stampa articolo  esporta articolo in PDF

Le norme indispensabili

Le norme indispensabili
07/01/2019: Il mondo normativo produce documenti ad un ritmo sempre più accelerato. Fra tanti documenti, alcuni rivestono un ruolo fondamentale per un’azienda ed è bene che essa valuti attentamente l’opportunità di certificarsi secondo alcune norme chiave.

In tempi piuttosto difficili, quando ogni responsabile d’azienda sta valutando attentamente tutte le voci di spesa, si ode spesso affermare che il costo di una certificazione, secondo una norma specifica, potrebbe rappresentare un costo, cui non corrisponde un ritorno soddisfacente. Tutti coloro che fanno parte di comitati di certificazione sanno come, quando il contesto economico diventa difficile, possano diminuire le aziende che, ad esempio, si avvalgono di una certificazione del proprio sistema di qualità.

Per sfatare questa leggenda e per dare ai responsabili aziendali, incaricati di gestire i processi di certificazione, alcuni utili strumenti in favore di questi schemi, offro una rapida rassegna delle principali norme, per le quali una dichiarazione di conformità, o meglio ancora una certificazione, comportano significativi vantaggi per l’azienda stessa.

 

ISO 9001:2015-certificazione per il sistema di gestione della qualità

Il nuovo codice dei contratti, secondo decreto legislativo 50/2016, prevede che le imprese in possesso di certificazione sistema di qualità, in conformità alla norma ISO 9001:2015, possano ottenere uno sconto del 50% sulle fideiussioni, da presentare in fase di partecipazione a bandi di gara o in fase di aggiudicazione.

Il decreto menzionato prevede che i prestatori di servizi di ingegneria e architettura, certificati secondo questa norma, possano validare progetti di importo fino a 20 milioni di euro. Altri committenti prevedono invece che i professionisti, che vogliono partecipare a bandi di gara per progettazione e direzione lavori, debbano essere certificati secondo questa norma, non già come elemento meritorio, ma addirittura come prerequisito.

Leggendo attentamente l’articolo 38 del decreto legislativo 50/2016, si osserva che le stazioni appaltanti possono introdurre, nei capitolati di gara, un punteggio specifico per i concorrenti che si avvalgano di un sistema certificato per la gestione della qualità. In alternativa, è obbligatorio dimostrare l’impiego di metodologie e sistemi di qualità nel settore della capacità di programmazione, progettazione, verifica dell’esecuzione, rispetto della tempistica contrattuale, modalità di formazione ed aggiornamento del personale addetto. Come accennato, questi requisiti possono essere convalidati da una dichiarazione di conformità, che l’azienda, in un certo senso, rilascia a sè stessa, oppure da una certificazione di qualità, lasciata da un ente terzo. Lasciamo decidere lettori quale possa essere la dichiarazione di maggior peso.

 

 

Pubblicità
Blumatica GDPR: Account Base - Canone 12 mesi
Il software completo per la gestione della protezione dei dati personali (privacy) ai sensi del GDPR 2016/679.
 
 

ISO 14001:2015 -la certificazione del sistema di gestione ambientale

Tornando nuovamente ad esaminare il nuovo codice degli appalti, si osserva che esso prevede che le imprese in possesso di certificazione di sistema di gestione ambientale, in conformità alla norma ISO 14001:2015 abbia un ulteriore sconto del 20% sulle fideiussioni, da presentare in fase di offerta o di gara.

In molti casi, inoltre la certificazione ISO 14001 è considerata criterio di aggiudicazione di punteggi supplementari, quando il bando di gara è elaborato sulla base della valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa per il committente. Parimenti, molti committenti prevedono che questa norma sia un elemento premiante per professionisti e imprese, per partecipare a  bandi di progettazione, direzione lavori e di esecuzione dei lavori stessi; in alcune regioni italiane questo approccio è portato alle estreme conseguenze, prevedendo addirittura che la certificazione secondo questo schema sia prerequisito per il rilascio di concessione per lo sfruttamento di cave e miniere; appare evidente che il possesso di un sistema di gestione ambientale certificato secondo questa norma rappresenti una garanzia specifica per il committente.

Infine, gli impianti per il trattamento di rifiuti e discariche, che siano certificati secondo questa norma, possono usufruire dello sconto del 40% sulle fideiussioni, nonché dell’incremento della durata dell’autorizzazione integrata ambientale, che viene portata da cinque a sei anni. Inoltre, è consentito il rinnovo dell’autorizzazione in regime di auto dichiarazione, senza dover presentare lo specifico prospetto.

 

BS 18001: 2007 - sistema di gestione della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro – (OHSAS - Occupational Health and Safety Assessment Series)

Quando un’azienda è in possesso di certificazione del proprio sistema di gestione secondo questa norma, è evidentemente in grado di dare al committente oggettive garanzie circa il fatto che i lavoratori siano adeguatamente protetti e l’analisi di rischio sia stata sviluppata con accuratezza.

La certificazione secondo questa norma esime l’azienda dalla responsabilità amministrativa per i reati in materia di sicurezza, di cui al decreto legislativo 231 / 2001; inoltre è prevista l’esenzione delle sanzioni penali previsti dallo stesso decreto legislativo, determinate in funzione delle condizioni economiche e patrimoniali dell’azienda. Colgo l’occasione per ricordare che la gamma delle sanzioni va da un minimo di circa 64.000 € fino a un massimo di più di 1 milione e mezzo di euro. Un altro vantaggio aggiuntivo di questa certificazione è quello che consente la riduzione del tasso Inail fino al 30%, oltre a ridurre i premi assicurativi relativi al rischio di danno al patrimonio aziendale.

 

ISO 50001:2011- Sistemi di gestione dell'energia - Requisiti e linee guida per l'uso

E’ un vero peccato che in Italia ancora questo tipo di certificazione non sia sufficientemente diffuso. È bene ricordare che a partire dal 5 dicembre 2015, ogni quattro anni le grandi imprese, vale a dire quelle con oltre 500 dipendenti, sono obbligate a condurre una diagnosi energetica di siti produttivi, ubicati sul territorio nazionale, in conformità al decreto legislativo 102/2014, allegato 2. Quest’obbligo non si applica alle grandi imprese che hanno adottato sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico, realizzato secondo lo schema illustrato nell’allegato 2 di questo decreto. Questa norma è di particolare interesse per le imprese a forte consumo di energia, quali che siano le loro dimensioni, perché esse debbono eseguire diagnosi energetiche ed attuare progressivamente gli interventi di accresciuta efficienza, suggeriti sulla base degli esiti delle diagnosi stesse o, in alternativa, adottare sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001.

 

 

Adalberto Biasiotti

 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Hai qualcosa da dire su questo articolo? Aggiungi ora il tuo commento


Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.
Nome e cognome: (obbligatorio)
Email (se vuoi ricevere l'avviso di altri commenti)
Inserisci il tuo commento:(obbligatorio)

Leggi anche altri articoli sullo stesso argomento:

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'
Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM

Quesiti? Proponili nel FORUM!