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Carrelli elevatori e rischio di ribaltamento

23/09/2002: Dall'Ispesl le linee guida per l'adeguamento dei carrelli elevatori in riferimento al rischio di perdita accidentale di stabilita'. Disponibili on-line.
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Il Dipartimento Tecnologie di Sicurezza dell'I.S.P.E.S.L. ha recentemente reso disponibili sul proprio sito web le "linee guida per l'adeguamento dei carrelli elevatori in riferimento al rischio di perdita accidentale di stabilità".

Numerosi i soggetti coinvolti nella stesura delle linee guida; del gruppo di lavoro che ha curato la pubblicazione hanno fatto parte esperti provenienti da Ispesl, ministero delle politiche sociali, ministero delle attività produttive, Confindustria, Confartigianato, Confagricoltura, ASL, ASCOMAC, ANIMA.

La realizzazione di queste linee guida nasce dalla considerazione generale che per i carrelli elevatori, come del resto per qualsiasi tipo di veicolo, ''non è possibile parlare di sicurezza assoluta contro il pericolo della perdita di stabilità e delle sue conseguenze (rovesciamento, ribaltamento, rotolamento).''

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Il fabbricante garantisce un grado di stabilità ''accettabile'', ottenuto grazie alle soluzioni costruttive fornite dalla aggiornata normativa di buona tecnica, e alle prove di stabilità che, condotte sul veicolo fermo, simulano in maniera statica quelle che si prevede saranno le situazioni reali maggiormente impegnative per la stabilità del carrello durante il suo uso (inteso come uso corrispondente alle condizioni previste dal fabbricante).

Questo grado di stabilità tuttavia non garantisce la stabilità del veicolo quando le previste condizioni vengono superate o non rispettate.

Rimane cioè un ''pericolo residuo di perdita di stabilità'', quando il carrello elevatore sia utilizzato o si venga a trovare al di fuori delle condizioni di corretta o prevista utilizzazione stabilite dal fabbricante.

Non potendosi quindi del tutto eliminare tale pericolo, nasce la necessità di ridurre al massimo le conseguenze del suo eventuale.

Intendimento delle linee guida realizzate dall'Ispesl è , quindi, quello di guidare l'utilizzatore del carrello elevatore ''nell'individuazione della migliore maniera per ridurre il pericolo di rovesciamento e limitare le conseguenze della perdita di stabilità del carrello dovuta all'azione di quei fattori che accidentalmente possono condurre ad eccedere le condizioni di corretto uso stabilite dall'originario fabbricante.''

Il lavoro costituisce un indirizzo per l'adeguamento al D.Lgs. 4 agosto 1999 n° 359, concernente i requisiti minimi di sicurezza e salute per l'uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori, e deve essere inteso come uno strumento finalizzato a:
-aiutare gli utilizzatori nell'elaborazione della valutazione dei rischi prescritta all'art. 4 comma 1 e 2 D.Lgs. 626/94 così come modificato dal D.Lgs. 242/96;
- consentire agli utilizzatori un agevole riscontro sulla idoneità dei carrelli elevatori al lavoro da svolgere, ai fini della salute e della sicurezza;
- facilitare l'individuazione delle misure tecniche e organizzative adeguate per ridurre al minimo i rischi connessi all'uso di dette attrezzature di lavoro.''

Le soluzioni descritte non escludono la possibilità che soluzioni diverse possano o potranno in futuro offrire un maggiore livello di sicurezza. In tal caso si dovrà provvedere di conseguenza, stante l'obbligo generale e costante di eliminare o comunque ridurre al minimo i rischi in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione.''

Le linee guida "Adeguamento dei carrelli elevatori in riferimento al rischio di perdita accidentale di stabilità" (formato PDF, 3.53 MB).



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