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Rilascio accidentale di sostanze pericolose: come gestire l’emergenza

Rilascio accidentale di sostanze pericolose: come gestire l’emergenza
14/07/2015: Durante il trasporto di merci pericolose potrebbe verificarsi il rilascio accidentale di prodotti e sostanze: quali possono essere le cause? Come prevenirle? Quali procedure mettere in atto? Quali controlli fare per riconoscere eventuali anomalie?
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Roma, 14 Lug – Una situazione di emergenza che potrebbe verificarsi durante il trasporto di merci pericolose, con conseguenze per la sicurezza e salute degli addetti, è correlata al rilascio accidentale di prodotti e sostanze; rilascio dovuto, ad esempio, alla corrosione o ad anomalie del contenitore o dell’imballaggio. Dunque è necessario che gli addetti al trasporto conoscano i comportamenti adeguati da mettere in atto per la prevenzione e la gestione di questa tipologia di emergenza.

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Per affrontare l’argomento consultiamo la pubblicazione Inail “ Movimentazione merci pericolose. Carico, scarico, facchinaggio di merci e materiali. Manuale sulla sicurezza destinato agli addetti al carico, scarico, facchinaggio di merci e materiali pericolosi”, realizzata dalla Direzione Centrale Prevenzione dell’Inail in collaborazione con Parsifal Srl. Una pubblicazione che si sofferma sulla movimentazione di merci e materiali pericolosi, intesi come “agenti chimici (sostanze o miscele) classificati ed etichettati come tali in conformità alla normativa vigente (ADR 2011, Regolamento CLP-GHS, REACH)” e riporta precise informazioni, nella quarta parte del documento, sul comportamento da tenere in caso di emergenze legate alla movimentazione.
 
Il documento Inail ricorda innanzitutto che il rilascio di merci pericolose può essere originato da diverse cause, sia interne che esterne. Ad esempio “un recipiente, un contenitore, un imballaggio possono perdere, trafilare o corrodersi, indi rilasciare il contenuto all’esterno. Spesso, la perdita può essere inizialmente limitata, e un intervento sollecito può evitare evoluzioni massicce”.
Ma non bisogna dimenticare che “la perdita di contenimento, con rilascio in ambiente esterno, può essere determinata anche da altre cause, quali: urto, incidente, collisione, caduta o inforcamento accidentale durante la movimentazione”. E una causa molto pericolosa di rilascio “può essere un incendio, il quale può esercitare effetti contemporanei e catastrofici: indebolire o bruciare i contenitori e gli imballaggi, far esplodere i contenitori chiusi per effetto dell’aumento di pressione interna; le sostanze pericolose che fuoriescono possono a loro volta alimentare l’incendio, se infiammabili, combustibili o comburenti”.
A volte anche eventi meteorologici estremi (piogge, inondazioni, ...) possono “determinare la fuoriuscita di materiali pericolosi”.
 
La prima cosa da fare, nella gestione del rischio di rilascio, è quella di adottare tutte le possibili misure di prevenzione spesso costituite da corrette modalità di immagazzinamento e stoccaggio. In questo senso ad esempio:
- “gli inforcamenti e le cadute possono essere diminuiti mediante la formazione degli addetti e l’adozione di apposite attrezzature a pinza per i fusti;
- i rovesciamenti di bancali, invece, controllandone l’integrità, migliorando i carrelli e gli spazi e aumentando la formazione degli operatori;
- le cadute dagli scaffali, infine, migliorando le procedure di magazzinaggio, modificando in certi casi gli scaffali e, anche in questo caso, aumentando la formazione”.
 
Come comportarsi in caso di rilascio accidentale?
Il documento sottolinea che in caso di rilascio accidentale di merce pericolosa, “è necessario intervenire prontamente! Ogni ritardo o sottovalutazione possono contribuire all’aggravamento delle conseguenze”. E bisogna ricordare che se “le informazioni contenute nella scheda dati di sicurezza del prodotto rilasciato possono aiutare alla gestione in sicurezza degli eventi”, occorre tuttavia “integrare le istruzioni e le informazioni specifiche con le procedure di sicurezza e con i piani di emergenza aziendali”.
Infatti è necessario “allertare i responsabili e operare secondo la procedura di recupero o bonifica aziendale, in altre parole attivare il piano di emergenza”.
 
Il documento riporta poi una successione di comportamenti da attuare in caso di rilascio accidentale:
 
- identificare la sostanza/miscela e i pericoli: “quando si verifica il rilascio di una sostanza (o miscela) pericolosa, occorre in primo luogo identificarla e identificare i pericoli a essa associati. Un’identificazione errata può determinare interventi non corretti o controproducenti, o indurre ad azioni non necessarie. Oltre a quanto indicato sull’etichetta, sulla targa identificativa o nella segnaletica predisposta localmente, le specifiche sezioni 1 e 2 della scheda dati di sicurezza forniscono un valido aiuto. Nella sezione 9 (proprietà fisiche e chimiche), sono reperibili ulteriori informazioni sulla sostanza/miscela”;
 
- adottare strumenti e dispositivi di protezione adeguati: “nella sezione 8 della SDS sono indicati, con il loro riferimento, eventuali parametri specifici di controllo (valori limite di soglia o TLV, indicatori biologici di esposizione o IBE) e le informazioni in merito ai procedimenti di controllo, indicandone i riferimenti. Nel caso in cui occorra una protezione individuale, sono indicati i DPI e il tipo di equipaggiamento in grado di fornire un’adeguata protezione”. Ad esempio: protezione delle vie respiratorie (“in caso di gas, vapori o polveri pericolosi, attrezzature quali autorespiratori, maschere con filtri adatti”), protezione delle mani (“tipo di guanti da indossare durante la manipolazione del prodotto, con eventuali accorgimenti supplementari per la protezione delle mani”), protezione degli occhi (“tipo di dispositivo richiesto per la protezione degli occhi, quali occhiali, visiera o schermo facciale”), protezione della pelle: ove non si tratti delle mani (“grembiule, stivali, indumenti protettivi completi”). Sono poi “indicate altresì eventuali misure di igiene particolari e, ove necessario, il riferimento alle relative Norme tecniche”;
 
- utilizzare metodi e sistemi consoni per la gestione del rilascio: “nella sezione 6 della SDS, sono indicate le misure in caso di fuoriuscita accidentale. A seconda della sostanza/miscela in questione, possono essere fornite informazioni in merito alle seguenti precauzioni: precauzioni individuali (necessità di rimozione delle fonti di ignizione, predisposizione di un’adeguata ventilazione o di una protezione respiratoria, metodi di lotta contro le polveri, prevenzione del contatto con la pelle/occhi); precauzioni ambientali (tenere il prodotto lontano da scarichi, acque di superficie e sotterranee e suolo, eventuale necessità di dare l’allarme al vicinato)”; metodi di pulizia (uso di materiale assorbente, “riduzione di gas/fumi sviluppatisi mediante lavaggio con acqua o diluizione)”. È poi utile anche consultare la sezione 16 “Altre informazioni” che riporta altri dati che potrebbero essere rilevanti per la salute, la sicurezza e l’ambiente;
 
- smaltire correttamente:  “nella sezione 13 della SDS sono riportate le considerazioni generali qualora lo smaltimento della sostanza/miscela comporti un rischio, con una descrizione dei residui e l’informazione sulla loro manipolazione - sotto l’aspetto della sicurezza - e i metodi di smaltimento idonei, compresi quelli per i contenitori contaminati (incenerimento, riciclaggio, conferimento in discarica…). È necessario rispettare le norme sulla gestione dei rifiuti speciali - pericolosi o meno - secondo il tipo di materia. Anche i mezzi assorbenti eventualmente utilizzati, i recipienti residui, i dispositivi di protezione contaminati, devono essere smaltiti correttamente”;
 
- le conseguenze per l’ambiente: il documento sottolinea che le conseguenze del rilascio di una sostanza/miscela nell’ambiente “possono essere anche rilevanti; esse sono riportate nella sezione 12 della SDS “Informazioni ecologiche”, nella quale sono descritti: gli effetti, il comportamento e la trasformazione nell’ambiente, a seconda della natura del prodotto e degli usi ragionevolmente prevedibili”.
 
Concludiamo questo breve articolo sul rilascio accidentale di sostanze pericolose, ricordando che il documento riporta poi diverse informazioni anche sull’eventuale presenza di anomalie sui colli.
In questo senso si sottolinea che la verifica preliminare dell’aspetto esterno dei colli contenenti prodotti pericolosi è un’importante misura di prevenzione - anche per evitare un eventuale rilascio di sostanze - che gli addetti al trasporto devono adottare sistematicamente.
In conclusione si “possono movimentare in sicurezza solamente colli integri, provvisti di adeguata etichettatura e per il cui contenuto sia disponibile la scheda dati di sicurezza (SDS)”. E “la presenza di deformazioni e altri sintomi di danno meccanico visibile, sgocciolamenti, fumi o vapori, odori o rumori anomali, rendono pericoloso il maneggio del collo. Queste situazioni devono essere gestire in accordo alle procedure aziendali per le emergenze”.
 
 
 
 
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RTM
 
 
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