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Pedagogia del rischio: una prevenzione attenta alla persona

20/10/2010: Un’intervista di PuntoSicuro per conoscere gli effetti dell’incontro tra il mondo della prevenzione e le scienze antropologiche. I messaggi sulla prevenzione sono compresi da tutti? Come renderli più efficaci? Quali le strategie migliori per comunicare?
 
Alla Convention “ Ambiente Lavoro” 2010 di Modena si è tenuto il 6 ottobre un seminario -  organizzato dall’ Osservatorio sulla Prevenzione in collaborazione con AUSL di Modena e AUSL di Bologna – dal titolo “Pedagogia del rischio”.
 
Il seminario partiva dal presupposto che in un mondo del lavoro dove si è costantemente in contatto con i lavoratori e le problematiche legate alla loro sicurezza, “non sia più sufficiente occuparci della percezione e rappresentazione del rischio” ma sia necessario “approfondire quelle tematiche proprie dellapedagogia della sicurezza”.
 

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È inusuale vedere utilizzato il termine “pedagogia” nel mondo della prevenzione, meno ancora, quello di “andragogia” (relativo all’apprendimento ed educazione degli adulti).
Per comprendere meglio le potenzialità della pedagogia applicata alla prevenzione, abbiamo rivolto - al termine del seminario -alcune domande al Prof. Gianluca Favero (Docente universitario di Scienze demoetnoantropologiche - Corso di laurea specialistica in tecniche della prevenzione – Università degli studi di Firenze – Agenzia per la formazione di Empoli) e a Carlo Bolzonello (Tecnico della prevenzione - Osservatorio sulla Prevenzione - Coordinatore corso di laurea all’Università di Udine e Trieste).
 
È possibile una chiave antropologica, attenta alla persona umana, nel lavoro sulla prevenzione? Che funzione ha l’ Osservatorio sulla prevenzione? I messaggi sulla prevenzione sono compresi da tutti? Come è possibile renderli efficaci? Quali le strategie migliori per comunicare?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto

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