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Factsheet 93: come promuovere la salute nei luoghi di lavoro

01/09/2010: La promozione della salute nei luoghi di lavoro è conveniente per le aziende. Le misure organizzative, le misure individuali, le modifiche dell’ambiente di lavoro. Le quattro fasi di attuazione.
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Garantire la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro può non essere sufficiente per una corretta gestione aziendale: è necessario mettere in pratica idonee misure di promozione della salute nei luoghi di lavoro (PSL).
Anche il Decreto legislativo 81/2008 già nelle definizioni (art. 2) fa riferimento ad un sistema di promozione della salute e sicurezza, inteso come quel “complesso dei soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori”.

Su questo tema l’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) - che aveva già dedicato alla promozione della salute alcune pagine del sito - ha pubblicato alcuni documenti informativi rivolti ai datori di lavoro e ai lavoratori.


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Nel “Factsheet 93 - Promozione della salute nei luoghi di lavoro — Per i datori di lavoro”, si ricorda che la PSL è il “risultato degli sforzi congiunti dei datori di lavoro, dei lavoratori e della società volti a migliorare la salute e il benessere nei luoghi di lavoro”. Alla promozione della salute contribuiscono il miglioramento dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di lavoro, l’incoraggiamento del personale a partecipare ad attività salutari, la promozione di scelte sane e l’incoraggiamento alla crescita personale.

Tra le possibili misure di promozione – a cui abbiamo già accennato in un precedente articolo - si possono annoverare misure di tipo organizzativo, misure di modifica dell’ambiente di lavoro e misure individuali. Ad esempio:
- “offrire flessibilità in termini di orari e luoghi di lavoro;
- favorire la partecipazione dei lavoratori al miglioramento dell’organizzazione del loro lavoro e del loro ambiente lavorativo;
- mettere a disposizione dei lavoratori opportunità di apprendimento permanente”;
- “fornire spazi di socializzazione;
- vietare completamente il fumo;
- offrire un ambiente di lavoro che promuova il benessere psicosociale”;
- proporre e finanziare attività ed eventi sportivi;
- incoraggiare un’alimentazione sana;
- offrire programmi per smettere di fumare;
- sostenere il benessere mentale, ad esempio attraverso consulenze esterne di tipo psicosociale in forma anonima e sedute per combattere lo stress”.

Investire nella promozione della salute è decisamente conveniente per le aziende: “un’organizzazione di successo si basa su lavoratori sani che lavorano in un ambiente favorevole”.
Migliorare il benessere e la salute dei lavoratori può “ridurre l’assenteismo, aumentare la motivazione, accrescere la produttività, facilitare le assunzioni, ridurre il ricambio di personale, promuovere un’immagine positiva e attenta ai bisogni del personale”. Le ricerche europee dimostrano che “per ogni euro investito nella PSL si ottiene un rendimento compreso tra 2,5 e 4,8 euro per la riduzione dei costi legati al tasso di assenteismo”.

Vediamo come è possibile attuare la PSL.
Ricordando che uno degli aspetti più importanti per portare a termine con successo le attività di PSL è rappresentato dall’impegno continuo di tutti i soggetti coinvolti e che non esiste un modello standard di PSL, il documento riporta quattro elementi chiave, quattro fasi di attuazione.

Prima fase, la preparazione:
- “creare una task force responsabile della pianificazione e dell’attuazione del programma di PSL” (dovrebbe coinvolgere dirigenza, comitato del personale, dipartimento risorse umane, servizi per la sicurezza e la salute sul lavoro);
- “informare tutti del programma di PSL mediante diversi mezzi di comunicazione, quali manifesti, avvisi, intranet e incontri;
- verificare la conformità agli obblighi normativi in materia di sicurezza e salute sul lavoro.  La PSL è efficace solo se si gestiscono in modo efficace i rischi professionali”.

Seconda fase, la pianificazione:
- “valutare le esigenze. È possibile sfruttare al massimo l’efficacia di un programma di PSL valutando attentamente le esigenze e le aspettative dei lavoratori”. Per valutare le esigenze è possibile organizzare gruppi tematici, condurre indagini mediante questionari, inserire domande relative a salute e benessere in un sondaggio sulla valutazione dei rischi, analizzare i dati a disposizione (statistiche aziendali, assenteismo,…);
- “definire le priorità. Individuare gli obiettivi specifici del programma di PSL e stabilire le priorità”. Gli obiettivi possono includere il miglioramento dell’equilibrio tra vita professionale e vita privata, la riduzione dei disturbi muscolo-scheletrici, la promozione di uno stile di vita sano;
- “stabilire un collegamento con le attività di prevenzione dei rischi”;
- integrare le attività già esistenti e di successo all’interno del programma di PSL;
- “attuare un programma coordinato invece di avviare diverse iniziative separate tra loro;
- coinvolgere organizzazioni intermediarie, se necessario, e approfittare di ogni offerta, materiale o iniziativa”. Ad esempio la riduzione dei premi assicurativi alle aziende che attuano programmi di PSL;
- “dare le stesse opportunità a tutti i lavoratori evitando disuguaglianze, ad esempio non tenendo in considerazione gli orari di tutti i lavoratori”;
- “considerare una valutazione dei risultati prima di avviare il processo”: monitorare i segnali di successo o di fallimento per valutare e, se necessario, migliorare il programma.
 
Terza fase, la realizzazione:
- “ottenere un sostegno attivo e visibile da parte dell’alta dirigenza, dei quadri intermedi e subalterni;
- “coinvolgere il più possibile i lavoratori”. Gli incentivi possono comprendere “incentivi finanziari e contributi per coprire i costi di attività sociali o sportive esterne, tempo libero per partecipare alle iniziative e concorsi e premi a riconoscimento della partecipazione ai programmi di PSL”.
- “adeguare i materiali ai destinatari”.

Quarta fase, la valutazione e attuazione continua:
 - “analizzare l’impatto del programma di PSL” (sulla soddisfazione del personale, sui principali fattori economici,…);
- “valutare i vantaggi finanziari del programma di PSL;
- comunicare i risultati della valutazione: informare il personale dei successi ottenuti e delle modifiche previste per il futuro;
- continuare a pianificare e a migliorare le attività: una PSL valida è un processo continuo;
- comprendere in modo approfondito i risultati della valutazione per pianificare le azioni future”.

Il documento dell’Agenzia europea si conclude ricordando che non solo “non ha senso attuare un programma di PSL senza offrire, allo stesso tempo, un ambiente lavorativo sano e sicuro”,
ma la promozione della salute nei luoghi di lavoro è efficace solo se “costituisce un elemento stabile di tutti i processi organizzativi”.




EU-OSHA, “Factsheet 93 - Promozione della salute nei luoghi di lavoro — Per i datori di lavoro”  (formato PDF, 88 kB).





Tiziano Menduto


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