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Lavorazione del legno e salute

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Tra le modifiche al D.Lgs 626/1994 introdotte dal D.Lgs 66/2000 compare l’inserimento del “lavoro comportante l'esposizione a polveri di legno duro” tra le attività soggette alle disposizioni del Titolo VII (“Protezione da agenti cancerogeni e mutageni”).
L'esposizione a polveri di legno, secondo autorevoli studi, può infatti determinare nei lavoratori fenomeni irritativi a carico di cute e mucose (dermatiti, bronchiti…), fenomeni di carattere allergico (riniti, asma, …) e manifestazioni tumorali a carico del naso e delle cavità paranasali.

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Per fornire ai soggetti interessati (datori di lavoro, Asl, RLS, medici competenti, SPISAL…) elementi utili ad una efficace applicazione del D.Lgs. 66/2000, il Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle regioni e delle province autonome ha realizzato delle linee guida.

Le linee guida contengono una introduzione relativa alla classificazione dei legni e alle indicazioni applicative del decreto. Seguono tre allegati dedicati rispettivamente a: misure di prevenzione e protezione; campionamento, analisi, valutazione dei risultati; sorveglianza sanitaria.

Una ulteriore elaborazione delle linee guida è stata realizzata dalla Regione Veneto con lo scopo di fornire, oltre alle indicazioni applicative del D.Lgs.66/2000, i seguenti ausili:
-indirizzi sulle misure di prevenzione essenziali per rispondere al dettato della Legge di mantenere il rischio al livello più basso tecnicamente possibile, tenuto conto della realtà regionale, anche ai fini della progettazione di nuove realtà produttive;
- criteri per la misurazione dell’esposizione dei lavoratori, per la valutazione dell’efficacia degli impianti di ventilazione, tenuto conto della strumentazione attualmente diffusa nei Servizi delle Aziende ULSS e presso i Consulenti aziendali;
- indicazioni sulla sorveglianza sanitaria, sull’attività di informazione e formazione dei lavoratori e sulla gestione del Registro degli Esposti.

Linee guida Regioni.
Linee guida Veneto.


 

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