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Direttiva Atex: la pulizia negli ambienti pericolosi e i requisiti EHSRs

Redazione
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 Approfondimento
15/06/2010: Il rispetto dei requisiti essenziali per la pulizia negli ambienti pericolosi: le zone pericolose, i livelli di protezione, le attrezzature, la destinazione d’uso e gli aspiratori.
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PuntoSicuro ha già approfondito un intervento relativo ai processi produttivi ed ambienti a rischio tratto dal convegno “La direttiva ATEX ed il suo impatto sulle industrie”, convegno che si è tenuto il 14 dicembre 2009 a Bari ed è stato organizzato dalla Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani con il coordinamento del Gruppo di Lavoro indipendente per la sicurezza in ambienti a rischio di esplosione.

Riprendiamo il tema della prevenzione negli ambienti a rischio di esplosione, approfondendo un secondo intervento dal titolo “La pulizia negli ambienti pericolosi, garantire il rispetto dei requisiti ATEX Essenziali per la Salute e la Sicurezza (EHSRs)”, intervento tenuto dal Dott. Stéphane Briquet, rappresentante per l’Italia al IEC e membro CEI (Comitato Elettrotecnico italiano).




Ricordiamo che la International Electrotechnical Commission (IEC) è un'organizzazione internazionale per la definizione di standard in materia di elettricità, elettronica e tecnologie correlate. Molti dei suoi standard sono definiti in collaborazione con l'International Organization for Standardization (ISO).

L’intervento si propone di dare informazioni relative ai requisiti essenziali di sicurezza e di salute (EHSR) negli ambienti con atmosfere potenzialmente pericolose, con riferimento alle direttive ATEX:
- Direttiva 1999/92/CE – Datore di lavoro: con particolare attenzione al miglioramento della sicurezza e della tutela della salute dei lavoratori;
- Direttiva 94/9/CE – Produttore: con particolare riferimento alla progettazione di impianti destinati all'utilizzo in atmosfera potenzialmente esplosiva.

Riguardo alla direttiva 1999/92/CE, quando i posti di lavoro sono zone pericolose è necessario:
- “determinare e valutare i rischi;
- classificare le aree pericolose in zone;
- scegliere attrezzature progettate, operanti e revisionate tenendo conto della sicurezza”. 
E le Atmosfere Esplosive si classificano a seconda che siano:
- “presenti in permanenza, spesso o per lunghi periodi (Zona 0 e 20);
- probabili, si verificano occasionalmente durante il normale funzionamento (Zona 1 e 21);
- non probabili, si verificano durante il normale funzionamento ma, qualora si verifichino, ciò avvenga solo per un breve periodo (Zona 2 e 22)”.

Secondo quanto indicato nella direttiva 94/9/CE “le apparecchiature destinate ad essere utilizzate in atmosfere potenzialmente esplosive devono essere progettate dal punto di vista della sicurezza integrata contro le esplosioni” (Dir. 94/9/EC Allegato II). 
Inoltre le apparecchiature destinate ad essere utilizzate in atmosfere potenzialmente esplosive “devono soddisfare i requisiti EHSR della direttiva, tenendo conto della loro destinazione d'uso (Dir. 94/9/CE Articolo 3)”.
I livelli di protezione individuati sono tre:
- “Gruppo II, Categoria 1 – Livello di protezione molto alto;
- Gruppo II, Categoria 2 – Livello di protezione alto;
- Gruppo II, Categoria 3 – Livello di protezione normale”. 

Tenendo ora conto dei livelli di protezione e delle aree pericolose, la scelta delle attrezzature deve fare riferimento a questo semplice schema:
- “in zona 0 o zona 20 : attrezzature categoria 1;
- in zona 1 o zona 21: attrezzature categoria 1 o categoria 2;
- in zona 2 o zona 22 : attrezzature categoria 1, 2 o 3”.
Quanto detto riguardo ai requisiti EHSR è applicabile:
- “a tutte le atmosfere potenzialmente esplosive;
- a tutte le apparecchiature destinate ad essere utilizzate in atmosfere potenzialmente esplosive (carrelli elevatori, aspiratori, altro)”. 
Riguardo poi all’impiego delle apparecchiature in modo conforme alla destinazione, l’autore riporta due brevi ma esplicative frasi della direttiva 94/9/EC:
- “uso degli apparecchi e sistemi di protezione e dei dispositivi di cui al paragrafo 2 in conformità dei gruppi e delle categorie di apparecchi, nonché di tutte le indicazioni fornite dal fabbricante e necessarie per il funzionamento sicuro degli apparecchi” (Dir.94/9/CE Articolo 1); - “per gli apparecchi e sistemi di protezione, la nozione di impiego conforme alla destinazione è di primaria importanza per la sicurezza contro le esplosioni” (Dir.94/9/CE introduzione).

Applichiamo quanto riportato dal relatore agli aspiratori:
- “la marcatura ATEX non è sufficiente a soddisfare le EHSR ATEX”
- la sua destinazione d'uso deve essere convalidata”. 
Ad esempio, poniamo che si intenda utilizzare l’aspiratore in Zone 2 e 22 per recuperare polveri combustibili o liquidi infiammabili… In questo caso bisogna ricordare che un aspiratore “può essere certificato ATEX e non progettato per recuperare polveri combustibili o liquidi infiammabili”.

L’autore conclude ricordando che per i controlli di fabbricazione interni bisogna fare riferimento alla direttiva 94/9/CE, allegato VIII e opera un confronto tra questo allegato e l’OSHA (Occupational Safety and Health Administration) negli Stati Uniti e l’International IECEx system.
Ad esempio secondo l’OSHA “le Attrezzature per aree pericolose devono essere approvate da un Laboratorio di Test Nazionale certificato ai sensi del programma OSHA NRTL” (Nationally Recognized Testing Laboratories).
Il Sistema IECEx (IEC system for certification to standards relating to equipment for use in explosive atmospheres) include “la valutazione e la certificazione delle attrezzature e dei servizi coperti dalle norme CEI per le atmosfere esplosive”.
Inoltre “prevede anche la valutazione e la certificazione delle persone che lavorano in atmosfere esplosive”.
 


La pulizia negli ambienti pericolosi, garantire il rispetto dei requisiti ATEX Essenziali per la Salute e la Sicurezza (EHSRs)” Dott. Stéphane Briquet - Rappresentante per l’Italia al IEC SC61J/JWG1 - Membro CEI TC 31 e TC 61 - Quality Manager del Gruppo Tiger-Vac, intervento al convegno “La direttiva ATEX ed il suo impatto sulle industrie” che si è tenuto il 14 dicembre 2009 a Bari (formato PDF, 739 kB).





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