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Il rischio asfissia nei lavori all'interno di cisterne

Redazione
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 Edilizia
11/12/2001: Ancora due vittime dell'imprudenza in un cantiere veneto.
Il rischio asfissia nei lavori all'interno di cisterne miete ancora due vittime: vittime dell'imprudenza e della mancanza di prevenzione.
L'infortunio è accaduto giovedì 6 dicembre in un cantiere edile della zona industriale di Vicenza in cui si stanno effettuando i lavori per la costruzione del nuovo stabilimento delle industria farmaceutica "Zanbon".
Le vittime sono dipendenti di una azienda che ha in appalto l'installazione di alcuni impianti.

La dinamica è quella classica di questo tipo di incidenti: un primo operaio si è sentito male all'interno di una cisterna in cui c'erano residui di azoto gassoso.
In questo, caso la causa del malore è stata probabilmente la insufficiente percentuale di ossigeno nell'aria causata dalla presenza dell'azoto (gas inodore e incolore, normalmente utilizzato proprio per mantenere basso il livello di ossigeno a fini antincendio).
Il secondo operaio è si è calato in soccorso del primo rimanendo anch'esso asfissiato.
Anche un terzo operaio intervenuto nella cisterna è riuscito a stento a risalire e ad avvertire i soccorsi.

Questo incidente obbliga a ricordare ancora una volta le corrette procedure per i lavori in cisterne o tubazioni. Innanzitutto è necessario accertarsi sempre con l'apposita strumentazione della qualità dell'aria all'interno del luogo in cui si deve operare. I rischi sono sia di trovare atmosfere infiammabili (vapori di benzina, ecc.) sia, come in questo caso, di non trovare la sufficiente quantità di ossigeno.

Tutto questo è di fondamentale importanza propio perchè, in caso di infortunio, non è purtroppo possibile intervenire per salvare la persona intrappolata se non si dispone di un equipaggiamento adeguato (autorespiratore, maschera antigas, ecc.).
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