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RSPP: i crediti formativi e la formazione

Rocco Vitale
 Rocco Vitale
 RSPP, ASPP
30/04/2012: Una interrogazione parlamentare per abolire gli abusi ed una proposta di semplificazione. A cura di Rocco Vitale.
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Brescia, 30 Apr - Abbiamo toccato il fondo. Crediti formativi per 10 ore, rilasciati a 500 persone, per convegni che nel programma risultano di 8 ore. E quando mai si svolgono 8 ore piene e partecipate ad un convegno! Tra saluti, pause, coffee break, presentazioni e ringraziamenti il tutto si riduce, quando va bene, a poco più di 6 ore. Per non parlare dei contenuti e dei relatori: ciascuno libero di dire quello che vuole senza coordinamento ed un filo conduttore. In questi convegni vi è di tutto: bravi docenti, formatori, funzionari pubblici, rappresentanti di aziende private, venditori di prodotti, aziende di certificazione, e via di seguito.
 
Il fenomeno di concedere crediti formativi gratuiti, o semigratuiti, ai convegni è ormai divenuto uno scandalo e bene ha fatto la CIIP (Consulta Italiana Interassociativa per la Prevenzione, che rappresenta le 15 maggiori associazioni scientifiche ) a farsi promotrice di una interpellanza che è stata presentata alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica per conoscere quali interventi il Ministero del Lavoro intenda attuare per porre rimedio a  questo fenomeno anomalo che vanifica l’aggiornamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
 

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Si aggiunga il fatto che, spesso, a convegni e seminari partecipano quali relatori funzionari di enti pubblici come le ASL, l’INAIL, Università, Regioni, Comuni e Provincie nonché altri enti istituzionali o Ordini e collegi professionali. Ciò induce a valorizzare e legittimare, con la loro  presenza il rilascio abusivo di “crediti formativi”.
 
Come rilevato dalle interrogazione sarebbe utile ed importante che i singoli funzionari, pur a titolo personale, non diano la propria adesione a convegni e seminari che rilasciano i “crediti formativi”.
 
Ma a fronte dell’abuso sistematico che si configura in una vera e propria truffa a discapito dei corsi di aggiornamento deve essere posto un freno ed uno stop immediato.
 
Il D.Lgs. 81/2008 a tale proposito è molto chiaro. Nell’articolo 32, comma 6, i R.S.P.P. e gli Addetti al Servizio sono tenuti a frequentare “corsi di aggiornamento” (e non convegni o seminari). Anche per i lavoratori ed i R.L.S.  in base all’art. 37, comma 6, sono tenuti alla formazione (e non alla convegnistica).
 
Coerentemente l’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006, punto 3, precisa la durata dei corsi di formazione ed è evidente, nei requisiti per l’organizzazione dei corsi, l’indicazione di un numero massimo di 30 partecipanti.
 
I successivi Accordi per Lavoratori, Preposti e Dirigenti, Datori di Lavoro, Abilitazione all’uso delle attrezzature perseguono la medesima linea in base alla quale l’aggiornamento si svolge attraverso “corsi” di formazione.
 
Del resto, basti pensare come i lavoratori occupati in aziende a rischio basso debbano svolgere un’aggiornamento di 6 ore preferibilmente distribuito nell’arco temporale di un quinquennio. Se, anche ai lavoratori, si applica la prassi dei crediti per la partecipazione a convegni cosa ne resta dell’aggiornamento! In una mezza giornata, ogni 5 anni, si fa una bella riunione alla faccia della “formazione periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi”.
 
Con il termine “crediti formativi” gli Accordi Stato-Regioni hanno precisato che possono essere valutati in occasione della formazione pregressa o per i Moduli A e C dei corsi per RSPP, o la formazione generale dei lavoratori e situazioni analoghe.
 
Non è prevista da nessuna norma il rilascio di “crediti formativi” relativi all’aggiornamento per i quali devono essere svolti dei veri e propri corsi di formazione.
 
La prassi dei crediti formativi, fin qui tollerata, è una pura e semplice “invenzione” che non ha nulla a che vedere con il D. Lgs. 81/2008. Il suo proliferarsi è dovuto essenzialmente all’Allegato IVX del D. Lgs. 81/2008 nel quale è previsto che l’aggiornamento dei Coordinatori “può essere svolto anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari con un numero massimo di 100 partecipanti”. Si tratta di una disposizione specifica solo per i Coordinatori della Sicurezza nei cantieri e non esiste nessuna proprietà transitiva in base alla quale il medesimo dispositivo possa essere applicato ad altre figure professionali per i quali vi è un espresso richiamo in base al quale l’aggiornamento si svolge attraverso corsi formativi.
 
Sicuramente la legislazione, tra decreti, accordi, circolari e comunicazioni non brilla per chiarezza di linguaggio. Spesso siamo in presenza incongruenze, refusi e difficoltà che non ne facilitano la loro applicazione. Sempre più bisogna attendere linee interpretative è ciò significa che le cose non sono chiare. Fermo restando il fatto che la sicurezza sul lavoro non è un esercizio di mera applicazione di norme ma piuttosto nell’effettività della formazione, ci permettiamo di avanzare due proposte in tema di semplificazione e di regolamentazione dei convegni.
 
Vi sono, ormai, in tutti gli Accordi e le circolari chiari aspetti comuni che non vale la pena sia sempre ripetuti, con il rischio di cambiare qualche virgola o qualche parola. Parafrasando il D.Lgs. 81/2008 da considerarsi quale Testo Unico per la salute e sicurezza si potrebbe redigere un “Atto unico” – che vuol dire uniforme per tutti, vecchi e nuovi - quale premessa a tutti gli accordi e circolari sulle metodologie di insegnamento e apprendimento, sui soggetti formatori, sugli attestati, sulle verifiche finali, sui corsi di aggiornamento, ecc. ecc.
 
In questo modo non si ripetono cose già dette - obbligatorie per tutti - ma ve verrebbero solo esplicitate le differenze e le peculiarità. Perché, ogni volta, bisogna sempre ricominciare daccapo, con il rischio di pensare e lavorare a comportamenti stagni mentre il sistema della sicurezza deve, o dovrebbe, rappresentare un modello di organizzazione!
Un ultimo consiglio e suggerimento per quanto riguarda i convegni ed i seminari.
 
Non si tratta di fare di ogni erba un fascio. Vi sono convegni che, con la presenza di autorevoli e qualificati relatori, possano effettivamente rappresentare momenti di aggiornamento sia a livello giuridico normativo sia a livello tecnico.
 
Nella valorizzazione di queste esperienze deve però essere circoscritto l’abuso. Una semplice proposta potrebbe essere quella di – unificando tutta la normativa – concedere per la partecipazione a convegni e seminari crediti formativi del valore di un terzo delle ore rispetto alla durata totale dell’evento. A ciò, però, bisogna aggiungere che questi cosiddetti “crediti formativi” possono costituire al massimo un 10% del totale del monte ore definito per l’aggiornamento.
 
Viene così confermato il valore di specifiche ed importanti relazioni svolte durante i convegni circoscrivendone i tempi e la durata tali da non inficiare l’aggiornamento che viene attuato con lo svolgimento di veri e propri corsi di formazione.
 
 
Rocco Vitale
 


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Rispondi Autore: Bruno Pullin - likes: 0
30/04/2012 (08:24:00)
anche i corsi di aggiornamento (a pagamento) con 120 persone in un salone di albergo sono abominevoli ... ma chissà per quale motivo vengono fatti? 120 pp * 120 €/pp = 14.400 euro; togli 400 € x relatore, 10 €/pp per catering, qualche centinaia di euro per la sala, metti pure 1000 € per segreteria ... si fa tanta ma tanta "cultura della sicurezza"
Rispondi Autore: Roberto Rossi - likes: 0
30/04/2012 (09:52:25)
Rocco Vitale è il presidente dell'AIFOS che ha organizzato corsi con più di 30 persone nelle stesse modalità da lui criticate in questo intervento perchè adesso ha cambiato opinione ?
Rispondi Autore: Bruno Sarti - likes: 0
30/04/2012 (10:51:57)
Il Prof. Vitale predica male e razzola peggio !
Un mio caro amico che ha appena abbandonato l'associazione del Professore , conoscendo la mia mania di collezionista , mi ha inviato, proprio in questi giorni e alla luce della "crociata" del Prof., un documento interessante ( naturalmente sarebbe bello che Punto Sicuro lo pubblicasse, il Direttore inquanto dirigente della stessa associazione ne è nella piena disponibilità !!!) .
Si tratta del " Regolamento n.13 dell'Ottobre 2011" ( roba fresca...ma che vedrete modificheranno !!!) che "regolamenta" il rilascio di patrocini e "Crediti Formativi " per i soci e Centri di Formazione di AIFoS.
Nel regolamento non vengono riportati limiti numerici dei partecipanti, si invita a riconoscere crediti per la durata del convegno riducendoli del 20% ( convegno di 8 ore - 6 crediti formativi ), gratis per eventi gratuiti e... udite, udite, si stabilisce un prezzo per ogni attestato rilasciato durante convegni o seminari a pagamento : €. 3,00 per attestato ...che miseria !!!
Rispondi Autore: Kendo - likes: 0
30/04/2012 (11:23:34)
Che tristezza..basta guardare questa pagina, che sembra di essere al supemercato!! Offerta lancio corso x...prendi 3 e paghi 2 per il corso y..manca solo più il cellulare in omaggio! :)
Rispondi Autore: Kendo - likes: 0
30/04/2012 (11:29:07)
Non vedo perchè i convegni non possano o non debbano costituire aggiornamento! Lo sono i congressi dei Medici, non vedo perchè non possano esserlo quelli per RSPP. O bisogna sempre e solo "ingrassare" agenzie di formazione? Spesso ho tratto più nozioni da convegni che non da corsi di formazione (dove le ore di formazione, non sono mai neanche qui quelle preventivate..tra pause, chiacchere, ritardi..). Mi sembra veramente retorica da bar..
Rispondi Autore: Rossini Massimo - likes: 0
30/04/2012 (13:09:40)
PuntoSicuro questa volta ha preso un abbaglio nel pubblicare e, di fatto, difendere una posizione indifendibile. Con la scusa della "correta formazione" (o aggiornamento, che non sono poi proprio sinonimi...) si cerca di far passare la posizione della lobby parlamentare degli enti privati di formazione, spuntati come funghi negli ultimi anni e, questi si, spesso senza nessun requisito di qualità.
Smettiamola con questi giochetti all'italiana, nello stracciarsi le vesti per mascherare il vero obiettivo: lucrare sugli aggiornamenti che ora, se uno sa muoversi bene, riesce SCANDALOSAMENTE (!!!) a frequentare gratuitamente. Inaccettabile per qualcuno, vero?
Rispondi Autore: Nardini Massimiliano - likes: 0
30/04/2012 (14:12:58)
Il bue che da del cornuto all'asino.... Sicuramente ha la stoffa del politico
Rispondi Autore: LONGERES - likes: 0
30/04/2012 (15:53:08)
NON TUTTI I CONVEGNI SONO COME QUELLI RIPORTATI DALLO SCRITTORE E REGOLE, REGOLETTE, REGOLINE PER LO PIU' SCARSAMENTE COMPRENSIBILI CE NE SONO GIA' TROPPE.
Rispondi Autore: Marco Magni - likes: 0
30/04/2012 (17:24:09)
AIFOS ha collaborato all'organizzazione del "Forum della Sicurezza" del 18 aprile 2012 (quindi molto recentemente) a Milano (dove era presente anche il Presidente AIFOS), promettendo crediti formativi per RSPP (ancora in sospeso) agli oltre 300 partecipanti al convegno gratuito. Effettivamente, un convegno ben organizzato con relatori validi e qualificati può risultare più efficace e formativo di molti corsi "accreditati" con meno di 30 partecipanti.
Stupisce comunque notare che AIFOS collabori con il proprio marchio ad un evento che non approva.
Rispondi Autore: Romsis - likes: 0
30/04/2012 (19:54:56)
E' palese come il Presidente dell'AIFOS Rocco Vitale cerca in questa sua pubblicazione di consigliare corsi di formazione a pagamento, magari poteva scrivere "fate solo corsi di aggiornamento proposti dall'AIFOS", magari sarebbe più apprezzato. Non vedo perchè un convegno GRATUITO che vede come relatori docenti universitari e funzioari di enti pubblici, magari altamente qualificati, non debba essere valido solo perchè gratuito o solo perchè non organizzato da AIFOS.
Rispondi Autore: franco illuzzi - likes: 0
01/05/2012 (14:50:42)
un plauso fuori del coro dei commenti per il caso portato ad esempio dal Presidente di Aifos in apertura del suo articolo. Come è possibile considerare ammissibile il rilascio di 10 ore di credito formativo su un corso di 8 ore???? Ma stiamo scherzando???? Se vogliamo considerarci un èpaese di serie B va benissimo. Anzi, già che ci siamo, facciamo 20 ore!
Rispondi Autore: Rocco Vitale, presidente Aifos - likes: 0
01/05/2012 (23:10:42)
Credo bene che il mio articolo abbia suscitato interrogativi e problemi di ogni sorta. Cambiare idea significa riflettere, vedere cosa succede, capire meglio le cose.
E' stato letto il mio articolo ma non ho visto gli stessi commenti all'interrogazione parlamentare.
Aifos svolge solo corsi di formazione per i formatori e sono i ns CFA che organizzano i corsi. Certo corsi, come dice la legge e non convegni.
Al convegno IPSOA abbiamo sospeso i crediti (ai partecipanti scriverà la stessa IPSOA fornendo un corso (gratuito).
E' vero prima dell'interrogazione parlamentare avevamo un ns regolamento sui convegni e crediti formativi che è stato ritirato nei giorni scorsi.
Capisco che è più facile accumulare crediti ai convegni (se sono gratis è meglio) che non andare a fare un vero e proprio corso di formazione.
Ricordo che le iniziative di Aifos sono gratuite per i soci e che prossimamente -avendo abolito i crediti ai convegni - sarà fatto il primo corso gratuito - con 30 persone come vuole la legge - sulla qualificazione dei formatori.
Rispondi Autore: Roberto Rossi - likes: 0
02/05/2012 (10:36:37)
I crediti del convegno IPSOA sono stati sospesi prima della risposta all'interrogazione parlamentare ? Alla data del convegno (18 aprile) non c'era nulla di ufficiale che impedisse questo tipo di accreditamento delle ORE di aggiornamento e sottolineo ORE perchè l'ASL controllo la durata del convegno (dalle ore X alle ore Y) non il numero di crediti rilasciato come mi ha confermato un resposabile dell'ASL a cui ho mostrato un attestato rilasciato da AIFOS quindi i crediti rilasciati al famoso convegno citato da Rocco Vitale potevano essere anche 20, 50, 100, ecc. tanto fanno testo le 8 ore relative alla durata.
Rispondi Autore: Cristina Elena Di Martino - likes: 0
02/05/2012 (18:49:09)
Egregio Sig. Rocco Vitale,
da una parte confermo quanto riferisce sul problema che un corso/convegno/seminario che dura 8 ore non è plausibile che siano concessi 10 crediti. Dall'altro mi permetta di esprimere il disappunto per cui un seminario/convegno fornisca ABUSIVAMENTE crediti formativi al posto dei "corsi di formazione". Se il concetto è che si deve equilibrare l'assegnazione del numero dei crediti, in base all'importanza dell'argomento e dei relatori, possiamo anche discuterne, approfondire il discorso e cercare di comprendere QUALE sia il vero organo istituzionale, nazionale e/o internazionale, che può delineare la possibile "classifica" dei crediti. Ma da qui a dire che sono "crediti" assegnati abusivamente giammai. Come Lei stesso riporta nell'articolo "[...]Si aggiunga il fatto che, spesso, a convegni e seminari partecipano quali relatori funzionari di enti pubblici come le ASL, l’INAIL, Università, Regioni, Comuni e Provincie nonché altri enti istituzionali o Ordini e collegi professionali. Ciò induce a valorizzare e legittimare, con la loro presenza il rilascio abusivo di “crediti formativi”[...]" Un relatore Universitario significa che si tratta di una figura professionale ABILITATA alla docenza e riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione dello stato italiano e non solo. E mi permetto di aggiungere che un convegno relazionato da un funzionario dell'ASL o dell'ISPESL ad esempio fornisce una più chiara ed esaustiva fonte di chiarimento rispetto ad un relatore di un Ente di formazione, non perchè quest'ultimo non sappia svolgere il suo lavoro di insegnante, bensì perchè i primi sono diretti testimoni sul campo, perchè sono i veri applicatori della Legge, perchè sono i veri controllori e conoscono le preoccupazioni dei lavoratori nel settore. Gli Enti di formazione privati non hanno maggiori diritti sulla formazione professionale rispetto agli Enti Statali, quindi quella "classifica" citata più sopra non può e non deve assegnare maggiori crediti solo perchè si PAGA un corso.
Il "Mercato Nero dei Crediti" esiste ed è legalizzato: all'incirca si tratta di 20 euro per ogni credito formativo!!!
Questo è un esempio che riporto sempre quando parlo dei crediti formativi: io libero professionista per lavorare devo avere svolto gli anni di istruzione sino alla 5 superiore oppure sino all'università, poi i 2 anni obbligatori di praticantato e dopo l'abilitazione per i successivi 35 anni di attività/iscrizione devo svolgere corsi di formazione obbligatori con un numero minimo, pena la sospensione dell'attività professionale. Fare il pasticcere (con il massimo rispetto di chi svolge questa attività lavorativa) basta avere 18 anni, nessun titolo di studio obbligatorio e posso vendere merce avariata senza neanche rischiare denuncia penale (grazie alle leggi nel merito cambiate proprio di recente).
E mi basta questo esempio per far venire rabbia!
Io spero che l'interpellanza sia creata con giudizio e correttezza, sopratutto con vera conoscenza del problema della formazione, perchè alla fine nessuna legge o convegno o funzionario riesce a mettere il "sale in zucca" alla gente per spiegargli come alla sera bisogna tornarci a casa e un caschetto e miglior attenzione può salvare una vita.
Rispondi Autore: Daniele Bersano - likes: 0
03/05/2012 (10:25:16)
Come sempre in Italia, si fa politica e non cultura. Un corso "bacato", con rilascio di crediti superiori al numero di ore, diventa pretesto e ariete per distruggere un sistema intero, senza alcun distinguo. E sì, perché la proposta finale è una farsa: su 60 crediti di aggiornamento, al massimo 6 potrebbero essere tramite convegni (ancorché autorevoli, ma di questo il Prof. Vitale non se ne cura), per i quali dovrei frequentare 24 ore di convegni/seminari! Allora, la questione diventa che se vado a corsi gratuiti non lavoro, se voglio lavorare devo pagare caro -e a chi dice 20 euro l'ora rilancio che spesso il minimo è 25 e a 50 euro si arriva senza troppe difficoltà. COMUNQUE INVITO TUTTI A LEGGERE QUI SOTTO IN FONDO ALLA PAGINA: PUNTO SICURO E' RIVISTA UFFICIALE AiFOS, NON STUPIAMOCI!
Rispondi Autore: Rocco Vitale, presidente Aifos - likes: 0
05/05/2012 (08:41:58)
come è mia abitudine rispondo a tutti quelli che mi scrivono.
La polemica è il sale della terra ed io, senza insultare nessuno, ho letto bene le vostre osservazioni e ne terrò conto. Solo gli imbecilli non cambiano idea: io ascolto, sento, vedo, studio mi in formo e poi cerco di fare la mio parte e dare il mio contributo.
Una cosa è certa: se non ci fossero stati "imbroglioni patentati che di mestiere fanno organizzazione di corsi" la situazione poteva essere tenuta sotto controllo.
Aifos ha fatto, patrocinato promosso con i suoi CFA convegni con crediti (da oggi ha smesso) ma con sobrietà e correttezza (8 ore di convegno 5 o 6 crediti, insomma - come hanno detto molti di voi - in ambito ragionevole)
Concordo anch'io sul fatto che molte novità normative sono svolte in convegni e non in corsi. Però ricordiamoci che l'aggiornamento non è solo legislazione ma anche nel "settore ATECO di riferimento e innovazione delle misure di prevenzione".
Diamo valore al valore ma ai convegni veri e seri.
Molti hanno abusato ed imbrogliato alla grande ed hanno fatto scoppiare il caso.
A questo punto all'abuso si risponde , con correttezza, richiamandoci ad una norma che esiste già e sono gli Accordi Stato Regione sono chiari. Può piacere o non piacere. Ognuno la può pensare come vuole ma "dura lex sed lex".
Cosa possiamo fare? Credo ampliare il dibattito, con serietà, dare consigli utili al legislatore, sviluppare esempi di buone prassi e cercare di fare qualche proposta.
Il problema è regolamentare non rigidamente ma seriamente un fenomeno che si presta all'abuso.
Noi come Aifos, siamo consapevoli dei problemi ed abbiamo anche una proposta operativa seria che verrà sperimentata il prossimo mese in Sardegna. La faremo con gli organismi di sorveglianza. Vi terremo informati e vedrete che oltre alle polemiche cerchiamo di dare risposte e modelli di buone prassi concrete ed applicabili.
Rispondi Autore: Agostino del Piano - likes: 0
06/05/2012 (00:23:37)
Non sono per nulla d'accordo con la posizione del sig. Rocco Vitale, che definisco quantomai equivoca, dato che l'Aifos è promotrice dei convegni che lui dichiara illegittimi.
Inoltre, con l'esperienza di docente di ruolo da 40 anni, l'apprendimento non si realizza con soli interventi tradizionali. Penso che un RSPP ormai abbia una consolidata formazione e l'utilizzo di strategie diversificate come convegni con relatori pubblici e qualificati siano senz'altro più incisivi di una sterile lezione magari con contenuti ripetitivi.

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