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L’ABC della sicurezza per i lavoratori stranieri

Redazione
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 Lavoratori
16/12/2009: Disponibile un opuscolo INAIL per coloro che lavorano in Italia da poco tempo e non conoscono ancora bene la lingua, le leggi, la normativa e le istituzioni. I diritti, i doveri e gli obblighi dei lavoratori.
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Se si assiste in generale ad una pur piccola contrazione del numero di infortuni sul lavoro, gli infortuni dei lavoratori stranieri in Italia continuano ad aumentare. Un aumento del 2% che, benché interpretabile anche alla luce di un aumento di questa forza lavoro, ci deve indurre a mettere in atto campagne di sensibilizzazione e informazione mirate.
Nasce sicuramente con questi obiettivi la pubblicazione dell’INAIL dal titolo “Straniero, non estraneo. ABC della sicurezza sul lavoro”, un opuscolo che fornisce informazioni e indicazioni pratiche - spiegate con un linguaggio semplice e con l’aiuto di molti disegni esplicativi - a coloro che lavorano in Italia da poco tempo e non conoscono ancora bene la lingua, le leggi e le istituzioni del Paese.
Insomma una sorta di guida che richiama l'attenzione su diversi aspetti: dai diritti e i doveri del lavoratore, ai doveri del datore di lavoro, alle azioni da intraprendere di fronte a infortuni o malattie professionali.


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L’opuscolo inizia ricordando che “prevenire è meglio che rischiare” e che un comportamento idoneo nei luoghi di lavoro può salvare la vita.
Nel capitolo relativo ai diritti e doveri, si ricorda ad esempio che un lavoratore ha diritto:
- a essere informato dal datore di lavoro o dal diretto responsabile sui rischi specifici della attività e anche sui rischi dell’ambiente intorno; 
- a chiedere corsi di formazione al datore di lavoro per conoscere bene quali sono questi rischi e come svolgere in sicurezza l’attività;
- ad avere gli strumenti che proteggono dai pericoli (i dispositivi di protezione) che non si possono eliminare: strumenti che il datore di lavoro deve fornire;
- a conoscere l’RSPP, ossia il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Servizio formato da mezzi e persone addette alla prevenzione e protezione dai rischi;
- a conoscere e rivolgersi all’RLS, ossia il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza che collabora direttamente al processo di prevenzione insieme al Servizio di prevenzione;
- a conoscere i nominativi degli incaricati di primo soccorso e degli addetti all’emergenza, per sapere a chi rivolgersi in caso di emergenza;
- a sapere chi è il medico competente che è incaricato, tra l’altro, della sorveglianza sanitaria sui lavoratori controllandone lo stato di salute con visite periodiche;
- a conoscere le procedure di pronto soccorso, di lotta antincendio e di evacuazione. 

Senza dimenticare inoltre i doveri del lavoratore verso se stesso e verso gli altri.
Se il primo dovere è prendersi cura di se stesso evitando comportamenti rischiosi, si ricordano anche alcuni obblighi:
- “utilizzare tutti i dispositivi di protezione individuale” (senza modificarli, osservando le istruzioni, avendo cura che siano sempre i propri, sottoponendosi all’addestramento per il loro uso corretto);
- mettere in pratica le istruzioni che dà il datore di lavoro sui dispositivi di sicurezza e sui segnali di pericolo;
- “contribuire con lui e con gli addetti alla sicurezza all’osservanza delle regole che tutelano la sicurezza e la salute;
- segnalare subito eventuali difetti dei DPI”;
- non compiere, di propria iniziativa, operazioni o manovre che non competono o che possono compromettere la sicurezza propria e degli altri compagni di lavoro.

Nel capitolo “Le forme e i colori della sicurezza”, si parla invece della segnaletica, della forma e dei colori dei cartelli nei luoghi di lavoro: elementi fondamentali per informare immediatamente di un pericolo, un divieto, un obbligo o per dare una importante informazione.

L’opuscolo si occupa infine di quello che un lavoratore deve fare se è coinvolto in un infortunio o contrae una malattia professionale e riporta le risposte ad una serie di semplici domande.
Ecco alcuni esempi:
- “in caso di malattia professionale, che cosa fai? Entro 15 giorni dal momento in cui il tuo medico ha accertato la malattia professionale devi informare il tuo datore di lavoro. Lui poi, entro 5 giorni dal momento in cui riceve il certificato, lo deve inviare all’INAIL insieme alla denuncia di malattia professionale;
- che cosa succede se lavori ma il tuo datore di lavoro non ti ha messo in regola e ti sei fatto male? O se ti ammali a causa del lavoro? Hai diritto lo stesso a tutte le prestazioni dell’INAIL;
- se sei ricoverato in ospedale come fai a comunicare l’infortunio? In questo caso è l’ospedale a inviare direttamente copia dei certificati medici sia all’INAIL che al datore di lavoro. E, comunque, devi far avvisare il datore di lavoro da parenti o conoscenti”.
 


Inail, “Straniero, non estraneo. ABC della sicurezza sul lavoro”, (formato PDF, 4.55 MB).
 



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Rispondi Autore: zurab gelashvili18/11/2015 (09:27:59)
Salve.sono dalla georgia.

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