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8,5 milioni di euro per la sicurezza dei cantieri autostradali toscani

Redazione
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 Edilizia
15/01/2004: Firmato un protocollo tra Regione Toscana e Autostrade spa. Azioni di prevenzione sull'esempio dell'esperienza TAV.
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L’adeguamento autostradale della A1 Milano-Napoli, nel tratto toscano tra Sasso Marconi e Incisa, avverà all’insegna della sicurezza.
Lo sostiene la Regione Toscana che ha firmato con Autostrade per l’Italia spa, “per la definizione degli interventi di minimizzazione dell’accresciuta domanda di servizi nel settore sanitario e sociale durante la fase di realizzazione dei lavori”.

Il protocollo persegue principalmente tre obiettivi: prevenire gli infortuni, intervenire con la massima tempestività nel caso che questi avvengano, garantire ai circa 1.500 addetti, che da qui al 2009 lavoreranno in questi cantieri, la stessa assistenza sanitaria di cui godono i cittadini toscani.
“Vogliamo assicurare a tutti i lavoratori impegnati nella realizzazione dell’opera – ha detto l’assessore Enrico Rossi – le condizioni migliori per la sicurezza e la salute, la stessa assistenza sanitaria che garantiamo ai toscani, e un soccorso sanitario qualificato nel tempo massimo di 20 minuti, come previsto per tutti i cittadini della nostra regione”.

In base all’accordo, per la copertura dei maggiori oneri indotti sul Servizio sanitario regionale dalla presenza dei cantieri (servizi di prevenzione, potenziamento del sistema 118, elisoccorso, formazione ...), Autostrade per l’Italia darà un contributo complessivo di 8.500.000 euro, che verranno corrisposti direttamente alla Azienda Usl di Firenze, che erogherà le prestazioni. La rata per il 2004 è di 1.416.667 euro.

Nella realizzazione del tratto autostradale in questione. la parte più rischiosa è quella nel tratto appenninico, la cosiddetta Variante di valico.
I rischi, dicono i tecnici, sono legati soprattutto a lavorazioni in galleria e, in particolare a ingente movimentazione di materiali in spazi ristretti e con macchine di grandi dimensioni; uso di esplosivi; possibile presenza di gas; possibili cedimenti strutturali e distacchi di materiale dalle pareti e dalla volta; possibili scaturigini d’acqua; presenza di impianti di aria compressa ed elettrici in ambienti umidi; continuo passaggio di automezzi; presenza di fumi, vapori, gas e polveri; esposizione a rumori e vibrazioni.

Questo intervento presenta molte analogie con la realizzazione della tratta ferroviaria dell’Alta Velocità Firenze-Bologna.
Per questo le linee di azione di prevenzione e sicurezza che saranno messe in atto sono state mutuate proprio da quell’esperienza.
Riguardo all’andamento infortunistico dei cantieri TAV, la Regione ritiene che si siano ottenuti risultati migliori delle previsioni. Previsioni assai pessimistiche, facile quindi ottenere esiti migliori…
“Le previsioni effettuate dagli esperti prima dell’avvio dei lavori dell’Alta Velocità parlavano di un infortunio mortale per ogni chilometro di galleria realizzato. Altre esperienze europee autorizzavano previsioni di un infortunio mortale ogni 3 chilometri di galleria. Oggi, al 73% dell’opera, con 78 chilometri realizzati, di cui 73 in galleria (pari a circa il 90%), gli infortuni mortali verificatisi nelle gallerie nei versanti toscano e romagnolo sono stati 3."
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