali, incidenti, situazioni pericolose, comportamenti insicuri del personale, non conformità
5.3 Indicatori di stress
5.4 Azioni correttive ed azioni preventive
5.5 Audit e risultati
 
6. RIESAME DELLA DIREZIONE
 
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Glossario ambiente
Approfondimenti
 
 
 
INAIL, Federambiente, Fondazione “Rubes Triva”, “ Linee di indirizzo SGSL – R. Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza dei Lavoratori per le Aziende dei Servizi Ambientali e Territoriali”, versione 2011, pubblicato nel mese di aprile 2012 (formato PDF, 391 kB).
 
 
 
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RTM
 
 

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