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Le immagini dell’insicurezza

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SCENA UNO (foto 01)
 
 
A prima vista sembrava la classica situazione che vede un lavoratore che sta eseguendo la propria attività con un elevato rischio di caduta dall’alto, in quanto posizionato sulla copertura di un porticato senza l’adozione di alcuna misura di protezione anticaduta, sia essa collettiva (come prescriverebbe la norma) od almeno individuale.
Anche il collega a lato, pur essendo in presenza di rischi legati alla caduta di materiali dall’alto ha messo in evidenza il proprio elmetto, peccato che anziché proteggere lui, sia attaccato al Joystick del telecomando gru.
La corda calata dal tetto ci fa presumere che anziché la gru, per sollevare i materiali in copertura, verrà utilizzato un sistema ben più tradizionale.
 
Siamo all’ingresso di un edificio religioso, ma di compartimentazioni che impediscano il passaggio ai fedeli nella zona lavori non vi è alcun segno.
 


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SCENA DUE (foto 02-03)
 
 
 
 
 
Il secondo lavoratore, dopo aver agganciato il secchio della malta inizia a parlare con le persone presenti. Il dubbio che sia li per fermare i numerosi fedeli viene subito chiarito: uno sta chiacchierando amabilmente ed intanto alcune persone, compresi dei bambini, di cui uno su un passeggino, passano proprio sotto alla zona dell’eventuale caduta del secchio, della malta, delle lastre in pietra di rivestimento della copertura o ahimè dell’operatore.
Il secchio è certamente pesante e il primo lavoratore esercita un discreto sforzo per sollevarlo, puntellandosi sulle gambe a filo gronda. Ma la gru a cosa serve?
 
SCENA TRE (foto 04-05)
 
 
 
 
 
Lo sguardo spazia per vedere dove verrà utilizzata la malta e... sorpresa.
Scopriamo che la gru è utilizzata da un collega dei due operai che la sfrutta come piattaforma mobile “volante”:
-          una “forca” per il sollevamento dei materiali, che a prima vista non sembra “molto datata”, nemmeno tanto ben messa ed in evidente stato di degrado,
-          un pallet, nemmeno troppo integro,
-          tanta incoscienza
ed il “gioco” è fatto.
 
Quando l’insicurezza regna sovrana.
 
 
Geom. Stefano Farina, Responsabile Nazionale Comitato Costruzioni di AiFOS
 



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Rispondi Autore: Massimo Zucchiatti10/07/2015 (07:02:07)
ciao Stefano...sono le 6,30 di un soleggiato 10 luglio friulano e leggo questo articolo e ti , mi e vi chiedo...(mi sono trovato nella stessa situazione ) quando io "tecnico" che "so" o almeno conosco le norme ma sopratutto capisco a "colpo d'occhio" (altrimenti non mi fermavo a fotografare) che qualcuno sta facendo una ca...volata sopratutto a suo discapito e forse a discapito di altri (famiglia, amici, colleghi, DdL, RSPP, Preposti ecc..) con possibili gravi conseguenze per la sua vita terrena (chissà come sono i cantieri all'inferno o in Paradiso...chissà se c'è un "corso" per - qui in compenso abbiamo la "Testa sulle Nuvole"), IO fotografo specializzato in sicurezza dopo aver scattato la foto (non prima , altrimenti che foto faccio) che OBBLIGHI HO ?
1 Faccio la foto di nascosto e scappo ?
2 Faccio la foto e richiamo il lavoratore anche se non mi compete (intromissione) ?
3 Chiamo un suo superiore e glielo faccio presente (da lontano perchè potrei ricevere ingiurie e forse una picconata sulla testa) ?
4 Chiamo la Pubblica Sicurezza (Carabinieri, ASS/AAS/ASL/USL [a noi piace cambiare nomi alle stesse istituzioni...], INAIL, VVF, Polizia Locale/Vigili Urbani/Polizia Municipale) ?
STEFANO (!!) che faccio ? E se quel poveretto dal momento della foto a stamattina è caduto, è morto , la sua famiglia di moglie 3 figli lo sta piangendo, il suo DdL è indagato anzi colpevole di non averlo istruito, addestrato, informato, formato, redarguito, ecc.ecc., il RSPP si sta torcendo e non dorme perchè anche a Lui che segue (...) tanti cantieri è arrivato un Avviso di garanzia non lo ha detto alla giovane moglie che aspetta un bimbo che forse nascerà da padre indagato e colpevole di non essere stato lì in quel cantiere di non aver valutato "L'EVIDENZA DEI MANCATI INFORTUNI..."
Cosa facciamo STEFANO ?
Io alcune volte ho appeso velocemente un cartellino al bavero della camicia (ne ho uno come RSPP, uno come COORD. ESECUZIONE CANTIERI [che normalmente non faccio], uno come TUTOR per la Formazione , uno come "CONSULENTE ESTERNO" ed uno...come componente di banda Musicale [ogni tanto ci vuole !]), tanto da lontano nessuno capisce cosa ci sia scritto, ma il cartellino fa sempre l'uomo "Ispettore Cattivo dello Stato", ed ho GRIDATO al lavoratore "Mona" facendolo scendere dal tetto, dicendogli di tutto e facendolo sentire ...minuscolo davanti alla LEGGE (non davanti a me...o sì...non so e non me ne importa)
ECCO QUELLO CHE A VOLTE SE POTEVO HO FATTO...Stefano
E' giusto ? Tu hai molta molta più esperienza di me (anche se sei più giovane)...dammi un consiglio prima che oggi scatta anche io l'ennesima foto di disgraziati "Mona" che ogni tanto cadono come albicocche marce (è la loro stagione).
Mandi Stefano dal Friuli verde soleggiato e caldo (col caldo le albicocche marciscono e cadono più velocemente...)
Rispondi Autore: ALDO BELLI10/07/2015 (08:59:33)
Ok, in questo caso la responsabilità è di tutti i soggetti coinvolti (committente, direttore dei lavori, CSE, datore di lavoro, preposto, lavoratori, ecc.).
Osservo, però che il committente, a differenza di tanti lavori effettuati per conto di privati, è l'autorità religiosa che ha affidato i lavori in appalto.
Premesso che osservo i precetti religiosi del cattolicesimo, mi preme rilevare che non stiamo parlando della persona ignorante (nel senso "che ignora"), ma di un religioso (di solito anche ben acculturato) che dirige una comunità (più o meno numerosa).
Sarebbe sufficiente (ahimè!) il buon senso (quello famoso del "buon padre di famiglia", e quindi, a maggior ragione, del buon parroco/priore di quella comunità, ad esempio) per intervenire e chiedere conto di quella vergognosa (passatemi il termine) situazione!
Nel caso specifico, alla questione etica della tutela dei lavoratori, si aggiunge anche quella morale-religiosa relativa al luogo ed alle circostanze in cui vengono perpetrate le varie irregolarità (è necessario ricordare che sono sanzionate penalmente?).
Non me ne vogliano i padri di quel luogo di preghiera, ma mi pare che le questioni celesti li distraggano troppo dalla considerazione di quelle terrene!
Rispondi Autore: Eugenio Roncelli10/07/2015 (09:36:17)
Ma tutti quelli che devono controllare (come ha detto Massimo Zucchiatti "Pubblica Sicurezza (Carabinieri, ASS/AAS/ASL/USL [a noi piace cambiare nomi alle stesse istituzioni...], INAIL, VVF, Polizia Locale/Vigili Urbani/Polizia Municipale") non vanno mai in chiesa !!
E se ci vanno, non si accorgono mai dei pericoli ??
Questo, non per togliere responsabilità ai diretti interessati, ma tanto per far capire che tutti "guardano dall'altra parte".
E non importa quale sia il Committente.
Tempo fà feci osservare simili rischi al DL ed al Responsabile dell'Impresa: mi risposero che erano "semplici passanti" !!!!!
Rispondi Autore: edoardo13/07/2015 (08:53:28)
Cosa che ho fatto spesso... chiamata ai carabinieri. Saranno poi usciti? non lo so, ma se tutti noi che queste conoscenze le abbiamo iniziamo a farce sentire forse queste cose non accadranno più. Siamo in tanti, tante denunce e se chi può interviene la situazione potrebbe migliorare.
Troppo comodo pensare "ma tanto lo spisal spresal uopsal (per rifarmi al post precedente!!) non esce mai".
E' vero non esce mai se non quando è tardi. Ma se capita qualcosa chi ci rimette poi magari siamo noi collettività, che va in chiese al supermercato in strada... e dobbiamo sperare che questi "lavoratori" abbiano (passatemi il termine) "CULO".
Ci sono troppe società che fanno da CSE con 2-3 visite ANNO. Società grosse, con magari tecnici capaci ma che pensano a marginare, ad ottimizzare il proprio tornaconto. E poi un libero cittadino deve prendere un cartellino falso per intervenire?
Se fossi stato io il CSE e presente mi incazzerei pure se qualcuno si intromette nel mio cantiere, certo se sono presente...
Rispondi Autore: maurizio cappai RSPP20/07/2015 (21:00:32)
Ostia Lido, quartiere di Roma, ore 08.30 di un giorno lavorativo. Sto avvicinandomi alla stazione del treno Ostia-Roma per andare a lavorare e mi accorgo che sulla copertura orizzontale della stazione a circa 6/7 metri da terra, tre operai stanno mettendo una guaina col phon industriale per termorestringenti. Non si capisce come siano saliti, non hanno parapetto, linea vita, nulla. Poiché (credo grazie al ministro Alemanno) davanti alle stazioni sono presenti Carabinieri, Vigili Urbani e Esercito, mi affianco ad un carabiniere che ha lo sguardo rivolto verso la lavorazione e faccio la mia domanda retorica:" Ma ha visto come stanno lavorando ? è pericolosissimo !". Risposta con occhiata dall'alto in basso: "Lei deve prendere il treno ? vada che altrimenti lo perde !".
Ecco il mio commento: Solo l'educazione a partire dalla scuola, dagli 8/10 anni, forse anche prima, salverà i lavoratori del futuro e gli operai in particolare dagli infortuni e dalla morte, noi NO.
Rispondi Autore: Francesco Fantini18/09/2015 (10:22:07)
Totò diceva "chi controlla i controllori?"
Premetto che ho una altissima stima della forze dell'ordine (dei CC in particolare)
io quel treno, forse, lo avrei perso volentieri e avrei spiegato per filo e per segno all'agente quali erano i rischi e le conseguenze di tale operato, POI gli avrei enunciato le violazioni alla norma di stato (che in quanto agente di PS) avrebbe dovuto far osservare; ritengo più importante salvare una vita che sanzionare per far cassa

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