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La sicurezza nella cantieristica da diporto in vetroresina

10/07/2009: Nel progetto “Impresa Sicura” sono presenti molti materiali per la prevenzione degli infortuni nel comparto della cantieristica navale. I rischi del comparto relativi alla costruzione dello scafo in vetroresina e all’allestimento dell’imbarcazione.
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Abbiamo presentato nei giorni scorsi il progetto multimediale “Impresa Sicura”, un progetto nato per favorire la prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro e elaborato da un ampio ventaglio di enti e associazioni (EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna, INAIL  Marche e Emilia Romagna,…).
 

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Dopo aver presentato la parte dedicata al comparto metalmeccanico, presentiamo ora la parte relativa alla cantieristica navale e alla costruzione di imbarcazioni da diporto in vetroresina, recentemente pubblicata.
Come per il comparto metalmeccanico anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un vero e proprio manuale di comparto usufruibile tramite cd-rom o tramite internet (attraverso una registrazione preliminare gratuita al sito).
 
Nell’introduzione si indica che negli ambienti di lavoro della cantieristica da diporto in vetroresina, “esistono numerose situazioni di pericolo che, in particolari casi, possono dare luogo a veri e propri rischi con conseguenze anche gravi per la salute”.
In particolare devono essere presi in considerazione i rischi:
- legati alla sicurezza di macchine, apparecchiature, ponteggi, ambiente e locali di lavoro;
- di natura igienico-ambientale legati alla presenza di fattori chimici (polveri, fumi, gas e sostanze chimiche in generale, prendendole in considerazione sia come materie prime che come prodotti di trasformazione), fisici (rumore, vibrazioni, ecc.);
- di natura organizzativa (ritmi usuranti, turni di lavoro stressanti);
- di natura ergonomica legati alle posizioni di lavoro (movimentazione manuale dei carichi, posture incongrue, movimenti ripetitivi, uso eccessivo di forza).
 
Il comparto della cantieristica navale da diporto comprende essenzialmente due fasi lavorative:
- la costruzione dello scafo in vetroresina;
- l’allestimento dell’imbarcazione.
Nelle aziende del settore, che sono generalmente di piccola-media grandezza, al rischio infortunistico, “dovuto principalmente all’utilizzo di macchine ed utensili meccanici (seghe, mole, trapani avvitatori, ecc.) e al lavoro in quota (spesso non adeguatamente protetto), si possono aggiungere, a seconda delle fasi lavorative, rischi di esposizione a:
- vapori di resine e vernici;
- inalazione di Fibre di Vetro (FdV);
- vibrazioni meccaniche (che interessano sia il segmento mano-braccio, come gli utensili portatili, che il corpo intero, tramite utilizzo di carrelli elevatori);
- movimentazione manuale dei carichi;
- sovraccarico biomeccanico degli arti superiori;
- polveri di legno duro”.
 
È evidente l’aumento dei rischi per i lavoratori in presenza di “macchine per cui non vengono utilizzati o vengono bypassati gli apprestamenti antinfortunistici”, del “mancato allestimento conforme alla normativa di ponteggi metallici fissi previsti per i lavori in quota” e dall’assenza di “misure di prevenzione nelle lavorazioni a rischio (aspirazioni in resinatura e verniciatura)”.
Nei materiali resi disponibili si ricorda che dai “dati dell’INAIL risulta che le macchine per lavorazioni cantieristiche con cui accadono più frequentemente infortuni sono i trapani avvitatori, le mole ed i macchinari per la lavorazione dei legno”.
Inoltre numerosi e gravi sono gli infortuni che “avvengono nel montaggio o nell’installazione delle parti prodotte (lavori in altezza senza i necessari apprestamenti di sicurezza)”.
 
Nel progetto “Impresa Sicura” dedicato alla cantieristica navale si possono trovare capitoli e materiali dedicati:
 
- ai rischi generici e del comparto;
- alla formazione;
- alla costruzione dello scafo in vetroresina (costruzione del modello, costruzione stampi, costruzione manufatto, assemblaggio manufatti);
- all’allestimento imbarcazione (sistema di propulsione, impianti elettrici, impianti tecnologici, coibentazioni, arredamenti, rifiniture);
- alla sicurezza generale delle macchine;
- alla sicurezza degli apparecchi di sollevamento e mezzi di trasporto;
- alla sicurezza generale, coordinamento e organizzazione (ad esempio in relazione agli appalti);
- ai rischi specifici (rumore, vibrazioni, rischio chimico);
- agli impianti di ventilazione e aspirazione localizzata;
- alla movimentazione manuale dei carichi;
- al sovraccarico biomeccanico degli arti superiori;
- agli ambienti di lavoro (illuminazione, microclima, atmosfere esplosive, …);
- alle emergenze (norme antincendio, segnaletica);
- agli aspetti sanitari (sorveglianza sanitaria, primo soccorso, lavoratori minorenni e lavoratrici madri).
 
 
L’indirizzo del sito “Impresa Sicura”.
 
L’indirizzo per registrarsi e poter consultare i materiali.
  
 
Tiziano Menduto



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