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Proposta di codice etico del RSPP

Redazione
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 RSPP, ASPP
19/02/2010: Un codice di Etica Professionale per il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
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Si riporta un articolo apparso sul numero di ottobre 2009 del Giornale degli Igienisti Industriali, del Presidente AIDII (Associazione Italiana degli Igienisti Industriali).

L'articolo in ultima pagina propone il Codice di Etica Professionale ICFP (Istituto di Certificazione delle Figure della Prevenzione).


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L’igienista Industriale, il Tecnico di Igiene Industriale, il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (ciascuno per il suo ambito operativo) si impegnano a:  

1. Esercitare la professione seguendo principi scientifici riconosciuti e avendo ben chiaro che la vita, la salute e il benessere degli individui possono dipendere dal suo giudizio professionale e che il suo primo dovere consiste nel proteggere la salute ed il benessere della popolazione.
a) Basare il giudizio professionale su principi scientifici riconosciuti.
b) Riconoscere i propri errori.
c) Non distorcere, alterare o nascondere i fatti nell'esprimere pareri professionali o raccomandazioni.

2. Fornire alle parti interessate consigli obiettivi in merito ai rischi potenziali per la salute ed alle precauzioni da prendere per evitare conseguenze negative sulla salute.
a) Ricavare le informazioni circa i rischi potenziali da sorgenti affidabili.
b) Mantenersi aggiornati sulle informazioni scientifiche in modo da informare in modo obiettivo
le parti interessate.
c) Verificare in modo opportuno che i rischi per la salute siano stati comunicati alle parti interessate.

3. Assicurare la riservatezza delle informazioni confidenziali ottenute durante la propria attività, a meno che ciò possa recare danno grave agli individui o esistano specifici obblighi di legge (oppure: rispettare la confidenzialità delle informazioni che rappresentano un segreto industriale ecc.).
a) Utilizzare le informazioni confidenziali esclusivamente per lo scopo per il quale sono state richieste.
b) Fornire informazioni confidenziali solo previa autorizzazione della persona e della organizzazione interessata.
c) In caso di pericolo per la salute o per vita notificarlo al datore di lavoro o al cliente od altre autorità.

4. Evitare circostanze che possano compromettere il giudizio professionale o dare luogo a conflitti di competenze.
a) Informare prontamente le parti interessate circa i conflitti di interessi reali o potenziali.
b) Non sollecitare o accettare direttamente o indirettamente denaro o beni di altro genere intesi ad influenzare il suo giudizio professionale.
c) Non offrire incentivi in denaro o beni di altro genere allo scopo di procurarsi il lavoro.
d) Informare clienti o datori di lavoro quando è a conoscenza di inadeguatezza o ritardo nella realizzazione di progetti di prevenzione.

5. Fornire servizi esclusivamente nelle aree per le quali si ha competenza.
a) Accettare solo incarichi per i quali possiede adeguate conoscenze ed esperienze o dispone di assistenza specialistica qualificata.
b) Disporre delle necessarie autorizzazioni o licenze richieste per legge.
c) Sottoscrivere esclusivamente documenti approntati da lui stesso o da altre persone sotto la
sua direzione e controllo.

6. Sostenere e sviluppare l'onorabilità e l'integrità della professione.
a) Evitare qualsiasi pratica, atto, o modo di operare che, per interesse privato, possa procurare discredito alla sua professione.
b) Operare sempre per l'interesse pubblico.
c) Non collaborare con persone o enti che ritiene operino in modo scorretto o fraudolento.
d) Non fare dichiarazioni non rispondenti a verità relativamente al proprio curriculum o titolo di
studio, alla propria esperienza professionale o alle proprie credenziali.

7. Evitare comportamenti ingannevoli nella sollecitudine di un impiego professionale e azioni scorrette nei confronti degli altri.
a) Non fare affermazioni false o omettere fatti che possono creare aspettative fuorvianti in merito alla propria esperienza o capacità professionale.
b) Non consigliare prodotti, apparecchi o servizi che, a sua conoscenza, siano inefficaci o scorretti.

8. Riferire il mancato rispetto del Codice di Etica e collaborare al processo di revisione dello stesso.
a) Informare il Comitato di Gestione di ICFP circa le infrazioni al codice di cui venisse a conoscenza.
b) Partecipare, se richiesto, come membro del Comitato di revisione del codice di etica collaborare con il Comitato di revisione del codice di etica.


L’articolo completo a cura di M. Cascinai, Presidente AIOII (formato PDF, 670 kB).
 



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