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Lavanderie in sicurezza: rischio chimico e rischio macchina

Lavanderie in sicurezza: rischio chimico e rischio macchina
05/12/2016: Sicurezza sul lavoro e tutela della salute nella manutenzione dei tessili con riferimento specifico a lavanderie e lavasecco. Focus sulla fase di lavaggio, pulitura e smacchiatura e sulla manipolazione delle sostanze pericolose.

Lucerna, 05 Dic – Nel mondo delle lavanderie, nel settore della manutenzione dei tessili, sono diversi i rischi per la salute e la sicurezza gli operatori e, nelle scorse settimane, ne abbiamo parlato presentando il documento “ Sicurezza sul lavoro e tutela della salute. Manutenzione dei tessili. Lavanderie. Lavasecco. Imprese affini”, elaborato in Svizzera dalla Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro (CFSL).

 

Oggi torniamo a soffermarci su questa pubblicazione con particolare riferimento a due rischi, il rischio macchina e il rischio chimico, e alla fase di “lavaggio, pulitura e smacchiatura”.   



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Riguardo a questa fase il documento indica che “quando si utilizzano macchine lavatrici e lavasecco bisogna prestare molta attenzione e non essere frettolosi”. 

Infatti “le parti delle macchine in movimento, le superfici surriscaldate e i vari prodotti utilizzati comportano dei rischi per la salute che non vanno assolutamente sottovalutati”. E i dispositivi di sicurezza “non devono essere in alcun caso disattivati o manipolati”. 

Inoltre:

- “le installazioni elettriche negli ambienti umidi rappresentano un pericolo particolare;

- le pistole smacchiatrici e le pistole a spruzzo elettriche creano forti getti di vapore o aria compressa”. 

E si richiede “particolare cautela per evitare le ustioni dovute ai getti di vapore o danni alla salute causati da prodotti smacchianti nocivi”. 

Il documento offre poi informazioni sull’acquisto di macchine nuove, sull’importanza di seguire le istruzioni per l’uso e la manutenzione, sull’aggiornamento/sostituzione delle installazioni poco sicure, sul fattore umano e l’importanza di avere e rispettare istruzioni e regole, anche relative ai dispositivi di protezione individuale.  

 

Passiamo ora ad alcuni suggerimenti per l’uso sicuro di lavatrici, lavacentrifughe e macchine wet cleaning:

- “controllare periodicamente lo stato e l’ermeticità dei tubi di afflusso dei prodotti chimici e, se necessario, sostituirli;

- attenersi alle istruzioni di lavoro; agire con prudenza durante le operazioni di carico e scarico della macchina;

- controllare periodicamente il meccanismo di bloccaggio degli sportelli di carico. segnalare i difetti delle macchine ed eliminarli;

- utilizzare i dispositivi di protezione individuale in base alla scheda di sicurezza”.  

 

Per le linee di lavaggio (lavacontinua):

- “avvitare saldamente le protezioni laterali;

- mettere in sicurezza i punti pericolosi”.  

 

E per le macchine per idroestrazione (presse):

- “mettere in sicurezza la zona degli accessi;

- pulire periodicamente la macchina;

- per eseguire la manutenzione, posizionare dei puntelli di sicurezza sotto la campana”. 

 

Veniamo alle macchine lavasecco:

- “attenersi alle istruzioni di lavoro; agire con prudenza durante le operazioni di carico e scarico della macchina;

- controllare periodicamente lo stato e l’ermeticità dei tubi di afflusso dei prodotti chimici e, se necessario, sostituirli;

- per quanto riguarda la manipolazione dei prodotti chimici rispettare le indicazioni riportate sulle schede di sicurezza”.  

 

Il documento, riguardo a questa fase di lavoro, si sofferma poi anche su altre attrezzature di lavoro: nastri trasportatori sopraelevati, essiccatori (tumbler), unità di dosaggio/ alimentatore di detersivi, trasportatori continui, tavoli di smacchiatura, …

 

Un capitolo del documento è poi riservato alle sostanze pericolose.  

 

Infatti è evidente che manipolare in maniera impropria sostanze pericolose “può nuocere alla salute”. In particolare la penetrazione di una sostanza nel corpo umano “avviene solitamente attraverso le vie respiratorie, per via dermica e gastrointestinale. In tutti i casi, queste sostanze possono danneggiare gli organi ed essere la causa di varie patologie”. 

Bisogna accertarsi che i dipendenti “siano informati sui potenziali pericoli per la salute e adottino le necessarie misure di protezione”, misure che sono “indicate nelle schede di sicurezza delle sostanze utilizzate”. 

Inoltre i dispositivi di protezione individuale e i dispositivi tecnici “vanno sempre utilizzati, anche in caso di breve contatto con tali sostanze, e devono essere sottoposti a manutenzione periodica”. 

Si ricorda poi che una particolare cautela è “richiesta nell’utilizzo dei solventi (percloroetilene, n-paraffine, isoparaffine, acetone, n-esano, ecc.) o di prodotti a base di solventi (tinture per pellami, ecc.). Durante la smacchiatura e i lavori di finissaggio, un uso improprio può infatti comportare eccessive emissioni con effetti pericolosi per salute umana e dell’ambiente”. 

 

Riportiamo ora i suggerimenti relativi alla manipolazione di sostanze pericolose:

- “sostituire le sostanze pericolose per quanto possibile con prodotti meno pericolosi;

- acquistare solo il quantitativo necessario;

- richiedere al fornitore le schede di sicurezza per ogni prodotto chimico;

- acquistare solo prodotti etichettati secondo l’attuale sistema GHS (Globally Harmonized System);

- rispettare le misure di protezione contro le esplosioni e prevedere una compartimentazione. evitare le fonti di innesco;

- garantire una ventilazione adeguata;

- aspirare i vapori di solventi a un’altezza non superiore a 10 cm dal pavimento;

- tenere sul posto di lavoro solo la quantità necessaria per il fabbisogno giornaliero e, terminato il lavoro, conservare i prodotti in armadi chiusi a chiave a prova di incendio;

- stabilire le regole per una corretta manipolazione delle sostanze pericolose: definire una persona di riferimento; permettere l’accesso alle sostanze pericolose solo alle persone autorizzate; evitare il contatto con pelle e occhi; non inalare i vapori; mettere a disposizione adeguati dispositivi di protezione individuale (guanti impermeabili resistenti agli acidi, occhiali di protezione, grembiuli e, se necessario, apparecchi per la protezione delle vie respiratorie); mettere a disposizione docce oculari; applicare e rispettare i simboli di pericolo, divieto e obbligo (ad es.  ‘Vietato fumare’, ‘Attenzione; materiale infiammabile’); predisporre misure di primo soccorso adeguate in caso di emergenza e assicurarsi che siano applicate; installare nei luoghi opportuni i pannelli ‘Misure da prendere in caso di avvelenamento e causticazioni’ con i numeri di emergenza;

- rendere accessibili le schede di sicurezza a tutti gli utilizzatori e rispettarne il contenuto;

-  informare il personale sui possibili pericoli legati all’utilizzo di sostanze pericolose e ripetere tali istruzioni a seconda delle esigenze. Documentare le formazioni e le istruzioni impartite;

- misure da rispettare soprattutto durante il travaso di sostanze pericolose: etichettare correttamente i contenitori; conservare le sostanze nell’imballaggio originale, mai usare recipienti per alimenti; evitare le cariche elettrostatiche mettendo a terra i contenitori; utilizzare i dispositivi di protezione individuale”. 

 

Concludiamo ricordando che il documento, riguardo alle sostanze pericolose, si conclude con dettagliate indicazioni su: stoccaggio delle sostanze, pulizia di tessuti, pellami, pellicce e tappeti con solventi; smaltimento.

 

 

 

N.B.: I riferimenti legislativi e i dati sugli infortuni contenuti nel documento originale riguardano la realtà svizzera, ma i suggerimenti indicati sono comunque utili per tutti i lavoratori.

 

 

Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro, “Sicurezza sul lavoro e tutela della salute. Manutenzione dei tessili. Lavanderie. Lavasecco. Imprese affini”, a cura di Hans Näf, Roman Bongni, Heidi Bucheli, Thomas Hilfiker, Paul Keller, Dario Mordasini, Melanie Saner (formato PDF, 2.58 MB).

 

 

Tiziano Menduto



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