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La sentenza Thyssen, il processo Eternit e le novità sull’amianto

La sentenza Thyssen, il processo Eternit e le novità sull’amianto
23/12/2016: In questi mesi ci sono state importanti novità per i processi Eternit bis e ThyssenKrupp. E siamo in attesa di rilevanti novità normative in tema di amianto e uranio. Ne parliamo con l’ex magistrato Raffaele Guariniello.
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Torino, 23 Dic – Raffaele Guariniello, ex sostituto procuratore e ex coordinatore del pool di magistrati della Procura di Torino, specializzato nei problemi relativi alla sicurezza sul lavoro, si è dimesso, più o meno un anno fa, anticipando il suo pensionamento che era fissato per legge al 31 dicembre 2015.

Tuttavia non solo ancora oggi l’ex magistrato è attivo in materia di sicurezza – ad esempio attraverso la collaborazione a progetti e strumenti di informazione e attraverso il lavoro di consulenza per la Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito – ma molti degli attuali importanti processi in materia di sicurezza sono nati e si sono sviluppati attraverso il lavoro dell’ex magistrato e del pool della Procura torinese.


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Per questo motivo parlare oggi con Raffaele Guariniello ci permette di entrare nella cronaca di alcune delle novità inerenti due importanti processi: il processo Eternit bis, che succede al processo Eternit di cui abbiamo più volte parlato nel nostro giornale, e il processo ThyssenKrupp.

 

Nel primo caso, relativo alla richiesta di giustizia per tante vittime che hanno respirato polveri d’amianto degli stabilimenti italiani della multinazionale Eternit, a Torino a fine novembre il Giudice dell'udienza preliminare (GUP) – la figura preposta a decidere, attraverso l’udienza preliminare, sulla richiesta del pubblico ministero di rinvio a giudizio - ha derubricato, per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, l'accusa da omicidio volontario a omicidio colposo e ha dichiarato la prescrizione per un centinaio di casi, mentre per altri ha rinviato a varie procure. Una decisione che sembra allontanare ulteriormente il momento in cui per i morti di amianto si potranno finalmente accertare cause e responsabilità…

 

Nel secondo caso facciamo invece riferimento ad una novità che risale solo a poche settimane fa e che riguarda il deposito delle motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione, all’udienza del 13 maggio 2016, ha confermato la condanna per l’ex amministratore delegato della Thyssenkrupp, Harald Espenhahn, e altri cinque manager per l’incidente avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007.

 

Ed è su questi temi che inizia la nostra intervista all’ex magistrato Raffaele Guariniello.

 

Qual è il commento di Guariniello alle decisioni del GUP riguardo il processo Eternit bis?

Ricordiamo che l’ex magistrato fa riferimento – nelle sue risposte - anche al superamento della questione del principio giuridico del "bis in idem", in virtù del quale non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto.

 

La derubricazione da omicidio volontario a omicidio colposo non ricorda il precedente non riconoscimento dell’omicidio volontario con dolo eventuale per l'amministratore delegato della Thyssen? Quali gli aspetti negativi e positivi di questa nuova evoluzione del processo Eternit?

 

Guariniello si sofferma poi sul possibile futuro Testo Unico in materia di amianto per riordinare e integrare la complessa normativa correlata (ci sono più di 200 normative con riferimenti diretti o indiretti all’amianto). Quali sono gli aspetti positivi di questo Testo Unico sull’amianto? Cosa tuttavia è ancora necessario per facilitare l’applicazione della legge?

Ed è inevitabile che una risposta faccia riferimento alla sua, più volte caldeggiata, proposta di una Procura o di un’Agenzia specifica in materia di sicurezza sul lavoro.

 

Nell’intervista si affrontano poi le novità del caso ThyssenKrupp.

Cosa ne pensa l’ex magistrato delle motivazioni depositate qualche settimana fa?

 

In relazione alle sue precedenti affermazioni sul valore della nostra giurisprudenza in materia di sicurezza, rivolgiamo a Guariniello alcune domande sul disegno di legge a firma dei senatori Maurizio Sacconi (Presidente Commissione Lavoro) e Serenella Fucksia che in nome della semplificazione vorrebbe ridurrebbe il Testo Unico sulla sicurezza da 306 a 22 articoli…

Cosa ne pensa Guariniello di queste proposte?

 

L’intervista si conclude con un excursus di alcune attività attuali dell’ex magistrato, partendo dalla Commissione sull’uranio impoverito e dalla proposta di legge correlata che è stata recentemente portata all'attenzione della Camera.

 

Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di leggere una trascrizione parziale dell’intervista, realizzata il 20 dicembre, o di ascoltarla integralmente.

 

 

 

Articolo e intervista a cura di Tiziano Menduto

 

 

Il nostro giornale ha seguito in questi anni il percorso del processo Eternit, fino ad arrivare all’Eternit-bis e alla derubricazione, per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, dell'accusa da omicidio volontario a omicidio colposo, con la prescrizione per un centinaio di casi e il rinvio, per altri, ad altre procure. Non le chiedo solo un giudizio su queste recenti decisioni, ma vorrei anche un commento su questa derubricazione, che ricorda il non riconoscimento dell’omicidio volontario con dolo eventuale per l'amministratore delegato della Thyssen…

 

Raffaele Guariniello: “Sì, diciamo che è un po' sulla stessa linea. Noi ci eravamo praticamente mossi nel solco tracciato dalla Corte di Appello di Torino nel primo processo Eternit. Questo aspetto è indubbiamente importante e potrà essere ancora ridiscusso, magare in sede di ricorso per Cassazione. Però non mi sembra il punto più importante in questo momento.

Ho visto che a seguito di quelle udienze c'è stato un po' di scoramento da parte dei parenti delle vittime… Sa, io sono sempre abituato ad adeguarmi alle situazioni e, a mio parere, credo che sia comunque molto positivo il fatto che sia stato superato lo scoglio del ‘bis in idem’ che qualcuno riteneva insuperabile.

Molti dicevano che siccome era stato fatto un processo non si poteva fare il processo bis invece, tra la Corte Costituzionale è il Gup, si è risposto che questo processo si può invece fare perché non c'è il ‘bis in idem’. Questo mi pare un dato molto positivo.

E l'altro dato molto positivo è che comunque un processo verrà fatto.

Poi si è detto: ‘però viene spezzato in più parti’. Peraltro non si può non sottolineare che la maggior parte dei casi si tratterà a Vercelli, sono i casi di Casale Monferrato (…). Anche questo mi sembra un po' un aspetto da valutare non solo criticamente, ma anche in positivo. (…)

E ricordiamoci sempre che siamo l'unico paese in cui un processo per l’Eternit viene fatto. In alcuni paesi in cui c'è stata l'Eternit hanno tentato di fare il processo, ma nessuno è riuscito a portarlo avanti. E invece qui il processo si farà.

Questo mi sembra un dato molto positivo. E con il fatto che è caduto il ‘bis in idem’ si farà un processo che comprenderà i casi già contestati ma anche tutti i casi nuovi che purtroppo si verificheranno via via nel tempo.

Quindi in un momento storico in cui vediamo che, purtroppo, ci sono alcune decisioni che hanno destato un po’ di sconcerto - ad esempio con riferimento alle sentenze su Pirelli, su Fibronit e su altri casi –  di una situazione in cui il processo sarà fatto bisogna saper cogliere anche gli aspetti positivi”.

 

L’attenzione verso il tema dell’amianto, anche attraverso i processi, ha contribuito ad avvicinarci sempre più ad un Testo Unico in materia di amianto per riordinare e integrare tutta la complessa normativa correlata. Qual è il suo giudizio su questo Testo Unico?

 

Raffaele Guariniello: “Sì, ho visto. C'è questo Testo Unico che è un dato molto positivo e che naturalmente dovrà essere accompagnato da alcune premesse di carattere organizzativo e procedurale. Perché non basta purtroppo - noi lo stiamo vedendo sotto vari aspetti - fare una nuova legge. È importante, ma bisogna anche creare le premesse di carattere organizzativo, quindi una organizzazione che poi metta mano alle leggi. Se no poi queste leggi restano disapplicate…”.

 

La proposta di Testo Unico prevede anche di raddoppiare i termini delle indagini preliminari e della prescrizione in caso di processi per i reati di disastro, lesioni e morti per malattie asbesto derivate…

 

Raffaele Guariniello: “Sì, questo va tutto bene. Però lei capisce che non basta allungare i termini di prescrizione… (…) Bisogna anche accelerare i processi. È giusto evitare le prescrizioni, ma bisogna anche accelerare i processi.

Il messaggio che noi avevamo avuto dal processo ThyssenKrupp è significativo.

È stata un'esperienza eccezionale. Siamo riusciti ad evitare la prescrizione del reato e le pene sono in corso di esecuzione. E questo perché? Perché le indagini preliminari sono state fatte in due mesi e mezzo. Non perché i Pubblici Ministeri erano più bravi degli altri, ma perché c'era una organizzazione e questa organizzazione consente di fare le indagini in tempi molto più rapidi.

È questo che bisogna porsi come problema: chi applica, chi fa applicare queste norme? E quindi la mia risposta è quantomeno un “Agenzia nazionale sulla sicurezza del lavoro”…

 

Questo è un tema che abbiamo affrontato spesso. Secondo lei oggi una Procura nazionale in materia di sicurezza potrebbe essere più facilmente realizzabile rispetto a 10 anni fa?

 

Raffaele Guariniello: (…) “Se non una procura, quantomeno un'agenzia che abbia compiti di polizia giudiziaria”.

 

Le chiedo un commento in riferimento alla pubblicazione delle motivazioni del verdetto del 13 maggio 2016 riguardo al processo ThyssenKrupp…

 

Raffaele Guariniello: “Beh, insomma sembra che sia stata un'esperienza eccezionale. C’è chi dice che non c’è il dolo, ma arrivare a 9 anni e 8 mesi di reclusione, non era mai successo. Quindi mi pare che sia un dato positivo. E soprattutto che il processo non sia incorso in prescrizione.

Quindi devo dire che questa motivazione della sentenza della Cassazione accoglie tutte le nostre impostazioni, di fatto”.

 

E si riconosce nelle motivazioni, per l'amministratore delegato Harald Espenhahn, una “colpa imponente”…

 

Raffaele Guariniello: “Sì, è una bellissima sentenza che chiude il processo.

A questo punto resta solo da fare opera di giustizia, nel senso di dare esecuzione alle pene non solo nei confronti degli imputati italiani ma anche nei confronti degli imputati stranieri”.

 

Parlerei ora di Testo Unico in materia di sicurezza.

Un disegno di legge, a firma dei senatori Maurizio Sacconi e Serenella Fucksia, in nome della semplificazione vorrebbe ridurrebbe il Testo Unico sulla sicurezza da 306 a 22 articoli. Cosa ne pensa di queste proposte?

 

 

Raffaele Guariniello: “Devo dire che ho avuto occasione di parlarne anche con il presidente Sacconi. È ancora una proposta allo stato iniziale. Poi ci sono una serie di tematiche che occorre affrontare perché sono tematiche pressanti, tipo la tutela dei lavoratori distaccati, i modelli di organizzazione e gestione nelle piccole e medie imprese,… Insomma c’è una serie di temi e che sono nati dalla applicazione concreta del Testo Unico e che invece bisognerà affrontare… (…)

 

(…)

 

Sappiamo che lei, benché si sia dimesso dalla magistratura, ha continuato e continua ad occuparsi di sicurezza. So che lei collabora con una Commissione sull’uranio impoverito…

 

Raffaele Guariniello: “Lì si sta facendo un lavoro di eccellenza. Perché c’è una proposta di legge che è stata portata adesso all'attenzione della Camera e che dovrebbe essere discussa (…). Noi dobbiamo trasformare i militari in lavoratori. I militari anche loro devono essere tutelati così come i lavoratori di tutte le altre imprese pubbliche e private. E poi dobbiamo creare una organizzazione di vigilanza che non sia di giurisdizione domestica, ma che sia esterna alle Forze Armate (…)”.

 

(…)


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Rispondi Autore: carmelo catanoso
23/12/2016 (09:55:14)
Nel caso Thyssen, invece di procedere per omicidio volontario (art. 575 cp), dove la tesi accusatoria è stata rigettata in appello e cassazione (e non poteva essere altrimenti, visto l'attuale codice penale), si poteva procedere per:

- incendio (art. 423 cp) con pena prevista da 3 a 7 anni;

- omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro (art. 437 cp) con pena prevista da 3 a 10 anni;

- omicidio colposo plurimo (art. 589 cp), con max prevista di 15 anni.

Ci si è dimenticati di tenere conto di quanto previsto dall'art. 73 cp (Se più reati importano pene temporanee detentive della stessa specie, si applica una pena unica, per un tempo eguale alla durata complessiva delle pene che si dovrebbero infliggere per i singoli reati) e dall'art. 78 del codice penale (limiti aumenti delle pene).

In altre parole, non avrebbero certo dato tutti gli anni di reclusione citati ma sicuramente:

- avremmo dato giustizia ai parenti delle vittime 2 o 3 anni prima evitandogli lo strazio derivante dal rigetto delle tesi accusatorie di omicidio colposo in appello e in cassazione;

- avremmo risparmiato 2 o 3 anni di processo con risparmi economici per la collettività.

Il tutto senza dimenticare che in Germania, la pena max per omicidio colposo, risulta essere, a differenza dell'Italia, di soli 5 anni.
Rispondi Autore: carmelo catanoso
23/12/2016 (10:50:53)
Nel caso Thyssen, invece di procedere per omicidio volontario (art. 575 cp), dove la tesi accusatoria è stata rigettata in appello e cassazione (e non poteva essere altrimenti, visto l'attuale codice penale), si poteva procedere per:

- incendio (art. 423 cp) con pena prevista da 3 a 7 anni;

- omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro (art. 437 cp) con pena prevista da 3 a 10 anni;

- omicidio colposo plurimo (art. 589 cp), con max prevista di 15 anni.

Ci si è dimenticati di tenere conto di quanto previsto dall'art. 73 cp (Se più reati importano pene temporanee detentive della stessa specie, si applica una pena unica, per un tempo eguale alla durata complessiva delle pene che si dovrebbero infliggere per i singoli reati) e dall'art. 78 del codice penale (limiti aumenti delle pene).

In altre parole, non avrebbero certo dato tutti gli anni di reclusione citati ma sicuramente:

- avremmo dato giustizia ai parenti delle vittime 2 o 3 anni prima evitandogli lo strazio derivante dal rigetto delle tesi accusatorie di omicidio colposo in appello e in cassazione;

- avremmo risparmiato 2 o 3 anni di processo con risparmi economici per la collettività.

Il tutto senza dimenticare che in Germania, la pena max per omicidio colposo, risulta essere, a differenza dell'Italia, di soli 5 anni.
Rispondi Autore: Serenella fucksia
28/12/2016 (13:24:25)
Condivido quanto detto da Catanoso.

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